Dall’opera Il crociato del secolo XX, Plinio Corrêa de Oliveira, del prof. Roberto de Mattei, Prefazione di S. Em. Alfons Maria card. Stickler S.d.B, Piemme, 1996, pp. 182-185:

 

Ambienti, costumi, civiltà

 

In Rivoluzione e Contro-Rivoluzione Plinio Corrêa de Oliveira scrive che «Dio ha stabilito relazioni misteriose e mirabili tra certe forme, colori, suoni, profumi, sapori, e certi stati d'animo; è chiaro che con questi mezzi si possono influenzare a fondo le mentalità, e indurre per­sone, famiglie e popoli a formarsi una condizione spiri­tuale profondamente rivoluzionarie» (104).

Questo passaggio è fondamentale per comprendere il peculiare contributo di Plinio Corrêa de Oliveira alla rivista «Catolicismo» nella rubrica Ambienti, Costumi, Civiltà, non da tutti compresa nella sua straordinaria portata.

L'ambiente è l'armonia che risulta dall'affinità di vari esseri riuniti in uno stesso luogo ed esercita una pro­fonda influenza sugli uomini. «Gli uomini si formano ambienti a loro immagine e somiglianza, ambienti in cui i loro costumi e civiltà si espandono. Ma è anche vero, in larga misura, l'inverso: gli ambienti formano a loro immagine e somiglianza gli uomini, i costumi, le civiltà» (105).

Una prova dell'importanza dell'ambiente per lo svi­luppo equilibrato della vita naturale e soprannaturale è costituita dalla sapienza con cui Dio ha ordinato il grande ambiente del creato in cui siamo immersi, for­mato dagli esseri viventi che ci circondano: piante, ani­mali, e che ha al vertice l'uomo, immagine e somiglian­za di Dio.

L'interpretazione e i commenti delle fisionomie di uomini d'eccezione, santi o rivoluzionari, costituirono, in questo senso, una nota costante del pensiero di Pli­nio Corrêa de Oliveira. Il modo di essere di un uomo si esprime infatti nella fisionomia, nel portamento, nel tratto e anche negli abiti, il cui mutamento nella storia è legato al mutamento delle personalità e dei tipi umani (106). «La società, per così dire, - affermò Pio XII - parla col vestito che indossa; col vestito rivela le sue segrete aspirazioni e di esso si serve, almeno in parte, per edificare o distruggere il proprio avvenire» (107).

«Se l'abito deve essere in armonia con chi lo usa, e con la circostanza in cui viene usato, - nota da parte sua il pensatore brasiliano - è chiaro che nell'uomo emi­nente esso deve armonizzarsi con l'importanza ottenu­ta da questi. Ma Dio non ha per figli solo uomini emi­nenti. Ogni creatura umana, per modesta che sia, ha una dignità propria, naturale e inalienabile. E maggio­re, incommensurabilmente maggiore, è la dignità dell'ul­timo, del più oscuro figlio della Chiesa, come cristiano, ossia come battezzato, come membro del Corpo Mistico di Nostro Signore Gesù Cristo» (108).

Così è per l'arte, per l'urbanistica, per l'architettu­ra, che risultano da un insieme di idee, tendenze, aspi­razioni e attitudini psicologiche (109). All'ordine antico me­dievale, che esprimeva nell'architettura gotica l'armo­nia della filosofia scolastica (110), egli contrappone la Babele moderna.

«I suoni tipici delle immense Babeli moderne, il fra­stuono delle macchine, il. tumulto e il vociare degli uo­mini che si affannano dietro al denaro e ai piaceri, che non sanno più muoversi ma solo correre, che non san­no lavorare senza estenuarsi, che non riescono a dor­mire senza calmanti né divertirsi senza eccitanti, la cui risata è un ghigno frenetico e triste, che non sanno più apprezzare le armonie della vera musica ma solo le cacofonie del Jazz... tutto questo è eccitazione disordi­nata, tipica di una società che potrà trovare la vera pace solo quando avrà reincontrato il vero Dio'' (111).

Come gli abiti, anche il linguaggio, i gesti, i riti, sono elementi che hanno grande importanza culturale e peda­gogica per il bene comune dei popoli (112). È una “liturgia” sociale naturale che si esprime nell'ordine e nel fasto.

Nel firmamento della Chiesa si conciliano armoni­camente estremi apparentemente contraddittori come la vocazione solitaria del monaco, ispirata a una tota­le rinuncia al mondo, e lo splendore delle cerimonie pontificie che esprimevano un tempo, il maggior fasto di cui il mondo fosse capace.

«No, tra i due ordini di valori non esiste contraddizio­ne, se non nella mente degli egualitari, servi della Rivo­luzione. Al contrario: la Chiesa si mostra santa proprio perché, con uguale perfezione, con la stessa sopranna­turale genialità, sa organizzare e stimolare la pratica di quelle virtù che splendono nella vita oscura del mona­co, e anche di quelle che rifulgono nel sublime cerimo­niale del Papato, Di più: una cosa si equilibra con l'al­tra. Potremmo quasi dire che un estremo (nel senso buo­no del termine) compensa l'altro e si contempera con esso. Il fondo dottrinale in cui questi due santi estremi s'incontrano e si armonizzano è molto chiaro.

Dio Nostro Signore ci diede le creature, affinché esse ci servano per giungere a Lui. Così, bisogna che la cul­tura e l'arte, ispirate dalla Fede, pongano in evidenza tutte le bellezze del creato irrazionale e tutti gli splendori del talento e della virtù dell'anima umana. È quel­la che si chiama cultura e civiltà cristiana. In questo modo, gli uomini si formano nella verità e nella bellez­za, nell'amore per il sublime, per la gerarchia, e per l'or­dine che rispecchiano nell'universo la perfezione del Cre­atore. E così le creature servono, di fatto, alla nostra sal­vezza e alla gloria divina. Ma d'altra parte esse sono contingenti, passeggere; solo Dio è assoluto ed eterno. Bisogna ricordarsene. Pertanto, è bene allontanarsi dalle creature, disprezzandole, per pensare solo a Lui. Nel pri­mo modo, si sale a Dio considerando tutto ciò che le cre­ature sono; nell'altro modo, si giunge a Lui consideran­do ciò che esse non sono. La Chiesa invita i suoi figli a percorrere entrambe le vie, con lo spettacolo sublime del suo fasto e con la meditazione delle mirabili rinuncie che solo Essa sa ispirare e far realizzare effettivamente» (113).

Note:

104 P. CORRÊA DE OLIVEIRA, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, cit., Parte I, Cap. X, 2.

105 P. CORRÊA DE OLIVEIRA, Sêde prudentes como as serpentes e simples como as pombas, in «Catolicismo», n. 37 (gennaio 1954).

106 P. CORRÊA DE OLIVEIRA, Indumentária, hierarquia e igualitarismo, in «Catolicismo», n. 133 (gennaio 1962); cfr. anche ID., O hábito e o monge, in «Catolicismo», n. 62 (febbraio 1956).

107 Pio XII, Discorso di Gran Cuore dell'8 novembre 1957, in DR, vol. XIX, p. 578.

108 P. CORRÊA de OLIVEIRA, Dignidade e distinção para grandes e pequenos, in  «Catolicismo», n. 33 (settembre 1953).

109 P. CORRÊA DE OLIVEIRA, O espírito cristão e o espírito pagão manifestados pela arquitetura, in «Catolicismo». n. 7 (luglio 1951).

110 Cfr. ERWIN PANOFSKY, Architettura gotica e filosofia scolastica, tr. it. Liguori, Napoli 1986.

111 P. CORRÊA DE OLIVEIRA, Tranquilidade da ordem, excitação na desordem, in «Catolicismo», n. 110 (febbraio 1960).

112 P. CORRÊA DE OLIVEIRA, Têm os símbolos, a pompa e a riqueza uma função na vida humana?, in «Catolicismo», n. 82 (ottobre 1957). Cfr. anche, sul tema del cerimoniale del potere pontificio, i due stu­di As cerimonias da posse de Eisenhower à luz da doutrina católica, e Por que o nosso mundo pobre e igualitário se empolgou com o fau­sto e a magestade da coroação?, in «Catolicismo», n. 27 (marzo 1953) e n. 31 (luglio 1953), tr. it. Sul cerimoniale del potere, in «Cristiani­tà», nn. 73-74 (maggio-giugno 1981).

113 P. CORRÊA DE OLIVEIRA, Pobreza e fausto: extremos harmônicos no firmamento da Igreja, in «Catolicismo», n. 96 (dicembre 1958).

 

__________

 

PREFAZIONE

di S. Em. Alfons Maria card. Stickler *

 

Nei periodi di crisi e di confusione che spesso cono­sce la storia, le biografie degli uomini significativi pos­sono talvolta indicare il retto cammino più di astratti vo­lumi di morale o di filosofia.

I principi infatti vanno concretamente vissuti e quanto più la temperie dei tempi è ostile all'incarnazione stori­ca dei valori, tanto più diventa necessario conoscere la vita di chi ha posto questi valori al centro della propria esistenza.

Ciò è accaduto, nel nostro secolo, con Plinio Corrêa de Oliveira, il grande pensatore e uomo d'azione brasi­liano di cui il prof. Roberto de Mattei ha composto, da par suo, la prima biografia in Europa a un anno dalla scomparsa, avvenuta a San Paolo del Brasile il 3 otto­bre 1995.

Con la coerenza della sua vita di autentico cattolico, Plinio Corrêa de Oliveira ci offre una conferma della fecondità della Chiesa. Le difficoltà dei tempi sono, in­fatti, per i veri cattolici, occasioni di misurarsi nella sto­ria per affermarvi la perennità dei principi cristiani. Fu quanto fece l'eminente pensatore brasiliano, mantenen­do alta, nell'età dei totalitarismi di ogni colore ed espres­sione, la sua fedeltà irremovibile al Magistero e alle isti­tuzioni della Chiesa. Accanto alla fedeltà al Papato, un tratto caratteristico della sua spiritualità, che mi piace ricordare, si manifestò nella devozione a Maria Ausi­liatrice, la Madonna del Rosario e della vittoria di Lepan­to, che egli venerò nella Chiesa salesiana del Sacro Cuo­re di Gesù di San Paolo.

Ricordo ancora con soddisfazione di essere stato tra i presentatori in Italia, dell'opera magistrale di Plinio Corrêa de Oliveira, Nobiltà ed élites tradizionali analo­ghe nelle allocuzioni di Pio XII, che costituisce a mio avviso, assieme a Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, uno dei prodotti più alti dell'ingegno del pensatore brasiliano.

Mi compiaccio infine con l'autore di quest'opera, il prof. Roberto de Mattei, al quale mi legano sentimenti di amicizia e di consonanza ideale, per la maestria con cui è riuscito a restituirci la figura e l'opera di Plinio Corrêa de Oliveira di cui egli appare degno discepolo in Europa.

Tutti i fondatori e le personalità di spicco nella sto­ria della Chiesa, hanno patito incomprensioni e calun­nie. Non meraviglia dunque che anche Plinio Corrêa de Oliveira sia stato oggetto, e possa continuare ad esserlo in futuro, di campagne di denigrazione, alimentate ad arte da chi si oppone al suo ideale di ricristianizzazione della società. Tali campagne diffamatorie hanno colpi­to, nel nostro secolo, anche tante altre associazioni cat­toliche, che si sono volute demonizzare come "sette". È interessante notare che queste campagne si fanno tan­to più aggressive quanto maggiore è la fedeltà cattolica delle associazioni colpite. Ciò dimostra che il vero ber­saglio delle accuse è la Chiesa, a cui si vuole negare il ruolo di "maestra di verità" recentemente riaffermato del Santo Padre Giovanni Paolo II nella Enciclica Veritatis Spiendor. Dispiace che a queste campagne di denigra­zione promosse dai nemici della Chiesa si prestino tal­volta cattolici che si pretendono ortodossi.

Mi auguro che questa biografia di Plinio Corrêa de Oliveira possa dissipare critiche e incomprensioni e co­stituire un punto di riferimento ideale per tutti coloro che, con generosità, vogliono dedicare le proprie energie al servizio della Chiesa e della Civiltà cristiana.

Quest'opera di servizio alla Chiesa non esige solo rettitudine dottrinale, ma anche vita interiore e speciale spirito di penitenza e di sacrificio, proporzionato alla gra­vità dell'ora presente.

Plinio Corrêa de Oliveira ce ne offre, con la sua vita e con la sua opera, un chiaro esempio.

Assicuro le mie preghiere e la mia benedizione per tutti coloro che di questo spirito e di questa visione del mondo autenticamente cattolica, si faranno imitatori e propagatori.

Roma, 2 luglio 1996

Festa della Visitazione

 

* Il cardinale Alfons Maria Stickler, salesiano, è nato a Neuen­kirchen [Austria] nel 1910. La sua particolare vocazione allo studio delle scienze giuridiche lo avviò all'insegnamento nel Pontificio Ateneo Salesiano, del quale è stato prima Decano della Facoltà di Diritto Canonico e in seguito Rettore dal 1958 al 1966. Ponendo al servizio della Santa Sede le sue spiccate doti accademiche, dopo aver diret­to il Pontificio Istituto di Alte Scienze Latine, fu nominato Prefetto della Biblioteca Vaticana. Nel 1983 Giovanni Paolo II lo elevò alla dignità episcopale e poi, nel crearlo cardinale con il titolo diaconale di San Giorgio in Velabro, lo fece Bibliotecario e Archivista di Santa Romana Chiesa. È autore di importanti studi teologici e canonici tra­dotti in numerose lingue (N.d.R.).

__________

 

Per conoscere di più su Plinio Corrêa de Oliveira, si può vedere, per esempio, i seguente siti in italiano:

Associazione Tradizione, Famiglia, Proprietà

Alleanza Cattolica

Centro Culturale Lepanto

Il portale Totus Tuus

IntraText.com