COSTUMI, AMBIENTI, CIVILITÀ
Due quadri, due mentalità, due dottrine
Plinio Corrêa de
Oliveira (*)
Il lettore faccia un esercizio con la fantasia
e supponga che sia possibile ritornare al tempo di Cristo, ed entrare
nella stanza dell’umile abitazione della Sacra Famiglia a Nazareth. Immagini di trovare lì la Madonna che gioca con il Bambino. E
che l’una e l’altro fossero esattamente come Rouault li ha immaginati nel quadro a sinistra. Questa
vista soddisferebbe le aspettative del lettore? Corrisponderebbe a ciò che ci si potrebbe aspettare della Madre di
Dio e dello stesso Verbo Incarnato? Troverebbe in queste figure un riflesso autentico
dello spirito cristiano, delle virtù ineffabili di Gesù e Maria? Evidentemente no.
Quindi, colui che si impegna affinché l’arte cristiana
rifletta in modo degno e adeguato lo spirito del Vangelo e della Chiesa non può
rimanere indifferente al fatto che quadri di questo stile diventino generalizzati
fra i fedeli.
Alla
fine, cosa potrà pensare e sentire sulla Sacra Famiglia un popolo che non
abbia davanti a sé altro che opere pittoriche o scultoriche
di questo livello? L’arte cristiana ha il compito di promuovere,
nella misura delle sue possibilità peculiari, la diffusione della sana dottrina.
E non si può ritenere che lo spirito di questo quadro
sia propizio a tale scopo.
Per spiegare meglio queste affermazioni, consideriamo, invece, quanto è efficace
questo quadro del "Maître de Moulins" (sec.
XV), anch'esso raffigurante la Madonna
ed il Bambino, per far capire con i sensi ciò che la Chiesa ci
insegna su Gesù e Maria.
(*) Catolicismo, N.º 06, Giugno 1951