Il dono del timore perfeziona allo stesso tempo la virtù della speranza e quella della temperanza : la virtù della speranza, facendoci temere di dispiacere a Dio e d'essere da Lui separati ; la virtù della temperanza, distaccandoci dai falsi piaceri che ci potrebbero far perdere Dio. È quindi un dono che spinge la volontà al rispetto filiale di Dio, ci allontana dal peccato perché gli dispiace, e ci fa sperare nel suo aiuto.
Il timore di Maria fu grande, ma non servile. Piena di grazia e tutta pura, tutta santa, Lei non poteva temere una punizione, come non poteva temere di perdere Dio con il peccato. Il timore di Maria è un timore reverenziale, provenendo da un sentimento molto vivo della maestà infinita di Dio e della sua infinita potenza.
Tratto da: Gabriele M. Roschini, OSM, Dizionario di Mariologia, editrice Studium - Roma 1961, p. 138-139








