AMBIENTI COSTUMI CIVILTA': Il ricchissimo significato morale dei semplici oggetti casalinghi
Notizia del 11/01/2007 stampata dal sito web www.lucisullest.it
Plinio Corrêa de Oliveira (*) Il profilo espressivo di questo uomo accostato nella sua poltrona conserva resti di forza di altri tempi. Qualcosa d’imponderabile e molto nitido mostra che si tratta di una persona consumata, un anziano forse, oppure qualcuno che si trova alla soglia della vecchiaia e che la malattia o le nostalgie hanno invecchiato precocemente. Intorno a lui e servendo da cornice, quante cose parlano con la voce degli oggetti piacevolmente casalinghi, quella penombra accogliente, fatta di ombre fraternamente armonizzate con uno zampillo splendido di luce mattutina! In una parola, quanto ambiente si può trovare in una semplice stanza di un anziano! Di quella poltrona fatta per un riposo con dignità — "otium cum dignitatis" — quest’uomo, coinvolto in una luce che brilla senza bruciare, guarda dalla finestra spalancata tutto un panorama. Situazione propizia per considerare da lontano e dall'alto le persone, le cose, il passato e la vita. Precisamente le grandi considerazioni che sono la distrazione degli anziani, il frutto più alto della loro esperienza, e la loro migliore preparazione per l’eternità. Queste riflessioni esigono un habitat pieno di quiete, dove l’anima possa volare verso le alte regioni e le cose servano amabilmente il corpo affinché non abbia fastidi. Gli occhi possono posare distesi su queste penombre bizzarre e amiche, dove gli oggetti familiari rendono chiara una bellezza affabile e non pretenziosa. Sopra un robusto tavolo in legno intagliato c’è un piccolo pezzo di pane che è rimasto dell’ultima refezione, un pittoresco vaso, alcuni grandi fiori un po’ rustici. Tutto è decente, piacevole, serio e allo stesso tempo ameno. E quando l’anima, stanca di considerazioni più elevate, vuole distrarsi, ha veramente con cosa intrattenersi. C’è il piccolo gatto che rappresenta nel quadro l'elemento di vivacità, di grazia e di fantasia. C’è il pavimento in pietre o in mattoni, i cui rettangoli hanno tanto incanto alla luce del sole; c’è il tavolo che evoca tanti pasti familiari di altri tempi; ci sono i fiori che costituiscono una nota di animazione e di gioia; c’è ognuna di queste cose e, molto di più di tutto questo, c’è l’insieme di tutte, cioè, c’è un ambiente... Niente è superpulito, né superordinato, neppure cerca di apparire più ricco di quello che è. Le cose sono quello che sono e formano un'atmosfera carica di significati morali, così utile per l’anima quanto lo sono per il corpo il sole e l’aria pura che l’anziano sembra aspirare con grandi sorsi. (*) Catolicismo, N. 108, Dicembre 1959.