<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="0.91"><channel><title>Luci sull'Est</title><description>Notizie selezionate dall'associazione Luci sull'Est</description><link>http://www.lucisullest.it</link><language>it</language><item><title><![CDATA[EGITTO: all&#39;interno della protesta di Piazza Tahrir si sono infiltrati gruppi violenti ]]></title><description><![CDATA[<div>(Agenzia Fides) - &ldquo;Dopo la preghiera del venerd&igrave; si vedr&agrave; se vi saranno altri scontri. La sensazione &egrave; che purtroppo vi saranno nuovi scontri&rdquo; dicono all&#39;Agenzia Fides fonti locali dal Cairo, dove ieri ci sono stati degli scontri di fronte al Ministero dell&#39;Interno. Sempre ieri, 2 febbraio, a Suez due manifestanti sono rimasti uccisi e 30 feriti, nel corso della protesta per i 74 morti di due giorni fa a Port Said, al termine di una partita di calcio (vedi Fides 2/2/2012).</div>
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<div>&ldquo;Oggi i giovani di Piazza Tahir non sono pi&ugrave; del tutto gli stessi rispetto a quelli che hanno avviato la rivoluzione che ha portato alla caduta di Mubarak, un anno fa&rdquo; spiegano le fonti di Fides. &ldquo;Nella protesta di Piazza Tahrir ormai sono associate componenti pi&ugrave; violente e disilluse sulle prospettive future del Paese. All&#39;interno dei gruppi che scendono in piazza a protestare vi sono inoltre persone che sono state segnate dalla rivoluzione: chi ha perso dei familiari, altre sono state ferite o hanno subito lesioni gravissime. Si &egrave; quindi creata una spirale di vendetta, anche perch&eacute; coloro che hanno guidato la repressione sono ancora al potere&rdquo;</div>
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<div>&ldquo;Non si pu&ograve; infine escludere la presenza di provocatori per creare disordine&rdquo; continuano le fonti. &ldquo;&Egrave; un vecchio trucco: pi&ugrave; si crea la percezione del caos e pi&ugrave; la gente &egrave; disponibile ad accettare una restrizione delle libert&agrave; civili pur di avere garantita la sicurezza. Questo per permettere l&#39;estensione della legislazione d&#39;emergenza che offre ampi poteri ai militari, che ancora controllano il potere esecutivo&rdquo;.</div>
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<div>In questo quadro se i Fratelli Musulmani, che hanno gi&agrave; vinto le elezioni per la Camera Bassa, vinceranno anche al Senato, come probabile, forse vedranno un loro candidato diventare Capo dello Stato, quindi si preparano a governare il Paese. &ldquo;Guardando il sito dei Fratelli Musulmani - spiega la nostra fonte - si vede che loro si dissociano dalle violenze e tendono di nuovo a riproporre le vecchie interpretazioni secondo le quali i disordini sono provocati da &#39;mani straniere&#39;. &Egrave; un modo per dire che chi &egrave; contro il governo &egrave; un traditore della patria. Comunque la fratellanza, non essendo ancora al governo, si trova in una posizione mediana tra l&#39;esercito e il resto della popolazione&rdquo; concludono le fonti di Fides. (L.M.) (Agenzia Fides 3/2/2012)</div>]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=7379]]></link></item><item><title><![CDATA[INDIA: proiettava un film su Gesù: Pastore malmenato e ferito da radicali indù]]></title><description><![CDATA[<div>(Agenzia Fides) &ndash; La sua &ldquo;colpa&rdquo; era quella di aver organizzato la proiezione di un film su Ges&ugrave; con fedeli della sua comunit&agrave;: per questo il Pastore protestante Rajendra Masih, 35 anni, che opera nel distretto di Rajnandgaon, nello stato di Chhattisgarh (India centrale) &egrave; stato percosso e ferito da un gruppo di radicali ind&ugrave; dell&rsquo;organizzazione estremista &ldquo;Bajrang Dal&rdquo;, che lo accusavano di &ldquo;conversioni fraudolente&rdquo;. </div>
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<div>L&rsquo;episodio, avvenuto il 31 gennaio e riferito all&rsquo;Agenzia Fides, mostra come &ldquo;l&rsquo;intolleranza religiosa verso i cristiani sia allarmante&rdquo;, nota a Fides l&rsquo;Ong &ldquo;Global Council of Indian Christians&rdquo;. Il Pastore aveva scelto la visione di un film in lingua hindi. </div>
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<div>Alla fine della proiezione, improvvisamente, 9 militanti ind&ugrave; hanno fatto irruzione nella sala, distruggendo tutte le attrezzature, come lo schermo, il lettore DVD e gli altoparlanti. Poi hanno afferrato il Pastore Rajendra e hanno iniziato a picchiarlo duramente, causando lacerazioni e contusioni sul viso e ferendolo gravemente all&rsquo;occhio sinistro. </div>
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<div>L&#39;aggressione, unita a urla e insulti, si &egrave; protratta per oltre un&#39;ora, mentre i fedeli presenti, fra i quali alcuni bambini, erano terrorizzati. Gli attivisti hanno poi chiamato la polizia, accusando il pastore di conversioni fraudolente di fedeli ind&ugrave; al cristianesimo. </div>
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<div>La polizia ha preso in consegna il Pastore per ulteriori indagini. Il Pastore ha fornito la sua versione dei fatti (aveva solo organizzato la visione di un film) e gli agenti, non riscontrando alcun reato, lo hanno rilasciato. (PA) (Agenzia Fides 3/2/2012)</div>]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=7378]]></link></item><item><title><![CDATA[CAMBOGIA: tribunale dei Khmer rossi: in appello, ergastolo per il compagno Duch]]></title><description><![CDATA[<div>In primo grado il direttore della prigione S-21, dove sono morte decine di migliaia di cambogiani, aveva subito una condanna a 30 anni. Per i giudici i crimini commessi &ldquo;sono i peggiori nella storia dell&#39;uomo&rdquo;. Egli &egrave; l&#39;unico ad aver ammesso le proprie colpe. Centinaia di sopravvissuti al regime hanno ascoltato la lettura della sentenza. <br />
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Phnom Penh (AsiaNews 03-02-2012) - Il tribunale Onu per i crimini di guerra in Cambogia ha respinto oggi&nbsp;l&#39;appello presentato dai legali di Kaing Guek Eav - meglio conosciuto come compagno Duch - commutando in ergastolo la pena a 30 anni di galera inflitta in primo grado. Nel proclamare la sentenza Kong Srim, presidente della Corte, ha sottolineato che i giudici hanno deciso di &ldquo;comminare la pena del carcere a vita&rdquo; perch&eacute; i &ldquo;crimini commessi [...] sono indubbiamente fra i peggiori registrati nella storia dell&#39;uomo&rdquo;. E per questo l&#39;ex comandante della famigerata S-21, il carcere di Tuol Sleng a Phnom Penh, merita &ldquo;la pena pi&ugrave; elevata possibile&rdquo;. Centinaia di cambogiani - molti dei quali sopravvissuti al genocidio perpetrato dai Khmer rossi - hanno assistito al verdetto finale del procedimento. <br />
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Il 69enne compagno Duch, il solo ad aver ammesso le proprie colpe e aver chiesto perdono, dopo un lungo cammino che l&#39;ha spinto anche a convertirsi al cristianesimo, &egrave; stato arrestato nel 2010 e condannato a 30 in primo grado. Nella S-21 sono morte fra le 15mila e le 17mila persone, per fame, stenti, torture o esecuzioni sommarie. Egli ha appellato la sentenza, affermando che era &ldquo;solo&rdquo; un ufficiale di seconda fascia, costretto a seguire gli ordini impartiti dai leader Khmer rossi nel &ldquo;timore di venire ucciso&rdquo;. Tuttavia, i giudici non hanno creduto alle sue parole e hanno aumentato l&#39;iniziale pena a 35 anni, poi ridotta a 30, comminando il carcere a vita. <br />
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Alla caduta del regime dei Khmer rossi il 7 gennaio 1979, con l&#39;invasione di Phnom Penh delle truppe vietnamite, solo sette persone sono riuscite a fuggire dalla prigione, riuscendo a salvarsi e raccontare poi i drammi patiti in carcere. Fra questi vi era il famoso artista Van Nath, che &egrave; riuscito a salvarsi dipingendo ritratti di Pol Pot, del compagno Duch e altri leader dei movimento maoista. Le sue celebri opere hanno inoltre documentato un drammatico spaccato della vita nelle celle e delle quotidiane torture inflitte a uomini, donne, bambini e neonati massacrati senza piet&agrave; alcuna. Egli &egrave; morto il 5 settembre 2011 all&#39;et&agrave; di 66 anni (cfr. <em>AsiaNews</em> 07/09/2011 <a href=&quot;http://www.asianews.it/notizie-it/Phnom-Penh:-morto-Vann-Nath,-l’artista-che-ha-dipinto-le-atrocità-dei-Khmer-rossi-22568.html&quot;><strong>Phnom Penh: morto Vann Nath, l&rsquo;artista che ha dipinto le atrocit&agrave; dei Khmer rossi</strong></a>). <br />
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La Cambogia porta ancora le ferite della dominazione dei Khmer rossi guidati dal sanguinario Pol Pot, che ha governato il Paese dal 1975 al 1979 seminando morte e distruzione. In pochi anni il regime ha eliminato - per fame o nei famigerati Killing Fields, campi di sterminio alle porte di Phnom Penh - quasi due milioni di persone (circa un quarto della popolazione). Molte delle vittime erano intellettuali, medici, insegnanti ed esponenti dell&rsquo;elite culturale. Al momento &egrave; in corso un secondo processo contro altri tre leader Khmer rossi: Nuon Chea, conosciuto con il soprannome di &ldquo;Fratello numero due&rdquo;; Khieu Samphan, ex capo di Stato della Kampuchea Democratica; Ieng Sary, ex ministro degli Esteri del regime. <br />
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Tuttavia i critici sottolineano che il Tribunale Onu, criticato per corruzione e inefficienze, ha colpito - in parte - solo i simboli del regime ma non ha garantito vera giustizia al popolo cambogiano. Pol Pot &egrave; morto nel 1998 per malattia e non ha mai subito processi n&eacute; incriminazioni per le atrocit&agrave; commesse sotto il suo comando. Inoltre, molti dei vecchi funzionari di secondo piano e vecchi quadri del movimento maoista sono ancora oggi liberi e in molti casi ricoprono importanti ruoli di governo.</div>]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=7377]]></link></item><item><title><![CDATA[USA: “Libertà religiosa in pericolo. Dobbiamo essere pronti, come i primi martiri, al sacrificio” afferma vescovo americano]]></title><description><![CDATA[<div>LINCOLN, 31 gennaio 12 (ACI / EWTN News) .- Mons. Bruskewitz, Vescovo statunitense ha affermato che come con i primi martiri cristiani della Chiesa, i cattolici degli Stati Uniti devono essere preparatio a soffrire anche la prigione, a seguito della decisione di Obama di costringere i datori di lavoro a pagare un&rsquo;assicurazione che comprende anche farmaci contraccettivi, sterilizzazione e aborto.</div>
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<div>Lo ha detto il vescovo di Lincoln (Nebraska), Mons. Fabian W. Bruskewitz, riferendosi all&rsquo;ordinanza dell&#39;amministrazione Obama, rilasciata lo scorso 20 gennaio attraverso il Dipartimento di Salute e Servizi Umani, che stabilisce che a partire dal 2013 i datori di lavoro hanno l&#39;obbligo di pagare l&#39;assicurazione che copre le citate pratiche contro la vita.</div>
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<div>&ldquo;Non possiamo non rispondere a questa regola ingiusta. Come i martiri dei primi giorni, dobbiamo essere pronti ad accettare la sofferenza che pu&ograve; includere pesanti multe e perfino il carcere&rdquo;, l&#39;arcivescovo ha evidenziato in una lettera che ha voluto fosse letta durante la Messa di domenica 29 gennaio in tutta la sua diocesi.</div>
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<div>&ldquo;La nostra libert&agrave; religiosa in America &egrave; in grave pericolo&rdquo;, ha detto.</div>
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<div>Il Segretario del Dipartimento di Salute e Servizi Umani, Kathleen Sebelius, che afferma per giunta di essere cattolica, ha lasciato un periodo di un anno per dare tempo alle istituzioni religiose di mettersi in regola.</div>
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<div>&ldquo;Questo significa che tutti i nostri ospedali cattolici, le scuole, le agenzie di servizi sociali e simili saranno costretti a partecipare al male&rdquo;, ha riferito il vescovo.</div>
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<div>Il vescovo ha anche detto che la Chiesa &ldquo;ha chiesto al presidente Obama di revocare questa legge, ma tutte le richieste, rivolte alla sua amministrazione, hanno trovato un muro e sono cadute nel vuoto&rdquo;.</div>
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<div>Il vescovo di Lincoln &egrave; solo uno dei molti leader della chiesa in America che ha parlato su questo tema controverso.</div>
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<div>Anche nella diocesi di Phonenix, i cattolici hanno udito un messaggio dal tenore simile, da parte di Mons. Thomas J. Olmsted, che ha sottolineato come le persone di fede non debbano essere &ldquo;relegate a cittadini di seconda classe&rdquo; o &ldquo;spogliati dei loro diritti dati da Dio&rdquo;.</div>
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<div>Il Vescovo di Marquette, nel Michigan, Mons. Alexander K. Campione ha dichiarato che se questa legge entrer&agrave; in vigore &ldquo;noi cattolici saremo costretti o a violare le nostre coscienze, o a tralasciare la copertura sanitaria per i nostri dipendenti e di conseguenza soffrire guai per questo.&rdquo;</div>
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<div>L&#39;arcivescovo di New Orleans, il vescovo Gregorio M. Aymond, nella sua lettera pastorale per il finesettimana ha ricordato che &nbsp;&egrave; necessario reagire per tempo a questo &ldquo;attacco senza precedenti contro la libert&agrave; religiosa&rdquo;.</div>]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=7376]]></link></item><item><title><![CDATA[RICORRENZE: S. Biagio e la benedizione della gola]]></title><description><![CDATA[<div>di <a target=&quot;&quot;&quot;_blank&quot;&quot;&quot; href=&quot;&quot;&quot;http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=10805&amp;IDCategoria=205&quot;&quot;&quot;>Carlo Lapucci</a></div>
<div>San Biagio fu vescovo di Sebaste, in Armenia, e martire nel IV secolo presumibilmente sotto l&rsquo;imperatore Licinio (307-323) collega di Costantino. Nella sua citt&agrave; Sebaste, in quella che oggi &egrave; l&rsquo;Anatolia, pare facesse il medico e quindi fu fatto vescovo. Rimane una figura misteriosa in quanto si trova per cos&igrave; dire in bilico tra la storia e la leggenda: la documentazione storica &egrave; labile, ma le testimonianze numerose; il leggendario invece &egrave; considerevole e bella la sua Passio, anche se tarda. Il suo culto &egrave; molto esteso in Oriente e anche in Occidente dove &egrave; documentato fino dai primi secoli: lo speco nel quale si ritir&ograve; San Benedetto nel V secolo era a Subiaco presso un luogo di preghiera dedicato a San Biagio. Moltissime sono le chiese dedicate a questo Santo: Roma ne aveva una trentina. In Toscana era particolarmente onorato a Pistoia, nella cui cattedrale si conservavano alcune reliquie del Santo e la sua festa veniva celebrata con solennit&agrave;. A Montepulciano a San Biagio &egrave; dedicato il magnifico tempio, opera del San Gallo. Costruito sui ruderi d&rsquo;una chiesa precedente si pensa che questa a sua volta sia sorta sopra i resti di un tempio pagano e questo insediamento di chiese dedicate a San Biagio sopra antichi luoghi di culto pagani &egrave; un dato frequente. Si pu&ograve; pensare quindi che per la sua popolarit&agrave; il Santo sia stato uno di quelli preferiti dalla Chiesa per soppiantare culti pagani particolarmente pervicaci, forse il culto di Mitra e i mitrei.</div>
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<div><strong>Santo mite e misterioso</strong><br />
La data della sua festa, che forse fu il 2 di febbraio, scorse al giorno attuale 3 per cedere il posto alla festa della Purificazione di Maria. Nella commemorazione anticamente si &egrave; verificata poi una probabile sovrapposizione con il ricordo di un altro santo dello stesso nome: San Biagio di Cesarea, in Cappadocia, che faceva il guardiano di armenti (Blasius armentarius). Nel martirologio compare per&ograve; solo Biagio di Sebaste, mentre non c&rsquo;&egrave; quello di Cappadocia.<br />
Non &egrave; da escludere che le due figure coincidano per il fatto che Biagio ebbe un culto molto vivo nel mondo della campagna e della pastorizia dove, sulla spinta di una leggenda, contese a Sant&rsquo;Antonio il patrocinio degli animali e nulla di pi&ugrave; facile che la figura si possa essere sdoppiata. Questo santo &egrave; comunque fortemente individuato e popolare come protettore degli animali ed &egrave; ancora conosciuto come protettore contro il mal di gola. Anche tale patrocinio &egrave; dovuto alla narrazione della sua Passio, nella quale si riferisce una prodigiosa guarigione di un bambino al quale si era confitta una spina di pesce nella gola.</div>
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<div><strong>Le candele e i pani</strong><br />
Rimane ancora nel giorno della sua festa l&rsquo;uso della benedizione della gola, ovvero la benedizione di San Biagio contro le malattie di gola, inserita nel Rituale romano. Un tempo, specialmente in campagna, pochi vi avrebbero rinunciato perch&eacute; si diceva che preservava nell&rsquo;anno da tutte le malattie della gola. Dopo la messa il 3 febbraio il sacerdote in piedi sul presbiterio pone due candele incrociate sotto il meno a contatto della gola a ciascuno dei fedeli che, uno alla volta, passano davanti a lui e s&rsquo;inginocchiano. A ognuno impartisce la benedizione con le parole: &laquo;Per intercessione di San Biagio, Vescovo e Martire, Dio ti liberi dal male della gola e da ogni altro male. Nel nome del Padre, del figlio e dello Spirito Santo. Cos&igrave; sia&raquo;. In taluni luoghi le candele vengono baciate o si usano altre forme rituali.</div>
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<div>La benedizione avviene in alcuni luoghi usando due candele benedette nel giorno precedente, festa della Candelora, mentre comunemente quelle usate per la benedizione della gola vengono benedette il giorno stesso con un formulario speciale del Rituale: Benedizione delle candele nella festa di San Biagio Vescovo e Martire. Come spesso succede questa usanza pu&ograve; apparire ai nostri occhi un po&rsquo; singolare, ma nasconde una terribile realt&agrave;. Ricordo che da piccoli nonne e zie ci portavano tutti, i renitenti a scapaccioni, a prendere questa benedizione. Con la neve e il ghiaccio ci si doveva alzare presto, ma la risposta era sempre la stessa: che tutti i bambini dovevano essere benedetti per San Biagio. Forse anche gli adulti non sapevano ormai perch&eacute;, ma era rimasto, conscio o inconscio, il ricordo di una malattia della gola, spesso mortale, che prendeva soprattutto i bambini: la difterite, il krup, nelle varie forme. Fino ai primi dell&rsquo;Ottocento fu confusa con altre malattie della gola. Era detta con un termine generico, ora obsoleto, squinzania, che indicava diverse affezioni morbose della gola: dalla semplice infiammazione della faringe a quella che veniva chiamata soffocazione, anche velo perch&eacute; la gola cominciava a velarsi, e placche, perch&eacute; sul palato si formavano placche le quali, moltiplicandosi, portavano all&rsquo;impossibilit&agrave; di respirare. Quando si presentava il mal di gola in un bambino, cosa assai frequente in inverno (intorno alla festa del Santo), la famiglia tremava fino alla sua guarigione, perch&eacute; si sapeva come poteva finire. Si comprende bene come la disperazione nei secoli spingesse a cercare protezione da una malattia inesorabile che colpiva soprattutto gli esseri pi&ugrave; deboli e amati della famiglia.</div>
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<div>Altro uso del giorno di San Biagio &egrave; la distribuzione in chiesa di piccoli pani benedetti. Si dice anche che sia stato il Santo a indicare un semplice rimedio per cacciare le spine di pesce che restano nella gola, consistente nell&rsquo;inghiottire una mollica di pane, e i pani benedetti vorrebbero ricordare proprio questo. Una postilla devota alla leggenda vuole che il Santo, oltre alla benedizione, dette a mangiare al ragazzo anche una mollica di pane. In realt&agrave; anche qui siamo in bilico tra la devozione e la superstizione: la distribuzione del pane nelle chiese veniva fatta anche per altre feste (Gioved&igrave; santo), come uso devoto, ma originariamente anche come aiuto a chi non aveva da mangiare: siamo nel pieno inverno, il periodo che in tempi di penuria poteva essere per molti di fame.</div>
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<div><strong>La storia e la leggenda</strong><br />
Inutile tentare di districare i dati storici dalla leggenda di San Biagio: probabilmente il suo martirio avvenne nell&rsquo;anno 316 e quindi &egrave; stato tra le ultime vittime delle persecuzioni, che Licinio, nel tentativo di sopraffare Costantino, continu&ograve; in Oriente, anche dopo l&rsquo;editto del 313 che vi aveva posto fine, per trarre dalla propria parte i pagani.</div>
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<div>Biagio, quando cominci&ograve; la persecuzione, si ritir&ograve; su un monte abitando dentro una caverna, ma venne scoperto e arrestato. Sottoposto a numerose torture, cadde decapitato. La Passio dice che il Santo fu torturato con pettini di ferro: in realt&agrave; non si sa cosa fossero questi strumenti, ma nella tradizione sono divenuti i pettini usati dai cardatori di lana, elementi divenuti un suo attributo comparendo costantemente nell&rsquo;iconografia. In questa compare nei suoi paramenti da vescovo, reggendo un pettine, ovvero con le due candele incrociate. &Egrave; anche raffigurato sotto la tortura mentre, legato a una colonna, o a una forca, gli vengono dilaniate le carni con i pettini.</div>
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<div>San Biagio non &egrave; invocato nelle Litanie dei Santi, per&ograve; si trova nel numero dei Santi Ausiliatori, il che significa che &egrave; stato tra i santi pi&ugrave; venerati e popolari per ben oltre un millennio e la sua storia si trova nella Leggenda aurea. &Egrave; patrono di almeno 24 importanti centri in Italia, citt&agrave;, tra le quali Ragusa, Ostuni, Ruvo, Fiuggi. Considerevole poi &egrave; il numero delle sue protezioni e questo insieme di cose pare abbia messo in imbarazzo i riformatori del nuovo Calendario Liturgico, tanto che ne hanno lasciata la memoria, pur essendo inesorabili nei casi come questo, in cui manca un&rsquo;affidabile documentazione storica. Le sue numerose protezioni pare siano dovute alla presenza di elementi forti della sua figura, che contavano molto nel passato. La malattia della gola era una delle pi&ugrave; frequenti e tormentose. Una volta riconosciuto, questo patrocinio facilmente si &egrave; esteso a tutto quanto aveva relazione con l&rsquo;apparato respiratorio, capitolo considerevole della salute e delle attivit&agrave;.</div>
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<div>La protezione degli animali &egrave; un altro motivo che nasce da una storia di grande suggestione derivante dalla vita del Santo, visitato nel suo speco da una moltitudine di animali diversi, cosa che fu poi causa della sua fine. Nel Nord era molto pi&ugrave; diffusa tale devozione ma ancora da noi si trovano immagini di un santo attorniato dagli animali, soprattutto selvatici, che molti credono Sant&rsquo;Antonio, fino a scriverlo nelle didascalie di raffigurazioni artistiche come le ceramiche. In realt&agrave; si tratta di una immagine di San Biagio al quale si usa ugualmente raccomandare gli animali. Lo si riconosce perch&eacute;, essendo una figura imponente di barbuto e antico santone, ha in mano un pettine, o un bastone, che ricorda il pastorale, ma nessun attributo di Sant&rsquo;Antonio Abate: il fuoco, il porcello, il tau. In tale veste Biagio non ha la mitria, che gli compete come suo attributo, ma vesti dimesse che lo assimilano all&rsquo;altro Biagio armentarius.</div>
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<div>La perdita delle bestie, soprattutto vaccine, &egrave; una grave sciagura per i contadini, mentre a quel tempo i pastori temevano molto le stragi fatte dai lupi nei greggi, e una leggenda vuole proprio che Biagio ne ammansisse uno.</div>
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<div>Anche l&rsquo;uso degli arnesi di ferro &egrave; stato un forte richiamo per le protezioni. Nel mondo rurale gli arnesi da taglio facevano un tempo molte vittime tra i contadini ignoranti e poco accorti. La stessa cosa accadeva tra gli artigiani tanto che altri santi, come San Bartolomeo, che fu scorticato e porta come attributo un coltello, &egrave; stato eletto protettore di conciapelli, macellai, pellicciai, sarti, e addirittura l&rsquo;Arcangelo Michele, per brandire la spada, fu scelto dai salumieri. Il bisogno di tutela da questi incidenti, che potevano ridurre un uomo a una vita miseria e tribolata, ha chiamato il Santo a proteggere molti di coloro, che per lavoro dovevano maneggiare arnesi pericolosi di ferro.</div>
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<div>Un elemento appare una sovrapposizione, o una giustapposizione con la festa della Candelora che cade il giorno prima: la candela per l&rsquo;uso della benedizione. La tradizione narra come la donna, che per sua intercessione aveva riavuto il porcello rubatole dal lupo, port&ograve; a Biagio imprigionato qualcosa da mangiare, ed ebbe dal Santo il ringraziamento insieme alla promessa: &laquo;Ogni anno offri in una chiesa edificata in mio nome un pane e una candela e te ne verr&agrave; bene e salute&raquo;. Questo si trova scritto nella Leggenda aurea e potrebbe spiegare sia l&rsquo;uso delle candele nella benedizione, sia quello dei pani.</div>
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<div><strong>San Biagio nella grotta</strong><br />
Quando l&rsquo;imperatore romano scaten&ograve; la persecuzione dei cristiani nell&rsquo;Armenia, molti fedeli consigliarono il vescovo Biagio a fuggire e nascondersi, per cui il Santo si ritir&ograve; sulle pendici selvagge di un alto monte e visse in una spelonca come un eremita cibandosi del poco che trovava e dormendo in un giaciglio di erba e foglie secche. Ora avvenne che gli animali selvatici presero ad andare a quella spelonca e a fermarsi intorno a Biagio: cervi, caprioli, asini selvatici, ma anche belve feroci e serpenti che rimanevano quieti in pace e non si allontanavano finch&eacute; il Santo non aveva dato loro la benedizione. Col tempo sempre pi&ugrave; i cacciatori si trovarono costretti a tornare dalla foresta a mani vuote, non avendo visto neppure un animale, poich&eacute; tutte le bestie erano convenute alla grotta di Biagio: gli uccelli gli portavano di che mangiare e lui, che era medico, curava le bestie ferite e malate. Qualcuno alla fine scopr&igrave; la ressa degli animali intorno alla grotta dell&rsquo;eremita e and&ograve; a riferirlo all&rsquo;imperatore che divenne furibondo e mand&ograve; una delle sue legioni a prendere il vescovo. Dispersi gli animali, entrati nella caverna, i soldati arrestarono Biagio e lo condussero davanti al tiranno, che lo condann&ograve; a morte.</div>
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<div><strong>Il fanciullo con la spina di pesce</strong><br />
Mentre Biagio veniva condotto alla citt&agrave; per presentarsi al cospetto dell&rsquo;imperatore furono pi&ugrave; i miracoli compiuti dei passi da lui fatti. Rapidamente si sparse la voce in quella terra che passava il Vescovo prigioniero e molti accorrevano a salutarlo, altri per essere guariti, altri consolati. Per tutti il Santo aveva una parola, un sorriso, una carezza e non pochi si trovarono sanati senza aver chiesto nulla, solo perch&eacute; qualcuno aveva letto nel loro cuore.</div>
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<div>Accorse anche una donna piangente, tenendo tra le braccia il figlio morente chiedendo che Biagio lo guarisse: mentre mangiava una lisca di pesce gli si era confitta nella gola e nulla era valso a toglierla e il ragazzo era alla fine. Il vescovo pose le mani sopra il corpo esanime rapidamente la vita ritorn&ograve; e tossendo il ragazzo sput&ograve; la spina e fu sanato. Disse allora Biagio che tutti quelli che l&rsquo;avessero invocato nelle tribolazioni della malattia avrebbe avuto il suo aiuto.</div>
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<div><strong>San Biagio, la vedova e il lupo</strong><br />
Una povera vedova si era allevata un porcello con il quale sperava di vincere la fame, ma un lupo glielo prese portandoselo nel bosco. La donna allora accorse sulla via dove passava Biagio prigioniero e, gettandoglisi ai piedi, disse:</div>
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&ndash; Come far&ograve;, meschina, a sfamare i miei figli, ora che ho perso tutto quello che avevo?<br />
Il Santo allora le disse:</div>
<div><br />
&ndash; Donna, non temere, tu riavrai il tuo porcello.</div>
<div><br />
Di l&igrave; a poco il lupo torn&ograve; mansueto e riport&ograve; alla donna il suo animale.</div>
<div><br />
Incarcerato e maltrattato Biagio fu portato alla presenza dell&rsquo;imperatore, ma non si pieg&ograve; all&rsquo;intimazione di abiurare al suo Dio e onorare le divinit&agrave; pagane, per cui fu sottoposto a pene e torture. Fu ordinato che fosse straziato con pettini di ferro e cos&igrave; esangue fu riportato in carcere.</div>
<div><br />
La donna che per sua grazia aveva riavuto il suo porcello, quando seppe che Biagio era imprigionato, uccise l&rsquo;animale e corse alla prigione portandogli il capo e le zampe, nonch&eacute; una candela fatta di sego. Il Santo accettando il dono le disse:</div>
<div><br />
&ndash; Ogni anno offri in una chiesa edificata in mio nome un pane e una candela e te ne verr&agrave; bene e salute.</div>
<div><br />
Il processo continu&ograve; e Biagio resistette impavido nella sua fede, per cui fu condannato ad essere annegato in uno stagno. Ma lui, camminando sulle acque, torn&ograve; alla riva dove sub&igrave; il martirio per decapitazione.</div>
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<div><strong>Protezioni</strong><br />
San Biagio, tra le sue altre protezioni, ne ha una singolare, che &egrave; quella d&rsquo;essere il santo patrono degli osti. Nessun elemento della sua leggenda lo vede amico di questi bottegai, n&eacute; frequentatore dei loro posti di lavoro. L&rsquo;anomalia spiega come si sceglieva talvolta da parte dei lavoranti il santo protettore. Infatti a Roma la corporazione degli osti ebbe sede presso la chiesa di San Biagio e quella fu la loro cappella, dal che venne la scelta del Santo come loro protettore.<br />
<br />
Malati di gola, per il miracolo del bambino<br />
Animali, per la sua vita eremitica con gli animali<br />
Pastori e guardiani di greggi<br />
Greggi dalle insidie dei lupi, per il miracolo della vedova<br />
Pettinai, per il pettine, attributo del Santo<br />
Cardatori, per i pettini del martirio<br />
Musicisti di strumenti a fiato, collegato alla protezione della gola<br />
Mugnai di mulini a vento<br />
Materassai, per i pettini del martirio<br />
Laringoiatri, coloro che curano l&rsquo;apparato respiratorio<br />
Osti (v. sopra)<br />
Lanaioli<br />
Linaioli <br />
Funai e canepari<br />
&Egrave; invocato anche dalle fanciulle per trovare marito</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Proverbi</strong><br />
<em>Il Barbato, il Frecciato, il Mitrato: il freddo &egrave; andato.</em><br />
Le ricorrenze di questi tre santi che sono rispettivamente: Sant&rsquo;Antonio, il 17 gennaio, San Sebastiano il 20 gennaio e San Biagio il 3 febbraio sono considerate le ultime tappe del freddo invernale. Antonio abate viene rappresentato con una lunga barba, Sebastiano coperto di frecce, strumento del suo martirio, e il vescovo Biagio con la mitria. Suppliziato con pettini di ferro &egrave; detto anche il Pettinato.<br />
<br />
<em>Il giorno di San Biagio si benedice la gola e il naso.</em><br />
Per la festa di San Biagio si usa in chiesa al mattino benedire la gola.<br />
<br />
<em>Per San Biagio il freddo goccia il naso.</em><br />
Il freddo intenso provoca il raffreddore che fa gocciare il naso.<br />
<br />
<em>San Biagio, se trova il giaccio lo disf&agrave;, e se non lo trova fa.</em><br />
Se &egrave; freddo porta il clima temperato, se &egrave; mite porta il freddo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Fonte: <a target=&quot;&quot;&quot;_blank&quot;&quot;&quot; href=&quot;&quot;&quot;http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=10805&amp;IDCategoria=205&quot;&quot;&quot;>Toscana Oggi</a></div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=6445]]></link></item></channel></rss>
