<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="0.91"><channel><title>Luci sull'Est</title><description>Notizie selezionate dall'associazione Luci sull'Est</description><link>http://www.lucisullest.it</link><language>it</language><item><title><![CDATA[SANTI: don Luigi Orione, un carattere di fuoco]]></title><description><![CDATA[<div>Il volto di don Orione. Lo conosciamo dalle fotografie o grazie alla descrizione dei testimoni: energico e rugoso, occhi vivi e penetranti, protetti da folte sopracciglia, capelli canuti e fitti, mascella robusta, sorriso aperto. <br />
Ma quale era il suo carattere, la sua personalit&agrave;? <br />
In questo breve viaggio introspettivo dobbiamo rifarci necessariamente a coloro che lo conobbero di persona. <br />
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Nel corso delle lunghe deposizioni rilasciate in occasione del processo di beatificazione, quasi tutti i testimoni riferiscono del temperamento di don Orione, definendolo <em>&laquo;ardente e sensibilissimo&raquo; </em>(Perduca), <em>&laquo;pronto e ardente&raquo; </em>(Penco), <em>&laquo;impulsivo, vivace&raquo;</em> (Gallarati Scotti), <em>&laquo;vivo e ardente&raquo;</em> (Piccinini), <em>&laquo;forte, quasi impulsivo&raquo; </em>(De Paoli), <em>&laquo;ardente e generoso&raquo;</em> (Cribellati). <br />
Sorprendentemente, in un suo scritto, lo stesso don Orione confessa di avere <em>&laquo;un carattere selvaggio&raquo;</em>.<br />
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Don Orione, dunque. non passava di certo inosservato! <br />
Don Vincenzo Guido che gli fu compagno durante gli anni del seminario attesta: <em>&laquo;don Orione ebbe sempre, anche da giovane, un carattere vivace, ardente e pronto: ho per&ograve; sempre notato in lui uno sforzo costante per dominarsi. Non mi risulta che abbia nelle sue parole, e nei suoi scritti, usato acrimonia&raquo;.</em> <br />
Un altro sacerdote, don Isola, che per anni gli fu confidente, riferisce: <em>&laquo;don Orione riconosceva di avere un carattere impulsivo. Un giorno, nell&#39;invitarmi a restare con lui mi disse: &quot;Guarda che io sono un uomo duro&quot;. Se ben ricordo, cit&ograve; in proposito il carattere di S. Gerolamo&raquo;.</em> <br />
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Questo caratteristico temperamento gli proveniva in parte dalla natura, in parte dall&#39;educazione ricevuta dai genitori. Suo padre aveva combattuto per Garibaldi, ed egli era cresciuto con una naturale ammirazione per i caratteri forti, riconoscendo di essere in fondo al cuore un impulsivo congenito. <br />
Ma fu la madre Carolina, in particolare, a trasmettergli e forgiargli quel carattere di fuoco che i testimoni gli riconoscono. Essa si distingueva per l&#39;energia nelle decisioni e il gran senso pratico. Non sapeva n&eacute; leggere n&eacute; scrivere, tanto che firm&ograve; l&#39;atto di matrimonio con la caratteristica croce degli analfabeti. Alcune testimonianze ce la presentano come <em>&laquo;donna di profondi sentimenti religiosi&raquo; ; &laquo;di gran fede e di grande animo&raquo;; &laquo;donna risoluta, molto devota&raquo;.</em> <br />
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Don Orione non fece mai mistero che l&#39;impulsivit&agrave; del suo carattere venne domata dalla madre, la quale non gli risparmi&ograve;, in qualche occasione, nemmeno delle buone battute. <br />
Passando un giorno da Pontecurone, suo paese natale, confid&ograve; a chi lo accompagnava: <em>&laquo;Qui mia madre mi diede un sacco di sante botte... Quando andavo a far legna, io cercavo di non fare i &quot;sanguanei&quot; </em>(una specie di vimini), <em>perch&eacute; mia madre li adoperava per darmeli sulle gambe, quando facevo i capricci. E mi ricordo che quando mi batteva mi diceva: Io porto la gonna, ma posso anche portare i calzoni... Si domano le bestie feroci e non si domeranno i cristiani? E come mi ha domato! Adesso che ho i capelli bianchi, benedico la severit&agrave; della mia buona mamma ... &raquo;.</em><br />
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Nonostante la vivacit&agrave;, si potrebbe dire passionale del suo temperamento, don Orione era alieno dal pensare male degli altri e incline a compatire e scusare eventuali mancanze, con un auto-controllo eccezionale. Per la sua indole volitiva ci&ograve; gli costava sforzo, ma riusciva sempre a vincersi e a dominarsi, fino al punto da subire vere villanie ed ingiurie. <br />
Una volta un giovane, licenziato per cattiva condotta, lo os&ograve; insultare con frasi molto offensive. <em>&laquo;Le mani di don Orione</em> - riferisce un testimone - <em>fremevano, come se dalle dita si scaricasse l&#39;ira repressa in cuore&raquo;. </em>Ma seppe mirabilmente dominarsi, limitandosi ad accennare al giovane che adesso poteva andare. <br />
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Conforme al suo temperamento di fuoco, Luigi Orione esercitava un potente fascino sui suoi allievi, i quali spesso parlano della vivacit&agrave; e dell&#39;entusiasmo del loro direttore: <em>&laquo;Aveva uno sguardo vivacissimo: bastava a volte che fissasse qualcuno in volto per farlo intimorire generalmente, per&ograve;, aveva uno sguardo penetrante e un fare paterno, accompagnato da una bella voce, calda, suadente&raquo;.</em> <br />
La forza, la schiettezza e la vivacit&agrave; del suo caratteri voleva distillarla in ognuno dei suoi chierici: <em>&laquo;Non voglio dei presuntuosi ma non voglio neanche dei conigli: non voglio sacerdoti, n&eacute; religiosi pieni di s&eacute; e di amor proprio, ma non voglio neanche gente fiacca, piccola di testa e di cuore, priva del necessario coraggio!&raquo;.</em> E ancora: <em>&laquo;Il nostro carattere deve essere ardente, leale, retto, magnanimo, ma tenero insieme e vivificato dalla carit&agrave; del Signore, e, nella carit&agrave;, generosissimi sempre. Generosissimi con Dio, senza limiti, e, generosissimi con le anime dei fratelli, per la carit&agrave; di Cristo&raquo;.</em><br />
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Nel corso di una &quot;buona notte&quot; egli esort&ograve; i chierici con queste parole: <em>&laquo;pi&ugrave; di una volta ho detto a me stesso questa esortazione: Esto vir et non frasca, sii uomo non una banderuola. E ora lo dico anche a voi: Dobbiamo essere gente di carattere nell&#39;amare Dio sul serio, non a chiacchiere, ma a fatti! Essere forti nella costanza del bene e vincere, con la bont&agrave; e con il bene, il male. Esto vir! Essere calmi nelle prove. La vita &egrave; un combattimento il cui premio &egrave; il cielo!&quot;. </em><br />
In varie circostanze disse ai suoi chierici che, se non fosse stato sacerdote avrebbe fatto strada in altre direzioni: <em>&quot;Se Ges&ugrave; Cristo non avesse tenuto la sua santa mano sul mio capo, sarei stato un rivoluzionario o un generale!&quot;.</em> <br />
Era inoltre risaputo che egli provava una spiccata simpatia per i santi battaglieri. Alludendo a questo suo temperamento una volta confid&ograve; ad un suo sacerdote: <em>&laquo;Se il Signore non mi avesse dato la vocazione religiosa, sento che sarei diventato un altro Mussolini&raquo;.</em><br />
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Quando lo scrittore Douglas Hyde chiese ad Ignazio Silone se avesse mai incontrato qualcuno dotato di un temperamento come quello di don Orione, il romanziere rispose senza esitare: <em>&laquo;Soltanto un uomo: Lenin. Non ho mai incontrato nessun altro della statura intellettuale di questi due uomini, combinata con la stessa personalit&agrave; magnetica e indomabile e lo stesso immenso fuoco. Don Orione avrebbe potuto facilmente diventare un Lenin&raquo;.</em><br />
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Un ultimo episodio rivela magnificamente la tempra d&#39;acciaio, la volont&agrave; indomita, la fede e la speranza incrollabile del Beato. <br />
Durante il difficile periodo che don Orione, trascorse come Vicario generale sulle zone del terremoto calabro-messinese, un giorno alcuni del clero, in termini non proprio amichevoli, gli fecero osservare che l&#39;Arcivescovo locale portava nel suo stemma il motto<em> &laquo;Frangar, non flectar&raquo;</em> (&laquo;Mi spezzo, ma non mi piego&raquo;).<br />
Don Orione ascolt&ograve; in silenzio poi rispose prontamente: <em>&laquo;Io non sar&ograve; mai Vescovo, ma, se un giorno per ipotesi dovessi esserlo, senza che io lo imprima nel mio stemma, tutti si accorgerebbero che io ho per motto &laquo;Nec frangar, nec flectar!&raquo;</em> (&laquo;Non mi spezzo e non mi piego&raquo;).</div>
<div>Alessandro Belano.</div>
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<div><strong>Tratto da: </strong>La Madonna della Guardia, aprile 2001, p.20-22</div>]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=5635]]></link></item><item><title><![CDATA[ASIA: le reliquie di Sant’Antonio in Sri Lanka per portare “pace e unità” al Paese]]></title><description><![CDATA[<div><a target=&quot;&quot;&quot;_blank&quot;&quot;&quot; href=&quot;&quot;&quot;http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=363422&quot;&quot;&quot;><font color=&quot;#000080&quot;>Radio Vaticana</font></a> 11-03-2010.- Migliaia di cattolici e non dello Sri Lanka hanno accolto le reliquie di Sant&rsquo;Antonio pregando per &ldquo;la pace e l&rsquo;unit&agrave; del Paese&rdquo;. I resti del santo francescano di origine portoghese &ndash; famoso per la sapienza e le doti di predicatore &ndash; hanno lasciato per la prima volta in 750 anni la citt&agrave; di Padova, in Italia, e sono giunti domenica scorsa a Colombo. </div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una speciale concessione resa possibile dalla personale richiesta avanzata da mons. Malcom Ranjith &ndash; arcivescovo della capitale &ndash; ai custodi delle reliquie, in occasione del 175mo anniversario della basilica di Sant&rsquo;Antonio a Kochchikade. </div>
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<div>Negli ultimi tre giorni la basilica &egrave; rimasta aperta dalle 5 del mattino fino alle 3 di notte per consentire l&rsquo;accesso alla folla di fedeli, desiderosi di ricevere la speciale benedizione di Sant&rsquo;Antonio e pregare davanti alle reliquie. Tra le molte invocazioni rivolte all&rsquo;indirizzo del santo francescano, quelle di donare al Paese la pace e l&rsquo;unit&agrave; perduta. </div>
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<div>Il 7 marzo scorso si &egrave; svolta una messa di benvenuto, presieduta da mons. Ranjith insieme a mons. Joseph Spiteri, nunzio apostolico in Sri Lanka, sacerdoti diocesani, laici, religiose e i due delegati giunti da Padova con le spoglie del santo. </div>
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<div>Durante il rito, l&rsquo;arcivescovo di Colombo ha invitato i fedeli a &ldquo;seguire l&rsquo;esempio di Sant&rsquo;Antonio&rdquo; e imparare da lui a &ldquo;ricostruire le nostre vite&rdquo;. Alla funzione hanno preso parte anche la moglie del presidente, Shiranthi Rajapaksa, politici cattolici, monaci buddisti e fedeli di altre religioni. </div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Almeno 5mila, secondo le stime, le persone presenti alla cerimonia. Ieri le reliquie di Sant&rsquo;Antonio hanno lasciato la basilica di Kochchikade per raggiungere la diocesi di Galle, nel sud del Paese. Nei prossimi 16 giorni, infatti, le spoglie compiranno un pellegrinaggio in tutto lo Sri Lanka come &ldquo;segno di pace e di speranza&rdquo;. </div>
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<div>Molti i santuari cattolici che potranno esporre le reliquie, compresa l&rsquo;area nel nord, teatro per tre decenni di una lotta sanguinaria fra l&rsquo;esercito governativo e il movimento indipendentista Tigri Tamil. Una messa alle 6 del mattino, celebrata ieri nella basilica di Sant&rsquo;Antonio, ha segnato la partenza delle reliquie dalla capitale. (R.P.)</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=5634]]></link></item><item><title><![CDATA[TIBET: il Dalai Lama “vicino agli uiguri” spaventa Pechino]]></title><description><![CDATA[<div>Il governo centrale cinese e l&rsquo;amministrazione del Tibet attaccano con forza il discorso pronunciato ieri dal leader buddista: &ldquo;Distorce la realt&agrave; e fomenta il separatismo all&rsquo;interno della Cina&rdquo;.</div>
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<div>Pechino (AsiaNews/Agenzie 11-03-2010) &ndash; In Tibet &ldquo;non c&rsquo;&egrave; nessun problema serio, nonostante quello che dice il Dalai Lama&rdquo;. Lo dice oggi il neopresidente della Regione autonoma cinese Padma Choling, ribattendo alle accuse lanciate ieri dal leader tibetano in esilio, secondo il quale Pechino &ldquo;sta cercando di cancellare il buddhismo&rdquo;.</div>
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<div>Ieri, 51esimo anniversario della rivolta del 1959 e secondo anniversario delle proteste che nel 2008 si sono verificate in molte zone della Cina a popolazione tibetana, non sono stati segnalati incidenti.</div>
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<div>&ldquo;A Lhasa &ndash; ha aggiunto Padma, &ldquo;falco&quot; dell&rsquo;amministrazione tibetana - si possono vedere monaci e monache dappertutto. In Tibet esistono circa 1.700 luoghi religiosi e vivono 46mila monaci&rdquo;.</div>
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<div>Il Premio Nobel per la Pace, nel suo discorso, ha accusato il governo centrale cinese di aver ridotto i monaci in uno stato di &ldquo;semi-schiavit&ugrave;&rdquo; e ha espresso il suo sostegno per le popolazioni del Turkestan orientale &ndash; gli uiguri, che Pechino indica come gruppo separatista - e per quegli intellettuali che criticano il regime. Chiaro il riferimento a Liu Xiaobo, dissidente cinese autore di &ldquo;Carta &lsquo;08&rdquo; condannato a 11 anni di galera.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il presidente della Regione ha criticato il Dalai Lama per aver definito &ldquo;Turkestan Orientale&rdquo; la regione cinese dello Xinjiang, usando il termine &ldquo;coniato dai locali nazionalisti anticinesi. Non deve fomentare la rivolta nel nostro Paese&rdquo;. Nelle proteste anticinesi del 2008 hanno perso la vita, secondo gli esuli tibetani, circa 200 persone, mentre il governo afferma che le vittime sono state &ldquo;poco pi&ugrave; di venti&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Anche il governo centrale attacca il leader buddista. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Qin Gan, &ldquo;il Dalai Lama deforma&rdquo; la reale situazione in Tibet. Inoltre, sempre secondo Qin, il sostegno agli uiguri &ldquo;rappresenta una dimostrazione del suo desiderio di danneggiare l&#39;unit&agrave; nazionale della Cina e del suo separatismo&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=5637]]></link></item><item><title><![CDATA[RIFLESSIONI: a cura di don Luciano Alimandi - La Vergine Maria e “sorella morte”]]></title><description><![CDATA[<p><iframe src=&quot;http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=12224&mode=print&lan=ita&quot; height=&quot;745&quot; width=&quot;525&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;yes&quot;></iframe></p>
]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=5636]]></link></item><item><title><![CDATA[PAKISTAN: minacce e soprusi di musulmani in Punjab: muore un cristiano]]></title><description><![CDATA[<p><iframe src=&quot;http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=33290&mode=print&lan=ita&quot; height=&quot;745&quot; width=&quot;525&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;yes&quot;></iframe></p>
]]></description><link><![CDATA[http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=5633]]></link></item></channel></rss>