****************************** * Associazione Luci sull'Est * * Via Castellini, 13 * * 00197 Roma - Italia * * Tel. (39) 06-807 6395 * * Fax (39) 06-8068 7227 * * E-mail: luci-rm@iol.it * * http://www.lucisullest.it * ****************************** Mailing list - 09 settembre 2002 Gentile lettore, 11 settembre 2001: "La follia del terrore - Orrore, sgomento, angoscia in tutto il mondo" (L'OSSERVATORE ROMANO); "Attacco al cuore del mondo libero" (AVVENIRE); "Attacco all'America e alla civilta'" (CORRIERE DELLA SERA); "Il rischio di una nuova guerra" (IL GIORNALE) e cosi' tantissimi altri quotidiani hanno dedicato numerosi articoli della loro edizione del "day after" al tragico avvenimento. Un anno dopo, che commento fare in merito ad un argomento cosi' importante e che abbia un rapporto con gli scopi e gli attivita' di "Luci sull'Est"? Non soltanto questo. Ma che parole dire che possano servire di aiuto al lettore per prendere posizione davanti ai problemi odierni? La questione, che potrebbe sembrare imbarazzante, e', in realta', di facile e sicura soluzione. Nel lontano febbraio del 1951, l'ispiratore di "Luci sull'Est", il prof. Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), ha pubblicato sul mensile brasiliano "Catolicismo" un articolo che, eccetto alcune parole, si direbbe che fu scritto proprio in questi giorni. Lo trascriviamo di seguito integralmente: Cristianita' (organo ufficiale di Alleanza Cattolica - http://www.alleanzacattolica.org), Piacenza, maggio 1978, Anno VI, N. 37 VERSO L'IMMENSO TRIONFO IL SECOLO DELLA MORTE, DELLA GUERRA E DEL PECCATO Plinio Corrêa de Oliveira L'articolo O século da guerra, da morte e do pecado, pubblicato in Catolicismo [Brasile - http://www.catolicismo.com.br], anno 1, n. 2, febbraio 1951, di cui diamo la traduzione, non ha assolutamente perso in attualita' e in puntualita'. L' "autodemolizione" della Chiesa, denunciata da Paolo VI, e la "guerra di tutti contro tutti", di esperienza ormai comune e quotidiana, confermano anzi il quadro in esso descritto (...) e ci induce a riproporla ai lettori fedeli. * Leone XIII, nella sua lettera apostolica Pervenuti all'anno vigesimoquinto [19-3-1902] (*), insegna che il mondo contemporaneo, con il suo progresso, le sue crisi, la sua opulenza e la sua debolezza, e' figlio di due influenze non solo diverse, ma perfino contrastanti. Da un lato la civilta' cristiana, costruita dalla Chiesa sulla grande base delle virtu' di fede, castita', disciplina ed eroismo, che i missionari dell'Alto Medioevo piantarono nell'anima rude dei barbari, e d'altro lato il mondo scettico, sensuale, egoista e ribelle, che nacque con l'eresia di Lutero, si affermo' con la Rivoluzione francese, e cerca oggi di giungere, con il trionfo del comunismo, alla realizzazione di uno stato di cose pienamente conforme alle sue piu' fondamentali disposizioni spirituali. Questo pensiero profondo, che dovrebbe essere, a mio avviso, l'idea direttrice di tutto l'insegnamento della storia medioevale, moderna e contemporanea negli istituti cattolici di insegnamento secondario e universitario, illumina quanto vi e' di piu' essenziale nella grande crisi dei nostri giorni. e' impossibile, nei limiti forzatamente ristretti di un articolo, mettere in evidenza tutte le verita' che contiene. Nonostante questo, cercheremo, alla luce di esso, di sistematizzare alcune idee generali che aiuteranno il lettore a prendere posizione di fronte ai problemi attuali. GERARCHIA E RIVOLUZIONE Cominciamo a fissare alcune caratteristiche della dottrina cattolica e della civilta' cristiana, cosi' come si e' realizzata nel Medioevo. Notiamo anzitutto che la concezione cattolica di Dio e della creazione e' essenzialmente e profondamente gerarchica: 1. Dio e' un essere personale e trascendente, l'Essere per eccellenza, che possiede in sé tutta la vita e tutte le perfezioni. Gli altri esseri sono stati creati da Dio dal nulla, e ritornerebbero al nulla se in ogni momento Dio non li conservasse in esistenza. Le loro qualita' sono solo un riflesso delle perfezioni di Dio. Il loro unico fine e' servire e dare gloria a Dio. Tra Dio e le creature c'e', dunque, la disuguaglianza piu' profonda che si possa immaginare. 2. Le creature a loro volta sono tra di loro disuguali. Gli angeli sono puri spiriti. Sotto a essi stanno gli uomini, nello stesso tempo spirituali e materiali. Vengono poi, in ordine decrescente, gli animali, i vegetali e i minerali. In ciascuna di queste categorie vi sono ancora numeroso gerarchie. Per parlare soltanto degli esseri intelligenti, gli angeli sono divisi in nove cori sovrapposti e disuguali tra loro. Gli uomini, riuniti nel seno della Chiesa, sono stati creati da Dio per diversi gradi di santita' e, secondo la loro corrispondenza a questo piano divino, hanno posizioni disuguali agli occhi di Dio, nelle file della Chiesa trionfante, purgante o militante. Queste disuguaglianze si traducono in un culto. L'uomo presta un culto di latria a Dio, di dulia agli angeli e ai santi. 3. Tra queste disuguaglianze, ancora, non si puo' tralasciare di ricordare la persona divina e umana di nostro Signore Gesu' Cristo, che in quanto Verbo Incarnato, "Deus de Deo, lumen de lumine", e' infinitamente superiore a tutte le creature e nella sua umanita' e' inferiore per natura agli angeli, ma merita di essere adorato dagli angeli non solo nella sua divinita' ma anche nella sua umanita'. E la Madonna, che in quanto Madre dell'Uomo-Dio, sebbene infinitamente inferiore a Dio e inferiore per natura agli angeli, e' incommensurabilmente superiore a questi agli occhi di Dio, come madre e come santa, cosi' da meritare di essere servita come regina dagli angeli! 4. A loro volta, nella struttura della Chiesa militante, quante disuguaglianze! La Chiesa si divide in due classi radicalmente diverse: la Gerarchia cui tocca insegnare, governare e santificare, e il popolo cui tocca essere governato, istruito e santificato. Per quanto nitida sia questa disuguaglianza, lascia ancora posto per un altro elemento di diversificazione e disposizione a diversi livelli. Tra la Gerarchia e i fedeli "si inserisce lo stato di vita religioso, che si origina dalla Chiesa stessa, e ha la sua ragione di essere e il suo valore nella sua intima coesione con il fine della Chiesa, che consiste nel portare tutti gli uomini alla santita'" (Pio XII, Discorso "Annus sacer", ai partecipanti al Congresso generale di tutti i Religiosi, dell'8-12-1950). 5. Come se non bastassero queste disuguaglianze nella struttura della Chiesa, quante differenze di livello nel cuore della stessa Gerarchia, sia dal punto di vista della giurisdizione che della dignita': dal semplice chierico al diacono, e da questo al sacerdote, al canonico, al monsignore, al vescovo, all'arcivescovo, al patriarca, al cardinale, e tralasciamo senza ulteriori riferimenti le differenze tra i canonici onorari e quelli capitolari, i diversi gradi di del monsignorato, i vescovi titolari, ausiliari, coadiutori, diocesani, gli arcivescovi-vescovi e quelli metropolitani, i cardinali diaconi, i cardinali presbiteri e i cardinali vescovi fino al Papa, che riunisce in sé la pienezza del governo, del magistero, del sacerdozio e della dignita', quanti gradi, quante sfumature, che inesauribile ricchezza di disuguaglianze! 6. Tocchiamo qui la pietra di paragone di questa parte della nostra esposizione. C'e' una virtu' grazie alla quale l'uomo ama la superiorita' infinita di Dio, e la superiorita' finita delle creature che Dio ha posto sopra di lui per talento, bellezza, potere, ricchezza o virtu': e' l'umilta'. Questa virtu' ci porta a provare gioia per il fatto che gli altri abbiano piu' di noi. In un mondo in cui ci sia l'umilta' non vi e' nulla di piu' amabile e comprensibile della gerarchia. Dal momento in cui l'umilta' cessa di esistere, nulla di piu' inevitabile dell'odio per la gerarchia, della sete di livellamento e, conseguentemente, della Rivoluzione. Umilta' e gerarchia, orgoglio e Rivoluzione sono, dunque, termini connessi. Per questo la prima Rivoluzione e' stata il "non serviam" del primo, del grande, dell'eterno orgoglioso. 7. Esplodendo nel seno di una Chiesa gerarchica in tutte le sue concezioni, in tutta la sua dottrina, in tutto il suo essere, cosa fece il protestantesimo? L'opera dell'orgoglio e della rivolta: mise sullo stesso piano tutte le sette, proclamando il libero esame, nego' il magistero della Chiesa, facendo di ogni uomo il Papa di se stesso. Con le sue concezioni sulla Messa e sul Sacerdozio, ridusse il sacerdote a un semplice delegato dei fedeli, e fece di ogni fedele il sacerdote di sé stesso. In apparenza, continuarono a esserci tra i protestanti sacerdoti e laici: ma si tratta di una differenza puramente accidentale e non come quella che separa, nella Chiesa cattolica, l'unto del Signore dal resto dei fedeli. Anche su questo clero cosi' sminuito nella sua essenza, i protestanti esercitarono la devastazione della loro azione livellatrice. Abolito il Papa, vi furono sette che abolirono i vescovi e altre giunsero a prescindere praticamente dai sacerdoti. Gli ordini religiosi furono soppressi. Il furore ugualitario entro' anche nelle relazioni tra la Chiesa trionfante e la Chiesa militante, si nego' il culto degli angeli e dei santi, la regalita' di Maria su tutta la creazione. 8. Nel Medioevo la societa' civile era organizzata in forme sensibilmente simili a quelle della Chiesa. Al vertice un capo supremo, l'imperatore romano-germanico. Sotto di lui i rei, e successivamente i vari gradi della aristocrazia feudale, e la plebe, anch'essa divisa in vari strati sociali ed economici, fino al servo nell'agricoltura, o, nell'industria, all'apprendista delle corporazioni. Concesso in Europa il diritto di cittadinanza al protestantesimo, e quindi allo spirito di rivolta e di livellamento, sarebbe pensabile che esso avesse lasciato incolume, sul piano temporale, un tipo di organizzazione che aveva appena distrutto nella sfera spirituale? La causa piu' profonda della Rivoluzione francese sta proprio in questo. Il "dogma" del libero esame avrebbe prodotto presto o tardi il "dogma" della sovranita' popolare. La caduta del Santo Impero, la generalizzazione del sistema repubblicano in Europa, l'abolizione dei privilegi dell'aristocrazia, l'introduzione dell'uguaglianza assoluta nella sfera politica con il suffragio universale. tutto questo fu fatto sotto l'ispirazione di un misticismo politico ugualitario che e' chiaramente figlio del misticismo ugualitario religioso dei protestanti. 9. L'unica disuguaglianza rimasta dopo la Rivoluzione francese fu quella economica. Chi e' l'erede della Rivoluzione che estendera' a questa sfera il livellamento? Il comunismo. Il giorno in cui vincesse, l'opera livellatrice di Lutero avrebbe trionfato su tutto il fronte. Non vi sarebbero piu' al mondo né sacerdoti, né nobili, né padroni. Dio ha creato l'universo gerarchizzato. Il demonio avrebbe abolito la gerarchia nella societa' umana. LA FEDE E LA RIVOLUZIONE La fede, un altro dei tratti essenziali dell'anima medioevale, e' anch'essa, sotto un certo aspetto, un atto di umilta'. L'uomo accetta le verita' che Dio gli rivela, non perché le abbia scoperte colle sole forze della sua ragione o dei suoi sensi, ma semplicemente perché le ha rivelate Dio. E' chiaro che l'orgoglio si sarebbe rivoltato contro la Rivelazione. Da cio' il rifiuto protestante di credere nella Presenza Reale che i sensi non percepiscono. Da cio' anche il rifiuto di ammettere nell'insegnamento del Papa una infallibilita' di fronte alla quale la ragione deve piegarsi. Da cio' anche la formazione di una esegesi biblica sempre piu' razionalista, che E' giunta a negare la divinita' di N.S. Gesu' Cristo, e l'esistenza stessa di un Dio personale. Il protestantesimo e' degenerato in deismo, il deismo in panteismo. E cos'e' il panteismo se non l'affermazione che tutto e' Dio, ossia il trionfo dell'uguaglianza nel cosmo? Infatti, se tutto e' divino per essenza, per natura, tutti gli esseri sono essenzialmente, naturalmente uguali tra loro, essenzialmente e naturalmente uguali a Dio. E nel mare magnum del panteismo confluiscono anche tutte le correnti della filosofia moderna, originate direttamente o indirettamente dal razionalismo o dallo scetticismo protestante, e che corrono in questo senso parallele al pensiero riformato dal quale e' nato il mondo moderno. PUREZZA E RIVOLUZIONE Per completare questo quadro, resta da dire soltanto una parola sulla castita'. Secondo la dottrina cattolica, le relazioni tra i sessi sono lecito soltanto nel matrimonio. Questo a sua volta e' monogamico e indissolubile. Lo stato di castita' perfetta e' richiesta ai sacerdoti e ai religiosi e altamente lodevole nei laici. Questa dottrina e' il trionfo della disciplina dei sensi. Il protestantesimo, rivoluzionario per essenza e quindi nemico di ogni freno, ha cominciato coll'abolire il celibato sacerdotale e religioso, e con l'istituire il divorzio. Lutero e' giunto a consentire la poligamia quando si trattasse di principi. La Rivoluzione francese ha iniziato il movimento di introduzione del divorzio nella legislazione civile dei paesi cattolici. Mancava un passo, di cui si incarica Marx risolutamente: l'abolizione del matrimonio stesso. e' il parossismo della rivolta dei sensi contro ogni autorita', ogni freno, ogni legge. L'EPILOGO Panteismo, ugualitarismo politico, sociale ed economico assoluto, libero amore: ecco il triplice fine a cui ci conduce un movimento vecchio di piu' di quattro secoli. Qual e' la parte specifica della nostra epoca in questo tragico concatenamento di fatti? Cio' che caratterizza questa Rivoluzione, che dura da quattrocento anni, e' il processo eminentemente graduale del suo sviluppo. Nei secoli XVI, XVII e XVIII essa fu principalmente religiosa: le istituzioni politiche rimanevano piu' o meno intatte. Dal 1789 alla fine del secolo XIX essa fu essenzialmente politica. Da questo momento in avanti invase l'economia, unico campo della vita sociale che le restava da sovvertire. Parallelamente, dal secolo XVI al secolo XVIII si passo' dal cristianesimo al deismo. Il secolo XIX segno' l'apogeo dell'ateismo. Il secolo XX e' propriamente il secolo del panteismo. Infine, dal secolo XVI al secolo XIX fu l'era dell'espansione dell'ideale divorzista. Il secolo XX e' il grande secolo dell'espansione del libero amore. Questa grande Rivoluzione non fa salti. Essa ha impiegato quattrocento anni per giungere al punto a cui e' giunto. e' giocoforza riconoscere che essa sembra oggi molto prossima alla sua meta. LA GRANDE LOTTA Questo e' il punto che dobbiamo ricordare, se vogliamo farci una idea esatta dei giorni che stiamo vivendo. Tutte le tendenze livellatrici e rivoluzionarie dei secoli passati sono giunte oggi al vertice della loro esasperazione. Non si puo' essere piu' radicali sulla via dell'orgoglio e della Rivoluzione, proclamando qualcosa di piu' dell'uguaglianza tra Dio e gli uomini, e la totale uguaglianza degli uomini in campo politico, economico e sociale. Non si puo' portare piu' oltre la lussuria, istituendo qualcosa di piu' del libero amore. e' certo che queste tendenze non sono ancora giunte al loro completo trionfo. Per cominciare da quanto e' secondario o perfino secondarissimo, notiamo anzitutto che anche fuori della Chiesa non tutto e' ancora panteismo, ugualitarismo e libero amore. E principalmente osserviamo che c'e' la santa Chiesa, in un certo senso piu' fiorente che mai, nello splendore della sua santita', della sua unita', della sua cattolicita'. Quattro secoli di un attacco ciclopico non le hanno impedito di continuare a dilatarsi in mezzo a rovesci e a dolori senza nome. Uno scontro tra la Rivoluzione che non puo' arrestarsi, non puo' retrocedere, e la Chiesa che essa, nonostante tutto, non e' riuscita a vincere, sembra ai nostri giorni inevitabile. In altri tempi si ebbero scontri seri tra la Chiesa e la Rivoluzione, in varie tappe di questa. Ma siccome il virus rivoluzionario non aveva raggiunto il vertice del suo parossismo, fu possibile giungere ad accomodamenti, ritirate, combinazioni, senza ferire propriamente i principi. Oggi questo e' impossibile, perché l'esasperazione rivoluzionaria ha portato le cose a un punto tale che non vi e' altra possibilita' che la lotta all'ultimo sangue. Non sara' necessaria molta perspicacia per cogliere una relazione tra questo conflitto titanico e la grande era di guerre e di sommovimenti che sembra avvicinarsi a noi. Le schiere dell'anticristo rosso coprono tutto il territorio che va dall'Indocina all'Elba. Partiti comunisti numerosi e organizzati si agitano nelle viscere del mondo occidentale. Ma c'e' di piu': le istituzioni dei paesi occidentali evolvono verso il socialismo che non e' altro che comunismo camuffato. La filosofia e la cultura dell'Occidente tendono al panteismo. I costumi decadenti dell'Occidente tendono al libero amore. E - fatto ancora piu' triste - nelle stesse file cattoliche le infiltrazioni di questo spirito sono cosi' profonde che Pio XII ha dovuto prendere una serie di misure per preservare i fedeli da questo terribile male. Sarebbe dunque molto ingenuo pensare che tutto quanto e' anticattolico sia oltre l'Elba. Ma e' certo che la vittoria dei rossi sarebbe oggi per l'Occidente un disastro come lo fu per l'Oriente la vittoria di Mao Tse-tung su Ciang Kai-scek. GUERRA DI RELIGIONE La guerra, la morte e il peccato si apprestano a devastare nuovamente il mondo, questa volta in proporzioni maggiori che mai. Nel 1513 il talento incomparabile di Dürer li rappresento' sotto forma di un cavaliere che parte per la guerra, completamente rivestito della sua armatura, e accompagnato dalla morte e dal peccato, quest'ultimo rappresentato da un unicorno. L'Europa, gia' allora immersa negli sconvolgimenti che precedettero la Pseudo-Riforma, si avviava verso l'eta' tragica delle guerre religiose, politiche e sociali che il protestantesimo scateno'. La prossima guerra, senza essere esplicitamente e direttamente una guerra di religione, tocchera' in modo tale i piu' sacri interessi della Chiesa che un vero cattolico non puo' fare a meno di vedere in essa principalmente l'aspetto religioso. E la strage che si scatenera' sara' per certo incomparabilmente piu' devastatrice di quelle dei secoli scorsi. Chi vincera'? La Chiesa? Le nubi che abbiamo davanti non sono rosee. Ma ci anima una certezza invincibile e cioe' che non solo la Chiesa - come e' ovvio, data la promessa divina - non scomparira', ma che otterra' ai nostri giorni un trionfo maggiore di quello di Lepanto. Come? Quando? Il futuro appartiene a Dio. Molte cause di tristezze e di apprensione si parano davanti a noi, perfino nel guardare alcuni fratelli nella fede. Nel calore della lotta e' possibile e perfino probabile che vi siano terribili defezioni. Ma e' assolutamente certo che lo Spirito Santo continua a suscitare nella Chiesa mirabili e indomabili energie spirituali di fede, purezza, obbedienza e dedizione che al momento opportuno copriranno ancora una volta di gloria il nome cristiano. Il secolo XX sara' non soltanto il secolo della grande lotta, ma soprattutto il secolo dell'immenso trionfo. Note della redazione di "Luci sull'Est": (*) Abbiamo messo la lettera apostolica Pervenuti all'anno vigesimoquinto sul nostro sito (vedi sezione "novita'" del 06/09/2002 Un centenario quasi dimenticato: la lettera apostolica "Pervenuti all'anno vigesimoquinto" di Leone XIII - http://www.lucisullest.it). Il lettore che desidera approfondire l'argomento potra' consultare l'opera "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione" dello stesso autore (http://www.intratext.com/X/ITA0129.HTM). ========================================================================== "Nativitas tua, sancta Dei Genitrix, gaudium annunciavit universo mundo". Siamo sotto l'eco soave e gioioso della festa della Nativita' della Madonna. L'attuale congiuntura ci ricorda certi brani scritti da San Luigi Maria Grignion da Montfort, nel suo famoso "Trattato della vera devozione a Maria" (ed. Luci sull'Est, 1999), a proposito del quale Sua Santita' Giovanni Paolo II ha affermato: "La lettura di quel libro ha segnato nella mia vita una svolta decisiva. La devozione mariana cosi' modellata [da quest'opera] dura in me da allora. E' parte integrante della mia vita interiore e della mia teologia spirituale". "Cristianita'", Piacenza, maggio 1982, Anno X - N. 85 RITORNO ALLA TORRE DI BABELE ? Plinio Corrêa de Oliveira (*) (...) Commentando le parole della Genesi: "Porro' inimicizie tra te e la donna, tra la stirpe di lei; ella ti schiaccera' il capo, e tu insidierai il suo calcagno" (Gen. 3, 15), il grande santo [Luigi Grignion da Montfort] osserva con profondita': "Dio ha fatto e preparato una sola, irreconciliabile inimicizia, che durera' e anzi crescera' fino alla fine: l'inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo; tra i figli e servi di Maria Vergine e i figli e aderenti di Lucifero; a tal segno che la nemica piu' terribile del diavolo che Dio abbia mai creata, e' Maria, sua santa Madre" (op. cit., n. 52). Ed egli passa subito a descrivere la grande guerra che divide l'uomo in modo inesorabile, fino alla fine della storia. Tale guerra non e' altro che un prolungamento della opposizione tra la Vergine e il serpente, tra la progenie spirituale di quella e la progenie spirituale di questo: "Sin dal paradiso terrestre (...) il Signore le ispiro' tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede tanta abilita' per scoprire la malizia di quell'antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell'empio orgoglioso, che il demonio la teme, non soltanto piu' di tutti gli Angeli e gli uomini, ma, in certo qual senso, piu' di Dio stesso" (ibidem). All'interno di questo quadro, la "clemens, pia, dulcis Virgo Maria", che il Dottore Mellifluo, san Bernardo, ha cantato con particolare soavita' nella "Salve Regina", ci e' presentata da san Luigi Maria come una vera torre di combattimento: "turris davidica", esclama la litania lauretana. Nel corso della storia, i figli della Madonna combatteranno fino alla fine del mondo contro i figli di Satana. E la vittoria finale sara' dei primi, grazie all'intervento della Madre di Dio: "Dio non ha costituito soltanto una inimicizia, ma delle inimicizie; l'una tra la Vergine e il demonio, l'altra tra la stirpe di Maria e la stirpe del demonio. In altre parole, Dio ha posto inimicizie, antipatie e odi segreti tra i veri figli e servi della Vergine Maria e i figli e schiavi del demonio: non possono volersi bene tra loro! non ci puo' essere intesa tra loro! "I figli di Belial, gli schiavi di Satana, gli amici del mondo - che e' la stessa cosa - hanno sempre perseguitato e continueranno piu' che mai a perseguitare quelli e quelle che appartengono a Maria ss., come un giorno Caino ed Esau', figure dei reprobi, perseguitarono i loro rispettivi fratelli Abele e Giacobbe, figure dei predestinati. "Ma l'umile Maria riportera' sempre vittoria sul quel superbo, e vittoria cosi' grande, che riuscira' persino a sciacciargli il capo ove si annida il suo orgoglio; ne svelera' sempre la malizia di serpente; ne sventera' le trame infernali; ne mandera' in fumo i diabolici disegni e difendera' sino alla fine dei tempi i suoi servi fedeli da quelle unghie spietate" (Ibid., n. 54). Ben inteso, anche i nostri giorni sono stati, sono e saranno scossi da questo terribile scontro, che non coincide necessariamente con le guerre del secolo, ma ha qualche rapporto con esse. E ha soprattutto un rapporto ovvio con le innumerevoli rivoluzioni che hanno scosso l'Occidente, come era stato predetto dalla Madonna a Fatima. La soppressione di questa lotta attraverso una riconciliazione ecumenica tra la Vergine e il serpente, tra la stirpe della Vergine e la stirpe del serpente, verso una e'ra nella quale la cessazione utopistica dello scontro porti con sé un accordo tra tutti i diritti, tutti gli interessi, una interpenetrazione di tutte le lingue sotto un governo universale che sara' solamente abbondanza e serenita', ecco la grande utopia contro la quale devono essere messe in guardia le masse. Ecco il regresso (o, piuttosto, la retrocessione) alla orgogliosa torre di Babele, che in ogni modo il neopaganesimo cerca di riedificare. Ecco la bandiera interamente tessuta di illusione e di menzogna con la quale, in tutte le epoche, i demagoghi hanno cercato di trascinare le masse insorte. (...) (*) Articolo comparso sulla "Folha de S. Paulo" del 12-8-1980 ("Volta a' torre de Babel?"). ========================================================================== In merito alla situazione dei cattolici nella Russia, il prossimo numero di "Spunti" portera' importanti notizie sull'argomento. In brevi questo numero del periodico di "Luci sull'Est" potra' essere letto anche sul nostro sito. ========================================================================== Sono graditi gli eventuali commenti che i nostri lettori desiderano inviarci sugli argomenti che abbiamo trattato in questa mailing list (all'indirizzo luci-rm@iol.it). Essi saranno letti con tutta l'attenzione. Se Lei vuole inviare questa nostra comunicazione di oggi ad altri amici e/o parenti, certamente lo puo' fare. E ringraziamo tutti coloro che gia' lo fanno di propria iniziativa. Augurando le piu' abbondanti benedizioni di Colei che e' Madre del Verbo Incarnato, "Causa nostrae laetitiae", cordialmente la redazione di Luci sull'Est ========================================================================== Luci sull'Est - International web site: http://www.lucisullest.org/uk English http://www.lucisullest.org/fr Frangais http://www.lucisullest.org/de Deutsch http://www.lucisullest.org/es Espaqol http://www.lucisullest.org/pt Portugujs http://www.lucisullest.org/pl Polish http://www.lucisullest.org/ru Russian http://www.lucisullest.org/hr Croatian http://www.lucisullest.org/ro Roumanian http://www.lucisullest.org http://www.lucisullest.com http://www.lucisullest.it ========================================================================== Le richieste per ricevere direttamente la nostra mailing list devono essere inviate all'indirizzo luci-rm@iol.it da parte della persona interessata. 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