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Mailing list - dicembre 2002
Gentile lettore,
"Penso sia molto importante ed urgente che voi organizziate mass-mailing su Fatima nelle piu' importanti e grandi citta' italiane, le piu' colpite dall'empieta'". G.M.P. (Tortona - AL). Quando vediamo una fotografia di un iceberg che galleggia, questo vuol dire che la parte piu' voluminosa dell'iceberg sta sott'acqua. Lo stesso si puo' dire, "mutatis mutandis", in materia di opinione pubblica. Ma, in questo campo soprattutto, quanti piu' elementi ci sono per analizzare, piu' sicuro puo' essere il nostro giudizio.
Quello che ci chiedeva questo nostro amico e' nello stesso senso di numerose altre persone che abbiamo contattato. Infatti, cio' che la Madonna ci disse a Fatima puo' certamente gettare un fascio di luce sugli eventi non di rado drammatici che stiamo vivendo, sia nel campo temporale come nello spirituale. Per questa ragione abbiamo pensato di riproporre la pubblicazione del libro di Antonio Borelli "Fatima - messaggio di tragedia o di speranza?". E grazie ai nostri collaboratori, la prima tiratura di questa nuova edizione e' appena uscita dalla stampa.
La veste tipografica e' stata alleggerita per consentire un maggior numero di copie a parita' di costo e facilitarne cosi' la diffusione. Puntiamo a distribuirne, solo in Italia, almeno 100.000 copie nei prossimi sei mesi.
L'Italia infatti ha bisogno di Fatima piu' che mai. Molte sono le persone duramente provate dalla mancanza di riferimenti. Ci siamo quindi fatti un dovere di raggiungere il maggior numero di essi, soprattutto i giovani e quelli che lottano contro cio' che il Santo Padre ha definito "la cultura del sesso e della droga".
I beneficiati di questa campagna di diffusione del messaggio di Fatima riceveranno questo libro attraverso parroci, catechisti, scuole cattoliche, conventi. E anche direttamente dalle carovane di giovani di "Luci sull'Est" che percorrono l'Italia portando una statua della Madonna di Fatima.
Dalla prossima Epifania saremo in grado di spedirvi celermente le copie che vorrete richiederci per partecipare a questa campagna di diffusione delle parole della Madonna a Cova da Iria.
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La Posta Vaticana ha fatto, nel dicembre 1988, l'emissione di diversi francobolli natalizi, come questo: "Nativita' (stilizzata) - (12.12.1988) - La vignetta riproduce, sullo sfondo di un gruppo di montagne stilizzate la scena raffigurante la nativita'. In alto, la dicitura "… Pace in Terra agli Uomini di Buona Volonta'" tratta dal Vangelo di S. Luca (2, 14), in basso, la scritta Poste Vaticane e il valore. Policromo." (cfr. http://www.vatican.va/vatican_city_state/services/stamps_coins/documents/040
1_it.htm).
L'argomento che ci propone queste parole ("Gloria a Dio nel piu' alto dei Cieli, e pace in Terra agli uomini di buona volonta'") e' molto opportuno. Trascriviamo di seguito, quindi, un articolo che puo' essere utile come spunto di meditazione e di analisi anche in questo Natale:
LA GLORIA DI DIO NELL'ALTO DEI CIELI,
UN ASPETTO SECONDARIO DEL NATALE ?
Plinio Correa de Oliveira (*)
Riposate, Signore, nel vostro poverissimo quanto augustissimo presepio, sotto lo sguardo della Vergine, vostra Madre, che riversa su Voi i tesori ineffabili del suo rispetto e della sua tenerezza. Mai una creatura adoro' con cosi' profonda e rispettosa umilta' il suo Dio. In nessun tempo un cuore materno amo' piu' affettuosamente suo figlio. Reciprocamente, mai Dio amo' tanto una mera creatura. E in nessun momento un figlio amo' tanto pienamente, tanto interamente, tanto sovrabbondantemente sua madre. Tutta la realta' di questo sublime dialogo di anime puo' essere racchiusa in queste parole, che indicano qui un intero oceano di felicita' e che, in un'occasione ben diversa, avreste detto un di' dall'alto della Croce: "Madre, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre (Giov. 19, 26). E, considerando la perfezione di questo reciproco amore, tra Voi e vostra Madre, sentiamo il cantico angelico che si innalza dalle profondita' di ogni anima cristiana: "Gloria a Dio nel piu' alto dei Cieli, e pace in Terra agli uomi ni di buona volonta'" (Luca 2, 14).
"Pace in Terra agli uomini di buona volonta'": il succedersi complicato ma celere delle associazioni di immagini mi fa sentire subito che in numerose occasioni dell'anno che sta finendo ho sentito parlare di pace, e di uomini di buona volonta'. Curioso... mi rendo conto di aver sentito parlare meno, e persino molto meno, della gloria di Dio nel piu' alto dei Cieli. A dir bene, quasi non ne ho sentito parlare. Neppure implicitamente; poiché implicitamente si parla della gloria di Dio quando vengono affermati i suoi sovrani diritti su tutto il creato e, per amor suo, si rivendica l'adempimento della sua Legge da parte degli individui, delle famiglie, dei gruppi professionali, delle classi sociali, delle regioni, delle nazioni e di tutta la societa' internazionale.
Perché mai questo silenzio, mi domando io? Perché gli uomini vogliono tanto la pace? Perché tanti uomini si vantano di avere buona volonta'? E perché sono talmente pochi coloro che si preoccupano della gloria di Dio, o mostrano di agire e combattere per essa?
In altri termini, il fatto essenziale del vostro Santo Natale, Signore, sarebbe soltanto la pace in Terra agli uomini di buona volonta'? E la gloria di Dio nel piu' alto dei Cieli sarebbe, per gli uomini, un aspetto meramente collaterale, di gran lunga minore, confuso e insipido del grande evento di Betlemme?
In altri termini ancora, la pace degli uomini vale piu' della gloria di Dio? La Terra vale piu' del Cielo? L'uomo, dunque, vale piu' di Dio? E la pace in Terra puo' essere ottenuta, conservata e persino incrementata senza che abbia nulla a che vedere con la gloria di Dio? Infine, che cos'e' un uomo di buona volonta'? E' soltanto colui che vuole la pace in Terra, indifferente alla gloria di Dio in Cielo?
Tutti questi argomenti invitano ad una approfondita analisi del cantico angelico.
Oh ammirabile profondita' di ogni parola ispirata! Tanto semplice, da essere capito persino da un bambino, tuttavia il cantico degli Angeli di Betlemme contiene verita' tra le piu' profonde. Come e' giovevole, quindi, nutrire lo spirito con queste parole, per partecipare come si deve alle festivita' del Santo Natale!
Aiutateci con le vostre preghiere, Madre Santissima, Sede della Sapienza, affinché illuminati dagli splendori che emanano da Gesu', possiamo capire il cantico angelico che e' il piu' perfetto ed autorevole commentario del Natale.
"Uomo di buona volonta'": che cosa significa questo agli occhi di tanti e tanti nostri contemporanei? Per saperlo, basta domandarsi: buona volonta' verso chi? La risposta balzera' impetuosa e impaziente, come succede di solito quando la domanda ha qualcosa di retorico da chiedere o e' quasi lampante. Ma e' ovvio, diranno molti dei nostri concittadini, buona volonta' verso il prossimo. Verso colui che, ateo o seguace di una religione, qualunque essa sia, sostenitore della proprieta' privata, del socialismo o del comunismo, vuole che tutti gli uomini vivano allegri, nell'abbondanza, senza malattie, senza lotte, senza rischi, profittando al massimo possibile di questa vita: ecco un uomo di buona volonta'. Visto in questa prospettiva, l'uomo di buona volonta' e' un artefice della pace. Come dice il proverbio: " Nella casa dove manca il pane, tutti litigano e nessuno ha ragione". Quindi, in quella dove c'e' il pane tutti hanno ragione e regna la pace. Dunque, dove c'e' pane, tetto, medici nali, sicurezza, a maggi or ragione esiste necessariamente la pace.
E la gloria di Dio? Per l'"uomo di buona volonta'" inteso cosi', essa e' un elemento superfluo in quel che dice riguardo alla pace in Terra. Poiché e' dall'adeguato ordinamento dell'economia che deriva il buon ordine nella vita sociale e politica, e quindi la pace. "Superfluo" e' dir poco, riguardo alla gloria di Dio in Cielo, considerata in funzione della pace in Terra. Siccome alcuni uomini credono in Dio, e altri no, e siccome tra coloro che credono c'e' una diversita' nel modo di intendere Dio, quest'ultimo puo' agire come un pericoloso fautore di divisioni, dissensi e polemiche. Dio e' un Signore fin troppo compromesso da migliaia di anni nelle polemiche, perché si parli di lui ad ogni momento. Per avere pace in Terra e' meglio non mettersi a parlare con frequenza di Dio e della sua gloria in Cielo.
E poi... il Cielo e' cosi' vago, cosi' lontano, cosi' incerto! Che di esso parlino gli Angeli va bene, anche perché ci abitano. Ma noi uomini prendiamoci cura della Terra.
Per l'"uomo di buona volonta'", unire la gloria celeste alla pace terrestre e' qualcosa di tanto errato, superfluo e carico di fattori bellici quanto, per esempio, e' imprudente unire la Chiesa allo Stato. La chiesa libera dallo Stato e lo stato libero dalla Chiesa, ecco un anelito molto tipico dell'"uomo di buona volonta'". La pace terrena libera da implicazioni religiose, e Dio nel suo Cielo e nella sua gloria, a braccia conserte che sorride alla Terra in pace, a una tale distanza che non vi arrivi neanche la navicella "Apollo", ecco l'ideale dell' "uomo di buona volonta'".
Queste sono le considerazioni dell' "uomo di buona volonta'" tra virgolette, il cui cuore si trova lontano dal Cielo e il cui sguardo e' rivolto soltanto verso la Terra. Quanto divergono, pero', dal significato proprio e naturale del cantico angelico!
In effetti, se il Natale dá gloria a Dio nel piu' alto dei Cieli e simultaneamente e' la fonte della pace in terra agli uomini di buona volonta' - e fu appunto cio' che gli angeli proclamarono in Cielo - non si puo' dissociare una cosa dall'altra. Senza che gli uomini diano gloria a Dio, non c'e' pace nel mondo. E la guerra, considerata come aggressione colpevole, e' incompatibile con la gloria di Dio.
Voi, Signore Gesu', Dio fatto uomo, siete tra gli uomini il Principe della Pace. Senza di Voi la pace e' una menzogna e, alla fine, tutto si converte in guerra. E poiché gli uomini non lo capiscono, cercano in tutti i modi la pace, ma la pace non abita tra loro.
Che cos'e' allora l'uomo di buona volonta', se non e' colui che ama il prossimo? Sara' forse chi odia il suo prossimo?
Al fariseo, che Vi chiamo' buon Maestro, domandaste: perché Mi chiamate buono, se solo Dio e' buono (cf. Luca 18, 19)? Se solo Dio e' buono, la buona volonta' autentica e' quella che si volge intera verso Dio e ama il prossimo, non per il mero amore del prossimo, ma per amor di Dio. L'uomo e' fatto in modo tale che non puo' amare il prossimo per il prossimo. O lo ama per amore di se stesso, e questo e' egoismo; o lo ama per amor di Dio, e questo si', e' vero amore.
Di conseguenza, la "buona volonta'" indifferente alla questione religiosa e la pace terrena che tende a instaurare non sono né buona volonta' autentica, né vera pace. E il falso "uomo di buona volonta'" e' in ultima analisi un seminatore di guerre e un artefice di rovine.
Ma, dira' qualcuno, Gesu' come puo' essere il fondamento della pace, se nessuno come Lui ha suscitato tanto odio? La plebaglia, che da Lui era stata colmata di benefici spirituali e materiali di ogni genere, gli preferi' Barabba, un bandito. Questo non e' odio? Gli imperatori mossero contro Lui atroci persecuzioni. Gli ariani mobilitarono contro di Lui tutte le potenze della Terra. Poi vennero i maomettani. E dopo, e dopo, tutte le grandi ondate della Storia, fino al nazismo e al comunismo. Peraltro, aggiungerebbe forse qualcuno, Simeone espresse bene questa verita', profetizzando che lungo la Storia Egli sarebbe stato una pietra di scandalo, un segno di contraddizione per la morte e risurrezione di molti (cf. Luca 2, 34). Egli stesso disse di sé che portava sulla Terra la spada (cf. Mat. 10, 34). Per quanto tutto cio' sia buono, argomenterebbe un "uomo di buona volonta'" tra virgolette, la vera pace, cioe' una piena e completa smobilitazione degli spiriti, un'intera cessazione non s olo di tutte le guerre m a di tutte le polemiche, non e' possibile con Gesu' Cristo. La pace e' autentica soltanto quando rimuove tutte le controversie, incluse quelle a cui Gesu' Cristo - senza colpa propria, concede l'"uomo di buona volonta'" - fornisce l'occasione.
Davvero? Replicherebbe un autentico uomo di buona volonta', cioe' un uomo che ama Dio con tutta la sincerita' della sua anima. In questo caso, e' per burla che la Scrittura chiama Gesu' Cristo Principe della Pace (cf. Is. 9,
6) e la Chiesa, facendo eco al Battista (cf. Giov. 1, 29, 36), Lo presenta come un mansueto Agnello al quale gli uomini devono chiedere il dono della
pace: "Agnus dei, qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem"? Oppure e' perché la vera pace non esclude la lotta del bene contro il male, la polemica tra la luce e le tenebre, il perpetuo calcagno della Vergine senza macchia sulla testa del Serpente, l'ostilita' tra la stirpe della Vergine e la razza del Serpente? La pace e' l'ordine di Cristo nel Regno di Cristo. Essa ha, dunque, come condizione la lotta dei seguaci di Cristo contro i nemici di Cristo. La pace di Cristo non si identifica in nessun modo con la falsa pace, quella senza lotte né polemiche, del sedicente "uomo di buona volonta'".
Dal vostro Santo Natale, o Dio-Bambino, abbiamo appreso tre grandi lezioni. Abbiamo imparato che non c'e' pace in Terra senza di Voi. Che l'autentico uomo di buona volonta' non e' colui che ama l'uomo per l'uomo, ma colui che lo ama per amor Vostro. E che la vostra Pace include la cessazione di tutte le lotte tranne la vostra incessante e gloriosa guerra contro il Demonio e i suoi alleati, il mondo e la carne.
Vergine Maria, Mediatrice di tutte le grazie, inchinata in adorazione al Dio-Bambino, otteneteci una piena compenetrazione di tutte queste verita'. E permettete che nella prospettiva da esse svelata, cantiamo con Voi e con tutte le creature celesti e terrene di cui siete Regina:
Gloria a Dio nel piu' alto dei Cieli, e Pace in Terra agli uomini di buona volonta'.
(*) Trascritto della rivista "Catolicismo" (Brasile), dicembre 1963.
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Quando Lei bacera' con pieta' e fervore il Bambinello nel Presepe, La preghiamo di dire una giaculatoria in modo particolare per tutti quei fratelli nella fede che soffrono le piu' svariate forme di persecuzioni per la loro fedelta' alla Chiesa cattolica ed al Vicario di Cristo sulla Terra. Ma anche per la conversione dei loro persecutori e in riparazione per i peccati con cui sono offesi i Sacri Cuori di Gesu' e di Maria.
Auguriamo ai nostri lettori, e a tutti i loro cari, un Santo Natale e un Anno 2003 con una fiducia e una devozione ancora piu' grande a Maria Santissima ed al Suo Divin Figlio.
Cordiali saluti,
la redazione di "Luci sull'Est"
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