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Mailing list - 06 maggio
2003
Gentile lettore,
Sul nostro sito sono state
inserite nell'apposito ALBUM FOTOGRAFICO
diverse fotografie della
carovana di "Luci sull'Est" in Italia
mentre porta la statua della
Madonna di Fatima, accolta festosamente da
intere citta', parrocchie,
scuole. Oppure mentre visita gli ammalati negli
ospedali o in casa, i
carcerati, insomma tutti coloro che vogliono ricevere
lo "sguardo" di
questa statua, che pur essendo in legno… "parla" nel fondo
dei cuori con parole di
dolcezza e di pace. La Madonna di Fatima e' stata
ricevuta da numerosi
religiosi/e, autorita' ecclesiastiche e/o civili,
nelle diverse localita'
visitate.
In quest'ALBUM FOTOGRAFICO
lei potra' trovare, ad esempio, le visite a
Tuglie, Lecce, Scapoli
(Isernia), Arienzo, San Felice a Cancello,
Castelpetroso, Lucca. Altre
foto che non sono state messe on-line, verranno
pubblicate sul nostro
periodico "Spunti".
***
"Il mese di maggio -
scrive San Giovanni Bosco - che e' il piu' delizioso
dell'anno, doveva con tutta
ragionevolezza essere consacrato a Maria. (…)
E' vero che la devozione
verso questa gran Regina del cielo fu in tutti i
tempi il conforto del genere
umano. Dal tempo degli Apostoli fino a noi non
vi fu secolo, non anno, non
mese, non settimana, non giorno, non ora, e
possiamo dire che non vi fu
momento il quale non sia marcato da qualche
favore da questa madre
pietosa ottenuto ai suoi divoti. E' vero inoltre che
non vi e' regno, non citta',
non paese o casa in cui, se non vi e' un
altare, vi sia almeno
un'immagine o statua in onore di Maria in segno di
grazie o favore ricevuti.
Tuttavia il mese di maggio parve doversi in modo
speciale consacrare a Maria.
(…) Sul principio di questo secolo [XIX]
facendosi vieppiu' sentire i
bisogni spirituali e temporali, fu tra l'altro
maggiore la sollecitudine
dei divoti di Maria per propagare la devozione
verso di Lei nel mese di
maggio. I vescovi la approvarono, e si diedero
sollecitudine di renderla
stabile nelle loro Diocesi. Ma le pratiche di
religione non appagano
intieramente il cattolico, se non sono approvate dal
Vicario di Gesu' Cristo,
Pastore Supremo da Dio stabilito a reggere e
governare il gregge
universale di tutta la cristianita'. Ed ecco i medesimi
Pontefici approvare,
promuovere, arricchire dei celesti tesori le pratiche
che in tal mese si fanno in
onor di Maria" (cfr. "Il mese di maggio
consacrato a Maria SS.
Immacolata ad uso del popolo", Torino, 1858, pag.
3-5).
A tutto cio' dobbiamo
aggiungere che non siamo in un mese di maggio
qualsiasi, ma nel mese di
maggio dell'ANNO DEL ROSARIO al quale Sua
Santita' Giovanni Paolo II
ha voluto dare uno speciale risalto. Quindi, le
ragioni se moltiplicano da
sole per dare un'attenzione speciale a
consacrare a Maria questo
mese.
In questo senso, ci e'
sembrato doveroso ricordare ai nostri amici la
magistrale opera di San
Luigi Maria Grignion di Montfort, cioe' il suo
"Trattato della vera
devozione a Maria" ("Luci sull'Est" ha pubblicato
un'edizione speciale nel
'99, rilegata con una bella copertina rigida). E'
veramente un libro da
leggere, meditare e studiare, e cio' si evince anche
dalle molte manifestazioni
di encomio che quest'opera ha ricevuto da
diversi Papi.
Il materiale stampato da
"Luci sull'Est" e' fuori commercio, ma ovviamente
si accettano libere offerte,
soprattutto in considerazione di una edizione
di questo livello e a
tiratura limitata.
Ma coloro che vogliono
conoscere di piu' quest'opera prima di farne
richiesta, potranno visitare
il sito
http://www.totustuus.org/Eterna_Sapienza.htm,
dove troveranno non soltanto
il "Trattato della vera
devozione a Maria", ma anche altri scritti di
questo santo missionario
("La Preghiera Infocata", "Lettera agli amici
della Croce" e cosi'
via) pure in lingua inglese.
Ma chi fu questo missionario
da meritare un'attenzione cosi' grande? Per
caso fu un profeta per i
nostri giorni? Proprio cosi'! "L'Osservatore
Romano", in merito alla
sua festa (28 aprile), ha pubblicato un bellissimo
articolo spiegando perche'
lui e' "un profeta per i nostri giorni", "un
altro Elia". Lo
trascriviamo di seguito. I sottotitoli sono redazionali:
L'Osservatore Romano,
Lunedi'-Martedi' 28-29 aprile 2003
Una riflessione sul santo
missionario francese del XVIII secolo che ha
raccomandato ai fedeli l'
"Atto di affidamento a Maria"
LUIGI MARIA GRIGNION DE
MONTFORT, UN PROFETA PER I NOSTRI GIORNI
di ALBERTO RUM
[PIO XII: "IL 20
LUGLIO, LA CHIESA FA MEMORIA DEL PROFETA ELIA... E IL
MONTFORT E' UN
PROFETA!"]
Nel 1991, le Edizioni
Monfortane di Roma pubblicavano la versione inglese
della biografia di san Luigi
Maria de Montfort, scritta da Benedetta
Papa'sogli. Il titolo
originale dell'opera "Montfort, un uomo per l'ultima
Chiesa" (Gribaudi,
Torino 1979), veniva sostituito da quest'altro
"Montfort, profeta per
i nostri tempi" ("Montfort, a Prophet for our
Times"). Sfogliando ora
l'albo dei miei ricordi monfortani, penso si possa
dire che questo nuovo titolo
sia davvero ben indovinato. E dico un mio
perche'. Eccolo. L'iter
canonico della canonizzazione del beato Luigi Maria
de Montfort era ormai giunto
felicemente in porto. Il monfortano p.
Callisto Bonicelli, e lo
scrivente - entrambi delegati dal
Postulatore
generale - chiedemmo allora
udienza al Santo Padre Pio XII, perche' volesse
indicarci la data della
solenne canonizzazione. Il Pontefice accolse
benevolmente la nostra
richiesta, e noi due, riconoscenti, eravamo gia'
vicini alla porta di uscita,
quando il Pontefice ci richiamo' per dirci,
quasi scusandosi del
contrattempo, che il giorno poc'anzi stabilito, andava
spostato, perche' da lui
gia' scelto in precedenza per altro impegno
pastorale. Cosi' per la
canonizzazione del Montfort il Papa fissava il
prossimo 20 luglio 1947.
Poi, sottolineando una felice coincidenza, ci
disse: "Il 20 luglio,
la Chiesa fa memoria del profeta Elia... e il
Montfort e' un
profeta!"
[SVOLSE IL SUO MINISTERO CON
LO SPIRITO E LA FORZA DI ELIA: "EGLI SI
DEDICO' ALLA RIFORMA DEL
POPOLO E SRADICO' I SEGNI ABOMINEVOLI
DELL'EMPIETA'. IN UN'EPOCA
DI INIQUI RIAFFERMO' LA PIETA'"]
In realta', il santo
missionario francese del secolo XVIII, Luigi Maria
Grignion de Montfort, e'
sempre apparso agli occhi della Chiesa quale
"strenuus Eliae
imitator"; cosi' nel decreto delle virtu' eroiche (1869) e
in quello della
beatificazione (1888); cosi' nelle Lettere Decretali di
canonizzazione (1948), dove
e' detto che durante dieci anni, sino alla
morte, il santo missionario
svolse il suo ministero in spiritu et virtute
Eliae: con lo spirito e la
forza di Elia (Lc 1, 17). In tutti e tre questi
documenti, l'immagine del
Montfort appare come in dissolvenza incrociata,
nell'intreccio di due testi
del Siracide, riguardanti, rispettivamente il
profeta Elia e Giosia, re di
Giuda. Rileggendo la storia di Israele, il pio
Ebreo del secondo secolo a.
C., Ben Sira, cosi' scrive di Elia "Essi
commisero ogni genere di
malvagita'... Allora sorse Elia profeta, simile al
fuoco: la sua parola
bruciava come fiaccola" (Sir 47, 25; 48, 1). Poi, del
re Giosia afferma che
"egli si dedico' alla riforma del popolo e sradico' i
segni abominevoli
dell'empieta'. Diresse il suo cuore verso il Signore, in
un'epoca di iniqui
riaffermo' la pieta'" (Sir 9, 3-4). Era questa,
soprattutto, l'immagine che
i primi testi liturgici offrivano del Montfort
dopo la sua beatificazione.
Basti pensare all'antifona d'ingresso che
allora apriva la liturgia
eucaristica celebrata in suo onore: "Grida a
squarciagola, non aver
riguardo: come una tromba alza la voce; dichiara al
mio popolo i suoi delitti,
alla casa di Giacobbe i suoi peccati" (Is 58,
1). Era anche questa, ci
sembra, l'immagine del Montfort che allora piu'
comunemente e facilmente si
coglieva dalla sua vita raccontata e dai suoi
scritti missionari. Un
esempio. Nel 1846-47, dopo il provvidenziale
ritrovamento del Trattato
della vera devozione a Maria, l'oratoriano F.W.
Faber incomincia a studiare
la vita e la spiritualita' del Montfort.
Avviene poi che sul finire
della sua vita, nel 1862, quasi per
un'improvvisa illuminazione
interiore, lo stesso Faber si da' a tradurre in
inglese il Trattato mariano
del Montfort. Ecco quanto scrive in prefazione
"Pochi sono nel XVIII
secolo gli uomini che presentino in se' contrassegni
cosi' evidenti di una
missione divina, quanto quest'altro Elia, missionario
dello Spirito Santo e di
Maria. L'intera sua vita fu tale manifestazione di
cio' che possa la santa
follia della Croce … Clemente XI lo volle
Missionario Apostolico in
Francia, perche' vi consacrasse la vita a
combattere il Giansenismo in
quanto si opponeva alla salute delle anime.
Dopo le Lettere degli
Apostoli, si stenta a trovare parole piu' infiammate
delle dodici pagine della
Preghiera da lui composta per i Missionari della
sua Compagnia".
Iscrivendo la celebrazione
di san Luigi Maria nel Calendario Romano
generale, la Chiesa stessa
non ha mancato di mettere in luce l'immagine
elianica del Montfort:
"Tra gli eminenti apostoli di Dio, dev'essere
ascritto senza dubbio san
Luigi Maria Grignion de Montfort.... il quale si
adopero' con tutte le forze
per confondere la sapienza del mondo con la
stoltezza della croce e per
condurre a vita evangelica il popolo cristiano.
["L'UMILE SACERDOTE, LA
CUI VITA BREVE, SORPRENDENTEMENTE LABORIOSA E
FECONDA, MA TORMENTATA IN
MODO SINGOLARE, INCOMPRESA DAGLI UNI, ESALTATA
DAGLI ALTRI, L'HA POSTO
DAVANTI AL MONDO 'IN SEGNO DI CONTRADDIZIONE'"]
Credo sia stato lo stesso
Pontefice Pio XII a delineare nel modo migliore
la figura profetica del
Montfort. Lo fece, il 21 luglio 1947, innanzi ai
numerosi pellegrini affluiti
a Roma da varie parti del mondo per la
canonizzazione del Santo. Disse: "Luigi Maria Grignion de Montfort e'
l'umile sacerdote bretone
del secolo di Luigi XIV, la cui vita breve,
sorprendentemente laboriosa
e feconda, ma tormentata in modo singolare,
incompresa dagli uni,
esaltata dagli altri, l'ha posto davanti al mondo "in
segno di
contraddizione". La caratteristica propria di Luigi Maria e' la
sua tenacita' perseverante a
conseguire il santo ideale, l'unico, ideale di
tutta la sua vita: quello di
guadagnarsi gli uomini per darli a Dio".
Ma chi puo' vantarsi di
essere simile a Elia? In quale senso si puo'
veramente dire che il
Montfort fu uno strenuo imitatore di Elia? Dai molti
elogi che la Sacra Scrittura
fa del profeta di Tisbe veniamo a sapere che
il suo messaggio profetico
consiste soprattutto nell'affermazione di
monoteismo. Solo Jahve e'
Dio. I Baal sono un nulla. II popolo eletto di
Dio deve osservare le
esigenze dell'Alleanza del Sinai. Elia, dunque, vuol
salvaguardare l'Alleanza, e
ristabilire la purezza della fede in Israele.
Ma si sente solo, avvilito.
Cosi', dopo le minacce di Gezabele s'inoltra
nel deserto. Incoraggiato
dall'angelo del Signore camminera' per quaranta
giorni e quaranta notti fino
al Monte di Dio, l'Oreb, dove potra'
finalmente ristorarsi alle
sorgenti stesse dell'Alleanza. Il profeta Eliseo
ne continuera' l'opera.
[NEI SUOI SCRITTI, OLTRE CHE
NELLA SUA VITA, LO STRENUO IMITATORE DEL
PROFETA ELIA]
Non e' difficile, ora,
riconoscere negli scritti del Montfort, oltre che
nella sua vita, lo strenuo
imitatore del profeta Elia, di cui parla il
decreto di beatificazione e
di canonizzazione. Mi limito qui ad alcune
espressioni del santo
missionario che bruciano come fiaccola, al pari di
quelle del profeta Elia. E
Montfort era un homo Dei, un uomo tutto di Dio.
"Dio solo" era il
motto che egli amava scrivere un po' dovunque nelle sue
opere. Animato da tale fuoco
interiore, egli voleva riportare il popolo
cristiano all'Alleanza con Dio; e cioe' a vivere gli impegni
derivanti dal
battesimo. Ascoltiamo il suo
grido profetico: "Chi si mantiene, fedele alle
promesse del santo
battesimo? Quasi tutti i cristiani non vengono forse
meno alla fedelta' promessa
a Gesu' Cristo nel loro battesimo? Da dove puo'
derivare questo disordine
generale se non dalla dimenticanza in cui si vive
delle promesse e degli
impegni del santo battesimo, e dal fatto che quasi
nessuno ratifica da se
stesso il contratto d'alleanza che ha fatto con Dio
per mezzo del padrino e
della madrina?" (VD 127). Par di sentire il profeta
Elia che, sul monte Carmelo,
chiedeva a tutto il popolo: "Fino a quando
zoppicherete con i due
piedi? Se il Signore e' Dio, seguitelo!" (1 Re 18,
21), e che al momento del
sacrificio faceva questa preghiera: "Signore,
oggi si sappia che tu sei
Dio in Israele... Questo popolo sappia che tu sei
il Signore Dio".
[DALLA SUA "PREGHIERA
INFOCATA": "SIGNORE, LA TUA
LEGGE E' TRASGREDITA; E'
STATO ABBANDONATO IL TUO
VANGELO; TORRENTI D'INIQUITA' DILAGANO SULLA TERRA
INTERA E TRAVOLGONO PERFINO
I TUOI SERVI; TUTTO IL MONDO SI TROVA NELLA
TRIBOLAZIONE; L'EMPIETA'
REGNA SOVRANA; IL TUO SANTUARIO E' PROFANATO, E
L'ABOMINIO E' PENETRATO NEL
LUOGO SANTO"]
Molte pagine del Montfort ci
dicono chiaramente come e quanto il Montfort
sapesse preparare le vie del
Signore con lo spirito e la forza di Elia. Vi
e', pero', una sua preghiera
che va segnalata in modo tutto particolare. E'
una preghiera, composta dal
Montfort per i missionari della sua Compagnia e
per tutta la Chiesa.
Tradizionalmente definita "infocata" per il calore che
la pervade, questa preghiera
- afferma il Bre'mond - "ci commuove, ci
sconvolge, ci toglie quasi
il respiro". Il santo missionario vi grida tutto
il suo immenso dolore per i
molti mali che affliggono l'umanita' e la
Chiesa, ma al tempo stesso
ricorda i progetti e le promesse di
misericordia fatte da Dio
per mezzo di tanti profeti e di tante grandi
anime del secolo passato e
del presente. "Signore, la tua legge e'
trasgredita; e' stato
abbandonato il tuo Vangelo; torrenti d'iniquita'
dilagano sulla terra intera
e travolgono perfino i tuoi servi; tutto il
mondo si trova nella
tribolazione; l'empieta' regna sovrana; il tuo
santuario e' profanato, e
l'abominio e' penetrato nel luogo santo" (PI 5)".
Al fuoco! Al fuoco! Al fuoco
... Aiuto! Aiuto! Aiuto! ... C'e' fuoco nella
casa di Dio! C'e' fuoco
dentro le anime! C'e' fuoco perfino nel
santuario!... Aiuto! Si
vuole assassinare il fratello! ... Aiuto! si sta
scannando i nostri figli!
... Aiuto! si sta pugnalando il nostro buon
padre!" (PI 28).
Ora il grido di dolore si fa
preghiera al Padre, al Figlio e allo Spirito
Santo: "0 gran Dio, che
puoi trarre dalle pietre informi altrettanti figli
di Abramo, pronuncia una
sola parola da Dio per mandare buoni operai nella
tua messe e buoni missionari
nella tua Chiesa!" (PI 3).
"Signore Gesu',
ricordati di dare a tua
Madre una nuova compagnia affinche' per mezzo di
essa si rinnovino tutte le
cose e per mezzo di Maria si completino gli anni
della grazia come per mezzo
di Maria tu li hai incominciati" (PI 6). "Santo
Spirito, ricordati di
produrre e di formare figli di Dio con la tua divina
e fedele sposa Maria. Hai
formato con lei e in lei il Capo dei
predestinati; percio' con
lei e in lei devi formare tutti i membri ...
Tutti i santi che furono e
saranno sino alla fine del mondo sono
altrettante opere del tuo amore unito a Maria" (PI
15).
[CON LO SPIRITO E LA FORZA
DI ELIA, E CON IL CALORE DELLE SUE
ARGOMENTAZIONI, IL SANTO
INVITA TUTTE LE ANIME AD ACCOGLIERE MARIA COME
MADRE E MAESTRA, "IL
MEZZO PIU' SICURO, PIU' FACILE, PIU' BREVE E PERFETTO
PER ANDARE A GESU'
CRISTO"]
Penso si possa riconoscere
nel Montfort lo spirito e la, forza di Elia
anche nell'autentica
spiritualita' e devozione mariana che egli nutri'
verso la Madre del Signore e che insegno' magistralmente al
popolo santo
di Dio, "con frutto, in
pubblico e in privato, nelle sue missioni, per
diversi anni".
Mi spiego, riferendomi ad un
brano dell'enciclica Ad diem illum laetissimum
(2. 2. 1904) di san Pio X:
"Noi vediamo nelle sante Scritture, che ogni
volta che ci e' profetizzata
la grazia che deve giungere, quasi sempre il
Salvatore degli uomini vi
appare insieme alla sua santissima Madre...
(cosi') Maria e' oggetto del
pensiero di Elia che vede la piccola
nube che
sale dal mare". Il
racconto sacro, cui il Pontefice allude, e' noto.
Dapprima il profeta Elia
preannunzia al re Acab la siccita' che dovra'
punire l'apostasia
d'Israele; ma poi, lo stesso profeta ottiene e annunzia
la fine della siccita'. Una
nuvoletta ascende dal mare verso il monte
Carmelo: la pioggia e'
vicina.
Nella nuvoletta che sale dal
mare Elia vede raffigurata la Vergine Maria:
e' lei la piccola nube che
fara' piovere la giustizia dall'alto; e' lei la
madre che dara' il Salvatore
al mondo assetato, la Vita che tutto rinnova.
La visione di Elia, da cui
trae ispirazione tutta la storia gloriosa
dell'Ordine Carmelitano, e'
anche quella del Santo di Montfort. Con lo
spirito e la forza di Elia,
e con il calore delle sue argomentazioni, il
santo missionario invita
tutte le anime che hanno sete del Dio vivente, ad
accogliere Maria come Madre
e maestra nella propria vita spirituale.
"Allora, per quanto la
fede lo permetta, vedranno con chiarezza questa
bella stella del mare e con
la sua guida arriveranno a buon porto,
nonostante le tempeste e i
pirati; conosceranno le grandezze di questa
sovrana e si consacreranno
interamente al suo servizio ...; ne gusteranno
le dolcezze, e le materne
bonta' e l'ameranno teneramente come suoi figli
prediletti; conosceranno le
misericordie di cui ella e' ricolma e i bisogni
che hanno del suo aiuto; per
ogni cosa ricorreranno a lei come a loro cara
avvocata e mediatrice presso
Gesu' Cristo; sapranno che e' lei il mezzo
piu' sicuro, piu' facile,
piu' breve e perfetto per andare a Gesu' Cristo,
e si consegnerano a lei
corpo e anima, senza riserva, per appartenere nello
stesso modo a Gesu'
Cristo" (VD 55).
[DESCRIZIONE DEI MISSIONARI
CHE EGLI VUOLE E CHIEDE PER LA CHIESA]
Ma, nella nuvoletta, che
sale dal mare verso il Monte Carmelo, il Montfort
vede raffigurai anche i
missionari che egli vuole e chiede per la Chiesa e
per la sua Compagnia di
Maria. Vuole e chiede che essi, attingendo grazia
su grazia dal mare di grazie
che e' Maria, essi siano "nubi alzate da terra
e sature di celeste rugiada,
libere di volare dovunque le spinga il soffio
dello Spirito Santo"
(PI 9); "nubi volanti nel cielo al minino soffio dello
Spirito Santo che diffondano
la pioggia della parola di Dio e della vita
eterna" (VD 57); "pioggia abbondante che rinvigorisca il
popolo di Dio"
(PI 20). Vuole e chiede che,
sull'esempio del profeta Elia che riprende
vigore sulla montagna
dell'Alleanza, i suoi missionari vivano sulla
misteriosa e divina montagna
che e' Maria: montagna fertile e
lussureggiante, solida e
compatta, dove Dio mirabilmente si compiace,
risiede e dimorera' per
sempre. "Qui essi diventeranno re per l'eternita',
con il distacco dalla terra
e l'elevazione in Dio; diverranno piu' bianchi
della neve, perche' uniti a
Maria; saranno arricchiti della rugiada del
cielo e dell'abbondanza
della terra, di ogni benedizione temporale ed
eterna di cui Maria e'
ricolma. Dall'alto di questa montagna, come Mose',
con le loro ardenti
preghiere scaveranno frecce contro i
nemici per
abbatterli o convertirli; su
questa montagna impareranno dalla bocca stessa
di Gesu' Cristo, che sempre
vi dimora, il significato delle otto
beatitudini; su questa
montagna di Dio saranno trasfigurati con Cristo come
sul Tabor, moriranno, con
lui come sul Calvario, ascenderanno al cielo con
lui come sul monte degli
ulivi" (PI 25).
[IL MESSAGGIO PROFETICO DEL
MONTFORT INTERPELLA LA NOSTRA COSCIENZA. "SE
VOGLIAMO ESSERE CRISTIANI,
DOBBIAMO ESSERE MARIANI"]
Cosi', dopo quasi tre
secoli, il messaggio profetico del Montfort giunge
sino a noi. Esso interpella
la nostra coscienza. Ci muove a intraprendere
quel rinnovato slancio nella
vita cristiana, che Giovanni Paolo Il auspica
nella TMI (n. 29); ricorda a
noi che in virtu' del santo battesimo ogni
cristiano e' chiamato ad
essere partecipe dell'ufficio profetico di Cristo,
con la testimonianza della
vita e la virtu' della parola, congiungendo a
una vita di fede, la
professione della fede; riafferma ancora una volta che
"se vogliamo essere
cristiani, dobbiamo essere mariani" (Paolo VI). Questo
messaggio il Montfort
continua ad offrirlo a noi, raccolto in nuce in
quelle primissime parole che
egli ha scritto in chiave al suo Trattato
della vera devozione:
"E' per mezzo della Santissima Vergine Maria Gesu'
Cristo e' venuto nel mondo,
ed e' ancora per mezzo di lei che egli deve
regnare nel mondo".
Il pio romeo, che visita la
Basilica di San Pietro in Vaticano, non
dimentichi di ammirare la
bella statua del Montfort, profeta per i nostri
tempi, (navata centrale -
seconda nicchia dell'ordine superiore di
sinistra). Chissa' che non
si senta ripetere da lui quel che l'annoso Mose'
disse una volta al giovane
Giosue': "Fossero tutti profeti nel popolo del
Signore e volesse il Signore
dare loro il suo Spirito! (Nm 11, 29).
***
Voglia la Madonna colmare a
lei e ai suoi cari di speciali grazie in questo
mese di maggio
raccomandandoci anche noi alle vs. preghiere.
Un cordiale saluto, dalla
redazione di Luci sull'Est
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