Mailing list - settembre 2003
Gentili lettori,
vi proponiamo di fare insieme un
viaggio. Ma non vi preoccupate perché non sarà necessario lasciare la vostra
sedia dove state leggendo questa nostra lettera, ed affrontare ingorghi di
traffico o altra sorta di "tasse" come quelle che dobbiamo pagare quando vogliamo uscire dalle nostre
città per riposare. Come mai?
Vi proponiamo un piccolo viaggio nel
tempo tornando a 50 anni fa per capire meglio ciò che è accaduto durante questo
periodo e chiederci come sarebbe il mondo di oggi se l'umanità avesse percorso
altre vie che quelle che ci hanno condotto all'attuale congiuntura.
Abbiamo per questo un strumento
utilissimo. Si tratta della monumentale allocuzione del Natale del '57,
pronunciata da Pio XII. Se questo documento fosse stato studiato da tutto
l'orbe cattolico e messo in pratica, parecchi disastri ci sarebbero stati certamente risparmiati.
Allora il mondo aveva molto vivo nella
memoria il ricordo della II Guerra Mondiale, con tutte le sue devastazioni, la
bomba atomica, etc. Davanti a questo spettro, vi erano i cultori della scienza,
ciechi alle grandezze di Dio, che avevano di mira
soltanto le "grandezze
dell'uomo". Vi erano coloro che cedevano a un "totale pessimismo" davanti ai progressi della
tecnica, con la paura che tutto ciò potesse portare ad una catastrofe
planetaria. Alcuni capitolavano incrociando le braccia,
osservando "uomini esteriormente
progrediti diventare interiormente incivili", l'uomo diveniva
"onniveggente" delle cose esteriori ma progressivamente incapace di
"leggere nell'interno delle cose". Allo stesso tempo, l'uomo era
esposto a "tornare servo della
natura, (…) e quindi a prestarle quasi il culto dell'adorazione", che "è
un ritorno all'antica superstizione". Ma forse Dio, "il quale
nell'atto stesso di crearlo, 'diede all'uomo il potere su tutte le cose che
sono sulla terra' (Eccli 17, 3), ha ritirato la sua parola?" domanda Pio
XII. "No certamente". Allora come considerare in modo
giusto il vero progresso e tutto
l'universo e la stessa umanità? "L'universo [è] una mirabile sinfonia
dettata dallo Spirito di Dio"; "l'umanità, (…) quale immensa orchestra, unita sotto la guida di
Cristo", la deve eseguire fedelmente. Infine, il Sommo Pontefice mostra il ruolo della fede e
della morale nella direzione di un
progresso che non può essere nocivo eccetto quando si allontana
dall'insegnamento della Santa Chiesa. Nostro Signore è, quindi, il Consolatore
in mezzo alle disarmonie
di questo mondo. Ecco alcuni punti
nodali di quella lungimirante allocuzione natalizia.
Infatti, se si legge questo documento
attentamente, si possono trovare le cause di diversi movimenti
"moderni" - sia a livello individuale, mondiale, religioso o
filosofico – e gli elementi per analizzarli dal punto di vista cattolico. Per
esempio: le "crisi esistenziali"; la tendenza ogni giorno di più a rinchiudere la vita
umana in un sistema meccanico; uomini che sono "robot" di carne;
l'immanentismo evoluzionista; un certo ecologismo; l'aborto; il disprezzo dei
valori umani; i cultori della disarmonia (artistica, letteraria od altre),
dell'assurdità, del caos; la ferrea disciplina del collettivismo; insomma, tanto abbassamento
nel tono della genuina civiltà; l'amputazione del aspetto militante – secondo
la legge di Dio e degli uomini – della vita di ogni cattolico; la concorrenza
tra le nazioni nella corsa agli armamenti; la ricerca della vera pace.
Ma c'è pure l'agnosticismo che non
vuole la menzione delle radici cristiane nella Costituzione europea.
E' vero - anzi verissimo - che soltanto
a farne una menzione sulla Carta ed avere
poi una vita personale e sociale
lontana dalla Legge insegnata da Nostro Signore
Gesù Cristo renderebbe molto difficile
difendersi dall'accusa di essere superficiali, incoerenti o addirittura ipocriti.
Ma cosa dire se non si può fare questo
piccolo atto di giustizia (menzione alle radici cristiane nella Costituzione
UE) a Colui che ci ha insegnato a rispettare il più debole, a saper perdonare
il nemico, a dare gloria a Dio nel più alto dei cieli e avere così la pace
sulla terra? Questo significa che l'aria va diventando più rarefatta, che c'è
una sorta di asfissia per il cristiano – e soprattutto per il cattolico –
nell'Europa. Però, se l'Unione europea non è basata sui principi cristiani,
allora noi al posto di Paesi sanamente fratelli abbiamo solo dei
"Paesi-siamesi"… E' questo che vogliono imporci? E' questo un atteggiamento autentico
e coerentemente democratico?
Queste considerazione danno ragione a
quanto ha affermato il Cardinale Ratzinger nel suo libro "Il sale della
terra – Cristianesimo e Chiesa cattolica nella svolta del millennio – Un
colloquio con Peter Seewald" (Ed. San Paolo, 1997, pag. 175-176):
"[D.] Una nuova situazione per la
Chiesa deriva dal crescere delle persecuzione anticristiane.
"[R.] Sì, e in modi diversi. In
Cina, malgrado qualche primo segno di tolleranza, c'è sempre una situazione di
oppressione del cristianesimo, soprattutto là dove si vuole restare fino in
fondo fedeli al papa. E ciò accade non solo in Cina, ma in molti altri paesi.
Continua a far parte del destino della Chiesa - sotto i regimi politici più
diversi - il vedersi esposta alla persecuzione. Intanto sta diventando sempre
più grave un nuovo pericolo, cioè si è
formata una sorta di ideologia moderna che considera il cristianesimo o la fede cattolica come una
realtà intollerante e antiquata,
incompatibile con la modernità, che, quindi, deve essere fatta oggetto
di pressioni. Credo che questo pericolo sia ormai piuttosto grande, anche se
ora non appare ancora del tutto vicino. Ma la pressione sociale, che vorrebbe
la Chiesa omologata agli standard del momento, si fa già sentire ora.
"[D.] Si tratta già di
persecuzione contro i cristiani? Vi è comunque differenza se i cristiani
vengono incarcerati o perseguitati in regimi dittatoriali o in paesi islamici,
o se in Occidente vengono lasciati ai margini della società?
"[R.] Ovviamente in questo caso
non si tratta ancora di vera e propria persecuzione anticristiana; sarebbe un
non senso usare qui questa espressione. Esistono però degli ambienti - e non
sono pochi - in cui oggi ci vuole davvero molto coraggio per professarsi cristiani. Soprattutto cresce il
pericolo di tanti cristianesimi adattati, che poi vengono accettati dalla
società in quanto forme filantropiche dell'essere cristiani, che vengono
contrapposte al preteso fondamentalismo di coloro che non vogliono allinearsi.
Cresce il pericolo di una dittatura dell'opinione, e chi non vuole starci viene
isolato e messo ai margini, così che anche della brava gente non osa più
manifestare che appartiene a gruppi di siffatti non conformisti. Una eventuale
dittatura anticristiana del futuro sarà
presumibilmente molto più sottile di quelle che abbiamo
conosciuto finora. Essa si mostrerà
apparentemente aperta alle religioni, ma a
condizione che non si vada a toccare il suo modello di condotta e di
pensiero".
A questo punto, non ci resta che
invitarvi a leggere sul sito di "Luci sull'Est" il testo integrale –
trascritto dall'Osservatore Romano – della bellissima e utilissima allocuzione
pontificia del '57, che si trova nella sezione "novità" del 4
settembre scorso (http://www.lucisullest.it/default.htm).
Ci scusiamo se per qualcuno il contenuto di questa lettera non riserva delle
grandi novità qualora avesse già letto quest’allocuzione di Pio XII sul sito.
Ma l'importanza che attribuiamo a questo documento pontificio è tale da
giustificarla in pieno. Inoltre essa servirà pure come esempio della ricchezza
di insegnamenti che la Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana – "Mater
et Magister" – ci offre.
Che la Madonna, specialmente nella
festa della sua Natività (8 settembre), ci ottenga tutte le grazie per
corrispondere all'onore di appartenere al Corpo Mistico di Cristo, in qualsiasi
situazione.
Cordiali saluti,
la redazione di "Luci
sull'Est"