Mailing list 1 dicembre 2003 


Caro lettore,
Come abbiamo detto nella nostra recente mailing list, e’ stato aggiornato 
l’ALBUM FOTOGRAFICO sulle visite di una statua della Madonna di Fatima 
portata da “Luci sull’Est” in diverse regioni d’Italia, negli ultimi mesi 
(piu’ esattamente da ottobre in poi). Altre foto saranno ancora aggiunte. “Un albero che cade fa piu’ rumore di una foresta che cresce”. In questi 
giorni, in cui si puo’ constatare quante cose vanno contro la Legge di Dio 
come, ad esempio, i diversi colpi alla famiglia costituita tradizionalmente, 
oppure il dilagare della pornografia nella televisione, nei costumi ecc. , 
fa bene vedere che ci sono queste manifestazioni di devozione alla Madonna. 
Devozione che conferma e/o rimette sulla strada giusta di Colui che e’ “la 
Via, la Verita’ e la Vita” [Gv 14, 6], secondo il Magistero della Chiesa. Quindi ci auguriamo che lo “sfogliare” quest’ALBUM FOTOGRAFICO 
(http://www.lucisullest.it/pubblic/foto/index.htm) sia un’occasione di gioia 
per tutti coloro che vogliono la diffusione ovunque delle parole d'amore e 
di speranza della Madonna e di Gesu’ Cristo. Ma parole qualche volta anche 
di ammonimento, come fanno i buoni genitori con i loro figli. 


***** 


Nel Sinodo dei vescovi europei, nell’ottobre del ’99, l’Arcivescovo 
di Smirne (Turchia), Mons. Giuseppe Germano Bernardini, O.F.M. Cap., ha 
fatto un intervento che oggi nel contesto della minaccia islamica si 
direbbe veramente “profetico”. 

Trascriviamo dall’OSSERVATORE ROMANO del 15 ottobre 1999: 


Seconda Assemblea Speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi Interventi “in scriptis” 

Le enormi difficolta’ del dialogo con l'Islam 

S.E.R. Mons.
Giuseppe Germano Bernardini, O.F.M. Cap.
Arcivescovo di Izmir (Turchia) 

Vivo da 42 anni in Turchia, Paese musulmano al 99,9%, e sono Arcivescovo di 
Izmir - Asia Minore - da 16 anni. L'argomento del mio intervento e’ quindi 
scontato: il problema dell'Islam in Europa ora e nel prossimo futuro. 
Ringrazio Mons. Pelâtre e chi ha gia’ parlato sull'argomento in questo 
prestigioso consesso, dispensandomi cosi’ da lunghi esami e dalle relative 
interpretazioni.
Il mio intervento e’ fatto soprattutto per rivolgere al Santo Padre un'umile 
richiesta. Per essere breve e chiaro prima riferiro’ tre casi che, data la 
loro provenienza, reputo realmente accaduti.
1. Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole 
personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un 
certo punto con calma e sicurezza: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi 
invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”. C'e’ da crederci perche’ il “dominio” e’ gia’ cominciato con i 
petroldollari, usati non per creare lavoro nei Paesi poveri del Nord Africa 
o del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei Paesi 
cristiani dell'immigrazione islamica, compresa Roma, centro della 
cristianita’. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di 
espansione e di riconquista?
2. In occasione di un altro incontro islamo-cristiano, organizzato come 
sempre dai cristiani, un partecipante cristiano chiese pubblicamente ai 
musulmani presenti perche’ non organizzassero almeno una volta anche loro 
incontri del genere. L'immancabile autorevole musulmano presente rispose 
testualmente: “Perche’ dovremmo farlo? Voi non avete nulla da insegnarci e 
noi non abbiamo nulla da imparare”.
Un dialogo tra sordi? E’ un fatto che termini come “dialogo”, “giustizia”, 
“reciprocita’”, o concetti come “diritti dell'uomo”, “democrazia”, hanno per 
i musulmani un significato completamente diverso dal nostro. Ma questo credo 
che sia ormai riconosciuto e ammesso da tutti.
3. In un monastero cattolico di Gerusalemme c'era e forse c'e’ ancora un 
domestico arabo musulmano. Persona gentile e onesta, egli era molto stimato 
dai religiosi che ne erano ricambiati. Un giorno con aria triste egli dice 
loro: “I nostri capi si sono riuniti e hanno deciso che tutti gli ‘infedeli’ 
debbono essere assassinati, ma voi non abbiate paura, perche’ vi uccidero’ 
io senza farvi soffrire”.
Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta 
dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, a un ordine dato in nome 
di Allah o del Corano, marcera’ sempre compatta e senza esitazioni. Del 
resto la storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre a imporsi 
alle maggioranze rinunciatarie e silenziose.
Sarebbe ingenuo sottovalutare o, peggio ancora, sorridere sui tre esempi che 
ho riferito; a me pare che si dovrebbe riflettere seriamente sul loro 
drammatico insegnamento.
Non e’ pessimismo il mio, nonostante l'apparenza. Il cristiano non puo’ 
essere pessimista perche’ Cristo e’ risorto e vivente; Egli e’ Dio, a 
differenza di ogni altro profeta o preteso tale. La vittoria finale sara’ di 
Cristo, ma i tempi di Dio possono essere molto lunghi, e di solito lo sono. 
Egli e’ paziente e aspetta la conversione dei peccatori: nel frattempo 
invita pero’ la Chiesa a organizzarsi e a lavorare per affrettare l'avvento 
del suo Regno.
E ora vorrei fare al Santo Padre una proposta seria: organizzare quanto 
prima, se non un Sinodo, almeno un Simposio di Vescovi e operatori nella 
pastorale fra gli immigrati, con particolare riferimento agli islamici, 
allargandolo ai rappresentanti della chiesa riformata e agli ortodossi. La 
sua organizzazione potrebbe essere affidata alla CCEE, che ha in materia una 
lunga e collaudata esperienza, in collaborazione con la KEK.
Il simposio dovrebbe servire per approfondire collegialmente il problema 
degli islamici nei Paesi cristiani, e trovare cosi’ una strategia comune per 
affrontarlo e risolverlo in maniera cristiana e obiettiva. E’ indispensabile 
trovarsi d'accordo sui principi, anche se poi la loro applicazione variera’ 
secondo i luoghi e le persone. Nulla e’ dannoso come il disaccordo sui 
principi!
Termino con un'esortazione che mi e’ suggerita dall'esperienza: non si 
conceda mai ai musulmani una chiesa cattolica per il loro culto, perche’ 
questo ai loro occhi e’ la prova piu’ certa della nostra apostasia. 




Lo stesso Mons. Bernardini ha rilasciato un’intervista molto 
importante al quotidiano LIBERO del 16 settembre 2001, quindi proprio 
qualche giorno dopo il tragico 11/XI, dove lui dice che “non voleva essere 
una profezia” il suo intervento e che “non pensavo si potesse arrivare a 
quello che e’ successo” (per leggere l’intervista, basta cliccare sopra: 
http://www.lucisullest.it/news/2003/11/20031127.htm). 


*** 


Ma se si puo’ inquadrare la questione islamica piu’ da vicino, purtroppo non 
c'e’ da meravigliarsi con cio’ che e’ accaduto e con cio’ che non puo’ 
stupirci proprio piu’ poiche’ siamo ormai nel mondo dell’inimmaginabile. Infatti sul nostro periodico "Spunti" di giugno 1999 abbiamo pubblicato il 
brano seguente:
Una minaccia che sembra tutto un programma - Nel 1962, alla commemorazione 
della sconfitta di S. Luigi IX a Mansurah (Basso Egitto), quando il 
Re-crociato fu fatto prigioniero dai musulmani, il colonnello Nasser (che 
sarebbe poi diventato Presidente dell'Egitto) ebbe a dichiarare: "La 
Mezzaluna ha trascinato la Croce nel fango. (...) Soltanto una cavalcata 
musulmana e’ cio’ che potra’ restituire la gloria dei tempi antichi. Questa 
gloria sara’ riconquistata soltanto quando i cavalieri di Allah avranno 
calcato (la Basilica di) San Pietro e Notre Dame di Parigi" ("Nouvelles 
Chre’tiennes", No. 362, 13.9.62). 


*** 


Ma il pericolo musulmano fu previsto gia’ negli anni ‘30-’40 del 
secolo scorso.

“Nel 1938 si legge nel periodico “Tradizione, Famiglia, Proprieta’” 
di giugno 2001 (Anno 7, n. 2, pag. 1 e 2) , quando un’eventuale invasione 
musulmana dell’Europa sembrava uno scenario da fantascienza, il prof. Plinio 
Correa de Oliveira [1908-1995 
http://www.intratext.com/Catalogo/Autori/AUT125.HTM] gia’ avvertiva i primi 
segni della rinascita islamica: ‘Il mondo musulmano si trova all’imminenza 
d’una grande risurrezione religiosa’ (“O Legionario”, organo 
dell’arcidiocesi di San Paolo, 4-12-1938, “A triste decadencia espiritual 
dos descendentes dos Cruzados”). (…)
“Nel 1943, quando ormai la disfatta del nazismo era solo questione di 
tempo, il prof. Correa de Oliveira volgeva gia’ il suo sguardo oltre il 
nemico dell’indomani, il comunismo sovietico, e cioe’ verso l’Oriente dove 
discerneva la ‘costituzione di un altro vasto blocco politico e ideologico 
orientale anticattolico’ (“O Legionario”, 5-12-1943, “Neopaganismo”).
“ ‘Il pericolo musulmano e’ immenso scriveva qualche mese dopo e 
l’Occidente sembra non accorgersene, come d’altronde sembra pure chiudere 
gli occhi di fronte al pericolo giallo’ (“O Legionario”, 8-8-1943, “A 
questao libanesa”).
“L’anno successivo egli annunciava: ‘Il problema musulmano 
costituira’ una della piu’ gravi questioni religiose del nostro tempo, dopo 
la fine della guerra’ (“O Legionario 7 dias em revista”, 5-3-1944). E 
qualche mese piu’ tardi: ‘Insistiamo fortemente sulla importanza della 
‘questione araba’ per il mondo dell’indomani. (…) Alle porte d’una Europa 
indebolita e semi-scristianizzata, sta sorgendo un ‘pericolo arabo’ simile o 
peggiore di quello ai tempi di S. Pio V e della battaglia di Lepanto’ (“O 
Legionario 7 dias em revista”, 1-10-1944).
“Preoccupato per la cecita’ dei leader occidentali, che si ostinavano 
a non considerare l’Islam come una minaccia, il pensatore brasiliano 
ammoniva nel 1947: ‘Nello stesso momento in cui l’URSS, fiancheggiata dai 
suoi paesi satelliti o meglio schiavi minaccia l’Occidente, il sorgere di 
questo nuovo nemico [l’Islam] puo’ lasciare indifferenti soltanto i politici 
sprovveduti e miopi. Per tutto cio’, anche se chiaramente non si tratta di 
un problema per oggi, ma di un gravissimo problema per l’indomani, il 
pericolo musulmano ci interessa e ci preoccupa’ (“O Legionario”, 
19-10-1947).
“E’ interessante citare a questo punto la testimonianza di Padre Joao 
B. Libanio, S.J., uno degli alfieri della cosiddetta ‘teologia della 
liberazione’, e quindi non sospetto di simpatia per il prof. Correa de 
Oliveira: ‘Nel 1940, Plinio Correa de Oliveira, il fondatore della TFP, 
tenne una conferenza per i gesuiti, tutta permeata d’una idea messianica 
[sic]. Egli asserviva che il grande problema del cristianesimo era l’Islam. 
Cinquanta anni dopo dobbiamo ammettere che si e’ dimostrato profetico oppure 
che, per altri motivi, la storia e’ andata in quella direzione. Il fatto e’ 
che si e’ confermato quanto egli disse’ (“Jornal Industria & Comercio”, 
Curitiba, 26 e 27 agosto 1996, p. B-4). (…)
“Le ammonizioni di Plinio Correa de Oliveira assumono decisamente un 
tono di ‘profezia’ in corso di compimento. Una ‘profezia’ non certo 
derivante da una rivelazione di carattere soprannaturale, ma dalla attenta 
analisi degli avvenimenti storici alla luce di categorie intellettuali 
adeguate e, soprattutto, compenetrata d’un spiccato amore per la Chiesa e 
per la Civilta’ cristiana, nonche’ d’una vita di pieta’ illuminata dalla 
grazia di Dio” (cfr. op. cit., pag. 1 e 2 per approfondimenti su questo 
aspetto dell’opera intellettuale dell’eminente pensatore brasiliano vide 
“Plinio Correa de Oliveira: Previsoes e Denuncias em defesa da Igreja e da 
Civilizaçao Crista”, Gonzalo Larrain Campbell, Artpress, San Paolo, 2001, 87 
pp.). 


***** 

Accada quello che puo’ accadere, dobbiamo aumentare la nostra fiducia 
filiale e incrollabile nelle parole della Madonna a Fatima: “Infine il Mio 
Cuore Immacolato trionfera’”! 

Cordiali saluti,
la redazione di Luci sull’Est 





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