Mailing list 18 dicembre 2003

 

Gentile lettore,

Sono state molto numerose le ripercussioni che ci sono pervenute per telefono, fax, e-mail delle persone che insieme al nostro periodico “Spunti” di dicembre hanno ricevuto anche il Calendario 2004 di “Luci sull’Est”. Spesso queste ripercussioni portavano con se’ la richiesta di altre copie da inviare alle piu’ diverse parti d’Italia e del mondo (dalla Romania, dalla Germania, dall’India al Brasile e cosi’ via). E queste richieste continuano ad arrivare ancora. Informiamo i nostri amici che desiderano altre copie che la nostra segreteria rimarra’ chiusa dal 24 dicembre fino 6 gennaio. Dopo, saremo felicissimi di poter esaudire le richieste… nella misura delle copie che saranno ancora disponibili.

Fra tutta questa recente corrispondenza, abbiamo deciso di proporvi come esempio questa lettera: “Sono il Cappellano delle carceri di (…) (Caserta) ed i detenuti mi hanno chiesto ‘il bellissimo calendario 2004 366 giorni sotto lo sguardo di Maria’. Ricordo che nel febbraio 2003 la Madonna di Fatima e’ scesa dall’elicottero per prendere il governo del carcere e per confortare i reclusi che l’hanno accolta con le lacrime agli occhi. Quanto bene e’ scaturito da questa visita materna della Madonna di Fatima. Anche il corpo delle guardie carcerarie e’ rimasto commosso, e devotamente ha tributato alla statua della Madonna onori, canti, preghiere ed acclamazioni. L’anno decorso 2003 codesta Direzione invio’ molte copie del calendario che sono state affisse in tutti i locali della Casa circondariale e nelle celle dei reclusi. Ringrazio in anticipo e porgo vivissimi auguri. Dev.mo il Cappellano P.D.A.F.” In seguito la nostra segreteria ha provveduto ad inviare le copie richieste del Calendario 2004 di “Luci sull’Est”.

Sapere che questo Calendario potra’ essere di sollievo spirituale a dei reclusi ma anche a tante altre persone che vivono isolate, anziani, ammalati, missionari ebbene questa e’ una gioia che riteniamo un dovere di condividere con i nostri amici.

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Inginocchiati davanti al Bambino Gesu’, avremo l’occasione di chiedere per l’intercessione di Maria Santissima tutte le grazie che a Dio si compiacera’ di concederci per il nostro bene terreno ma soprattutto eterno. Ma in quest’epoca in cui tanto si parla di “servizio”, perche’ non chiederci davanti al Presepe di quale “servizio” il nostro Divino Redentore ha piu’ bisogno da parte nostra? Cosa possiamo fare di meglio per la maggiore gloria di Dio e che sia alla nostra portata? Cosa sarebbe piu’ necessario?

Le risposte a queste domande possono essere numerose. Ma prendiamo questo

spunto: la Madonna a Fatima ha promesso il “trionfo” del Suo Cuore Immacolato. Pero’ nessuno puo’ negare come la legge di Dio e’ calpestata attualmente, come la Chiesa e’ perseguitata in diverse parti del mondo. Quindi, umanamente parlando, la situazione del mondo sembrerebbe non camminare verso questo trionfo, del quale diverse anime privilegiate hanno avuto luci profetiche per conoscerlo (come un San Giovanni Bosco, un San Massimiliano Kolbe, una Beata Anna Maria Taigi, per menzionare soltanto questi; vedi “Spunti” di marzo 2001: “Doni profetici di santi e beati in armonia col Messaggio della Madonna a Fatima” - http://www.lucisullest.it/spunti/2001/marzo2001/pagina10.htm).

Per tutti coloro che hanno come ideale della loro vita la dedizione per questo trionfo della Santa Chiesa, la domanda diventa piu’ acuta: come essere piu’ utile? Con l'umilta’, ecco la risposta. La forza dell’umilta’, ecco questa forza misconosciuta, proprio dimenticata o, quantomeno, poco commentata.

Infatti, San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) ha scritto quattro omelie a lode della Madonna, “commentando il passo evangelico in cui con le parole di Luca si narra la storia dell’Annunciazione del Signore”. Riporteremo soltanto alcuni brani di questo Dottore della Chiesa (anche chiamato “dottore mellifluo”) con la speranza che ispirino, ai nostri lettori, il desiderio di conoscere il testo integrale di queste bellissime omelie mariane.

Dall’opera LODI ALLA VERGINE MADRE (Bernardo di Chiaravalle, Introduzione, traduzione e note a cura di Claudio Leonardi, Citta’ Nuova, 2003, 90 pp.):

“L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una citta’ della Galilea, chiamata Nazareth, ad una Vergine, promessa ad un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide, e il nome della Vergine era Maria, eccetera” (Lc 1, 26ss).

 

(IV Omelia)

“1. Una cosa e’ certa: tutte le lodi che innalziamo alla Madre si estendono al Figlio e analogamente, quando onoriamo il Figlio, non cessiamo di glorificare la Madre”.

(I Omelia)

“5. (…) Chi e’ questa Vergine tanto degna di venerazione da essere salutata da un angelo, e tanto umile da essere stata promessa ad un artigiano? E’ bella questa unione di verginita’ e di umilta’, e a Dio e’ molto cara quell’anima in cui l’umilta’ rende preziosa la verginita’ e la verginita’ e’ l’ornamento dell’umilta’ (cf 2 Cor 10, 17). Ma di quale mai grande venerazione potra’ essere degna colei in cui la fecondita’ esalta l’umilta’ e il parto consacra la verginita’? Tu senti’ parlare di una vergine e di una

umile: se non puoi imitare la verginita’ dell’umile, imita l’umilta’ della vergine. “La verginita’ e’ una virtu’ degna di lode, ma l’umilta’ e’ piu’ necessaria. Quella viene consigliata, questa e’ richiesta. A quella sei invitato, a questa costretto. Di quella si dice: “Chi puo’ capire, capisca” (Mt 19, 12); e di questa: “Se uno non diventera’ come questo bambino, non entrera’ nel regno dei cieli” (Mt 18, 3-4). Percio’ quella e’ premiata, questa l’umilta’ e’ pretesa. Puoi salvarti senza la verginita’, non lo puoi senza l’umilta’. L’umilta’ puo’ piacere quando piange la verginita’ perduta; ma senza umilta’, oso dire che a Dio non sarebbe piaciuta neppure la verginita’ di Maria. (…) E se allo Spirito piacque per la sua verginita’, tuttavia la Vergine ha concepito per la sua umilta’. Si deve concludere: e’ l’umilta’ senza dubbio ad aver reso possibile che la verginita’ piacesse a Dio.

“6.Cosa stai dicendo, o vergine, con tanta superbia? Maria, dimenticando di essere vergine, si gloria soltanto della sua umilta’, mentre tu, disprezzando l’umilta’, ti lusinghi per il fatto di essere vergine? Quella

dice: Dio “vide l’umilta’ della sua serva”. Chi parla cosi’ e’ la vergine sopra tutte santa, la vergine casta, la vergine devota. C’e’ forse in te piu’ castita’ che in lei? C’e’ forse piu’ devozione? La tua pudicizia e’ forse piu’ accetta della castita’ di Maria, cosi’ che ti basti, da sola, senza l’umilta’, per piacere a Dio, quando la sua non basto’ a Maria? Quanto piu’ meriti onore per il dono singolare della verginita’, tanto piu’ grande ingiuria ti fai, se contamini in te la sua bellezza mescolandovi la superbia. Del resto ti conviene non essere vergine piuttosto che diventare arrogante per la tua verginita’. (…) Se dunque puoi solo ammirare la verginita’ di Maria, preoccupati di imitarne l’umilta’, e questo ti e’ sufficiente. Se poi sei vergine e sei anche umile, chiunque tu sia, sei grande.

“7. Ma c’e’ qualcosa di ancora piu’ grande che ti stupisce in Maria: la fecondita’ unita alla verginita’. (…) Ammira percio’ le due cose, e scegli quella che maggiormente ti colpisce, la benevolissima condiscendenza del Figlio o l’altissima dignita’ della Madre, l’una e l’altra stupefacente, l’una e l’altra miracolosa: sia che Dio obbedisca a una donna, un’umilta’ senza esempio; sia che una donna comandi a Dio, una grandezza senza confronto. (…)

“8. O uomo, impara ad essere obbediente; o terra, impara ad essere soggetta; o polvere, impara ad essere sottomessa. Quando l’evangelista dice, parlando di chi ti ha creato, “e stava loro sottomesso”, lo dice riferendosi senza dubbio a Maria e a Giuseppe. Arrossisci, o superba cenere! Dio si umilia, e tu ti esalti? Dio si sottomette agli uomini e tu, bramando di dominare gli uomini, anteponi te al tuo creatore? Se mai talvolta io pensassi qualcosa di simile, che Dio si degni di rispondermi con le stesse parole con cui rispondeva al suo apostolo, quando lo apostrofava cosi’: “Va’ lontano da me, Satana, perche’ non hai il senso delle cose che sono di Dio” (Mt 16, 22-23).

(…) Se non puoi seguire il sentiero sublime della verginita’, segui Dio almeno per la via sicurissima dell’umilta’. Coloro che da questa via dritta avranno deviato, anche se tra i vergini, dico la verita’, neppure costoro “seguono l’Agnello dovunque va”. Segue l’Agnello anche l’umile che non e’ vergine, lo segue anche il vergine che e’ superbo, ma ne’ l’uno ne’ l’altro lo segue “dovunque va”, perche’ l’uno non puo’ salire fino alla purezza dell’Agnello, che e’ senza macchia, e l’altro non si degna di scendere fino alla sua mansuetudine, quella per cui egli si tacque, non “di fronte a chi lo tosava”, ma a chi lo uccideva (cfr 2 Ts 1, 10). Tuttavia il peccatore scegli nell’umilta’ di seguire una via di salvezza piu’ sicura di quella che il superbo trova nella verginita’, dal momento che l’umile penitenza purga l’impurita’ del primo, mentre la superbia inquina la pudicizia dell’altro.

“9. Ma felice Maria, che conobbe l’umilta’ e la verginita’. (…)

(Omelia IV)

11. (…) Ho commentato il racconto evangelico come ho potuto e so bene che non piacera’ a tutti; so anzi che per questo andro’ soggetto all’indignazione di molti, e saro’ giudicato vano e presuntuoso, per aver osato mettere la mano, come nuovo commentatore, allo stesso passo che i Padri hanno gia’ esaurientemente commentato. Ma se qualche cosa e’ stato detto dopo i Padre che non sia contro la dottrina dei Padri, penso che non debba dispiacere, ne’ ai Padri ne’ a nessun altro. E dove invece ho detto cio’ che ho ripreso dai Padri, affinche’ venga meno il bubbone della presunzione e non mi manchi cosi’ il frutto della devozione, ascoltero’ con pazienza chi mi accusa di aver intrapreso cosa superflua. Sappiano tuttavia quelli che mi scherniscono perche’ avrei scritto un commento ozioso e non necessario, che io non avevo tanto l’intenzione di spiegare il Vangelo, quanto di prendere occasione dal Vangelo per parlare di cio’ di cui mi era caro parlare. Se poi ho peccato, nel senso che da questa lettura ho sollecitato la mia personale devozione piuttosto che cercare l’utilita’ di tutti, la Vergine misericordiosa sara’ cosi’ potente presso il suo misericordioso Figlio da farmi perdonare questo mio peccato, lei alla quale ho dedicato con tutta devozione questo mio opuscolo, qualunque ne sia il valore”.

Ma perche’ abbiamo utilizzato l’espressione “la forza dell’umilta’”? Ecco quello che spiega San Bernardo:

“Quale altra donna ti sembra che Dio abbia preannunziato, quando disse al

serpente: ‘Io porro’ inimicizia tra te e la donna’ (Gn 3, 15). E se ancora puoi dubitare che l’abbia detto di Maria, ascolta quanto segue: ‘questa ti schiaccera’ la testa’ (Gen 3, 15). A chi e’ riservata questa vittoria, se non a Maria? Senza dubbio fu lei che calpesto’ il capo avvelenato, lei che ridusse a nulla ogni e qualsiasi suggestione del Maligno per quanto riguarda sia le lusinghe della carne, sia la superbia dell’anima” (II Omelia, 4).

 

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Trattandosi dell'ultima mailing list prima delle Feste, cogliamo l'occasione per formulare a tutti gli amici di “Luci sull'Est” i nostri piu’ affettuosi auguri di un Santo Natale e di un 2004 vissuto nella Grazia di Dio. Un pensiero particolare va a tutti coloro che in ogni modo, sia con aiuti materiali sia, soprattutto, con le loro preghiere e con l'offerta dei loro sacrifici, hanno collaborato al proseguimento e alla crescita di questa iniziativa per la maggior gloria di Dio e di Maria. Colei che per la sua umilta’ e’ stata elevata da Dio stesso al di sopra di ogni altra creatura, possa ricompensarvi con ogni bene e benedizione del Cielo.

La Redazione di “Luci sull'Est”

 

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