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Caro lettore,
In occasione del 160° anniversario della pubblicazione del
“Trattato della vera devozione alla Santa Vergine” di San Luigi
Maria Grignion de Montfort, il Papa ha inviato alle Famiglie
monfortane una Lettera sulla dottrina mariana del loro fondatore,
secondo ha diffuso la Radio Vaticana in un servizio del 13 u.s. (i
neretti sono nostri, ndr):
“ Il Papa confessa di aver tratto ‘un grande aiuto dalla
lettura di questo libro’ quando era ancora giovane trovando la
risposta alle sue ‘perplessita’ dovute al timore che il culto
per Maria, ‘dilatandosi eccessivamente, finisse per compromettere
la supremazia del culto dovuto a Cristo’. ‘Sotto la guida
sapiente di san Luigi Maria - scrive Giovanni Paolo II - compresi
che, se si vive il mistero di Maria in Cristo, tale rischio non
sussiste’. Secondo il pensiero del Santo, infatti Maria ‘ci
accompagna nel nostro pellegrinaggio di fede, speranza e carita’
verso l'unione sempre piu’ intensa con Cristo, unico salvatore e
mediatore della salvezza’. Il Pontefice ricorda inoltre
che il suo motto Totus tuus, ‘Io sono tutto tuo’, e’ ispirato
alla dottrina di Grignion de Montfort e vuole esprimere
l'appartenenza totale a Gesu’ per mezzo di Maria. ‘La
dottrina di questo Santo - sottolinea - ha esercitato un influsso
profondo sulla devozione mariana di molti fedeli e sulla mia propria
vita’. Per San Luigi Maria la vera devozione mariana e’
dunque cristocentrica e diventa un mezzo privilegiato ‘per trovare
Gesu’ Cristo perfettamente, per amarlo teneramente e servirlo
fedelmente’ (Trattato della vera devozione, 62). Maria diventa
l’eco fedele di Dio: ‘Ogni volta che tu pensi a Maria, Maria
pensa per te a Dio. Ogni volta che tu dai lode e onore a Maria,
Maria con te loda e onora Dio’. ‘Se tu dici Maria, lei ripete
Dio’. ‘Tutta la nostra perfezione - scrive Grignion de
Montfort - consiste nell'essere conformi, uniti e consacrati a
Gesu’ Cristo’. Ora, essendo Maria la creatura piu’ conforme a
Gesu’ Cristo, ne segue che, tra tutte le devozioni, quella che
consacra e conforma di piu’ un'anima a Nostro Signore e’ la
devozione a Maria, sua santa Madre, e che piu’ un'anima sara’
consacrata a Maria, piu’ sara’ consacrata a Gesu’ Cristo’
(Trattato della vera devozione, 120).” (http://www.lucisullest.it/news/2004/01/20040113bis.htm)
Siamo lieti di informare i nostri amici che “Luci sull’Est” ha
pubblicato nel’aprile 1999 un’edizione fuori commercio (formato
15x21, 166 pag., con una bella rilegatura) di quest’opera
montfortana e, in appendice, la formula di “Consacrazione a
Gesu’ Cristo, Sapienza incarnata, per le mani di Maria”
anch'essa composta da San Luigi Maria Grignion.
Coloro che la desiderano potranno farne richiesta sia tramite il
nostro sito, sia contattando la nostra segreteria.
Ormai, trascorso il periodo delle feste natalizie in cui il
movimento di posta sia in Italia come in tantissimi altri
Paesi diventa piu’ voluminoso, il tempo normale per ricevere
il materiale a noi richiesto e’ - per l’Italia - di una ventina
di giorni (cominciando a contare dal momento in cui abbiamo ricevuto
la richiesta). Se dopo questo periodo la persona non riceve nulla,
preghiamo gentilmente di farcelo sapere per verificare cosa e’
accaduto ed evitare qualsiasi involontario ritardo che sia possibile
eliminare.
Per approfondire la grande figura di San Luigi Grignion de Montfort,
si puo’ consultare sul nostro sito i seguenti articoli:
* Luigi Maria Grignion de Montfort, un Profeta per i nostri
giorni (di Alberto Rum) (http://www.lucisullest.it/pubblic/mailinglist/20030506.htm)
* Dottore, Profeta e Apostolo nella crisi contemporanea (di
Plinio Correa de Oliveira) (http://www.lucisullest.it/pubblic/mailinglist/20031025.htm)
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Nel 2004 commemoriamo anche il 150°. anniversario della
proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, come ci ha
ricordato il Santo Padre. Dogma di un’importanza enorme per la
Cristianita’ e per tutto il mondo. Ogni tanto, nel corso
dell’anno, inseriremo sul nostro sito commenti di Papi, Santi e
Dottori della Chiesa su questo argomento.
In questa nostra prima mailing list del 2004, trascriveremo alcuni
brani di San Giovanni Bosco in merito a questo grandissimo
avvenimento, tratti dalla sua opera “Fatti ameni della vita di Pio
IX raccolti da pubblici documenti” (Torino, 1871 i neretti
sono nostri):
Gloria tributata a Maria Immacolata da Papa Pio IX
L’Augusto Pontefice che occupa con tanta gloria la cattedra
del principe degli Apostoli fu scelto da Dio per aggiungere
l’ultimo e piu’ bel fiore al diadema della Vergine Immacolata.
Appena il Papa ritorno’ da Gaeta alla sua sede, da tutte parti gli
giunsero i suffragi dei vescovi che attestavano generale credenza
che Maria fosse stata sempre preservata dal peccato originale, e che
era ferventissimo desiderio dei loro diocesani che questa verita’
fosse dogmaticamente definita. Il Pontefice stabilì allora una
commissione di dotti teologi e cardinali, di poi concedette un
giubileo di tre mesi per eccitare tutti ad innalzare a Dio calde
preghiere. Infine invito’ a Roma tutti i vescovi che potessero
facilmente venirvi. Fatta un’attenta e profonda discussione, si
trovo’ essere dottrina conforme alle sacre scritture costantemente
manifestata nella tradizione, cioe’ nella sacra liturgia, negli
scritti dei santi padri, nei decreti dei Sommi Pontefici, nel
sentimento generale di tutti i cristiani, che Maria Vergine fu
immune dalla macchia originale, ed essere cosa al tutto conveniente
il procedere a definire questa dottrina quale articolo di fede.
Pio IX dopo nuove preghiere giudico’ di procedere finalmente a
questa sospirata definizione, ed assistito dai cardinali, dai
patriarchi, da gran numero di arcivescovi e vescovi, alla presenza
di una moltitudine immensa di sacerdoti e laici, l’anno 1854, il
giorno 8 dicembre, sacrato a Maria Immacolata, prima di celebrare
solennemente la santa Messa nella basilica vaticana pronuncio’
questo decreto: “E’ dottrina rivelata da Dio che la B. Vergine
Maria fin dal primo istante della sua concezione fu preservata
immune da ogni macchia di colpa originale per singolare grazia e
privilegio di Dio onnipotente, in riguardo dei meriti di Gesu’
Cristo Salvatore dell’umano genere, e che percio’ si deve da
tutti i fedeli fermamente e costantemente credere”.
In virtu’ di questa definizione si tolse via ogni dubbio intorno a
questo privilegio della Madre di Dio. Non gia’ che il pontefice
con questa definizione abbia introdotto una nuova verita’, ma
solamente ha definito dogmaticamente una verita’ da Dio rivelata,
e gia’ creduta fin dai primi tempi della Chiesa.
La definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione e’ uno
dei piu’ notabili avvenimenti della storia della Chiesa. Una
superba colonna eretta sulla piazza di Spagna, a Roma, consacra per
sempre la memoria del fatto sì glorioso a Maria.
Le quattro statue colossali di Mose’, di Davide, di Ezechiele e
d’Isaia circondano il piedistallo, e le loro profezie richiamano
alla mente il grande mistero definito da Pio IX.
Quel piedistallo e’ adorno di due bassorilievi. L’uno
rappresentante S. Giuseppe avvertito dall’angelo durante il sonno,
del mistero dell’Incarnazione, l’altro, Pio IX proclamante il
dogma.
Sotto al primo bassorilievo sono scolpiti i motti semplici ma
sublimi dell’angelica salutazione.
“Salute: O piena di grazia, il Signore e’ teco, tu sei benedetta
fra tutte le donne”.
Sulla fronte opposta si legge:
Mariae Virgini Genitrici Dei
ipsa origine
ab omni labe immuni
Pius VIIII. P. M.
Insignis praeconii
fide confirmata
Decreto Q. D. S. VI ID. DEC.
AN. MDCCCLIIII.
PONEND. CURAVIT
AN. SUI PRINCIP. XII.
“Alla Vergine Maria, Madre di Dio, immune da ogni macchia sino
dalla sua origine, Pio IX, Sovrano Pontefice, dopo aver confermato
con decreto dell’otto dicembre, la fede a questo insigne
privilegio, questo monumento pose a spese dell’universo cattolico,
nel dodicesimo anno del suo Sacro Pontificato”.
La statua d’Isaia porta per leggenda queste parole del profeta:
“Ecce Virgo concipiet - Ecco che una vergine concepira’” (Is.
VII, 14).
Sotto il piedistallo della statua di Ezechiele si legge: “Porta
haec clausa erit - Questa porta rimarra’ chiusa” (Ez. XLIV, 2).
Sul piedistallo della statua di Davide: “Sanctificavit
tabernaculum suum Altissimus - L’Altissimo
santifico’ il suo tabernacolo” (Ps. XLV, 5).
Mose’ apre il libro della Genesi e profetizza l’eterna lotta
dell’abisso e del cielo: “Inimicitias ponam inter te et muliere
- Io porro’ fiere inimicizie fra te e la donna” (Gen. III, 15).
Ora la donna nemica del serpente non e’ soltanto Maria, ma
ancora la Chiesa della quale la Vergine e’ la
Personificazione. “La Chiesa anche essa e’ la sede della
Sapienza” ed anche la Madre di Cristo, poiche’ il cristiano,
come dice Tertulliano, e’ un altro Cristo.
A giorni nostri la inimista’ e’ al suo colmo, la lotta e’
ardente; ma il piede vincitore che schiaccia la testa al serpente
ci presagisce una vittoria gloriosa del pari che immancabile. Noi
siamo stati avventurosi di visitare [nell]a [chiesa di] S.
Bonaventura [a Roma] la camera del Beato [oggi Santo, ndr] Leonardo
da Porto Maurizio che predisse questo trionfo in una
lettera diventata ormai celebre.
L’esempio di Roma, la madre e maestra di tutte le chiese,
risveglio’ nel mondo intero l’ardore e lo zelo dei figli di
Maria. Abbiamo visto germogliare una messe completa di monumenti, di
altari, di santuari, di chiese, di statue destinate tutte a
perpetuare la memoria del grande atto dell’otto dicembre 1854, e
l’erezione della colonna innalzata da Pio IX sulla piazza di
Spagna e’ stata pure il segnale al quale tutto l’orbe si
affretto’ di rispondere con quella preziosita’ di monumenti onde
spontaneamente si e’ ricoperto. (cfr. op. cit., pag. 43-49 in
“Opere Edite”, Libreria Ateneo Salesiano, Roma, 1977)
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Cordiali saluti,
la redazione di “Luci sull’Est”
P.S.: Ci permettiamo di ricordare ai nostri amici romani e a coloro
che si troveranno nella Citta’ Eterna il prossimo 20 gennaio,
che in questa data si commemora l’apparizione della Madonna
(il 20-1-1842) nella Chiesa di S. Andrea delle Fratte all’ebreo
Alphonse Ratisbonne, che si convertì alla Chiesa Cattolica subito
dopo aver ricevuto quest’immensa grazia. Nel giorno 20 p.v., ogni
fedele puo’ lucrare in questa chiesa (vicina alla Piazza di
Spagna) l’indulgenza plenaria alle solite condizioni.
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