Newsletter del 29 gennaio 2004

Verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

International Site

 


Caro lettore,
Piu’ di 4.500.000 copie di “Fatima, messaggio di tragedia o di speranza”, piu’ di 230 edizioni in 20 lingue! Questo l'ultimo aggiornamento giunto di quest’opera che “Luci sull’Est” dal ‘91 ha diffuso nei Paesi ex-comunisti dell’Urss, ma anche in Italia. Recentemente sono state stampate un’edizione in ceco e un'altra in ungherese dall’associazione austriaca Osterreichische Jugend (www.fatima.at). I nostri amici che fossero interessati a ricevere una o entrambe queste due edizioni possono rivolgersi direttamente a loro (Office@oestjugend.org). L’edizione in ungherese, come nelle altre lingue, e’ online (cfr. N. 8-Fatima clicca qui).

Per i lettori che conoscono da poco tempo “Luci sull’Est”, ormai con 13 anni di attivita’, suggeriamo di consultare il nostro sito oppure di richiedere le nostre pubblicazioni dove abbiamo documentato ciò che e’ stato fatto e, con la grazia di Dio e l'aiuto di Maria Santissima, stiamo svolgendo. Tra l’altro, in questi ultimi giorni il nostro sito ha ricevuto una nuova veste grafica per facilitare la “navigazione” nelle sue oltre 5.000 pagine.

**********

Le luci della Madonna di Fatima continuano ad illuminare le piu’ diverse regioni del mondo. Ecco alcuni esempi:

“Voglio essere dei vostri ci scrive un sacerdote. Sono Padre P. Sono missionario religioso Camilliano ad Haiti. Amo la Madonna, mamma mia e nostra e a Lei desidero sottomettermi oggi e sempre. Attendo vostre notizie. Vostro Padre M.M.P.”

“Cari fratelli in Cristo - si può leggere in una recente lettera scritta da un altro sacerdote, che stava a Roma. Vorrei ringraziarvi sinceramente di cuore per i dieci calendari chiesti e mandati. Ne sono rimasto contentissimo. Li ho gia’ mandati in Congo nella mia parrocchia. Cosi’, questi cristiani vedranno un po’ come si presenta questa bella Signora, protettrice della loro parrocchia. Ancora una volta, tante grazie; il Signore benedica la vostra associazione e La Vergine Santissima, Nostra Signora di Fatima vi assisti con la sua materna intercessione. Bella Signora, Madre dolcissima e purissima, prega per noi. D.W.J.”

“Carissimi - pure questa corrispondenza e’ di un sacerdote. Vi invio questa lettera per chiedervi alcuni articoli. Io sto in Africa da circa 6 anni. Avrei bisogno di Medaglie Miracolose, immagini della Madonna, un “Trattato della Vera devozione a Maria”. Mandate tutto a questo indirizzo (…) Repubblica del Benin (Africa). F.G.M.”

Ringraziamo delle sofferenze, delle preghiere e del sostegno che i nostri benefattori ci danno per portare avanti queste opere. E che la Madonna di Fatima vi ricompensi!

**********

Il 2 febbraio, oltre ad essere la festa della Presentazione del Signore al Tempio, cade anche un'altra ricorrenza forse poco conosciuta in Italia. E' la festa della Madonna del Buon Successo, che e’ venerata particolarmente in Quito (Equador). Nelle apparizioni a madre Mariana Torres Berriochoa, nel XVI secolo, la Madonna del Buon Successo ha fatto notevoli profezie in armonia con quelle di Fatima. In merito a questo importante argomento, abbiamo messo sul nostro sito un articolo con la trascrizione di diverse di queste profezie e la storia di questa miracolosa statua della Madonna (clicca qui).

**********

Per celebrare il cinquantenario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, il 2 febbraio 1904 San Pio X ha scritto l’enciclica “Ad diem illum laetissimum”. In questo bellissimo documento il Pontefice Santo tratta degli innumerevoli benefici derivati alla Chiesa dalla proclamazione di questo dogma: dalle apparizioni di Lourdes in poi vediamo sempre meglio come in Maria abbiamo il mezzo piu’ potente per la restaurazione di ogni cosa in Cristo. Maria, partecipe e custode dei misteri della fede, e’ in ogni tempo potente difesa della fede cristiana contro coloro di modo particolare gli anarchici- che rifiutano ogni rispetto e ogni obbedienza all’autorita’ della Chiesa e anche a ogni potere umano per tentare di colpire la Fede. Quest’Enciclica ci invita ad un profondo rinnovamento di vita, e il Santo Pontefice concesse in questa ricorrenza l’indulgenza plenaria in forma di Giubileo. La solidita’, la chiarezza, la profondita’ con cui i diversi aspetti degli argomenti sono scritti affiorano da un linguaggio pieno dello splendore della verita’, cioe’ di bellezza. E’ uno scritto, quindi, di grande valore e che ci porta alla riflessione. In altre parole, e’ un documento che potrebbe non piacere a coloro che sono mediocri (per leggere per intero quest’Enciclica clicca qui).

*********

Parliamo però specificatamente di mediocri per indolenza e non di una semplice carenza naturale, quindi non colpevole di nulla, come c’e’ la possibilita’ d’essere nati con una capacita’ intellettuale maggiore o almeno sufficiente salvo poi a non farne buon uso. Soprattutto oggi, la nozione di cosa sia veramente una certa mediocrita’ e’, non di rado, sconosciuta… oppure vi e’ una concezione appunto mediocre di essa: "non c'e’ peggior sordo di chi non vuole sentire".
Quest’ignoranza gia’ esisteva nel secolo XIX, quando uno degli eroi del cattolicesimo in Francia, Ernest Hello (1828-1885), ha scritto la sua opera “L’Homme”, dove lui descrive cosa sia l’uomo mediocre. Ecco di seguito alcuni brani di questo brillante autore.

Lepanto, Roma, Anno V N. 48-49, marzo-aprile 1986 (http://www.lepanto.org)
Dal libro “L’homme”, di Ernest Hello:

L’uomo mediocre

L’uomo mediocre onora solo l’opinione pubblica
Se affermate, in un salotto, che la tale celebrita’ e’ un uomo mediocre, desterete stupore: vi diranno che siete paradossale. Il fatto e’ che non si sa piu’ ciò che e’ l’uomo mediocre (…).
Il tratto caratteristico, assolutamente caratteristico, dell’uomo mediocre e’ la sua deferenza verso l’opinione pubblica. Egli non afferma mai, ripete sempre. Giudica un uomo secondo la sua eta’, posizione sociale, successo, fortuna. Ha il piu’ profondo rispetto per coloro che sono famosi, per un titolo qualsiasi. Farebbe la corte al suo piu’ crudele nemico, se costui divenisse celebre, ma si curerebbe ben poco del suo migliore amico, se nessuno lo lodasse. Non concepisce neppure che un uomo ancora ignoto, un povero che s’incontra e che si tratta alla mano, al quale si da’ del tu, possa essere un uomo di genio (…).

Per lui l’ardore e’ esagerazione
L’uomo mediocre può avere questa o quella speciale capacita’, può avere del talento; ma l’intuizione gli e’ impedita. Può imparare, ma non può presagire. Ammette talvolta un’idea, ma non la persegue nelle sue varie applicazioni, e se voi gliela presentate in termini differenti, egli non la respinge. Egli ammette talvolta un principio ma se voi giungete alle conseguenze di questo stesso principio, vi dira’ che esagerate. Se il termine esagerazione non esistesse, l’uomo mediocre l’inventerebbe.
L’uomo mediocre pensa che il Cristianesimo e’ un’utile precauzione che sarebbe imprudente ignorare. Tuttavia lo detesta intimamente. Talvolta ha per esso un certo rispetto convenzionale lo stesso che ha per i libri di successo; però ha orrore del Cattolicesimo: lo trova esagerato; preferisce di molto il protestantesimo, credendolo moderato.
E’ amico di tutti i princìpi e di tutti i loro contrari.
L’uomo mediocre può avere stima per la gente virtuosa e per le persone di talento, ma ha timore ed orrore dei santi e degli uomini geniali: li trova esagerati. Si domanda a che servano gli ordini religiosi, soprattutto quelli contemplativi. Tollera le suore di san Vincenzo de Paoli perche’ la loro attivita’ si svolge, almeno in parte, nel mondo visibile. “Ma le carmelitane si domanda a che servono?”
Se l’uomo mediocre per natura diventa realmente cristiano, cessa del tutto di essere mediocre. Potra’ non diventare un uomo superiore, ma viene sottratto alla mediocrita’ (…). L’uomo che ama non e’ mai mediocre.
L’uomo veramente mediocre ammira un po’ tutte le cose, ma non ammira nulla con calore. Se voi gli esponete i suoi stessi pensieri e sentimenti esprimendoli con un certo entusiasmo, egli sara’ scontento, ripetera’ che voi esagerate; preferira’ i suoi nemici, se sono freddi, ai suoi amici, se sono ardenti. Ciò che detesta piu’ di ogni altra cosa e’ l’ardore.

Odia lo splendore della verita’
L’uomo mediocre non ha che una passione: l’odio del bello. Ripetera’ a volte una verita’ banale con espressioni banali; esprimetegli la stesa verita’ con splendore: vi maledira’, perche’ avra’ incontrato il bello, suo nemico personale.
La prima parola dell’uomo mediocre che giudice un libro e’ sempre relativa a un dettaglio, e di solito a un dettaglio di stile: “E’ ben scritto”, dice quando lo stilo e’ scorrevole, tiepido, incolore, timido; “e’ mal scritto”, dice, quando la vita scorre nella vostra opera, quando voi parlando vi forgiate un linguaggio, quando esprimete i vostri pensieri con quel vigore che e’ la franchezza dello scrittore. Egli ama la letteratura impersonale, detesta i libri che l’obbligano a riflettere.

Ha sempre paura di compromettersi
L’uomo mediocre ama gli scrittori che non dicono ne’ si ne’ no su alcuna questione, che non affermano nulla (…). Vorrebbe negare il Cristianesimo, ma negandolo educatamente, con una certa moderazione nelle espressioni. Egli trova insolente ogni affermazione, in quanto ogni affermazione esclude la proposizione contraddittoria. Ma se siete un po’ amico e un po’ nemico di tutte le cose, vi riterra’ saggio e prudente, ammirera’ la delicatezza del vostro pensiero e dira’ che avete il dono dei passaggi e delle sfumature.
Per sfuggire al rimprovero d’intolleranza ch’egli rivolge a chiunque pensi virilmente, bisognerebbe rifugiarsi nel dubbio assoluto, ma non bisognerebbe nemmeno chiamare il dubbio col suo nome: bisogna dargli le apparenze di un’opinione dimessa, che rispetta i diritti dell’opinione opposta, che sembra affermare qualcosa ma che non dice assolutamente nulla: bisogna aggiungere ad ogni frase una perifrasi edulcorante: “mi sembra”, “oserei dire”, “se mi e’ permesso di esprimermi cosi’”. Nell’uomo mediocre in attivita’, in funzione, rimane un’inquietudine: la paura di compromettersi. Esprime pertanto alcune valutazioni, rubate a Monsieur de la Palisse, con la riserva, la timidezza e la prudenza di uno che teme che le sue troppo audaci parole sconvolgano la gente.

Detesta i dogmi e lo spirito soprannaturale
L’uomo mediocre sostiene che Gesu’ Cristo avrebbe dovuto limitarsi a predicare l’amore, senza compiere miracoli; detesta però ancora di piu’ i miracoli dei santi, soprattutto quelli dei santi di oggi. Se gli riferite un evento che sia insieme soprannaturale e contemporaneo, vi dira’ che le leggende possono far colpo nella vita dei santi, ma che bisogna lasciarle a loro; e se gli fate notare che la potenza di Dio e’ oggi quella stessa di una volta, vi rispondera’ che esagerate.
L’uomo mediocre sostiene che c’e’ del buono e del cattivo in ogni cosa. (…) Se affermate energicamente la verita’, vi dira’ che avete troppa fiducia in voi stessi: lui, che e’ cosi’ orgoglioso, non sa nemmeno cos’e’ l’orgoglio! E’ insieme modesto e orgoglioso, sottomesso a Voltaire e ribelle alla Chiesa. Il suo motto e’ il grido di Joab: “Audace solo contro Dio!”
L’uomo mediocre, nel suo timore delle realta’ superiori, sostiene di stimare innanzitutto il buon senso: ma non sa cosa sia il buon senso; con questo termine intende la negazione di tutto ciò che e’ grande. Egli può benissimo essere capace di quella cosa senza valore che nei salotti viene chiamata arguzia, ma non può avere l’intelligenza, che e’ la capacita’ di intuire [“leggere”] l’idea nel fatto. L’uomo intelligente solleva il capo per ammirare e adorare, l’uomo mediocre leva la testa per irridere: tutto ciò che sta al di sopra di lui gli sembra ridicolo, l’infinito gli sembra un nulla.
L’uomo mediocre non crede al diavolo; deplora che la religione cristiana abbia dei dogmi, vorrebbe ch’essa insegnasse unicamente la morale; e se gli dite che la sua morale nasce dai suoi dogmi, vi rispondera’ che esagerate.
Egli confonde la falsa modestia, che e’ la menzogna ufficiale degli orgogliosi di basso livello, con l’umilta’, che e’ la virtu’ naturale e divina dei santi. Ecco la differenza tra questa modestia e l’umilta’: l’uomo falsamente modesto crede che la propria ragione sia superiore alla verita’ divina e da essa indipendente, ma contemporaneamente la crede inferiore a quella di Voltaire; si crede inferiore al piu’ piatto imbecille del XVIII secolo, ma si burla di santa Teresa d’Avila. L’uomo umile disprezza tutte le menzogne, quand’anche venissero glorificate per tutta la terra, e si inginocchia davanti ogni verita’. (…)

Odia gli uomini di genio
L’uomo mediocre e’ il piu’ freddo e il piu’ feroce nemico dell’uomo di genio. Gli oppone la crudele resistenza della forza d’inerzia, gli oppone le proprie abitudini meccaniche e invincibili, la roccaforte dei propri vecchi pregiudizi, la propria malevola indifferenza, il miserabile scetticismo, quest’odio profondo che rassomiglia all’imparzialita’; gli oppone l’arma della gente senza errore, l’insensibilita’ della stupidita’. Il genio fa conto dell’entusiasmo, chiede che ci si abbandoni; l’uomo mediocre non si abbandona mai, e’ senza entusiasmo e senza pieta’: queste due cose vanno sempre insieme.
Quando l’uomo geniale e’ scoraggiato e si crede prossimo alla morte, l’uomo mediocre lo guarda con soddisfazione, gioisce di quest’agonia, dicendo: “l’avevo previsto, quell’uomo era sulla cattiva strada, aveva troppa fiducia in se stesso!” Se l’uomo di genio trionfa, il mediocre, pieno d’invidia e di odio, perlomeno gli opporra’ i “grandi modelli classici”, come suole dire, gli uomini celebri del secolo passato, e cerchera’ di credere che l’avvenire lo vendichera’ del presente.

Bassezza degli uomini mediocri e grandezza degli uomini superiori
L’uomo mediocre e’ molto piu’ malvagio di quanto non creda e lo si creda, poiche’ la sua freddezza vela la sua malvagita’. Non si adira mai. In fondo, vorrebbe annientare le stirpi superiori; non potendolo, si vendica facendole i dispetti; commette piccole infamie che, a forza di essere piccole, non hanno l’aria di essere infami. Punge con degli spilli, e gioisce se il sangue scorre, mentre l’assassino ha paura del sangue che versa; l’uomo mediocre non ha mai paura: si sente sostenuto dalla moltitudine di coloro che gli rassomigliano. (…)
Quelli che adulano i pregiudizi, le abitudini dei loro contemporanei, sono spinti e giungono al successo: sono gli uomini del loro tempo. Quelli che rimuovono i pregiudizi e le abitudini, quelli che respirano in anticipo l’aria dell’epoca che li succedera’, questi spingono gli altri e giungono alla gloria: sono gli uomini dell’eternita’. Ecco perche’ il coraggio, che e’ inutile al successo, e’ la condizione assoluta della gloria. Sono grandi coloro che s’impongono agli uomini invece di subirli, che s’impongono a se stessi invece di subirsi, che soffocano con lo stesso sforzo i loro scoraggiamenti e le resistenze esterne. Ciò che chiamiamo grandezza e’ l’irraggiamento della sovranita’.
L’uomo mediocre che ha successo risponde ai desideri attuali degli altri; l’uomo superiore trionfante risponde ai presentimenti sconosciuti dell’umanita’. Il mediocre può mostrare agli uomini la parte di loro stessi che gia’ conoscono; l’uomo superiore rivela agli altri la parte di loro stessi che non conoscono.
L’uomo superiore penetra dentro di noi piu’ profondamente di quanto noi stessi abbiamo l’abitudine di discendere. Egli da’ voce ai nostri pensieri, e’ piu’ intimo con noi di noi stessi; ci irrita e ci rende felici, come uno che ci svegliasse per andare a contemplare con lui il sorgere del sole. Strappandoci alle nostre case per introdurci nei suoi domini, ci inquieta, e nello stesso tempo ci dona la pace suprema. Il mediocre, che si lascia la’ dove siamo, ci ispira una morta tranquillita’ che non e’ la quiete.
L’uomo superiore, incessantemente tormentato e lacerato dall’opposizione tra ideale e reale, avverte meglio degli altri la grandezza umana, ma anche la miseria umana; si sente chiamato con piu’ forza verso quello splendore ideale che e’ il fine di noi tutti, e danneggiato piu’ mortalmente dalla vecchia decadenza della nostra misera natura e ci comunica questi due sentimenti che subisce. Egli accende in noi l’amore per l’essere e risveglia in noi senza tregua la coscienza del nostro nulla.

L’uomo mediocre in due parole: freddezza e vanita’
L’uomo mediocre non avverte ne’ la grandezza, ne’ la miseria, ne’ l’Essere, ne’ il nulla; non e’ ne’ estasiato ne’ decaduto: resta sul penultimo gradino della scala, incapace di salire e troppo pigro per scendere. Nei suoi giudizi come nelle sue azioni, sostituisce la convenzione alla realta’, approva ciò che trova posto nel suo casellario, condanna ciò che sfugge alle denominazione e alle categorie che conosce, teme la meraviglia e, non avvicinandosi mai al mistero terribile della vita, evita le montagne e gli abissi lungo i quali essa accompagna i propri amici.
L’uomo geniale e’ superiore a ciò che compie: il suo pensiero e’ superiore alla sua opera. Il mediocre e’ inferiore a ciò che compie; la sua opera non e’ la realizzazione di un’idea, e’ un lavoro eseguito secondo certe regole. L’uomo di genio lascia sempre incompiuta la sua opera; l’uomo mediocre e’ pieno della propria, pieno di se stesso, pieno di niente, pieno di vuoto, pieno di vanita’. Quest’odioso personaggio sta interamente in queste due parole: freddezza e vanita’! (cfr. op. cit., Perrin, Paris, 1894, pp. 57-67)

*********

Cordiali saluti, 
la redazione di Luci sull’Est
 

 © 1998 - 2004  Associazione Luci sull'Est
Roma: Via Castellini, 13/7 - 00197 Roma
Tel. +39-06.8076395 - Fax +39-06.80687227
Milano: Via E. Toti, 10 - 20063 Cernusco s/n (MI) 
Palermo: Via Aloisio Juvara, 58 - 90142 (PA)
e-mail: info@lucisullest.it

Per tutte le richieste, rivolgersi all'indirizzo di Roma 
o tramite il modulo di richieste on-line del nostro sito
http://www.lucisullest.it

Per cancellarti dalla newsletter invia una mail all'indirizzo:
lse_news-unsubscribe@lucisullest.it
oppure vai all'indirizzo http://www.lucisullest.it/delete.htm