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Caro lettore, gentile lettrice
Non e’ una sorpresa, ma e’ sempre una gioia quando qualcuno dei volontari di “Luci sull’Est” riceve, da un suo conoscente, un giornale regionale oppure un periodico dedicato ad un piccolo paese magari sperduto agli occhi di molti, dove e’ stata trascritto qualcosa del materiale pubblicato dalla nostra Associazione, sempre con le solite indicazioni beninteso ( © Luci sull’Est -
www.lucisullest.it). Per il nostro archivio storico e’ molto utile ricevere questi documenti. Preghiamo, quindi, gentilmente tutti i nostri amici che collaborano con la diffusione degli articoli di “Spunti”, o brani dei nostri libri, di fare la cortesia di inviarci sistematicamente almeno una copia del periodico che ha riprodotto questi articoli.
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C’e’ stato un grande aumento delle richieste di materiale di “Luci sull’Est”, e cio’ e’ un grande motivo di incoraggiamento e di entusiasmo per poter portare avanti tutte queste nostre iniziative. La carita’ materiale e’ molto importante. Ci mancherebbe altro! Ma nessuno dei credenti puo’ dire che il corpo vale piu’ dell’anima. Quindi, ciascuno deve fare cio’ che la grazia ispira ad ognuno - lo “Spirito soffia dove vuole” - guardando soltanto alla maggiore gloria di Dio e della Sua Santa Chiesa, rallegrandosi quando vede che altri fanno di piu’ e meglio “ad majorem Dei gloriam”.
Questo lodevole aumento di richieste ci ha spinto, in questi ultimi giorni, ad attrezzarci meglio per essere al livello del numero di queste richieste. Ci scusiamo per gli involontari ritardi avuti. Ma adesso, con altre valorose persone che si stanno occupando di questo, speriamo bene di essere in grado di evitare tali ritardi.
Poiche’ dobbiamo inviare parecchio materiale riguardante la Quaresima e la Settimana Santa (la “Via Crucis”, il CD con la “Via Crucis” e adesso un’altra pubblicazione della quale parleremo piu’ avanti), e con molta rapidita’ per arrivare in tempo, chiediamo ai nostri cari amici - nella misura del possibile - di lasciare una “corsia” preferenziale per questo materiale. In altre parole, l’ideale sarebbe di posticipare le richieste di statuette della Madonna di Fatima o immagini (ad esempio) fra due settimane, cioe’ dal 22 marzo in poi. Cosi’ potremo dedicarci in questo periodo alla spedizione di questi volumi (o CD) che devono arrivare entro Pasqua ai loro destinatari.
Pero’, se qualcuno avesse urgenza, per qualche motivo particolare, di ricevere un determinato materiale, puo’ chiedere senza problemi. Magari pero’, in questo caso, specificando entro a quale data deve essere esaudito, in modo da poter stabilire delle priorita’.
Come al solito, le richieste possono essere fatte sia tramite telefono, e-mail o fax. E con l’indicazione del nome completo, indirizzo e numero di telefono (fisso, preferibilmente) della persona che fa la richiesta.
Da parte nostra, per parlare con la nostra segreteria, puo’ chiamare da lunedi’ a venerdi’, dalle 9.00 fino alle 13.00. Oltre puo’ lasciare il suo messaggio nella segreteria telefonica.
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Gli abbonati a “Spunti” stanno cominciando a ricevere un opuscolo con delle
meditazioni sulla Passione di Nostro Signore, ed un CD audio con la lettura di queste meditazioni. Di seguito, trascriviamo il testo della sua presentazione e la prima meditazione. Il resto lo
potete trovare sul sito di “Luci
sull’Est”, e quei nostri amici che vivono molto lontano
dall’Italia, per ricevere questo materiale prima di Pasqua - pensiamo in questo momento a tanti bravi missionari o fervorose religiose - potranno scaricare l’archivio (fare il “download”) compattato (zip) in modo da poterlo almeno stampare e leggere subito. Cio’ non impedisce, ovviamente, di richiedere l’opuscolo con il CD, ma a causa della distanza, non possiamo garantire quando arrivera’. Invece
per l’Italia, se dopo 10 (dieci) giorni dalla sua richiesta lei non ha ricevuto questo materiale, la preghiamo di contattarci per avvisare. Quindi, piu’ presto sara’ fatta la richiesta,
piu’ presto noi faremo la nostra parte.
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In questa Quaresima, tempo di penitenza e preparazione alla Pasqua, voglio offrirLe tre meravigliose meditazioni sulla Passione di Nostro Signore. Sono state scritte dal noto pensatore cattolico brasiliano Plinio Correa de Oliveira.
In esse la forza poetica e descrittiva delle parole ci porta a rivivere le sofferenze di Nostro Signore, fisiche ma soprattutto spirituali e ci ricorda che ogni volta che soffriamo per la fede, per il male che abbonda sulla terra, per le empieta’ che si compiono quotidianamente, siamo “alter Christus”, un altro Cristo.
In Lui si e’ compiuta la volonta’ del Padre, la Passione ma anche la gloria trascendente della Risurrezione, dando anche a noi la certezza che il nostro destino di cristiani si compira’, come nelle sofferenze di questo mondo anche nella gloria che deve esser rivelata.
Con questi sentimenti Le auguro una proficua meditazione e ancor piu’ di veder abbondare i frutti spirituali che per mezzo di Maria, Madre Sua e Madre Nostra, distribuisce copiosi.
Alberto Carosa
Direttore
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Come pote’ il mondo odiare Colui che fece tanto bene?
L’immagine di questa pagina riproduce una tela di Pflock (secolo XVI), custodita nel Museo di Gand: “L’incoronazione di spine”. Intorno al Divino Redentore, con le mani legate e rivestito di una porpora da scherno, si riuniscono cinque figure. In primo piano, un uomo Gli stende una canna a guisa di scettro, e allo stesso tempo, con un saluto caricaturale, si toglie il copricapo e tira fuori la lingua.
A fianco, un altro spalanca la bocca con un atteggiamento beffardo. Gli altri, sullo sfondo, sono impegnati a conficcare sul capo adorabile del Salvatore, a guisa di corona, una specie di immenso copricapo di spine. Al centro il Figlio di Dio, che esprime il suo dolore fisico, ma soprattutto l’intensa sofferenza morale, la quale supera il tormento del corpo e che permea interamente la Vittima divina. Si direbbe che Gesu’ soffra del rancore di questi miserabili carnefici, ma che questo odio non e’ altro che la riva di un immenso oceano di rancore che si estende oltre, sino ai limiti dell’orizzonte. Ed e’ su questo oceano che si sofferma lo sguardo di Gesu’ in una dolorosa meditazione.
Il quadro di Pflock focalizza un aspetto importantissimo della Passione: il contrasto tra la santita’ infinita e l’amore ineffabile del Redentore, e la insondabile bassezza e implacabile odio di coloro che Lo suppliziarono ed uccisero. In questo contrasto si evidenzia l’irriducibile opposizione tra la Luce - “erat lux vera” (Gv.I,9) - e i figli delle tenebre, tra la Verita’ e l’errore, l’Ordine e il disordine, il Bene e il male.
“Popule meus, quid feci tibi? Aut in quo contristavi te?” “Popolo mio, che male ti feci? In che cosa ti rattristai?” Queste parole, che la Liturgia del Venerdi’ Santo pone sulle labbra di Nostro Signore, sono proprio al centro del tema che abbiamo enunciato.
Che un uomo odii chi gli fa del male, puo’ essere censurabile, ma non incomprensibile. Pero’, come puo’ un uomo odiare chi e’ buono, chi gli fa del bene? Questo problema e’ vecchio quasi quanto l’umanita’. Perche’ Caino odio’ Abele? Perche’ i giudei perseguitarono e non di rado uccisero i Profeti? Perche’ i romani perseguitarono i cristiani?
Piu’ recentemente, perche’ i protestanti sparsero tanto sangue di martiri cattolici, perche’ la Rivoluzione Francese agi’ allo stesso modo ed altrettanto fece la Rivoluzione Bolscevica in Russia? Come spiegare l’odio dei comunisti nella guerra civile spagnola, nelle persecuzioni del Messico, dell’Ungheria e della Jugoslavia?
Sappiamo bene che, formulate cosi’, tali domande sembrano a molti un po’ semplicistiche. L’odio dei nemici della Chiesa non sempre fu gratuito. Non mancarono, a volte, anche da parte dei cattolici, provocazioni ed eccessi che generarono delle reazioni. D’altro canto, vi furono in certi casi, equivoci, malintesi ed incomprensioni che diedero luogo a violenze. Vi furono allora dei martiri, non perche’ la Chiesa fosse debitamente conosciuta e odiata come tale, ma precisamente perche’ era sconosciuta o ingiustamente deformata.
Non neghiamo nulla di questo. Tuttavia, ridurre a queste cause l’odio delle tenebre contro la Luce, del male contro il Bene sarebbe, questo si’, una singolare esemplificazione del problema.
E’ quello che nella Passione si evidenzia con solare chiarezza.
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Osserviamo preliminarmente che, se i cattolici possono avere dei difetti, Nostro signore non li ebbe. Su questo non puo’ esserci alcun dubbio, sia in merito alla sostanza che alla forma della sua predicazione, sia riguardo al tatto che all’opportunita’ con cui insegnava, sia ancora per quanto attiene al carattere edificante dei suoi esempi, al valore apologetico dei suoi miracoli, e all’aspetto santissimo e trascinante della sua Persona.
Egli non forni’ pretesti a nessuna legittima obiezione, a nessuna fondata recriminazione. Al contrario, fu solo prodigo di occasioni per farsi adorare e seguire.
Tuttavia, anche Lui fu odiato, persino piu’ dei suoi fedeli lungo i secoli. Come si spiega? E’ perche’ nei figli delle tenebre c’e’ un odio che si rivolge precisamente contro la Verita’ e il Bene. E’ quindi inutile voler attribuire il tutto ad un mero gioco di equivoci. Questi senz’altro ci furono, ma non servono a risolvere il problema.
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Qualcuno forse dira’ che questo odio e’ molto semplice da spiegare. La Legge di Dio e’ austera. Chi non vuole assoggettarsi ai sacrifici che comporta la sua osservanza, disubbidisce e facilmente si ribella. La ribellione a sua volta genera l’odio, specialmente l’odio contro la Verita’ ed il Bene. Ed e’ tutto spiegato.
Non neghiamo che nella generalita’ dei casi sia qui la radice dell’odio contro Dio. Ma per capire bene il problema, non si devono trarre conclusioni affrettate. Ogni peccato e’ un’offesa a Dio. Ma ci sono peccatori che serbano una certa tristezza del male che praticano ed una certa ammirazione del bene che non fanno. Percio’, si rammaricano della vita che conducono, consigliano agli altri di non seguire il loro esempio e prestano omaggio a coloro che vivono rettamente. In conseguenza di questo atteggiamento umile, molte volte Nostro Signore concede loro grandi grazie ed essi ritornano al cammino della salvezza.
Se in Israele ci fosse stato soltanto questo genere di peccatori, non credo che Gesu’ sarebbe stato perseguitato, ed ancor meno crocifisso. Se tra questi ci fosse stato Caino, non avrebbe ucciso Abele. Se tutti i peccatori della Storia fossero stati come questi, essa non avrebbe registrato le orrende persecuzioni di cui abbiamo appena parlato.
Come sono, allora, i peccatori che rappresentano quelle anime che si sono dannate a causa delle persecuzioni che hanno mosso contro la Chiesa? E’ questo il problema.
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Il peccatore rattristato e vergognoso di cui abbiamo trattato, non puo’ essere chiamato propriamente un empio. Egli scivolera’ verso l’empieta’ se si infanghera’ nel peccato sino a perdere la tristezza di praticarlo e l’ammirazione per coloro che esercitano la virtu’. Ne derivera’, quindi, un primo grado di empieta’, che condurra’ all’indifferenza per la Religione e la morale.
All’empio di questo genere importano soltanto i suoi interessi personali. Per lui fa lo stesso vivere in un ambiente buono o cattivo: purche’ guadagni soldi e faccia carriera o si diverta, qualsiasi cosa gli sta bene.
Ovviamente questa empieta’ e’ molto censurabile. Ne furono rei tutti coloro che a Gerusalemme assistettero alla Passione come meri curiosi. E quelli che nel corso della storia, sino ad oggi, si ritengono nel diritto di assistere alla lotta tra i figli della luce e i figli delle tenebre senza prendere partito, come una egoistica “terza forza”.
Ancora una volta, pero’, gente di questo tipo, soltanto di suo, non avrebbe praticato il deicidio.
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Eppure ci sono anime che vanno oltre. Mosse dalla sensualita’, dall’orgoglio, da qualsiasi altro vizio, portano la malizia cosi’ lontano, si identificano col peccato in tal modo, che giungono a sentirsi bene solo dove sono lusingate le loro cattive abitudini, e non sopportano nulla che costituisca una censura e nemmeno un mero disaccordo nei loro riguardi. Ne deriva un odio verso i buoni e verso il Bene, verso i paladini della Verita’ e alla Verita’ stessa, che fornisce loro una sorta di ideale negativo. Voltaire lo espresse molto bene nel suo motto “e’craser l’infâme”, cioe’, “schiacciare l’infame” (l’“infâme” sarebbe stato il Verbo Incarnato!). Farne l’anelito di tutti i momenti, oppure “l’ideale” di una vita, ecco dove sta la quintessenza dell’empieta’.
Gente cosi’, ha tutti i requisiti per pianificare, ordire e compiere la persecuzione. Se in Israele non ci fosse stata gente cosi’, Nostro Signore non sarebbe stato crocifisso.
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Dio non nega la sua grazia a nessuno. Anche gli empi come questi possono convertirsi, e di tutto cuore. Tuttavia, e’ doveroso aggiungere che, finche’ non lo fanno, portano gia’ in questa terra la piu’ rilevante caratteristica dei condannati all’inferno.
In effetti, in generale si pensa che i dannati, se potessero, fuggirebbero tutti verso il Cielo. Non e’ vero. Essi odiano tanto Dio che se anche potessero liberarsi dal fuoco eterno in cui sono prigionieri, non lo farebbero se cio’ comportasse di prestare a Dio un atto di amore e di ubbidienza.
Tale e’ la forza di quest’odio; ed e’ sotto questa luce che si capisce bene colui che potremmo soprannominare empio di secondo grado.
Fu questa accurata empieta’, la forza motrice che animo’ la Sinagoga nella ribellione contro il Messia. Fu essa a suscitare la lotta degli empi contro la Chiesa, contro i buoni cattolici, nel corso dei secoli.
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I figli delle tenebre, sono proprio questi gli empi.
Il principe delle tenebre e’ proprio Satana. Quale relazione esiste tra gli uni e gli altri? Giuda era un figlio delle tenebre. Il Vangelo ci dice che il demonio entro’ in lui (cfr. Lc. XXII, 3). Per fede sappiamo che gli spiriti maligni “vagano per il mondo per la perdizione delle anime”.
Quando il demonio riesce a compiere in un’anima il suo completo operato, la conduce sino a questo stato di empieta’. A sua volta, una tale anima e’ un campo aperto alle tentazioni del demonio. E’ facile, dunque, riconoscere in questi empi i migliori ausiliari dell’inferno nella lotta contro la Chiesa.
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Signore, in questo momento di misericordia in cui consideriamo il tuo sacrosanto Corpo mentre versa da ogni parte il tuo Sangue redentore, Ti preghiamo per i meriti infiniti di questo stesso preziosissimo Sangue, e per le lacrime della vostra e nostra Madre, di mantenerci molto ma molto lontani da qualsiasi empieta’: “Non permettere che ci separiamo da Te”, di tutto cuore Te lo imploriamo.
Ovunque gli empi perseguitano i figli della luce, e specialmente nella Chiesa del Silenzio, sii la forza dei perseguitati, non solo perche’ non si scoraggino, ma affinche’ si innalzino, si organizzino e sbaraglino il tuo avversario. Te lo supplichiamo per il Cuore Immacolato di Maria.
E poiche’ all’ultimo momento promettesti il Paradiso ad uno scellerato, Signore, per i meriti della tua agonia Ti supplichiamo, in unione a Maria, che la tua misericordia scenda sino agli antri occulti dell’empieta’, al fine di invitare alle vie della virtu’ persino i tuoi peggiori avversari.
E ancora per misericordia, Signore, confondi, umilia, e riduci all’intera impotenza coloro che, rifiutando i piu’ estremi appelli del tuo amore, persistono nell’intento di distruggere cio’ che resta della Civilta’ Cristiana e perfino - se fosse possibile - la vostra Sposa mistica, la Santa Chiesa.
(“Catolicismo”, Aprile 1960)
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Cordiali saluti
la redazione di “Luci sull’Est”
P.D. Il 3 marzo scorso, il Parlamento portoghese ha bocciato la proposta della sinistra di un referendum di depenalizzazione dell’aborto. Gia’ nel referendum del ’98 avevano vinto i SI alla vita. Ringraziamo la Madonna di Fatima che nel Paese dove Lei ha profetizzato il trionfo del Suo Cuore Immacolato, ci sia stata questa bella vittoria.
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