17 giugno 2004 - San Ranieri da Pisa

Verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

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Caro lettore, gentile lettrice,

In questi ultimi giorni, abbiamo inviato a 75.000 famiglie italiane il libro “Il Sacro Cuore - salvezza delle famiglie e della societa’” (Ed. Luci sull’Est, 2004, Guido Vignelli, 110 pag.).
Gesu’, nel manifestarsi a Santa Margherita Maria Alacoque, la celebre veggente del Sacro Cuore, mentre proclamava l’immensita’ del suo amore, si lamento’ dei molti e gravi oltraggi che gli venivano recati dagli uomini:
“Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e li ha ricolmati d’ogni genere di benefici. E che in cambio del suo amore infinito non solo non ha avuto gratitudine, ma, al contrario, dimenticanza, indifferenza, oltraggi!”
Per i devoti del Suo Sacro Cuore, Gesu’ ha promesso:
- di mettere pace nelle loro famiglie, di consolarli nelle loro afflizioni, di essere il loro rifugio in vita e soprattutto nella loro morte, di benedire le loro imprese;
- che i peccatori troveranno misericordia, che i tiepidi diventeranno ferventi e che i ferventi saliranno a grande perfezione;
- di benedire il focolare dove l’immagine del suo Sacratissimo Cuore sara’ esposta e onorata.
Oltre a questo, Gesu’ ci ha fatto anche una grande rivelazione, piu’ conosciuta come “la grande promessa”. Ecco le Sue parole a Santa Margherita Maria:
“Io prometto che il mio amore onnipotente accordera’ a tutti coloro che si comunicheranno il primo venerdi’ del mese, per nove mesi consecutivi. (…) “…la grazia della penitenza finale e non morranno in mia disgrazia ne’ senza ricevere i santi sacramenti e il mio Cuore sara’ per essi un asilo sicuro negli ultimi momenti”.
Resta inteso, certo, che queste promesse, in ordine alla salvezza, non annullano ne’ le esigenze della fede ne’ l’impegno di condurre una vita conforme al Vangelo.
“Le persone che propagano questa devozione - ha promesso anche Gesu’ - avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non sara’ mai cancellato”.

Tutto questo gia’ sarebbe sufficiente per darci una santa motivazione a fare questa diffusione. Ma - qualcuno potrebbe domandarsi - c’e’ qualche rapporto fra la devozione al Sacro Cuore e al Cuore Immacolato di Maria? E con le apparizioni a Fatima?
“Affinche’ la devozione all’augustissimo Cuore di Gesu’ produca i piu’ copiosi frutti nella famiglia cristiana e perfino nell’intera umanita’ - ha insegnato il Papa Pio XII nell’enciclica “Haurietis aquas” -, i fedeli abbiano cura di unirvi strettamente la devozione al Cuore Immacolato della Madre di Dio” (§ 84).
Le apparizioni della Madonna a Fatima furono preparate da quelle dell’Angelo del Portogallo ai tre fanciulli, Lucia, Giacinta e Francesco. Il ricorso al Sacro Cuore di Gesu’ insieme al Sacro Cuore di Maria, fu insegnato dal celeste messaggero ai tre privilegiati bambini (cfr. “Fatima: Messaggio di tragedia o di speranza?”, di A. Borelli, Ed. Luci sull’Est, Roma, 2002).
Poco prima di morire, Giacinta disse alla sua cugina Lucia: “Tu resterai in vita, per dire che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria; il Cuore di Gesu’ vuole che, al suo fianco, si veneri anche il Cuore di Maria” (idem).
“E’ impressionante notare il parallelismo esistente tra il messaggio di Paray-le-Monial (Sacro Cuore di Gesu’) e quello di Fatima” (ibidem).
Il lettore che non conosce quest’opera su Fatima, della quale gia’ sono stati diffusi piu’ di 4.500.000 copie in 20 lingue e con 230 edizioni, puo’ consultarla sul nostro sito, oppure farcene direttamente richiesta.

Per i nostri amici che ci conoscono da poco, informiamo che le nostre opere sono fuori commercio. Per portare avanti le nostre attivita’, evidentemente ringraziamo per le libere offerte che possano farci. Ma soprattutto sono gradite le preghiere fatte per i nostri amici, benefattori, volontari e tutti quelli che partecipano - in un modo o nell’altro - allo sviluppo della nostra Associazione.

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“Abbiamo apprezzato moltissimo - ci scrivono da un Monastero di Palermo - la tanto urgente iniziativa sulla “riscoperta del potere del Rosario”, e l’invito a questa crociata di preghiera mariana quale estremo, quanto efficace, rimedio contro l’ondata di violenza, a tutti i livelli.
“Da parte nostra, come Comunita’ orante, siamo impegnate alla recita comunitaria quotidiana del Rosario; inoltre, in tutti e i frequenti S.O.S. che attraversiamo, e’ nostro impegno la recita “a catena” del Rosario in tutte le ore del giorno e… della notte. Come vede, siamo in totale sintonia col Suo invito. Siamo certe che la Sua iniziativa trovera’ il dovuto riscontro e dara’ i suoi frutti. Per questo noi preghiamo, e offriamo la nostra vita, nello spirito della nostra vocazione contemplativa. Voglia gradire i nostri ossequi, La Madre e le Sorelle”.

Lettera bella quanto ricca di fede… come tantissime altre che abbiamo ricevuto sulla nostra campagna di diffusione del Santo Rosario, secondo il desiderio piu’ volte espresso dal Santo Padre Giovanni Paolo II.
Il nostro “grazie” a questi Religiosi e a tutte le persone che hanno potuto partecipare a questa iniziativa di un valore quasi insondabile, non misurabile con gli occhi umani.

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In questi brutti tempi, in cui ci sono delle reti - come la midia ha diffuso - che vogliono produrre il caos, ci sono anche quelli che si rendono conto della necessita’ di fare una alleanza in senso opposto. Ci piace menzionare, per esempio, le diverse agenzie o siti Internet che diffondono notizie sulla situazione della Santa Chiesa in diversi parti del mondo, specialmente sulla persecuzione religiosa della quale sono vittime in modo particolare i nostri fratelli nella Fede cattolica. Purtroppo non abbiamo potuto in questo mese aggiornare le “news” sul nostro sito in merito a questo argomento. Ma, appunto, siamo contenti che altri siti o agenzie di notizie lo fanno.

Infatti, nell’enciclica “Il Fermo proposito” (11 giugno 1905) San Pio X fa una descrizione di come devono essere coloro che si dedicano ad “un vero apostolato ad onore e gloria di Cristo stesso”:

“Anzitutto dov’essere altamente radicato nel cuore che lo strumento vien meno, se non e’ acconcio all’opera che si vuol eseguire. L’azione cattolica (come si ritrae ad evidenza dalle cose anzidette) poiche’ si propone di ristorare ogni cosa in Cristo, costituisce un vero apostolato ad onore e gloria di Cristo stesso. Per bene compierlo ci vuole la grazia divina, e questa non si da’ all’apostolo che non sia unito a Cristo. Solo quando avremo formato Gesu’ Cristo in noi, potremo piu’ facilmente ridonarlo alle famiglie, alla societa’. E pero’ quanti sono chiamati a dirigere o si dedicano a promuovere il movimento cattolico devono essere cattolici a tutta prova, convinti della loro fede, sodamente istruiti nelle cose della Religione, sinceramente ossequienti alla Chiesa ed in particolare a questa suprema Cattedra Apostolica ed al Vicario di Gesu’ Cristo in terra; di pieta’ vera, di maschie virtu’, di puri costumi e di vita cosi’ intemerata che tornino a tutti di esempio efficace. Se l’animo non e’ cosi’ temprato, non solo sara’ difficile promuovere negli altri il bene, ma sara’ quasi impossibile procedere con rettitudine d’intenzione e mancheranno le forze per sostenere con perseveranza le noie che reca seco ogni apostolato, le calunnie degli avversari, le freddezze e la poca corrispondenza degli uomini anche dabbene, talvolta perfino le gelosie degli amici e degli stessi compagni di azione, scusabili senza dubbio, posta la debolezza dell’umana natura, ma pure grandemente pregiudizievoli e causa di discordie, di attriti, di domestiche guerricciuole. Solo una virtu’ paziente e ferma nel bene, e nello stesso tempo soave e delicata, e’ capace di rimuovere o diminuire questa difficolta’, cosi’ che l’opera a cui sono dedicate le forze cattoliche non ne vada compromessa. Tale e’ la volonta’ di Dio, diceva San Pietro ai primitivi fedeli, che col ben fare chiudiate la bocca agli uomini stolti. "Sic est voluntas Dei, ut bene facientes obmutescere faciatis imprudentium hominum ignorantiam" (I Petr. II, 15).”


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Nel maggio scorso ricorreva il 50°.anniversario della canonizzazione di San Pio X. Erano 242 anni che la Chiesa non aveva la gaudiosa occasione di canonizzare un Papa. E Pio XII, nel suo discorso fatto subito dopo aver compiuto questo solennissimo atto, ha affermato “che forse per la prima volta nella storia della Chiesa, la formale santificazione di un Papa e’ proclamata da chi ebbe gia’ il privilegio di essere al servizio di lui nella Curia Romana” (cfr. “Osservatore Romano”, 31 maggio-1° giugno 1954).

Un Santo non e’ necessariamente stimato dai suoi coevi. La storia di San Pio V - l’ultimo Papa canonizzato prima di San Pio X - e’ una prova di questo. Invece, la pieta’, la bonta’ e la fermezza di San Pio X hanno suscitato ammirazione anche fra i non cattolici. Ecco quello quanto ha lasciato alla posterita’ il suo Segretario di Stato, il Cardinale Rafael Merry del Val:

“Lungi dal diminuire, questa impressione di profonda venerazione e di stima per Pio X [da parte dei diplomatici accreditati presso la Santa Sede], continuo’ e crebbe ancora piu’ con l’andare del tempo tra i Membri del Corpo Diplomatico. Ne’ questi sentimenti si riscontravano solamente nei Rappresentanti esteri di religione cattolica, ma erano pienamente condivisi da tutti i loro colleghi senza alcuna distinzione. Ed anche quando vi fu qualche grave divergenza o conflitto fra la Santa Sede ed i loro Governi, fu sempre manifesto ed esplicito il loro particolare riguardo e la loro somma riverenza verso la Persona di Sua Santita’. Egli ispirava loro piena confidenza in ogni occasione ed essi diedero costante prova dell’alta fiducia che riponevano nella sua schietta sincerita’ e nella elevatezza del suoi ideali. Il paterno interessamento che Pio X dimostrava nei riguardi individuali di ciascuno di loro e la sua viva simpatia per tutto cio’ che li riguardava personalmente o le loro rispettive famiglie conquistavano il loro sincero affetto.
“Cio’ venne particolarmente rilevato in occasione della sua morte.
“Raramente in passato - a mio parere - la morte di un Papa ha provocato un cosi’ grande dolore, come di una perdita personale, fra i Membri del Corpo Diplomatico, come avvenne nella triste circostanza della morte di Pio X. Io ne vidi parecchi commossi fino alle lagrime e ricordo molto bene che uno di loro, non cattolico, parlandomi del Santo Padre la mattina dopo la sua morte ed esprimendo il suo piu’ profondo dolore, arrivo’ a dire che aveva intenzione di domandare al suo Governo un’altra destinazione, poiche’, chiunque potesse essere il nuovo Papa, per lui Roma non sarebbe piu’ stata la Capitale del mondo senza Pio X.
“In quel medesimo giorno un altro Rappresentante, parlando della sconvolta situazione dell’Europa e della grande guerra gia’ incominciata, cosi’ si espresse in mia presenza: - “L’ultima luce e l’ultima speranza di pace si e’ spenta, ora che Pio X e’ morto e non vi sono che tenebre intorno a noi”!
“- ‘Noi avremmo i nostri dissensi e momenti di prova sotto il Governo del defunto Pontefice - cosi’ disse un Diplomatico non cattolico - ma si toccavano sempre con mano le mire altissime di Sua Santita’, l’adeguato apprezzamento che Egli faceva delle difficolta’ altrui e la rettitudine ammirabile delle sue intenzioni’” (“Pio X - Impressioni e ricordi”, Il Messaggero di S. Antonio, Padova, 1949, pag. 27-29).

E nel capitolo VII (“Il cuore di Pio X”) della stessa opera sopra citata, si legge:

“Malattie, fatiche e sofferenze di altri, specialmente di persone che Egli conosceva intimamente o dell’opera delle quali Egli si serviva, attiravano la sua vivissima simpatia e sembrava quasi che non si desse pace finche non si fosse assicurato che chi soffriva aveva gia’ trovato conforto. (…) Ma, quantunque Pio X avesse un cuore estremamente sensibile, tuttavia non vi era in lui nessuna traccia di vano sentimentalismo o di irragionevole emozione.
“Come giustamente ha detto il Cardinale Mercier, Pio X era un carattere forte. Quando qualcuno perdeva il dominio dei propri sentimenti e si abbandonava in sua presenza ad espressioni di sentimentalismo, l’esclamazione che gli veniva alle labbra e che Egli accompagnava con un gesto forte ed incoraggiante, era questa: ‘Esto vir: Sii uomo’!
“E’ mia opinione che sarebbe bastato solamente il suo ‘sense of humour’ - come si dice in inglese - o percezione del lato umoristico e faceto delle cose, perche’ le sue emozioni non prendessero il sopravvento. (…)
“Egli aveva un cuore affettuoso, una volonta’ forte e virile. E questo suo carattere era sostenuto dalla sua grande fiducia in Dio che Lo aiutava a sopportare coraggiosamente il peso e le preoccupazioni del suo eccelso ed arduo ministero” (op. cit., pag. 53, 54, 55 e 57).

Ecco, forse, un aspetto poco ricordato dalla personalita’ di questo Santo. Santo al quale rivolgiamo una speciale preghiera - nell’avvicinare la festa di San Pietro - affinche’ interceda per Sua Santita’ Giovanni Paolo II, il quale, pure lui, deve “sopportare coraggiosamente il peso e le preoccupazioni del suo eccelso ed arduo ministero” in questi giorni certamente molto piu’ difficili che quelli del Suo venerabilissimo antecessore.

Con il desiderio che il nostro lettore riceva le piu’ preziose grazie del Sacro Cuore di Gesu’ e del Cuore Immacolato di Maria, estensive a tutti i suoi cari,

cordiali saluti,
la redazione di “Luci sull’Est”

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