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Caro lettore, gentile lettrice,
“Luci sull’Est” sta distribuendo una
bellissima immagine dell’Immacolata Concezione (formato A4) in
occasione della commemorazione del 150mo anniversario della
Proclamazione del Dogma. Abbonati e non abbonati possono tutti farne
richiesta fino ad esaurimento.
Sul
retro reca stampata la seguente dichiarazione di Papa Pio IX:
“Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale
ritiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua
concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente ed
in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, sia
stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è
rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da
tutti i fedeli” (bolla “Ineffabilis Deus” dell’8 dicembre
1854 è così formulata).
“Noi vogliamo – ha scritto
San Pio X nell’Enciclica “Ad diem illum laetissimum” del 2
febbraio 1904 in merito al 50mo anniversario della proclamazione del
dogma dell’Immacolata Concezione – che mirino a questo scopo
tutte le solennità che si preparano ovunque in onore della santa e
Immacolata Concezione di Maria. Nessun omaggio infatti Le è più
gradito e più dolce che la nostra conoscenza e il nostro vero amore
di Gesù. Folle di fedeli
riempiano dunque le Chiese, si celebrino feste solenni, vi sia gioia
nelle città: queste cose sono molto efficaci per ravvivare la fede.
Ma se non si aggiungono a queste cose i sentimenti del cuore, non vi
sarà che pura forma e semplice apparenza di devozione.”
In questo senso, San
Massimiliano Kolbe (7-1-1894/14-8-1941), morto nel campo di
concentramento di Auschwitz, ha scritto un atto di consacrazione
all’Immacolata, che può essere anche molto utile nei nostri
giorni:
Atto
di consacrazione alla Beata Vergine Maria Immacolata
O Immacolata, Regina del cielo
e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima,
cui Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io
N.N., indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti
umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e
proprietà tua, e di fare con me e con tutte le facoltà della mia
anima e del mio corpo, con la mia vita, morte ed eternità, ciò che
ti piace. Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna
riserva per compiere ciò che è stato detto di te: “Ella ti
schiaccerà il capo” (Gen. 3, 15), come pure “Tu sola ha
distrutto tutte le eresie sul mondo intero” (ufficio della B.V.
Maria), affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io
divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più
fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e
indifferenti e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile
il benedetto Regno del sacratissimo Cuore di Gesù. Dove tu entri,
infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione,
poiché ogni grazia scorre attraverso le tue mani dal Cuore
dolcissimo di Gesù fino a noi.
R. Concedimi di lodarti, o
Vergine santissima.
V. Dammi forza contro i tuoi
nemici. (cfr. “Gli scritti di Massimiliano Kolbe”, Edizioni Città
di Vita, Firenze 1975, vol. I, p. 71).
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Quest’anno si commemora il
150° della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione,
ricordato dal Papa Giovanni Paolo II in diverse occasioni, come nel
suo recente pellegrinaggio a Lourdes. “Uno dei più notabili
avvenimenti della storia della Chiesa”, secondo San Giovanni
Bosco. Tutto questo ci ha motivato a trascrivere anche alcuni testi
dell’Enciclica di San Pio X in merito al 50mo anniversario di
questo dogma.
“Ad diem illum laetissimum”
(2 febbraio 1904) (*):
Il
corso del tempo ci condurrà tra pochi mesi al giorno
d’incomparabile letizia allorché, cinquant’anni or sono,
circondato da una magnifica corona di Cardinali e di Vescovi, il
Nostro Predecessore Pio IX, Pontefice di santa memoria, dichiarò e
proclamò quale rivelazione divina per l’autorità del magistero
apostolico, che Maria è stata, fin dal primo istante del suo
concepimento, totalmente immune dal peccato originale. Proclamazione
che nessuno ignora essere stata accolta da tutti i fedeli del mondo
con tale gioia ed entusiasmo quale non si ebbe mai a memoria
d’uomo e con manifestazione di fede, sia nei riguardi
dell’Augusta Madre di Dio, sia per il Vicario di Gesù Cristo, così
grandiosa e così unanime. (…)
Ci sembra, se dobbiamo credere
a un segreto Nostro istinto, che vi possiamo promettere il prossimo
avverarsi di alte speranze nelle quali fu concepita, dal Nostro
Predecessore Pio IX e da tutto l’episcopato, la definizione
solenne del dogma dell’immacolato concepimento della Deipara.
Queste
speranze invero vi sono molti che si dolgano di non averle viste
avverarsi e che non invochino le parole di Geremia: "Noi
abbiamo atteso la pace e questo bene non è venuto; il tempo della
guarigione ed ecco il terrore" (Ger 8, 15). Ma non bisogna
tacciare di poca fede gli uomini che trascurano di approfondire o di
considerare sotto la loro vera luce le opere di Dio? Chi
potrebbe infatti contare, chi valutare i tesori segreti di grazia
che durante tutto questo tempo Dio ha versato nella sua Chiesa per
la preghiera della Vergine? E, lasciando a parte ciò, che dire
del Concilio Vaticano così ammirabile per opportunità e della definizione
dell’infallibilità Pontificia, formulata cosi a buon punto di
fronte agli errori che stavano per sorgere? E di questo slancio di
pietà che, cosa nuova e inaudita, ha fatto affluire da tanto tempo
ai piedi del vicario di Cristo, per venerarlo al suo cospetto, i
fedeli di ogni lingua e di ogni parte? E non è un mirabile effetto
della Divina Provvidenza, che i Nostri due Predecessori, Pio IX e
Leone XIII, abbiano potuto in tempi così torbidi governare
santamente la Chiesa, per un periodo così lungo quale prima non era
stato concesso ad altro pontificato? Al che bisogna
aggiungere che non appena
Pio IX aveva affermato la fede cattolica nel concepimento senza
macchia della Madre di Dio, nella città di Lourdes si iniziavano le
meravigliose manifestazioni della Vergine che furono l’origine dei
templi elevati in onore dell’Immacolata Madre di Dio, opere di
alta magnificenza e d’immenso lavoro, nei quali prodigi quotidiani
dovuti alla Sua intercessione forniscono splendidi argomenti per
combattere l’attuale incredulità umana. Tanti
e così insigni benefizi accordati da Dio per le pietose
sollecitazioni della benigna Vergine durante i cinquant’anni
che stanno per compiersi, non debbono farci sperare la salute per un tempo più vicino di quanto
non abbiamo creduto? Così che, come
ce l’insegna una legge della Provvidenza Divina, gli estremi mali
non sono mai lontani dalla prossima liberazione: "Il suo
tempo è vicino e i suoi giorni non sono lontani. Poiché il Signore
prenderà Giacobbe sotto la sua pietà e avrà ancora il suo eletto
in Israele" (Is 14, 1). È dunque completa fiducia che li
sostiene di poter dire fra poco: "Il Signore ha infranto le
verghe degli empi. La terra è nella pace e nel silenzio, essa si
allieta ed esulta" (Is 14, 5.7).
Ma
se il cinquantesimo anniversario dell’atto pontificio per il quale
fu dichiarato senza macchia il concepimento di Maria deve provocare
in seno al popolo cristiano ardente entusiasmo, la ragione è
soprattutto nella necessità che abbiamo esposta nella Nostra
precedente enciclica. Noi vogliamo dire di "tutto restaurare in
Gesù Cristo". Poiché chi non accetta che non vi è strada più
sicura né più facile se non quella di Maria, per la quale gli
uomini possono arrivare fino a Cristo e ottenere mediante Gesù
Cristo questa perfetta adozione filiale che rende santi e senza
macchia allo sguardo di Dio?
Certo,
se è stato detto veramente alla Vergine: "Beata tu che hai
creduto, perché le cose che ti sono state dette dal Signore si
avvereranno" (Lc 1, 45), e cioè che Ella concepirebbe e
darebbe alla luce il Figlio di Dio (…) è necessario che la Madre
sia conosciuta come partecipante dei divini misteri e in qualche
modo la loro custode e che su di Lei, come sul più nobile
fondamento, dopo Cristo, riposi la fede di tutti i secoli. (…)
Di
conseguenza, come abbiamo già accennato, nessuno è più efficace
della Vergine per unire gli uomini a Cristo. Se, infatti, secondo la
dottrina del Divino Maestro: "La vita eterna consiste nel
conoscere Te che sei l’unico, il vero Dio e Colui che hai inviato,
Gesù Cristo" (Gv 17, 3), come noi giungiamo attraverso Maria a
conoscere Gesù Cristo, così pure attraverso Lei ci è più facile
ottenere quella vita di cui Egli è il principio e la fonte.
E
(…) se consideriamo un
momento quante e urgenti ragioni vi siano perché la Madre
Santissima sia con noi generosa di quei tesori, quanto aumenteranno
le nostre speranze! (…)
Noi
vogliamo che mirino a questo scopo tutte le solennità che si
preparano ovunque in onore della santa e Immacolata Concezione di
Maria. Nessun omaggio infatti Le è più gradito e più dolce che la
nostra conoscenza e il nostro vero amore di Gesù. Folle
di fedeli riempiano dunque le Chiese, si celebrino feste solenni, vi
sia gioia nelle città: queste cose sono molto efficaci per
ravvivare la fede. Ma se non si aggiungono a queste cose i
sentimenti del cuore, non vi sarà che pura forma e semplice
apparenza di devozione. A questo spettacolo la Vergine, usando le
parole del Cristo, così giustamente ci rimprovererà: "Questa
gente mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me"
(Mt 15, 8).
Poiché,
infine, è culto autentico
della madre di Dio quello che viene spontaneo dal cuore, gli
atti del corpo non hanno in questo caso né utilità né valore, se
sono separati dagli impulsi dell’animo. E
questi impulsi debbono essere diretti a quest’unico oggetto: che
noi osserviamo pienamente ciò che comanda il Divino Figlio di Maria.
Infatti, se il vero amore è soltanto quello che ha la virtù di
unire le volontà, necessariamente noi dobbiamo avere la stessa
volontà di Maria, cioè di servire Cristo Signore. La sapientissima
Vergine fa a noi la stessa raccomandazione che fece ai servitori
delle nozze di Cana: "Fate tutto ciò che Egli vi dirà" (Gv
2, 5). Ecco la parola di Gesù Cristo: "Se vuoi entrare nella vita,
osserva i comandamenti" (Mt 19, 17). Ciascuno si persuada dunque che se la devozione che professa verso la
Beatissima Vergine non lo trattiene dal peccato o non gli ispira il
desiderio di espiare le sue colpe, si tratta di una devozione falsa
e menzognera, sprovvista del suo effetto e del suo frutto naturale.
(…)
Da quali princìpi partono i nemici della religione
per seminare tanti errori e così gravi che la fede di tanti
comincia a vacillare? Cominciano col negare la caduta primitiva
dell’uomo e la sua decadenza.
Sostengono che sono favole il peccato originale e i danni che ne
sono conseguiti, cioè la corruzione originaria dell’umanità
destinata a corrompere a sua volta tutta l’umanità; e quindi che
è una favola l’introduzione del male per gli uomini e
l’implicita necessità di un Redentore. Posti questi princìpi, si
comprende facilmente che non rimane più posto né per Cristo, né
per la Chiesa, né per la grazia, né per nulla che vada al di là
della natura; in una parola, tutto l’edificio della fede è
capovolto. - Ora, se i popoli credono e professano che la Vergine
Maria è stata fin dall’istante della Concezione preservata da
ogni contaminazione, allora è necessario che ammettano il peccato
originale, la riabilitazione dell’umanità operata da Gesù
Cristo, l’evangelo, la Chiesa e infine la stessa legge della
sofferenza; e grazie a questo, tutto ciò che nel mondo esiste di
razionalismo e di materialismo viene sradicato e distrutto e rimane
alla saggezza cristiana la lode di aver conservata e difesa la verità.
Inoltre è una malvagità comune ai nemici della
fede
soprattutto in questa nostra epoca, asserire
e proclamare che bisogna rifiutare ogni rispetto e ogni obbedienza
all’autorità della Chiesa e
anche a ogni potere umano pensando che sarà più
facile in seguito farla finita con la fede. E questa
è l’origine dell’anarchia, la dottrina più nociva e più
pericolosa che vi sia per ogni ordine di cose, naturale e
soprannaturale. Ora, questa
peste, fatale nello stesso tempo per la società e per la
cristianità, trova la propria medicina nel dogma dell’immacolato
concepimento di Maria; dogma che obbliga a riconoscere alla Chiesa
un potere al quale deve piegarsi non solo la volontà, ma anche lo
spirito. Poiché è per l’effetto di simile sottomissione che il
popolo cristiano innalza alla Vergine questa lode: "Tu sei
tutta bella o Maria e in Te non vi è macchia originale" (Gradualis
Missae in festo Immaculatae Conceptionis). E con questo è
giustificato ancora una volta ciò che la Chiesa afferma di Lei, cioè
che: "Ella da sola ha sterminato le eresie in tutto il
mondo".
E
se la fede, come dice l’Apostolo, non è altro che "sostanza
di cose sperate" (Eb 11, 1), tutti saranno d’accordo nel
riconoscere che se l’immacolato concepimento di
Maria rafforza la nostra fede, per la stessa ragione ravviva in noi la speranza. Tanto più che se la Vergine è
stata resa immune dalla macchia originaria, è perché doveva essere
la Madre di Cristo: ora Ella fu Madre di Cristo perché ci fosse
restituita la speranza dei beni eterni. (…)
Desideriamo
che tutti i fedeli cerchino di acquistare quella virtù della carità
e soprattutto approfittino per questo delle feste straordinarie che
stanno per essere celebrate in onore dell’Immacolata Concezione di
Maria. Con quale odio, con
quale frenesia viene oggi attaccato Gesù Cristo e la religione che
Egli ha fondato! E quindi, quale pericolo per molti;
pericolo attuale e imminente di lasciarsi trascinare dall’errore e
di perdere la fede! Perciò "colui che pensa di essere in
piedi, si guardi dal cadere" (1 Cor 10, 12). E, nello stesso
tempo, tutti rivolgano a Dio con l’intercessione della Vergine
umili e insistenti preghiere perché riconduca sul sentiero della
verità coloro che hanno avuto la disgrazia di allontanarsene.
Sappiamo per esperienza che la
preghiera che sgorga dalla carità e che si appoggia
sull’intercessione di Maria non è mai stata vana. Certamente
non ci si può aspettare che gli attacchi contro la Chiesa abbiano
mai a finire: "In fatti è
necessario che vi siano le eresie perché le anime di fede provata
siano conosciute fra di voi" (1Cor 11, 19). Ma la Vergine non smetterà per conto Suo di sostenerci nelle nostre prove, per quanto siano dure, e di
continuare la lotta che ha incominciato al momento del Suo
Concepimento, di modo che ogni giorno noi potremo ripetere:
"Oggi è stata schiacciata da Lei la testa dell’antico
serpente" (Officium
Immaculatae Conceptionis in II Vesp. ad Magnif.). (…)
Noi
viviamo in un’epoca triste
e abbiamo il diritto di lamentarci con le parole del Profeta: "Non c’è più verità, non c’è più misericordia, non c’è più
conoscenza di Dio sulla terra. La maledizione e la menzogna e
l’omicidio e il furto e l’adulterio trionfano ovunque"
(Os 4, 1-2). Ciononostante, in questo quasi diluvio di male, l’occhio
contempla, simile a un arcobaleno, la Vergine misericordiosa arbitra
di pace tra Dio e gli uomini. "Io porrò un arco nelle
nuvole e sarà un segno d’alleanza tra me e la terra" (Gn 9,
13). Si scateni dunque la tempesta e una densa oscurità invada il
cielo: nessuno deve tremare; la vista di Maria placherà Dio ed Egli
perdonerà. "L’arcobaleno sarà nelle nuvole e nel vederlo io
mi ricorderò del patto eterno” (Gen 9, 16). “E non ci saranno
più le acque del diluvio a sterminare ogni vivente" (Gn 9,
15). Senza dubbio, se noi ci
affidiamo, come si conviene a Maria, soprattutto quando
celebreremo con più ardente devozione il suo immacolato
concepimento, noi sentiremo
che Ella è sempre quella Vergine potentissima "che col suo
virgineo piede ha schiacciato la testa del serpente" (Cf.
Gn 3, 15 – Officium Imm.
Conc. B.V.M.).
Auspice
di queste grazie, venerabili fratelli, impartiamo a voi e alle
vostre genti, con grande affetto nel Signore l’apostolica
benedizione.
Roma,
presso San Pietro, 2 febbraio 1904, anno primo del Nostro
Pontificato.
PIO PP. X
(*) Pii X P. M. Acta, vol. I, pp. 147-166. Il dogma dell’Immacolata Concezione,
privilegio in virtù del quale la Vergine fu dal momento stesso
della sua concezione esente dalla macchia del peccato originale, fu
definito da Pio IX con la bolla Ineffabilis dell’8 dicembre 1854.
(Enchiridion delle Encicliche, vol. IV, Edizioni Dehoniane, Bologna)
Con
gli auguri di un mese del Rosario ricco in grazie,
Cordiali
saluti,
la
redazione di “Luci sull’Est”
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