giovedì 07 ottobre 2004
Festa della Madonna del Rosario

Verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

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Caro lettore, gentile lettrice,

“Luci sull’Est” sta distribuendo una bellissima immagine dell’Immacolata Concezione (formato A4) in occasione della commemorazione del 150mo anniversario della Proclamazione del Dogma. Abbonati e non abbonati possono tutti farne richiesta fino ad esaurimento.

Sul retro reca stampata la seguente dichiarazione di Papa Pio IX: “Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente ed in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli” (bolla “Ineffabilis Deus” dell’8 dicembre 1854 è così formulata).

“Noi vogliamo – ha scritto San Pio X nell’Enciclica “Ad diem illum laetissimum” del 2 febbraio 1904 in merito al 50mo anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione – che mirino a questo scopo tutte le solennità che si preparano ovunque in onore della santa e Immacolata Concezione di Maria. Nessun omaggio infatti Le è più gradito e più dolce che la nostra conoscenza e il nostro vero amore di Gesù. Folle di fedeli riempiano dunque le Chiese, si celebrino feste solenni, vi sia gioia nelle città: queste cose sono molto efficaci per ravvivare la fede. Ma se non si aggiungono a queste cose i sentimenti del cuore, non vi sarà che pura forma e semplice apparenza di devozione.”

In questo senso, San Massimiliano Kolbe (7-1-1894/14-8-1941), morto nel campo di concentramento di Auschwitz, ha scritto un atto di consacrazione all’Immacolata, che può essere anche molto utile nei nostri giorni: 

Atto di consacrazione alla Beata Vergine Maria Immacolata

O Immacolata, Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io N.N., indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua, e di fare con me e con tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, con la mia vita, morte ed eternità, ciò che ti piace. Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva per compiere ciò che è stato detto di te: “Ella ti schiaccerà il capo” (Gen. 3, 15), come pure “Tu sola ha distrutto tutte le eresie sul mondo intero” (ufficio della B.V. Maria), affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile il benedetto Regno del sacratissimo Cuore di Gesù. Dove tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché ogni grazia scorre attraverso le tue mani dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

R. Concedimi di lodarti, o Vergine santissima.

V. Dammi forza contro i tuoi nemici. (cfr. “Gli scritti di Massimiliano Kolbe”, Edizioni Città di Vita, Firenze 1975, vol. I, p. 71).

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Quest’anno si commemora il 150° della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione, ricordato dal Papa Giovanni Paolo II in diverse occasioni, come nel suo recente pellegrinaggio a Lourdes. “Uno dei più notabili avvenimenti della storia della Chiesa”, secondo San Giovanni Bosco. Tutto questo ci ha motivato a trascrivere anche alcuni testi dell’Enciclica di San Pio X in merito al 50mo anniversario di questo dogma.

“Ad diem illum laetissimum” (2 febbraio 1904) (*):

Il corso del tempo ci condurrà tra pochi mesi al giorno d’incomparabile letizia allorché, cinquant’anni or sono, circondato da una magnifica corona di Cardinali e di Vescovi, il Nostro Predecessore Pio IX, Pontefice di santa memoria, dichiarò e proclamò quale rivelazione divina per l’autorità del magistero apostolico, che Maria è stata, fin dal primo istante del suo concepimento, totalmente immune dal peccato originale. Proclamazione che nessuno ignora essere stata accolta da tutti i fedeli del mondo con tale gioia ed entusiasmo quale non si ebbe mai a memoria d’uomo e con manifestazione di fede, sia nei riguardi dell’Augusta Madre di Dio, sia per il Vicario di Gesù Cristo, così grandiosa e così unanime. (…)

Ci sembra, se dobbiamo credere a un segreto Nostro istinto, che vi possiamo promettere il prossimo avverarsi di alte speranze nelle quali fu concepita, dal Nostro Predecessore Pio IX e da tutto l’episcopato, la definizione solenne del dogma dell’immacolato concepimento della Deipara.

Queste speranze invero vi sono molti che si dolgano di non averle viste avverarsi e che non invochino le parole di Geremia: "Noi abbiamo atteso la pace e questo bene non è venuto; il tempo della guarigione ed ecco il terrore" (Ger 8, 15). Ma non bisogna tacciare di poca fede gli uomini che trascurano di approfondire o di considerare sotto la loro vera luce le opere di Dio? Chi potrebbe infatti contare, chi valutare i tesori segreti di grazia che durante tutto questo tempo Dio ha versato nella sua Chiesa per la preghiera della Vergine? E, lasciando a parte ciò, che dire del Concilio Vaticano così ammirabile per opportunità e della definizione dell’infallibilità Pontificia, formulata cosi a buon punto di fronte agli errori che stavano per sorgere? E di questo slancio di pietà che, cosa nuova e inaudita, ha fatto affluire da tanto tempo ai piedi del vicario di Cristo, per venerarlo al suo cospetto, i fedeli di ogni lingua e di ogni parte? E non è un mirabile effetto della Divina Provvidenza, che i Nostri due Predecessori, Pio IX e Leone XIII, abbiano potuto in tempi così torbidi governare santamente la Chiesa, per un periodo così lungo quale prima non era stato concesso ad altro pontificato? Al che bisogna aggiungere che non appena Pio IX aveva affermato la fede cattolica nel concepimento senza macchia della Madre di Dio, nella città di Lourdes si iniziavano le meravigliose manifestazioni della Vergine che furono l’origine dei templi elevati in onore dell’Immacolata Madre di Dio, opere di alta magnificenza e d’immenso lavoro, nei quali prodigi quotidiani dovuti alla Sua intercessione forniscono splendidi argomenti per combattere l’attuale incredulità umana. Tanti e così insigni benefizi accordati da Dio per le pietose sollecitazioni della benigna Vergine durante i cinquant’anni che stanno per compiersi, non debbono farci sperare la salute per un tempo più vicino di quanto non abbiamo creduto? Così che, come ce l’insegna una legge della Provvidenza Divina, gli estremi mali non sono mai lontani dalla prossima liberazione: "Il suo tempo è vicino e i suoi giorni non sono lontani. Poiché il Signore prenderà Giacobbe sotto la sua pietà e avrà ancora il suo eletto in Israele" (Is 14, 1). È dunque completa fiducia che li sostiene di poter dire fra poco: "Il Signore ha infranto le verghe degli empi. La terra è nella pace e nel silenzio, essa si allieta ed esulta" (Is 14, 5.7).

Ma se il cinquantesimo anniversario dell’atto pontificio per il quale fu dichiarato senza macchia il concepimento di Maria deve provocare in seno al popolo cristiano ardente entusiasmo, la ragione è soprattutto nella necessità che abbiamo esposta nella Nostra precedente enciclica. Noi vogliamo dire di "tutto restaurare in Gesù Cristo". Poiché chi non accetta che non vi è strada più sicura né più facile se non quella di Maria, per la quale gli uomini possono arrivare fino a Cristo e ottenere mediante Gesù Cristo questa perfetta adozione filiale che rende santi e senza macchia allo sguardo di Dio?

Certo, se è stato detto veramente alla Vergine: "Beata tu che hai creduto, perché le cose che ti sono state dette dal Signore si avvereranno" (Lc 1, 45), e cioè che Ella concepirebbe e darebbe alla luce il Figlio di Dio (…) è necessario che la Madre sia conosciuta come partecipante dei divini misteri e in qualche modo la loro custode e che su di Lei, come sul più nobile fondamento, dopo Cristo, riposi la fede di tutti i secoli. (…)

Di conseguenza, come abbiamo già accennato, nessuno è più efficace della Vergine per unire gli uomini a Cristo. Se, infatti, secondo la dottrina del Divino Maestro: "La vita eterna consiste nel conoscere Te che sei l’unico, il vero Dio e Colui che hai inviato, Gesù Cristo" (Gv 17, 3), come noi giungiamo attraverso Maria a conoscere Gesù Cristo, così pure attraverso Lei ci è più facile ottenere quella vita di cui Egli è il principio e la fonte.

E (…) se consideriamo un momento quante e urgenti ragioni vi siano perché la Madre Santissima sia con noi generosa di quei tesori, quanto aumenteranno le nostre speranze! (…)

Noi vogliamo che mirino a questo scopo tutte le solennità che si preparano ovunque in onore della santa e Immacolata Concezione di Maria. Nessun omaggio infatti Le è più gradito e più dolce che la nostra conoscenza e il nostro vero amore di Gesù. Folle di fedeli riempiano dunque le Chiese, si celebrino feste solenni, vi sia gioia nelle città: queste cose sono molto efficaci per ravvivare la fede. Ma se non si aggiungono a queste cose i sentimenti del cuore, non vi sarà che pura forma e semplice apparenza di devozione. A questo spettacolo la Vergine, usando le parole del Cristo, così giustamente ci rimprovererà: "Questa gente mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me" (Mt 15, 8).

Poiché, infine, è culto autentico della madre di Dio quello che viene spontaneo dal cuore, gli atti del corpo non hanno in questo caso né utilità né valore, se sono separati dagli impulsi dell’animo. E questi impulsi debbono essere diretti a quest’unico oggetto: che noi osserviamo pienamente ciò che comanda il Divino Figlio di Maria. Infatti, se il vero amore è soltanto quello che ha la virtù di unire le volontà, necessariamente noi dobbiamo avere la stessa volontà di Maria, cioè di servire Cristo Signore. La sapientissima Vergine fa a noi la stessa raccomandazione che fece ai servitori delle nozze di Cana: "Fate tutto ciò che Egli vi dirà" (Gv 2, 5). Ecco la parola di Gesù Cristo: "Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti" (Mt 19, 17). Ciascuno si persuada dunque che se la devozione che professa verso la Beatissima Vergine non lo trattiene dal peccato o non gli ispira il desiderio di espiare le sue colpe, si tratta di una devozione falsa e menzognera, sprovvista del suo effetto e del suo frutto naturale. (…)

Da quali princìpi partono i nemici della religione per seminare tanti errori e così gravi che la fede di tanti comincia a vacillare? Cominciano col negare la caduta primitiva dell’uomo e la sua decadenza. Sostengono che sono favole il peccato originale e i danni che ne sono conseguiti, cioè la corruzione originaria dell’umanità destinata a corrompere a sua volta tutta l’umanità; e quindi che è una favola l’introduzione del male per gli uomini e l’implicita necessità di un Redentore. Posti questi princìpi, si comprende facilmente che non rimane più posto né per Cristo, né per la Chiesa, né per la grazia, né per nulla che vada al di là della natura; in una parola, tutto l’edificio della fede è capovolto. - Ora, se i popoli credono e professano che la Vergine Maria è stata fin dall’istante della Concezione preservata da ogni contaminazione, allora è necessario che ammettano il peccato originale, la riabilitazione dell’umanità operata da Gesù Cristo, l’evangelo, la Chiesa e infine la stessa legge della sofferenza; e grazie a questo, tutto ciò che nel mondo esiste di razionalismo e di materialismo viene sradicato e distrutto e rimane alla saggezza cristiana la lode di aver conservata e difesa la verità.

Inoltre è una malvagità comune ai nemici della fede soprattutto in questa nostra epoca, asserire e proclamare che bisogna rifiutare ogni rispetto e ogni obbedienza all’autorità della Chiesa e anche a ogni potere umano pensando che sarà più facile in seguito farla finita con la fede. E questa è l’origine dell’anarchia, la dottrina più nociva e più pericolosa che vi sia per ogni ordine di cose, naturale e soprannaturale. Ora, questa peste, fatale nello stesso tempo per la società e per la cristianità, trova la propria medicina nel dogma dell’immacolato concepimento di Maria; dogma che obbliga a riconoscere alla Chiesa un potere al quale deve piegarsi non solo la volontà, ma anche lo spirito. Poiché è per l’effetto di simile sottomissione che il popolo cristiano innalza alla Vergine questa lode: "Tu sei tutta bella o Maria e in Te non vi è macchia originale" (Gradualis Missae in festo Immaculatae Conceptionis). E con questo è giustificato ancora una volta ciò che la Chiesa afferma di Lei, cioè che: "Ella da sola ha sterminato le eresie in tutto il mondo".

E se la fede, come dice l’Apostolo, non è altro che "sostanza di cose sperate" (Eb 11, 1), tutti saranno d’accordo nel riconoscere che se l’immacolato concepimento  di Maria rafforza la nostra fede, per la stessa ragione ravviva in noi la speranza. Tanto più che se la Vergine è stata resa immune dalla macchia originaria, è perché doveva essere la Madre di Cristo: ora Ella fu Madre di Cristo perché ci fosse restituita la speranza dei beni eterni. (…)

Desideriamo che tutti i fedeli cerchino di acquistare quella virtù della carità e soprattutto approfittino per questo delle feste straordinarie che stanno per essere celebrate in onore dell’Immacolata Concezione di Maria. Con quale odio, con quale frenesia viene oggi attaccato Gesù Cristo e la religione che Egli ha fondato! E quindi, quale pericolo per molti; pericolo attuale e imminente di lasciarsi trascinare dall’errore e di perdere la fede! Perciò "colui che pensa di essere in piedi, si guardi dal cadere" (1 Cor 10, 12). E, nello stesso tempo, tutti rivolgano a Dio con l’intercessione della Vergine umili e insistenti preghiere perché riconduca sul sentiero della verità coloro che hanno avuto la disgrazia di allontanarsene. Sappiamo per esperienza che la preghiera che sgorga dalla carità e che si appoggia sull’intercessione di Maria non è mai stata vana. Certamente non ci si può aspettare che gli attacchi contro la Chiesa abbiano mai a finire: "In fatti è necessario che vi siano le eresie perché le anime di fede provata siano conosciute fra di voi" (1Cor 11, 19). Ma la Vergine non smetterà per conto Suo di sostenerci nelle nostre prove, per quanto siano dure, e di continuare la lotta che ha incominciato al momento del Suo Concepimento, di modo che ogni giorno noi potremo ripetere: "Oggi è stata schiacciata da Lei la testa dell’antico serpente" (Officium Immaculatae Conceptionis in II Vesp. ad Magnif.). (…)

Noi viviamo in un’epoca triste e abbiamo il diritto di lamentarci con le parole del Profeta: "Non c’è più verità, non c’è più misericordia, non c’è più conoscenza di Dio sulla terra. La maledizione e la menzogna e l’omicidio e il furto e l’adulterio trionfano ovunque" (Os 4, 1-2). Ciononostante, in questo quasi diluvio di male, l’occhio contempla, simile a un arcobaleno, la Vergine misericordiosa arbitra di pace tra Dio e gli uomini. "Io porrò un arco nelle nuvole e sarà un segno d’alleanza tra me e la terra" (Gn 9, 13). Si scateni dunque la tempesta e una densa oscurità invada il cielo: nessuno deve tremare; la vista di Maria placherà Dio ed Egli perdonerà. "L’arcobaleno sarà nelle nuvole e nel vederlo io mi ricorderò del patto eterno” (Gen 9, 16). “E non ci saranno più le acque del diluvio a sterminare ogni vivente" (Gn 9, 15). Senza dubbio, se noi ci affidiamo, come si conviene a Maria, soprattutto quando celebreremo con più ardente devozione il suo immacolato concepimento, noi sentiremo che Ella è sempre quella Vergine potentissima "che col suo virgineo piede ha schiacciato la testa del serpente" (Cf. Gn 3, 15 – Officium Imm. Conc. B.V.M.).

Auspice di queste grazie, venerabili fratelli, impartiamo a voi e alle vostre genti, con grande affetto nel Signore l’apostolica benedizione.

Roma, presso San Pietro, 2 febbraio 1904, anno primo del Nostro Pontificato.

PIO PP. X

(*) Pii X P. M. Acta, vol. I, pp. 147-166. Il dogma dell’Immacolata Concezione, privilegio in virtù del quale la Vergine fu dal momento stesso della sua concezione esente dalla macchia del peccato originale, fu definito da Pio IX con la bolla Ineffabilis dell’8 dicembre 1854. (Enchiridion delle Encicliche, vol. IV, Edizioni Dehoniane, Bologna)

Con gli auguri di un mese del Rosario ricco in grazie,

Cordiali saluti,

la redazione di “Luci sull’Est”


 

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