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Caro lettore, gentile lettrice
Durante le esequie del compianto
Pontefice Giovanni Paolo II e l’elezione del Papa Benedetto XVI,
abbiamo potuto contemplare – ringraziando Dio – quel movimento
immenso, intenso, spontaneo di religiosità, di spiritualità dei
fedeli cattolici, sparsi in tutto l’orbe. Le immagini delle
moltitudini che sono accorse in Piazza San Pietro ci suggerivano
l’idea dei figli che si stringono alla madre in momenti di
particolare dolore oppure di gioia. C’è stato anche chi ha
classificato questo movimento di devozione popolare come una sorte
di “tsunami”, in questo caso uno “tsunami di acqua benedetta” e,
quindi, ricco di beni e frutti spirituali, mostrando la forza della
Chiesa contro la quale le porte dell’inferno non prevarranno.
Ci piace ricordare il legame di
Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI con la Madonna di Fatima.
Infatti, in diverse occasioni si è ricordato che è stato appunto il
13 maggio (del 1981) quando il Papa ha sofferto il terribile
attentato. Però, quella pallottola criminosamente diretta contro il
Successore di Pietro non ha raggiunto il suo tragico fine. Anzi.
Dio, che sa trarre dal male il bene, ha fatto – per volontà espressa
di Giovanni Paolo II - che questa stessa pallottola diventasse
ornamento alla corona della statua della Madonna che si venera nel
Santuario di Fatima…! Il Santo Padre non ha trascurato di
ringraziare la Madonna per questa grazia ricevuta.
D’altro
canto, è stato l’allora Cardinale Ratzinger che ha fatto la
presentazione del documento “Il Messaggio di Fatima” nella Sala
Stampa della Santa Sede, il 26 giugno 2000.
Queste considerazioni ci ricordano
le parole del Papa Giovanni Paolo II:
«Fatima è sempre nuova per chi
(…) cerca di penetrare, sempre più profondamente, nei misteri del
Messaggio di Nostra Signora, “Colei tutta vestita di bianco”,
nelle Apparizioni del 1917 ai tre pastorelli, che furono oggetto e
portavoce della sua materna benevolenza. (…) Come ha detto il vostro
compianto Cardinale Cerejeira, “non è stata la Chiesa ad imporre
Fatima, ma Fatima ad imporsi alla Chiesa”. Si è imposta alla Chiesa
e agli uomini di buona volontà che, al di là dei meravigliosi
progressi della scienza moderna, aderiscono ai grandi valori dello
Spirito, al di fuori dei quali non esiste una spiegazione ai supremi
problemi della vita» (“L’Osservatore Romano”, 15 maggio 1991- il
neretto è nostro).
Nell’avvicinarsi
del prossimo 13 maggio, facciamo gli auguri di ogni sorta di
protezione della Madonna al nostro Santo Padre Benedetto XVI!!
In questo mese commemoriamo anche
il 60°. anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.
Quanti si sono accorti che ciò è accaduto proprio nel mese
dedicato a Maria? Nel periodico ufficioso dell’arcidiocesi di
San Paolo (Brasile), “O Legionario”, Plinio Corrêa de Oliveira
scrisse il 13 maggio 1945 tre articoli su questo immenso
avvenimento. Trascriviamo di seguito uno di questi per ringraziare
la Madonna della grazia concessa in quella circostanza memorabile:
Regina Pacis
Non è senza uno disegno della
Provvidenza che la pace si sia firmata proprio nel mese di maggio,
dedicato dalla pietà universale a Maria Santissima, e questo un po’
dopo che il Santo Padre si è raccomandato all’intercessione della
gloriosa Madre di Dio per ottenere la pace.
Questa guerra è stata soprattutto
una lotta ideologica, con la quale si è cercato di costringere
l’opinione cattolica al terribile dilemma di scegliere uno dei due
bracci della tenaglia in cui era venuta a trovarsi: o nazismo o
comunismo. La Madonna, che “ha schiacciato tutte le eresie del
mondo”, ha voluto che nel mese di Maria si spezzasse uno dei due
bracci: è morto il nazismo. Adesso dobbiamo chiedergli che sia
spezzato anche altro, cioè che schiacci il comunismo.
Non si pensi, a questo proposito,
che la pace di questa gloriosa Regina sia la pace della palude. E’
la pace del cielo, che brilla in tutto il suo splendore, mentre
nell’inferno il male, legato e schiacciato, patisce gli eterni
tormenti. Per questo, la Regina della Pace è per eccellenza la
Regina della Vittoria, che conduce al trionfo, fra terribili lotte,
il gregge di Cristo.
Queste lotte sono fra i figli di
Maria ed i figli della serpente, separati fra loro da una
inestinguibile inimicizia. E’ su questa inimicizia che ha scritto il
Beato [adesso Santo, n.d.r.] Grignion di Montfort:
«“Inimicitias ponam inter te et
mulierem, et semen tuum et semen illius; ipsa conteret caput tuum,
et tu insidiaberis calcaneo ejus - Io porrò inimicizia tra te e la
donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la
testa e tu le insidierai il calcagno” (Gen 3,5).
Dio ha fatto e preparato una sola
ma irriconciliabile inimicizia, che durerà ed anzi crescerà sino
alla fine: l'inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo,
tra i figli e servi della Vergine santa e i figli e seguaci di
Lucifero. Pertanto la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia
mai creata, è Maria, sua santa Madre. Fin dal paradiso terrestre -
quantunque ella non fosse ancora che nella sua mente — il Signore le
ispirò tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede
tanta abilità per scoprire la malizia di quell'antico serpente,
tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell'empio
orgoglioso, che il demonio la teme, non solo più di tutti gli angeli
e gli uomini, ma, in certo qual senso, più di Dio stesso. Non già
perché l'ira, l'odio e il potere di Dio non siano infinitamente
maggiori di quelli della Vergine Maria, le cui perfezioni sono
limitate, ma:
1) perché Satana, che è superbo,
soffre infinitamente più d'essere vinto e punito da una piccola ed
umile serva di Dio e l'umiltà della Vergine lo umilia più che la
divina onnipotenza;
2) perché Dio ha dato a Maria un
potere così grande contro i demoni, che questi molte volte furono
costretti a confessare, controvoglia, per bocca degli ossessi, di
temere uno solo dei suoi sospiri per qualche anima, più delle
preghiere di tutti i Santi, e una sola delle sue minacce contro di
essi, più di tutti gli altri loro tormenti.
Ciò che Lucifero ha perduto con
l'orgoglio, Maria l'ha conquistato con l'umiltà. Ciò che Eva ha
dannato e perduto con la disobbedienza, Maria l'ha salvato con
l'obbedienza. Eva, obbedendo al serpente, ha rovinato con se tutti i
suoi figli, che abbandonò in potere del demonio. Maria, rimanendo
perfettamente fedele a Dio, ha salvato con sé tutti i suoi figli e
servi, che consacrò alla sua Maestà.
Dio non ha costituito soltanto una
inimicizia, ma delle inimicizie; l'una tra Maria e il demonio,
l'altra tra la stirpe della Vergine santa e la stirpe del demonio.
In altre parole, Dio ha posto inimicizie, antipatie e odi segreti
tra i veri figli e servi della Vergine santa e i figli e schiavi del
demonio. Non si amano tra loro, non c'è intesa tra loro!
I figli di Belial, gli schiavi di
Satana, gli amici del mondo - che è la stessa cosa! - hanno sempre
perseguitato e continueranno più che mai a perseguitare quelli e
quelle che appartengono alla santissima Vergine, come un giorno
Caino ed Esaù, figure dei reprobi, perseguitarono i loro rispettivi
fratelli Abele e Giacobbe, figure dei predestinati.
Ma l'umile Maria riporterà sempre
vittoria su quel superbo, e vittoria così grande, che riuscirà
perfino a schiacciargli il capo, dove si annida il suo orgoglio. Ne
svelerà sempre la malizia serpentina, ne sventerà le trame
infernali, ne manderà in fumo i diabolici disegni e difenderà sino
alla fine dei tempi i suoi servi fedeli da quelle unghie spietate.
Ma il potere di Maria su tutti i
demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando
Satana insidierà il suo calcagno, cioè i suoi poveri schiavi e umili
figli che lei susciterà per muovergli guerra. Questi saranno piccoli
e poveri secondo il mondo, infimi davanti a tutti come il calcagno,
calpestati e maltrattati come il calcagno lo è in confronto alle
altre membra del corpo. In cambio saranno ricchi di grazia divina,
che Maria comunicherà loro in abbondanza, grandi ed elevati in
santità davanti a Dio, superiori ad ogni creatura per lo zelo
coraggioso, e cosi fortemente sostenuti dall'aiuto di Dio, che con
l'umiltà del loro calcagno, uniti a Maria, schiacceranno il capo del
diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo.
Infine, Dio vuole che la sua santa
Madre sia conosciuta, amata e onorata ora più che mai. (…)
Ma chi saranno questi servi,
schiavi e figli di Maria?
Saranno fuoco ardente, ministri
del Signore, che metteranno dappertutto il fuoco del divino amore
Saranno "sicut sagittae in manu
potentis - frecce acute nella mano potente" (Sal 127,4) di Maria per
trafiggere i suoi nemici come frecce in mano a un eroe.
Saranno i figli di Levi, molto
purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio.
Porteranno nel cuore l'oro
dell'amore, l'incenso della preghiera nello Spirito e la mirra della
mortificazione nel corpo. In ogni luogo saranno il buon profumo di
Gesù Cristo per i poveri e i piccoli, mentre saranno odore di morte
per i grandi, i ricchi e i superbi mondani.
Saranno nubi tonanti e vaganti
nello spazio al minimo soffio dello Spirito Santo. Senza attaccarsi
a nulla né stupirsi di nulla, né mettersi in pena per nulla,
spanderanno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna,
tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno
il diavolo e i suoi seguaci. Con la spada a due tagli della parola
di Dio trafiggeranno, per la vita o per la morte, tutti coloro ai
quali saranno inviati da parte dell'Altissimo.
Saranno veri apostoli degli ultimi
tempi. Ad essi il Signore degli eserciti darà la parola e la forza
per operare meraviglie e riportare gloriose spoglie sui suoi nemici.
Dormiranno senza oro e argento, e,
ciò che più conta, senza preoccupazioni, in mezzo agli altri
sacerdoti, ecclesiastici e chierici (Sal 68, 14). Tuttavia avranno
le ali argentate della colomba per volare, con la retta intenzione
della gloria di Dio e della salvezza delle anime, là dove li
chiamerà lo Spirito Santo.
Lasceranno nei luoghi dove hanno
predicato, soltanto l'oro della carità, che è il compimento della
legge (Rm 13, 10).
Infine, sappiamo che saranno veri
discepoli di Gesù Cristo secondo le orme della sua povertà, umiltà,
disprezzo del mondo e carità, insegneranno la via stretta di Dio
nella pura verità, secondo il santo Vangelo, e non secondo i canoni
del mondo; senza preoccupazioni e senza guardare in faccia a
nessuno; senza risparmiare, seguire o temere alcun mortale, per
potente che sia.
Avranno in bocca la spada a due
tagli della parola di Dio e porteranno sulle spalle lo stendardo
insanguinato della Croce, il crocifisso nella mano destra, la corona
nella sinistra, i sacri nomi di Gesù e di Maria sul cuore, la
modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro
condotta.
Ecco i grandi uomini che verranno
e che Maria formerà su ordine dell'Altissimo, per estendere il suo
dominio Sopra quello degli empi, idolatri e maomettani. Ma quando e
come avverrà tutto questo?... Dio solo lo sa. Compito nostro è di
tacere, pregare, sospirare e attendere: “Expectans exspectavi - Ho
sperato: ho sperato nel Signore” (Sal 40, 2)» (cf. "Trattato
della Vera Devozione a Maria", Parte Prima, Capitolo III). (“O
Legionário”, 13-5-1945 -
www.pliniocorreadeoliveira.net)
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E siccome siamo nel mese di Maria,
vogliamo riproporre il libro del quale il Papa Giovanni Paolo II ha
in diverse occasioni ricordato il bene che ha fatto: il “Trattato
della vera devozione a Maria” di San Luigi Grignion da Montfort.
“Luci sull’Est” ha pubblicato a suo tempo un’edizione, e se lei
vuole riceverlo o fare un bel regalo ad un suo conoscente, è
sufficiente farcene richiesta.
Con gli auguri di ogni sorta di
grazia, specialmente quelle promesse dalla Madonna a Fatima, i
nostri più cordiali saluti.
la redazione di “Luci sull’Est”
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P.S. Abbiamo pubblicato sul nostro sito web le
foto dell'ultima carovana in Sicilia (lo scorso aprile) organizzata
della nostra associazione. Per visualizzarle
cliccare qui
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