martedì 10 maggio 2005
Sant’Antonino da Firenze

Verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

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Caro lettore, gentile lettrice

Durante le esequie del compianto Pontefice Giovanni Paolo II e l’elezione del Papa Benedetto XVI, abbiamo potuto contemplare – ringraziando Dio – quel movimento immenso, intenso, spontaneo di religiosità, di spiritualità dei fedeli cattolici, sparsi in tutto l’orbe. Le immagini delle  moltitudini che sono accorse in Piazza San Pietro ci suggerivano l’idea  dei figli che si stringono alla madre in momenti di particolare dolore oppure di gioia. C’è stato anche chi ha classificato questo movimento di devozione popolare come una sorte di “tsunami”, in questo caso uno “tsunami di acqua benedetta” e, quindi, ricco di beni e frutti spirituali, mostrando la forza della Chiesa contro la quale le porte dell’inferno non prevarranno.

Ci piace ricordare il legame di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI con la Madonna di Fatima. Infatti, in diverse occasioni si è ricordato che è stato appunto il 13 maggio (del 1981) quando il Papa ha sofferto il terribile attentato. Però, quella pallottola criminosamente diretta contro il Successore di Pietro non ha raggiunto il suo tragico fine. Anzi. Dio, che sa trarre dal male il bene, ha fatto – per volontà espressa di Giovanni Paolo II - che questa stessa pallottola diventasse ornamento alla corona della statua della Madonna che si venera nel Santuario di Fatima…! Il Santo Padre non ha trascurato di ringraziare la Madonna per questa grazia ricevuta.

D’altro canto, è stato l’allora Cardinale Ratzinger che ha fatto la presentazione del documento “Il Messaggio di Fatima” nella Sala Stampa della Santa Sede, il 26 giugno 2000.

Queste considerazioni ci ricordano le parole del Papa Giovanni Paolo II:

«Fatima è sempre nuova per chi (…) cerca di penetrare, sempre più profondamente, nei misteri del Messaggio di Nostra Signora, “Colei tutta vestita di bianco”, nelle Apparizioni del 1917 ai tre pastorelli, che furono oggetto e portavoce della sua materna benevolenza. (…) Come ha detto il vostro compianto Cardinale Cerejeira, “non è stata la Chiesa ad imporre Fatima, ma Fatima ad imporsi alla Chiesa”. Si è imposta alla Chiesa e agli uomini di buona volontà che, al di là dei meravigliosi progressi della scienza moderna, aderiscono ai grandi valori dello Spirito, al di fuori dei quali non esiste una spiegazione ai supremi problemi della vita» (“L’Osservatore Romano”, 15 maggio 1991- il neretto è nostro).

Nell’avvicinarsi del prossimo 13 maggio, facciamo gli auguri di ogni sorta di protezione della Madonna al nostro Santo Padre Benedetto XVI!!

In questo mese commemoriamo anche il 60°. anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Quanti si sono accorti che ciò è accaduto proprio nel mese dedicato a Maria? Nel periodico ufficioso dell’arcidiocesi di San Paolo (Brasile), “O Legionario”, Plinio Corrêa de Oliveira scrisse il 13 maggio 1945 tre articoli su questo immenso avvenimento. Trascriviamo di seguito uno di questi per ringraziare la Madonna della grazia concessa in quella circostanza memorabile:

Regina Pacis

Non è senza uno disegno della Provvidenza che la pace si sia firmata proprio nel mese di maggio, dedicato dalla pietà universale a Maria Santissima, e questo un po’ dopo che il Santo Padre si è raccomandato all’intercessione della gloriosa Madre di Dio per ottenere la pace.

Questa guerra è stata soprattutto una lotta ideologica, con la quale si è cercato di costringere l’opinione cattolica al terribile dilemma di scegliere uno dei due bracci della tenaglia in cui era venuta a trovarsi: o nazismo o comunismo. La Madonna, che “ha schiacciato tutte le eresie del mondo”, ha voluto che nel mese di Maria si spezzasse uno dei due bracci: è morto il nazismo. Adesso dobbiamo chiedergli che sia spezzato anche altro, cioè che schiacci il comunismo.

Non si pensi, a questo proposito, che la pace di questa gloriosa Regina sia la pace della palude. E’ la pace del cielo, che brilla in tutto il suo splendore, mentre nell’inferno il male, legato e schiacciato, patisce gli eterni tormenti. Per questo, la Regina della Pace è per eccellenza la Regina della Vittoria, che conduce al trionfo, fra terribili lotte, il gregge di Cristo.

Queste lotte sono fra i figli di Maria ed i figli della serpente, separati fra loro da una inestinguibile inimicizia. E’ su questa inimicizia che ha scritto il Beato [adesso Santo, n.d.r.] Grignion di Montfort:

«“Inimicitias ponam inter te et mulierem, et semen tuum et semen illius; ipsa conteret caput tuum, et tu insidiaberis calcaneo ejus - Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Gen 3,5).

Dio ha fatto e preparato una sola ma irriconciliabile inimicizia, che durerà ed anzi crescerà sino alla fine: l'inimicizia tra Maria, sua degna Madre, e il diavolo, tra i figli e servi della Vergine santa e i figli e seguaci di Lucifero. Pertanto la nemica più terribile del diavolo che Dio abbia mai creata, è Maria, sua santa Madre. Fin dal paradiso terrestre - quantunque ella non fosse ancora che nella sua mente — il Signore le ispirò tanto odio contro quel maledetto nemico di Dio, e le diede tanta abilità per scoprire la malizia di quell'antico serpente, tanta forza per vincere, abbattere e schiacciare quell'empio orgoglioso, che il demonio la teme, non solo più di tutti gli angeli e gli uomini, ma, in certo qual senso, più di Dio stesso. Non già perché l'ira, l'odio e il potere di Dio non siano infinitamente maggiori di quelli della Vergine Maria, le cui perfezioni sono limitate, ma:

1) perché Satana, che è superbo, soffre infinitamente più d'essere vinto e punito da una piccola ed umile serva di Dio e l'umiltà della Vergine lo umilia più che la divina onnipotenza;

2) perché Dio ha dato a Maria un potere così grande contro i demoni, che questi molte volte furono costretti a confessare, controvoglia, per bocca degli ossessi, di temere uno solo dei suoi sospiri per qualche anima, più delle preghiere di tutti i Santi, e una sola delle sue minacce contro di essi, più di tutti gli altri loro tormenti.

Ciò che Lucifero ha perduto con l'orgoglio, Maria l'ha conquistato con l'umiltà. Ciò che Eva ha dannato e perduto con la disobbedienza, Maria l'ha salvato con l'obbedienza. Eva, obbedendo al serpente, ha rovinato con se tutti i suoi figli, che abbandonò in potere del demonio. Maria, rimanendo perfettamente fedele a Dio, ha salvato con sé tutti i suoi figli e servi, che consacrò alla sua Maestà.

Dio non ha costituito soltanto una inimicizia, ma delle inimicizie; l'una tra Maria e il demonio, l'altra tra la stirpe della Vergine santa e la stirpe del demonio. In altre parole, Dio ha posto inimicizie, antipatie e odi segreti tra i veri figli e servi della Vergine santa e i figli e schiavi del demonio. Non si amano tra loro, non c'è intesa tra loro!

I figli di Belial, gli schiavi di Satana, gli amici del mondo - che è la stessa cosa! - hanno sempre perseguitato e continueranno più che mai a perseguitare quelli e quelle che appartengono alla santissima Vergine, come un giorno Caino ed Esaù, figure dei reprobi, perseguitarono i loro rispettivi fratelli Abele e Giacobbe, figure dei predestinati.

Ma l'umile Maria riporterà sempre vittoria su quel superbo, e vittoria così grande, che riuscirà perfino a schiacciargli il capo, dove si annida il suo orgoglio. Ne svelerà sempre la malizia serpentina, ne sventerà le trame infernali, ne manderà in fumo i diabolici disegni e difenderà sino alla fine dei tempi i suoi servi fedeli da quelle unghie spietate.

Ma il potere di Maria su tutti i demoni risplenderà in modo particolare negli ultimi tempi, quando Satana insidierà il suo calcagno, cioè i suoi poveri schiavi e umili figli che lei susciterà per muovergli guerra. Questi saranno piccoli e poveri secondo il mondo, infimi davanti a tutti come il calcagno, calpestati e maltrattati come il calcagno lo è in confronto alle altre membra del corpo. In cambio saranno ricchi di grazia divina, che Maria comunicherà loro in abbondanza, grandi ed elevati in santità davanti a Dio, superiori ad ogni creatura per lo zelo coraggioso, e cosi fortemente sostenuti dall'aiuto di Dio, che con l'umiltà del loro calcagno, uniti a Maria, schiacceranno il capo del diavolo e faranno trionfare Gesù Cristo.

Infine, Dio vuole che la sua santa Madre sia conosciuta, amata e onorata ora più che mai. (…)

Ma chi saranno questi servi, schiavi e figli di Maria?

Saranno fuoco ardente, ministri del Signore, che metteranno dappertutto il fuoco del divino amore

Saranno "sicut sagittae in manu potentis - frecce acute nella mano potente" (Sal 127,4) di Maria per trafiggere i suoi nemici come frecce in mano a un eroe.

Saranno i figli di Levi, molto purificati dal fuoco di grandi tribolazioni e molto uniti a Dio.

Porteranno nel cuore l'oro dell'amore, l'incenso della preghiera nello Spirito e la mirra della mortificazione nel corpo. In ogni luogo saranno il buon profumo di Gesù Cristo per i poveri e i piccoli, mentre saranno odore di morte per i grandi, i ricchi e i superbi mondani.

Saranno nubi tonanti e vaganti nello spazio al minimo soffio dello Spirito Santo. Senza attaccarsi a nulla né stupirsi di nulla, né mettersi in pena per nulla, spanderanno la pioggia della parola di Dio e della vita eterna, tuoneranno contro il peccato, grideranno contro il mondo, colpiranno il diavolo e i suoi seguaci. Con la spada a due tagli della parola di Dio trafiggeranno, per la vita o per la morte, tutti coloro ai quali saranno inviati da parte dell'Altissimo.

Saranno veri apostoli degli ultimi tempi. Ad essi il Signore degli eserciti darà la parola e la forza per operare meraviglie e riportare gloriose spoglie sui suoi nemici.

Dormiranno senza oro e argento, e, ciò che più conta, senza preoccupazioni, in mezzo agli altri sacerdoti, ecclesiastici e chierici (Sal 68, 14). Tuttavia avranno le ali argentate della colomba per volare, con la retta intenzione della gloria di Dio e della salvezza delle anime, là dove li chiamerà lo Spirito Santo.

Lasceranno nei luoghi dove hanno predicato, soltanto l'oro della carità, che è il compimento della legge (Rm 13, 10).

Infine, sappiamo che saranno veri discepoli di Gesù Cristo secondo le orme della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità, insegneranno la via stretta di Dio nella pura verità, secondo il santo Vangelo, e non secondo i canoni del mondo; senza preoccupazioni e senza guardare in faccia a nessuno; senza risparmiare, seguire o temere alcun mortale, per potente che sia.

Avranno in bocca la spada a due tagli della parola di Dio e porteranno sulle spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il crocifisso nella mano destra, la corona nella sinistra, i sacri nomi di Gesù e di Maria sul cuore, la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro condotta.

Ecco i grandi uomini che verranno e che Maria formerà su ordine dell'Altissimo, per estendere il suo dominio Sopra quello degli empi, idolatri e maomettani. Ma quando e come avverrà tutto questo?... Dio solo lo sa. Compito nostro è di tacere, pregare, sospirare e attendere: “Expectans exspectavi - Ho sperato: ho sperato nel Signore” (Sal 40, 2)» (cf. "Trattato della Vera Devozione a Maria", Parte Prima, Capitolo III). (“O Legionário”, 13-5-1945 - www.pliniocorreadeoliveira.net)

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E siccome siamo nel mese di Maria, vogliamo riproporre il libro del quale il Papa Giovanni Paolo II ha in diverse occasioni ricordato il bene che ha fatto: il “Trattato della vera devozione a Maria” di San Luigi Grignion da Montfort. “Luci sull’Est” ha pubblicato a suo tempo un’edizione, e se lei vuole riceverlo o fare un bel regalo ad un suo conoscente, è sufficiente farcene richiesta.

Con gli auguri di ogni sorta di grazia, specialmente quelle promesse dalla Madonna a Fatima, i nostri più cordiali saluti.

la redazione di “Luci sull’Est”

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P.S. Abbiamo pubblicato sul nostro sito web le foto dell'ultima carovana in Sicilia (lo scorso aprile) organizzata della nostra associazione. Per visualizzarle cliccare qui
 

 

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