giovedì 13 ottobre 2005
festa della 6a. apparizione
della Madonna a Fatima

Verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

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Caro lettore, gentile lettrice,
“Calendario 2006 di Luci sull’Est”, un “missionario silenzioso”.  - Oltre all’evidente omaggio alla Madonna, questo nostro Calendario è stato concepito anche come offerta di riparazione per tutti quei calendari che propagano immoralità o addirittura oltraggi blasfemi.
Ci rallegra il fatto che sia stato possibile inviarlo a numerosissime persone e che queste hanno potuto metterlo in bella evidenza in casa o in ufficio, così da beneficiare dello sguardo materno di Maria, sicura fonte di benedizione a tutti coloro che già l’hanno visto e/o lo vedranno nel corso del 2006. Questo Calendario è, quindi, una sorta di missionario silenzioso. Sarà lo sguardo materno di Maria a bussare amorevolmente al cuore di tante persone per ricordare loro che Lei è sempre vicina, sia nei momenti di gioia, che in quelli di difficoltà.
Gli abbonati a "Spunti" riceveranno una copia del Calendario 2006 di "Luci sull'Est" insieme al numero di dicembre. Tutti gli altri possono farcene richiesta attraverso l'apposito form sul nostro sito.
Che lo sguardo di Maria – che lei troverà in ogni pagina di questo  Calendario – possa accompagnare Lei e i suoi, per tutti i giorni dell’anno che presto comincerà. E che Maria, il sentiero sicuro del quale nessuno di noi può dubitare, sia il suo sostegno, la sua speranza e la luce della sua anima.

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Nell’ultima nostra mailing-list abbiamo ricordato un’altra grande figura, esempio di Pastore in tempi difficili, il Cardinale cinese Ignatius Kung, eroico nemico del comunismo. Oggi ricorderemo il “leone di Munster”, con alcuni brani delle sue celebre omelie contro il totalitarismo hitleriano. E constatiamo come, secondo queste sue coraggiose parole, gli errori del nazismo continuano a diffondersi nel mondo ancora oggi, anche se sotto altre vesti più aggiornate.

“Domenica 9 ottobre – ci informa un servizio dell’agenzia FIDES del 10 scorso - il Card. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana e, per incarico di Sua Santità Benedetto XVI, ha dato lettura della Lettera Apostolica con la quale il Santo Padre ha iscritto nell’albo dei Beati il Servo di Dio Clemens August Graf von Galen (1878-1946), Vescovo di Münster. Al termine della Celebrazione il Santo Padre si è recato in Basilica per venerare le Reliquie del nuovo Beato e rivolgere ai presenti un breve saluto. Quindi il Pontefice si è affacciato come di consueto alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus. Ai fedeli ed ai pellegrini presenti numerosi in piazza San Pietro, il Santo Padre ha indicato la testimonianza del nuovo Beato, ‘intrepido oppositore del regime nazista’. ‘In nome di Dio, denunciò l’ideologia neopagana del nazionalsocialismo, difendendo la libertà della Chiesa e i diritti umani gravemente violati, proteggendo gli ebrei e le persone più deboli, che il regime considerava rifiuti da eliminare’ ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI additandolo come ‘modello di coraggio cristiano’. ‘Proprio questo è il messaggio sempre attuale del beato von Galen: la fede non si riduce a sentimento privato, magari da nascondere quando diventa scomoda, ma implica la coerenza e la testimonianza anche in ambito pubblico in favore dell’uomo, della giustizia, della verità’ ”.
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Il Cardinale Clemens August von Galen, fedele al motto "Nec laudibus, nec timore" ("Inflessibile dinanzi alle lodi, irriducibile dinanzi ai timori"), è nato il 16 marzo del 1878, nel castello di Dinglage, in Germania. Egli era figlio di una famiglia numerosa, cattolica e di nobile origine. I suoi genitori - il Conte Ferdinand Héribert von Galen e la Contessa Elisabeth, nata von Spee - fondarono la sua educazione su una fede profonda e un grande spirito di famiglia.
Entrò nel liceo dei gesuiti a Feldkirch, e avendo concluso i suoi studi di filosofia a Friburgo, in Svizzera, decise di farsi sacerdote. Quindi, seguì il suo corso di teologia ad Insbruck e Münster, per essere ordinato il 28 maggio del 1904.
Tanto nei difficili tempi della I Guerra Mondiale, quanto nel caos del dopoguerra, si rivelò un sacerdote di grande pietà, un padre spirituale pieno di ardore e abnegazione, instancabilmente arruolato nel servizio dei fedeli che gli venivano affidati.
Nel settembre del 1933, il Papa Pio XI lo nominò Vescovo della diocesi di Münster, diventando allora un esempio di buon Pastore, interamente dedicato al suo gregge spirituale. Quindi, una fraterna collaborazione con i vescovi tedeschi nonché una leale dedizione al Santo Padre testimoniavano la sua profonda fedeltà alla Santa Chiesa.
Subito si oppose alle attività del Partito Nazionale Socialista (il partito nazista), imbevute di animosità contro la Chiesa. Questa opposizione si espresse per la prima volta in una lettera pastorale nella Quaresima del 1934.
Quando il governo nazista persistette nella sua condotta persecutrice nei riguardi della Chiesa Cattolica, che culminò con la confisca dei conventi e dei monasteri, si sentì obbligato ad alzare la sua voce. Così, nei giorni 13 e 20 di luglio e 3 di agosto del 1941, cioè, in piena II Guerra Mondiale, pronunciò tre celebri omelie, che si diffusero in tutto il mondo, e delle quali trascriveremo in seguito alcuni brani.
Ovviamente, Mons. von Galen sapeva che sarebbe stato bersagliato dalla vendetta del Governo che aveva rimproverato, e che in quel modo la sua vita era in gioco. Ma era pronto ad accettare il martirio, se fosse necessario. Quindi, come una roccia, rimase in piedi tra il suo clero e i suoi diocesani nel corso dei penosi anni della guerra.
Il 18 febbraio del 1946, il Papa Pio XII lo elevò alla dignità di membro del Collegio Cardinalizio.
Di ritorno da Roma, il Porporato fece la sua entrata trionfale a Münster, il 16 marzo di quell'anno. Qualche giorno dopo cadde gravemente infermo, e tentarono invano di salvargli la vita con un intervento chirurgico. Il 19 marzo, festa di San Giuseppe e compleanno del suo battesimo, ricevette gli ultimi sacramenti. Infine, il 22 di quel mese, verso le cinque del pomeriggio, Dio lo chiamò a Sè.
Migliaia di fedeli furono visti pregare presso il catafalco, nella chiesa di San Maurizio, e accompagnarono la salma alla sua ultima dimora, la cattedrale che era stata distrutta dalla guerra.
Il 10 luglio del 1956, la comunità di sacerdoti Confraternitas Sacerdotum Bonae Voluntatis chiese l'apertura del processo di beatificazione del Cardinale von Galen. E il 22 ottobre dello stesso anno, il Vescovo Mons. Michael Keller esaudì quella richiesta. Quindi, il processo fu messo in corso dal novembre del 1956, nella Congregazione romana competente.

"No! Nessuna comunione di pensieri o di sentimenti è possibile tra me e loro (i nazisti)"

Vediamo qualche brano delle sue celebri omelie, che conservano tuttora la loro attualità di fronte all'ondata di neopaganesimo materialista in cui viviamo. Per non rendere stancante la lettura, non segnaleremo l’omissione di qualche passaggio.
Dall'omelia della domenica, 20 luglio del 1941
, nella chiesa della Madonna di Münster:
"Dio sia lodato! Da qualche giorno, nessun aereo è venuto a sconvolgere la nostra città. Purtroppo, devo dirlo, lo stesso non è capitato per quel che riguarda gli attacchi dei nostri nemici interni.
"Come avevo denunciato ufficialmente la domenica scorsa, la Gestapo [polizia segreta nazista] ha commesso una flagrante infamia dissolvendo la congregazione del convento di Wilkinghege e la casa dei gesuiti di Münster, confiscando i loro beni - mobili e immobili -, gettando i loro abitanti per la strada ed espellendoli dalle loro patrie. L'amministrazione regionale (Gauleitung) confiscò pure il Convento di Nostra Signora di Lourdes, situato nella Frauenstrasse. In quello stesso giorno, la domenica 13 luglio, la Gestapo occupò il Collegio San Camillo. Dopo, il 15 luglio, i benedettini dell'Abbazia dell'Adorazione perpetua di Vinnenberg sono stati espulsi oltre il limite della provincia. Il 17, è stato il turno delle religiose della Santa Croce della casa di Aspel, presso a Rees; hanno dovuto non solo abbandonare la loro proprietà, ma anche ritirarsi dalla circoscrizione di Rees.
"Senza la carità cristiana, questi sventurati, questi uomini e queste donne rimasti senza riparo, sarebbero stati abbandonati alla fame ed alle intemperie.
"Questi fatti compiuti, opposti a qualsiasi spirito cavalleresco e potendo provenire soltanto da un profondo odio alla Religione cristiana ed alla Chiesa Cattolica, hanno come effetto il sabotaggio e la distruzione della coesione nazionale.
"No! Nessuna comunione di pensieri o di sentimenti è possibile tra me e loro nonché tutti coloro che partecipano delle loro responsabilità.
"Quindi, come ce lo raccomandò il nostro Salvatore, siamo pronti a pregare per tutti coloro che ci perseguitano e ci calunniano. Però mi rifiuto a qualunque accordo con loro finché continueranno a spogliare gli innocenti dei loro beni, a espellerli od a rinchiuderli.
"Ovviamente, noi, cristiani, non faremo una rivoluzione. Continueremo a compiere il nostro dovere in ubbidienza a Dio e per amore ai nostri compatrioti.

Il nazismo: "un odio insondabile al Cristianesimo, che si vuole vedere sterminato"

"Vediamo con chiarezza e abbiamo esperienza su ciò che nasconde la nuova dottrina [si riferisce alla dottrina sostenuta dal Partito Nazionale Socialista], quella che ci è imposta da diversi anni, nel nome della quale la religione è stata cacciata dalle scuole, le nostre associazioni sono state oppresse e le scuole materne cattoliche soppresse: un odio insondabile al Cristianesimo, che si vuole vedere sterminato.
"Genitori cristiani, voi dovete preoccuparvi di tutte queste cose, se non volete mancare ai vostri più sacri doveri, se volete avere la coscienza in pace e desiderate sussistere dinanzi a Colui che vi ha affidato questi bambini, affinché da voi fossero condotti nei cammini di Dio.
"'Ubbidire a Dio prima degli uomini!' Dio si rivolge a ognuno di noi attraverso la coscienza formata dalla fede. Ubbidiamo sempre e senza esitazione alla voce della nostra coscienza. Seguiamo l'esempio di quel Ministro della Giustizia prussiano di Federico il Grande, al quale questi aveva chiesto che annullasse un giudizio da lui emesso, secondo tutta la legalità, e che modificasse il suo verdetto, appagando i desideri del sovrano. Quel cavaliere dette questa magnifica risposta: 'La mia testa è a disposizione di Vostra Maestà, ma non la mia coscienza'. Saranno forse scomparsi gli uomini di questa tempra, che difendevano ad ogni costo le loro convinzioni? Non posso né voglio credere che ciò sia avvenuto. Prima morire che peccare! Che la grazia di Dio, senza la quale niente possiamo, ci dia - a voi e a me - questa fermezza incrollabile e in essa ci mantenga!"

I giovani sono obbligati ad abituarsi all’indecenza: "è la preparazione di futuri adulteri! È distrutto il pudore, questa muraglia della castità"…

Dalla predica fatta il 3 agosto del 1941, domenica, nella chiesa della Madonna di Münster:
"A quante cose si può presenziare persino qui, a Münster, di impudico e di vile! A che indecenza i giovani sono obbligati ad abituarsi: è la preparazione di futuri adulteri! È distrutto il pudore, questa muraglia della castità.
"Come ritenere possibile la conservazione di un sincero rispetto e di una ubbidienza coscienziosa verso le autorità dello Stato, se si continua a violare i Comandamenti di Dio, a combatterli, a cercare di sterminare la fede in Dio, il Signore del Cielo e della terra?

…e Dio sostituito dagli idoli della natura, dello Stato, del popolo, della razza

"Al posto dell'unico Dio vero, Eterno, si inventano e si venerano degli idoli qualsivoglia: la natura, lo Stato, il popolo, la razza. E sono numerosi coloro il cui vero dio è il ventre - per riprendere l'espressione impiegata da San Paolo nella sua epistola ai Filipp (3,19) -, cioè, il benessere personale, al quale sacrificano tutto, persino l'onore e la coscienza: il piacere dei sensi, l'ebbrezza con i soldi, con il potere! Poi, cercano di attribuirsi dei diritti divini, come l'audacia di dirsi col diritto di vita e di morte nei riguardi dei loro simili.
"Gesù piange. Egli piange a causa di questo peccato abominevole e dell'inevitabile castigo. Dio non permette che ci si scherni di Lui impunemente.

"Non vogliamo essere contagiati dai loro pensieri e dai loro atteggiamenti contrari alla Volontà divina"

"Vogliamo evitare qualsiasi rapporto con chi persiste nello sfidare il Tribunale di Dio. Vogliamo sottrarci, noi e i nostri, dall'influenza di chi si accomuna con coloro che deviano la nostra gioventù dal Cristianesimo, che spogliano i nostri religiosi, che mandano a morte degli esseri innocenti. Non vogliamo essere contagiati dai loro pensieri e dai loro atteggiamenti contrari alla Volontà divina, per non renderci complici ed incorrere, per questo, nel castigo che Dio, nella sua giustizia, deve infliggere e infliggerà a tutti quelli che, simili alla ingrata città di Gerusalemme, non vogliono ciò che Dio vuole.
"O Gesù, Sacro Cuore, afflitto sino alle lacrime dalla cecità e dall'iniquità degli uomini, aiutateci con la vostra grazia, affinché cerchiamo sempre ciò che Vi è gradevole e rinunciamo a ciò che Vi è sgradito, al fine di conservare il vostro amore ed incontrare la pace delle nostre anime! Amen." (Fonti di riferimento: Enciclopedia Cattolica, vol. V, voce Galen, Città del Vaticano, 1950; Mons. Clemens August Cardinal von Galen, Sermons du 13 juillet 1941, 20 juillet 1941, 3 août 1941, Regensberg, Münster, trad. Dr. Arnold Arens.)

Cordiali saluti,
la redazione di “Luci sull’Est”

 

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