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Gentile
lettore, gentile lettrice,
Non di rado abbiamo scritto sulla vera devozione alla
Madonna.
Infatti, non sono sufficienti le devozioni esteriori,
formali, convenzionali. Occorre che la devozione sia illuminata,
intelligente,
sensata,
feconda. Essa deve essere il risultato di convinzioni solide;
produrre risoluzioni durature.
Proprio per questo
“Luci sull’Est” ha stampato nell’aprile 1999
il “Trattato
della Vera devozione a Maria” di San
Luigi Maria Grignion di Montfort. E, con la grazia di Dio, non ci
stanchiamo di raccomandare la sua lettura ai nostri amici. Ed è
proprio di questo santo francese, grande predicatore e grande
perseguitato, che il compianto Papa Giovanni Paolo II ha preso il
motto per il suo stemma “Totus tuus”. Inoltre, il mese di maggio è
proprio consacrato alla Madonna. Quindi le
richieste di questo
libro ci sono particolarmente gradite.
Ricordiamo che il
materiale da noi diffuso è fuori commercio. Lei riceverà, insieme al
libro richiesto, un conto corrente postale con il quale potrà fare
una
libera offerta. Oppure
tramite la sua banca.
__________
Nel 1970, nella
Prefazione all’edizione argentina del suo capolavoro
“Rivoluzione
e Contro-Rivoluzione”
(cfr.
Luci sull’Est, 1998, 196 pagine), il prof. Plinio Corrêa de Oliveira,
mostrava la relazione esistente fra il “Trattato della vera
devozione” di San Luigi Grignion e l’argomento del suo libro. Il
lettore che lo desidera, può leggere il testo integrale di questa
prefazione, stampata nella rivista “Cristianità”,
organo dell’Alleanza Cattolica.
In questa stessa
Prefazione ci sono tratti importanti della vita e dell’opera del
grande apostolo mariano del XVIII secolo (la cui festa si commemora
il 28 aprile) che trascriviamo di seguito.
“Cristianità”,
n. 247-248
La devozione
mariana e l’apostolato contro-rivoluzionario
(I sottotitoli sono della rivista)
(…)
I. La predicazione di san Luigi Maria
Grignion di Montfort
Oggi sono molti i
cattolici — chiaramente fuori dagli ambienti progressisti — che
conoscono e ammirano l’opera del grande e ardente missionario
popolare del secolo XVIII.
Nacque a Montfort-sur-Meu o Montfort-la-Cane, in Bretagna, nell’anno
1673. Ordinato sacerdote nel 1700, fino alla morte, nell’anno 1716,
si dedicò alla predicazione di missioni alle popolazioni rurali e
urbane di Bretagna, Normandia, Poitou, Vandea, Aunis, Saintonge,
Anjou e Maine. Le città in cui predicò, comprese le più importanti,
vivevano in gran parte dell’agricoltura ed erano profondamente
segnate dalla vita rurale. Per questa ragione san Luigi Maria,
benché non abbia predicato esclusivamente a contadini, può però
essere considerato essenzialmente un apostolo di popolazioni rurali.
1. Apostolato
battagliero e invitto
Nelle sue
predicazioni, che in termini moderni potrebbero dirsi sommamente
aggiornate (1), non si limitava a insegnare la dottrina cattolica in
termini che servissero per qualsiasi epoca e per qualunque luogo, ma
sapeva dare risalto ai punti più necessari per i fedeli che lo
ascoltavano.
Il tipo del suo aggiornamento lascerebbe probabilmente sconcertati
molti adepti del moderno aggiornamento. Non vedeva gli errori del
suo tempo come semplici frutti di equivoci intellettuali nati da
uomini di insospettabile buona fede, perciò come errori che un
dialogo abile e piacevole può sempre dissipare.
Capace di sostenere il dialogo cortese e conquistante, egli tuttavia
non perdeva di vista tutta l’influenza del peccato originale e dei
peccati attuali, e neppure l’azione del principe delle tenebre nella
genesi e nello svolgimento dell’immane lotta mossa dall’empietà
contro la Chiesa e la civiltà cristiana.
La celebre trilogia demonio, mondo e carne, presente nelle
riflessioni dei teologi e dei missionari di buona dottrina in tutti
i tempi, gli pareva uno degli elementi basilari per la diagnosi dei
problemi del suo secolo. E così, come le situazioni richiedevano,
sapeva essere ora soave e dolce come un angelo messaggero dell’amore
o del perdono di Dio, ora battagliero e invitto, come un angelo
incaricato di annunciare le minacce della giustizia divina contro i
peccatori ribelli e incalliti. Questo grande apostolo seppe
alternativamente dialogare e polemizzare, e in lui il polemista non
ostacolava l’effusione delle dolcezze del Buon Pastore, né la
mansuetudine pastorale annacquava i santi rigori del polemista.
Con questo modello, siamo ben lontani da certi progressisti per i
quali tutti i nostri fratelli separati, eretici o scismatici, sono
necessariamente in buona fede, ingannati da semplici equivoci, così
che polemizzare con loro è sempre un errore e un peccato contro la
carità.
2. La buona
dottrina e la sapienza della Croce contro la coalizione degli errori
La società
francese dei secoli XVII e XVIII — il nostro santo visse, come
abbiamo visto, al tramonto dell’uno e nei primi decenni dell’altro —
era gravemente malata. Tutto la preparava a ricevere passivamente
l’inoculazione dei germi dell’enciclopedismo e a franare poi nella
catastrofe della Rivoluzione francese.
Per presentare in
questa sede un quadro circoscritto di essa e, quindi,
necessariamente molto semplificato — indispensabile tuttavia per
comprendere la predicazione del nostro santo —, si può dire che
nelle tre classi sociali, clero, nobiltà e popolo, prevalevano due
tipi spirituali: i lassisti e i rigoristi; i lassisti, tendenti a
una vita di piaceri che portava alla dissoluzione e allo
scetticismo; i rigoristi, propensi a un moralismo aspro, formalista
e tetro, che portava alla disperazione quando non alla ribellione.
Mondanismo e giansenismo erano i due poli che esercitavano una
nefasta attrazione, anche in ambienti reputati fra i più pii e i più
morali della società del tempo.
L’uno e l’altro —
come spesso accade con gli estremi dell’errore — portavano a uno
stesso risultato. Infatti, ciascuno per la sua strada allontanava le
anime dal sano equilibrio spirituale della Chiesa. In realtà questa
applica con ammirevole armonia la dolcezza e il rigore, la giustizia
e la misericordia. Essa da un lato ci afferma la grandezza naturale
autentica dell’uomo — sublimata dalla sua elevazione all’ordine
soprannaturale e dal suo inserimento nel Corpo Mistico di Cristo — e
d’altro lato ci fa vedere la miseria in cui ci ha gettati il peccato
originale, con tutta la sua sequela di nefaste conseguenze.
Niente di più
normale della coalizione degli errori estremi e contrari di fronte
all’apostolo che predicava la dottrina cattolica autentica: il vero
contrario di uno squilibrio non è lo squilibrio opposto, ma
l’equilibrio. E così l’odio che anima i seguaci degli errori opposti
non li scaglia gli uni contro gli altri, ma piuttosto li lancia
contro gli apostoli della Verità. Soprattutto quando questa verità è
proclamata con vigorosa franchezza, mettendo in risalto i punti che
divergono più acutamente dagli errori in voga.
La predicazione di
san Luigi Maria Grignion di Montfort fu proprio di questo tipo. Le
sue prediche, pronunciate generalmente di fronte a grandi uditori
popolari, culminavano abbastanza spesso in autentiche apoteosi di
contrizione, di penitenza e di entusiasmo. La sua parola chiara,
fiammeggiante, profonda, coerente, scuoteva le anime illanguidite
dalle mille modalità di mollezza e di sensualità che in quell’epoca
si diffondevano dalle classi alte agli altri strati della
popolazione.
Alla fine delle
sue prediche, gli uditori riunivano spesso sulla pubblica piazza
mucchi di oggetti frivoli o sensuali e di libri empi, a cui davano
fuoco. Mentre ardevano le fiamme, il nostro infaticabile missionario
prendeva nuovamente la parola, incitando il popolo all’austerità.
Quest’opera di
rigenerazione morale aveva un senso fondamentalmente soprannaturale
e pio. Gesù Cristo crocifisso, il suo Sangue prezioso, le sue Piaghe
sacratissime, i Dolori di Maria, erano il punto di partenza e il
termine della sua predicazione. Proprio per questo promosse a
Pont-Château la costruzione di un grande Calvario che avrebbe dovuto
essere il centro di convergenza di tutto il movimento spirituale da
lui suscitato.
Nella Croce il
nostro santo vedeva la fonte di una superiore sapienza, la sapienza
cristiana, che insegna all’uomo a vedere e ad amare nelle cose
create manifestazioni e simboli di Dio; a preporre la fede alla
ragione orgogliosa; la fede e la retta ragione ai sensi ribelli, la
morale alla volontà sregolata, lo spirituale al materiale, l’eterno
al contingente e al transitorio.
3. La devozione
alla Madonna Mediatrice Universale
Ma questo ardente
predicatore dell’austerità cristiana genuina non aveva niente
dell’austerità taciturna, biliosa e gretta di un Calvino. Essa era
addolcita da una tenerissima devozione alla Madonna.
Si può dire che
nessuno portò a maggiore altezza la devozione alla Madre di
Misericordia. La Madonna, in quanto mediatrice necessaria — per
divina decisione — fra Gesù Cristo e gli uomini, fu l’oggetto del
suo continuo trasporto, il tema che suscitò le sue meditazioni più
profonde e più originali. Nessun critico serio può negare a esse la
qualifica di ispiratamente geniali. Intorno alla Mediazione
Universale di Maria — oggi verità di fede — san Luigi Maria Grignion
di Montfort costruì tutta una mariologia che è il maggior monumento
di tutti i secoli alla Vergine Madre di Dio.
Ecco i tratti
principali della sua mirabile predicazione, tutta condensata nei tre
lavori principali scritti dal santo, la Lettera agli Amici della
Croce, L’amore dell’eterna Sapienza e il Trattato della vera
devozione a Maria, una specie di mirabile trilogia, tutta d’oro e di
fuoco, dalla quale emerge, capolavoro fra i capolavori, il Trattato
della vera devozione a Maria.
Attraverso queste
opere possiamo renderci conto di quale fu la sostanza della
predicazione di san Luigi Maria Grignion di Montfort.
4. Perseguitato
dai giansenisti, vaticina la Rivoluzione e prepara gli eroi della
Contro-Rivoluzione
Il nostro santo fu
un gran perseguitato. Questo carattere della sua esistenza è messo
in luce da tutti i suoi biografi (2).
Un uragano furioso
si levò contro la sua predicazione, scatenato dai mondani, dagli
scettici infuriati davanti a tanta fede e a tanta austerità, e dai
giansenisti indignati davanti a un’insigne devozione alla Madonna,
dalla quale emanava una soavità inesprimibile. Da ciò trasse origine
un turbine che gli sollevò contro, per così dire, tutta la Francia.
Spesso, come
successe nel 1705 nella città di Poitiers, i suoi magnifici autos de
fe contro l’immoralità furono interrotti per ordine di autorità
ecclesiastiche, che evitavano così la distruzione di quegli oggetti
di perdizione. In quasi tutte le diocesi di Francia gli fu negato
l’esercizio del ministero sacerdotale. Dopo il 1711, solo i vescovi
di La Rochelle e di Luçon gli permisero l’attività missionaria. E,
nel 1710, Luigi XIV ordinò la distruzione del Calvario di
Pont-Château.
Di fronte a questo
enorme potere del male il nostro santo si rivelò profeta. Con parole
di fuoco, denunciò i germi che minavano la Francia di allora e
vaticinò una catastrofica sovversione che ne sarebbe derivata (3).
Il secolo in cui san Luigi Maria morì non ebbe termine senza che la
Rivoluzione francese confermasse in modo sinistro le sue previsioni.
Fatto nello stesso
tempo sintomatico ed entusiasmante: le regioni nelle quali il nostro
santo fu libero di predicare la sua dottrina e in cui le masse umili
lo seguirono, furono quelle in cui gli chouan (4) si sollevarono con
le armi in pugno contro l’empietà e la sovversione. Erano i
discendenti dei contadini ai quali il grande santo aveva predicato
le sue missioni e che erano così stati preservati dai germi della
Rivoluzione.
Note:
(1) In italiano
nel testo, come poi "aggiornamento" (ndr).
(2) Fra le numerose biografie, citiamo quella di padre Camilo Abad
S.J., in Obras de San Luis María Grignion de Montfort, vol.
III, BAC, Madrid; padre Louis Le Crom S.M.M, Un apôtre marial. Saint
Louis-Marie Grignion de Montfort (1673-1716), Les traditions
françaises, Tourcoing (Nord) 1946; e monsignor August Laveille, Le
Bienheureux Louis-Marie Grignion de Montfort d’après des documents
inédits, Poussielgue, Parigi 1907.
(3) Cfr. il nostro
O Reino de Maria, realização do mundo melhor,
in Catolicismo, anno V, n. 55, luglio 1955, pp. 1-2.
(4)
Con questo nome vengono indicati, in genere, i combattenti della
Contro-Rivoluzione in Francia.
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Cordiali saluti,
la redazione di Luci sull’Est
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