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martedì 20 giugno 2006

Verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

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Caro lettore, gentile lettrice,

In una lettera rivolta al Padre Peter-Hans Kovenbach, S.I., Preposito generale de la Compagnia di Gesù, in occasione del 50° anniversario dell’Enciclica “Haurietis aquas”, di Pio XII, sul culto al Sacro Cuore di Gesù, il Papa Benedetto XVI ha sottolineato “il compito sempre attuale dei cristiani di continuare ad approfondire la loro relazione con il Cuore di Gesù in modo da ravvivare in se stessi la fede nell’amore salvifico di Dio, accogliendolo sempre meglio nella propria vita” (per leggere il testo integrale cliccare qui)

Nel 2004, “Luci sull’Est” ha pubblicato il libro “Sacro Cuore di Gesù – salvezza delle famiglie e della società (di Guido Vignelli, pag. 110). A coloro che non l’hanno ancora, è possibile farne richiesta. Come sempre, è una edizione fuori commercio, ma si accettano libere offerte. Si tratta di un’opera molto documentata, ma dalla lettura molto scorrevole e soprattutto molto formativa.

Qualcuno potrebbe domandarci: a Fatima, la Madonna ha detto nella sua seconda apparizione (il 13 giugno 1917) che Gesù “vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi l'abbraccia, prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me ad adornare il suo trono". Ma, allora, come vedere in un insieme queste devozioni?

Il buon senso cristiano ci suggerisce che l’una non può essere in contrasto con l’altra, anzi che la vera devozione al Cuore Immacolato di Maria genera come frutto necessario l’amore senza riserva al Sacro Cuore di Gesù.

Questo articolo di Plinio Corrêa de Oliveira c’introduce a chiarire la questione.

“Legionário”, organo ufficioso dell’arcidiocesi di San Paolo (Brasile), 30 luglio 1944:

Ogni vera pratica di pietà ha per scopo dar gloria a Dio e condurre l’uomo alla virtù. Per l’una e l’altra cosa, che d’altronde si confondono, la devozione al Cuore Immacolato di Maria è un vero dono della Provvidenza a questo povero e lacerato secolo XX.

La Madonna è la Mediatrice di tutte le grazie. Voler pregare senza la sua intercessione è come pretendere di volare senza ali, come dice Dante. Se desideriamo che i nostri atti d'amore, lode, ringraziamento e riparazione giungano fino al trono di Dio, dobbiamo consegnarli nelle mani di Maria Santissima. E’ ridicolo immaginare che la Madonna costituisca una deviazione e che noi attingeremo Dio più direttamente se non ci rivolgessimo a Lei. E’ vero proprio il contrario. E’ solo per mezzo di Lei che giungiamo a Dio. Prescindere dalla Madonna per giungere a Gesù Cristo, col pretesto che la Madonna costituirebbe un ostacolo tra noi e il Suo Divin Figlio, è tanto sciocco quanto pretendere di vedere le stelle “direttamente” ossia senza telescopio, credendo che il cristallo delle lenti costituisca un ostacolo tra noi e le stelle. Colui che volesse fare astronomia “direttamente”, ad occhio nudo, non sarebbe un astronomo ma uno stolto. Pretendere di avere una vita di pietà senza l’aiuto della Madonna è lo stesso che fare astronomia ad occhio nudo.

Lo stesso va detto sul ruolo della Madonna nella nostra santificazione. Non pochi cattolici, costatando l'immensa sproporzione esistente tra la debolezza delle forze umane e la durezza della lotta imposta dalla preservazione della virtù, si lasciano trascinare in una morale latitudinaria, minimalista, piena di compromessi con lo spirito del secolo. E a questo scopo non mancano i pretesti e le false ragioni, tuttavia verosimili. Si appellano alla debolezza morale dell’uomo contemporaneo, alle mille difficoltà create alla virtù dalla civiltà moderna, ecc. Tuttavia si dimenticano di una cosa: per quanto l’uomo possa essere debole, la grazia di Dio è invincibile. Quando incontra l’appoggio di una generosa corrispondenza umana, la grazia divina può fare miracoli. “Tutto posso in Colui che mi conforta”, scrisse San Paolo. Con l’aiuto di Dio, i fanciulli, le ragazze e gli anziani affrontarono nel Colosseo i più terribili tormenti. Sarebbe possibile che il cristiano cattolico dei nostri giorni non potesse affrontare i pericoli della civiltà moderna?

Per estendere le frontiere della Santa Chiesa in tutto il mondo, non si tratta di indebolire la invincibile dottrina di Gesù Cristo. Si sappia vivere la vita della grazia con la piena corrispondenza del nostro libero arbitrio. Si sappia cercare la grazia nelle fonti dalle quali realmente scaturisce, e con il suo aiuto diventeremo forti per tutte le austerità che lo Spirito Santo esigerà da noi. Fra queste fonti della grazia, un posto rilevantissimo è occupato indubbiamente dalla devozione al Cuore Immacolato di Maria.

Nella Sacra Scrittura troviamo questa frase: “poiché erano deboli, gli ho aperto una porta che nessuno potrà chiudere”. Questa porta aperta per la debolezza dell’uomo contemporaneo è il Cuore Immacolato di Maria. Effettivamente niente può darci maggior fiducia, speranza più fondata, stimolo più certo, della convinzione che in tutte le nostre miserie, in tutte le nostre cadute, non abbiamo soltanto il rigore del Giudice che ci guarda, l’infinita santità di Dio, ma anche il Cuore pieno di tenerezza, di compassione, di misericordia, della nostra Madre celeste. Onnipotenza supplicante, ella saprà ottenerci tutto quanto richiesto dalla nostra debolezza per il grande compito del nostro raddrizzamento morale. Con questo Cuore, tutti i terrori si dissipano, tutti gli scoraggiamenti svaniscono, tutte le incertezze spariscono. Il Cuore Immacolato di Maria è la porta del Cielo, spalancata per gli uomini del nostro tempo, estremamente deboli. Questa porta “nessuno potrà chiuderla”, nemmeno il demonio, né il mondo, né la carne.

Fare apostolato è essenzialmente salvare anime. A coloro che si occupano di apostolato non deve importare altro che conoscere le devozioni provvidenziali con le quali lo Spirito Santo arricchisce la Santa Chiesa in ogni epoca, a vantaggio delle anime. Il Sommo Pontefice attualmente regnante [Pio XII] indica due devozioni: quella del Sacro Cuore di Gesù e quella del Cuore Immacolato di Maria.

Apparendo a Fatima, la Madonna disse testualmente ai pastorelli che una intensa devozione al Cuore Immacolato di Maria sarebbe il mezzo di salvezza del mondo contemporaneo. Innumerevoli miracoli hanno attestato l’autenticità del messaggio celeste. Non ci resta altro che conformarci al dettame che ne deriva. Se questa devozione è la salvezza del mondo, se vogliamo salvare il mondo, predichiamo il mezzo provvidenziale per la sua salvezza. Nel giorno in cui avremo legioni di persone veramente devote al Cuore Immacolato di Maria, il Sacro Cuore di Gesù regnerà sul mondo intero. La devozione alla Madonna genera come frutto necessario l’amore senza riserva per Nostro Signor Gesù Cristo. Nel giorno in cui il mondo intero si rivolgerà a Gesù mediante Maria, il mondo sarà salvo. Per tutte le anime apostoliche è quindi di primaria importanza il culto al Cuore Immacolato di Maria.

Abbiamo costantemente parlato di “vera” devozione. Effettivamente, non ci bastano le devozioni esteriori, formali, convenzionali. Bisogna che la devozione sia illuminata, intelligente, sensata, feconda. Essa deve risultare da convinzioni ferme e produrre risoluzioni durevoli. …. (cfr. titolo originale dell’articolo “O livro do momento”).

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Ogni volta che le concezioni artificiali non prendono in considerazione la realtà, essa si vendica inesorabilmente distruggendo l’opera che l’uomo ha fatto. Qualsiasi cambiamento dell’ordine immutabile delle cose è una rivolta contro Dio. E’ una violazione dell’ordine. E così come un disordine nel corpo umano si chiama malattia, produce dolori, perturbazioni e infine la morte, così pure un disordine nel corpo sociale per forza produce malesseri, lotte, e infine i grandi collassi che sono le guerre. Mentre l’uomo contemporaneo è quello che è, nella misura in cui più grandi saranno le sue opere, più grandi saranno le rovine che si accumuleranno intorno a sé. Il suo potere sarà l’agente della sua stessa distruzione: egoista, incredulo, senza morale né principi di qualsiasi sorta, egli non potrà organizzare niente di durevole... e ciò che durerà produrrà orrore. Si tratta, quindi, di ricondurre l’uomo alle rotte gloriose della civiltà cristiana che egli ha lasciato, e non conservalo fisso ed estatico nello stesso punto, ma in una marcia ascendente in questa via, alla ricerca delle cime sempre più elevate che la Santa Chiesa ci indica (adattamento di brani dell’articolo “Reformemos o homem”, dallo stesso intellettuale cattolico e leader brasiliano, nel “Legionario” del 9 maggio 1943).

Ci auguriamo che per l’intercessione di Maria Santissima, il Sacro Cuore di Gesù - la cui festa si commemorerà quest’anno il venerdì 23 giugno - ottenga tutte le grazie necessarie per questo cambiamento dell’uomo contemporaneo, la perseveranza dei buoni e la conversione dei cattivi,
molto cordialmente,
la redazione di “Luci sull’Est”


 

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