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Caro lettore, gentile lettrice,
In una lettera
rivolta al Padre Peter-Hans Kovenbach, S.I., Preposito generale de
la Compagnia di Gesù, in occasione del 50° anniversario
dell’Enciclica “Haurietis
aquas”, di Pio XII, sul culto al Sacro Cuore di Gesù, il
Papa Benedetto XVI ha sottolineato “il compito sempre attuale dei
cristiani di continuare ad approfondire la loro relazione con il
Cuore di Gesù in modo da ravvivare in se stessi la fede nell’amore
salvifico di Dio, accogliendolo sempre meglio nella propria vita”
(per leggere il testo integrale
cliccare qui)
Nel 2004, “Luci sull’Est” ha pubblicato il libro “Sacro
Cuore di Gesù – salvezza delle famiglie e della società”
(di Guido
Vignelli, pag. 110). A coloro che non l’hanno ancora, è possibile
farne
richiesta. Come sempre, è una edizione fuori commercio, ma si
accettano
libere offerte. Si tratta di un’opera molto documentata, ma dalla lettura
molto scorrevole e soprattutto molto formativa.
Qualcuno potrebbe domandarci: a Fatima, la Madonna ha detto nella
sua seconda apparizione (il 13 giugno 1917) che Gesù “vuole
stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi
l'abbraccia, prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da
Dio come fiori posti da me ad adornare il suo trono". Ma, allora,
come vedere in un insieme queste devozioni?
Il buon senso cristiano ci suggerisce che l’una non può essere in
contrasto con l’altra, anzi che la vera devozione al Cuore
Immacolato di Maria genera come frutto necessario l’amore senza
riserva al Sacro Cuore di Gesù.
Questo articolo di Plinio Corrêa de Oliveira c’introduce a chiarire
la questione.
“Legionário”, organo ufficioso dell’arcidiocesi di San Paolo
(Brasile), 30 luglio 1944:
Ogni vera pratica di
pietà ha per scopo dar gloria a Dio e condurre l’uomo alla virtù.
Per l’una e l’altra cosa, che d’altronde si confondono, la devozione
al Cuore Immacolato di Maria è un vero dono della Provvidenza a
questo povero e lacerato secolo XX.
La Madonna è la
Mediatrice di tutte le grazie. Voler pregare senza la sua
intercessione è come pretendere di volare senza ali, come dice
Dante. Se desideriamo che i nostri atti d'amore, lode,
ringraziamento e riparazione giungano fino al trono di Dio, dobbiamo
consegnarli nelle mani di Maria Santissima. E’ ridicolo immaginare
che la Madonna costituisca una deviazione e che noi attingeremo Dio
più direttamente se non ci rivolgessimo a Lei. E’ vero proprio il
contrario. E’ solo per mezzo di Lei che giungiamo a Dio. Prescindere
dalla Madonna per giungere a Gesù Cristo, col pretesto che la
Madonna costituirebbe un ostacolo tra noi e il Suo Divin Figlio, è
tanto sciocco quanto pretendere di vedere le stelle “direttamente”
ossia senza telescopio, credendo che il cristallo delle lenti
costituisca un ostacolo tra noi e le stelle. Colui che volesse fare
astronomia “direttamente”, ad occhio nudo, non sarebbe un astronomo
ma uno stolto. Pretendere di avere una vita di pietà senza l’aiuto
della Madonna è lo stesso che fare astronomia ad occhio nudo.
Lo stesso va detto sul
ruolo della Madonna nella nostra santificazione. Non pochi
cattolici, costatando l'immensa sproporzione esistente tra la
debolezza delle forze umane e la durezza della lotta imposta dalla
preservazione della virtù, si lasciano trascinare in una morale
latitudinaria, minimalista, piena di compromessi con lo spirito del
secolo. E a questo scopo non mancano i pretesti e le false ragioni,
tuttavia verosimili. Si appellano alla debolezza morale dell’uomo
contemporaneo, alle mille difficoltà create alla virtù dalla civiltà
moderna, ecc. Tuttavia si dimenticano di una cosa: per quanto l’uomo
possa essere debole, la grazia di Dio è invincibile. Quando incontra
l’appoggio di una generosa corrispondenza umana, la grazia divina
può fare miracoli. “Tutto posso in Colui che mi conforta”, scrisse
San Paolo. Con l’aiuto di Dio, i fanciulli, le ragazze e gli anziani
affrontarono nel Colosseo i più terribili tormenti. Sarebbe
possibile che il cristiano cattolico dei nostri giorni non potesse
affrontare i pericoli della civiltà moderna?
Per estendere le
frontiere della Santa Chiesa in tutto il mondo, non si tratta di
indebolire la invincibile dottrina di Gesù Cristo. Si sappia vivere
la vita della grazia con la piena corrispondenza del nostro libero
arbitrio. Si sappia cercare la grazia nelle fonti dalle quali
realmente scaturisce, e con il suo aiuto diventeremo forti per tutte
le austerità che lo Spirito Santo esigerà da noi. Fra queste fonti
della grazia, un posto rilevantissimo è occupato indubbiamente dalla
devozione al Cuore Immacolato di Maria.
Nella Sacra Scrittura
troviamo questa frase: “poiché erano deboli, gli ho aperto una porta
che nessuno potrà chiudere”. Questa porta aperta per la debolezza
dell’uomo contemporaneo è il Cuore Immacolato di Maria.
Effettivamente niente può darci maggior fiducia, speranza più
fondata, stimolo più certo, della convinzione che in tutte le nostre
miserie, in tutte le nostre cadute, non abbiamo soltanto il rigore
del Giudice che ci guarda, l’infinita santità di Dio, ma anche il
Cuore pieno di tenerezza, di compassione, di misericordia, della
nostra Madre celeste. Onnipotenza supplicante, ella saprà ottenerci
tutto quanto richiesto dalla nostra debolezza per il grande compito
del nostro raddrizzamento morale. Con questo Cuore, tutti i terrori
si dissipano, tutti gli scoraggiamenti svaniscono, tutte le
incertezze spariscono. Il Cuore Immacolato di Maria è la porta del
Cielo, spalancata per gli uomini del nostro tempo, estremamente
deboli. Questa porta “nessuno potrà chiuderla”, nemmeno il demonio,
né il mondo, né la carne.
Fare apostolato è
essenzialmente salvare anime. A coloro che si occupano di
apostolato non deve importare altro che conoscere le devozioni
provvidenziali con le quali lo Spirito Santo arricchisce la Santa
Chiesa in ogni epoca, a vantaggio delle anime. Il Sommo
Pontefice attualmente regnante [Pio XII] indica due devozioni:
quella del Sacro Cuore di Gesù e quella del Cuore Immacolato di
Maria.
Apparendo a Fatima, la
Madonna disse testualmente ai pastorelli che una intensa devozione
al Cuore Immacolato di Maria sarebbe il mezzo di salvezza del mondo
contemporaneo. Innumerevoli miracoli hanno attestato l’autenticità
del messaggio celeste. Non ci resta altro che conformarci al dettame
che ne deriva. Se questa devozione è la salvezza del mondo, se
vogliamo salvare il mondo, predichiamo il mezzo provvidenziale per
la sua salvezza. Nel giorno in cui avremo legioni di persone
veramente devote al Cuore Immacolato di Maria, il Sacro Cuore di
Gesù regnerà sul mondo intero. La devozione alla Madonna genera come
frutto necessario l’amore senza riserva per Nostro Signor Gesù
Cristo. Nel giorno in cui il mondo intero si rivolgerà a Gesù
mediante Maria, il mondo sarà salvo. Per tutte le anime apostoliche
è quindi di primaria importanza il culto al Cuore Immacolato di
Maria.
Abbiamo costantemente
parlato di “vera” devozione. Effettivamente, non ci bastano le
devozioni esteriori, formali, convenzionali. Bisogna che la
devozione sia illuminata, intelligente, sensata, feconda. Essa deve
risultare da convinzioni ferme e produrre risoluzioni durevoli. …. (cfr.
titolo originale dell’articolo “O
livro do momento”).
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Ogni volta che le
concezioni artificiali non prendono in considerazione la realtà,
essa si vendica inesorabilmente distruggendo l’opera che l’uomo ha
fatto. Qualsiasi cambiamento dell’ordine immutabile delle cose è una
rivolta contro Dio. E’ una violazione dell’ordine. E così come un
disordine nel corpo umano si chiama malattia, produce dolori,
perturbazioni e infine la morte, così pure un disordine nel corpo
sociale per forza produce malesseri, lotte, e infine i grandi
collassi che sono le guerre. Mentre l’uomo contemporaneo è quello
che è, nella misura in cui più grandi saranno le sue opere, più
grandi saranno le rovine che si accumuleranno intorno a sé. Il suo
potere sarà l’agente della sua stessa distruzione: egoista,
incredulo, senza morale né principi di qualsiasi sorta, egli non
potrà organizzare niente di durevole... e ciò che durerà produrrà
orrore. Si tratta, quindi, di ricondurre l’uomo alle rotte gloriose
della civiltà cristiana che egli ha lasciato, e non conservalo fisso
ed estatico nello stesso punto, ma in una marcia ascendente in
questa via, alla ricerca delle cime sempre più elevate che la Santa
Chiesa ci indica (adattamento di brani dell’articolo “Reformemos
o homem”,
dallo stesso intellettuale cattolico e leader brasiliano, nel
“Legionario” del 9 maggio 1943).
Ci auguriamo che per
l’intercessione di Maria Santissima, il Sacro Cuore di Gesù - la cui
festa si commemorerà quest’anno il venerdì 23 giugno - ottenga tutte
le grazie necessarie per questo cambiamento dell’uomo contemporaneo,
la perseveranza dei buoni e la conversione dei cattivi,
molto cordialmente,
la redazione di “Luci sull’Est”
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