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giovedì
07 settembre 2006

Verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

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Caro lettore, gentile lettrice,

Finalmente, dopo tante richieste ricevute, è stato ristampato il magistrale libricino “Giacinta di Fatima - La pastorella della Madonna”, del noto gesuita portoghese P. Fernando Leite. Adesso genitori, maestri, parroci, catechisti e tutti quelli che si dedicano alla formazione delle generazioni future possono richiederci questo avvincente scritto.

Nel 1935 Suor Lucia scrive circa sua cugina Giacinta: “Ho speranza che il Signore, per la gloria della Santissima Vergine, le concederà l’aureola della santità. Lei era bambina solo negli anni. Per il resto, sapeva praticare le virtù e mostrare a Dio e alla Santissima Vergine il suo amore per la pratica del sacrificio… È ammirevole come avesse compreso lo spirito di preghiera e di sacrificio che la Madonna ci raccomandò… Conservo di lei una grande stima di santità”. E aggiunge: “Giacinta fu, secondo me, quella a cui la Madonna comunicò una maggiore abbondanza di grazie, di conoscenza di Dio e della virtù… Aveva un portamento oltremodo serio, modesto e amabile, che sembrava tradurre la presenza di Dio in tutti i suoi atti, proprio da persona avanti negli anni e di grande virtù”.

Leggiamo nella prefazione all’edizione portoghese di quest’opera: “Questo libricino, nelle sue poche pagine elaborate dal grande apostolo di Fatima, padre Fernando Leite… ci fa scoprire la semplicità e trasparenza dell’anima gigante della piccola Giacinta. E fa vedere a tutti noi, in particolare ai bambini, come una bambina, a partire dai sei anni… fino alla morte, prima di compierne dieci, divenne una risposta fedele alle richieste del Celestiale Messaggero e della Madonna”.giacinta_02.gif

In occasione della beatificazione dei piccoli veggenti di Fatima Giacinta e Francesco, l’Arcivescovo emerito di Lourenço Marques-Maputo (capitale del Mozambico) Mons. Custódio Alvim Pereira, già decano dei Canonici della Basilica di San Pietro, nonché ardente patrocinatore di Luci sull’Est e della sua opera di diffusione del Messaggio di Fatima, ci concesse un’intervista (v. “Spunti” Giugno 2000) di cui riportiamo più oltre alcune tra le sue considerazioni più calzanti:

Voglio innanzitutto fare un’osservazione. A queste domande si potrebbero dare risposte diverse, in base al modo in cui ognuno guarda al mondo, alla Chiesa e ai due bambini in questione. Dirò come la vedo io.

È vero che Giacinta e Francesco sono i beati non martiri più giovani mai elevati sugli altari,  il che è nuovo nella storia bimillenaria della Chiesa. Se è un precedente ed altri casi verranno dopo, non lo possiamo sapere. Osservando i fatti, comunque, vediamo che unicamente l’azione di Dio, trattandosi di innocenti bambini,  può fargli comprendere ciò che gli adulti imparano in anni di formazione.

Televisione, radio, mezzi di comunicazione in genere, sono il grande problema del nostro tempo per l’influenza che esercitano sull’età infantile. Gli adulti possono imparare a difendersi; i bambini invece no. E qui c’è la responsabilità dei genitori in un momento di grande sconvolgimento del mondo, con l’aggravante che i nemici di Dio e della Chiesa cercano di derubare i genitori di questa responsabilità, lasciandola allo Stato. Ma non è impossibile che emergano nuovi Francesco e Giacinta, perché Dio può intervenire sempre, quando e come vuole.

 

Far conoscere Maria ai nostri bambini è uno dei maggiori beni che si possano fare alle anime ancora innocenti, perché Maria è colei che ha preservato in modo perfetto la sua propria innocenza.

In uno dei suoi famosi sogni, Don Bosco vide un ragazzino nella gloria celeste. Era san Domenico Savio, suo ex-allievo, morto a soli 14 anni che, nonostante la giovane età, era divenuto un grande santo. Domenico, davanti ad una moltitudine di giovani, domandava a Don Bosco: “Sa chi sono questi giovani?”

Egli rispose: “Ne conosco alcuni, ma la maggior parte no. Chi sono?”

“Sono quelli che si sono salvati grazie al suo apostolato!”, ribatté il suo allievo.

In un altro sogno, il fondatore dei Salesiani, sentì due personaggi che dialogavano così:

“Oh, se i giovani conoscessero qual prezioso tesoro è l’innocenza, come custodirebbero la stola battesimale fino dall’inizio della loro vita! Ma purtroppo non riflettono e non pensano al danno che si fa quando viene macchiata! L’innocenza è come uno squisitissimo liquore!

“D’accordo, ma racchiuso entro un vaso di fragile creta il quale, a meno che non sia portato con grande cautela, facilmente va in frantumi… (dichiarò l’altro personaggio). (…)

“È grave errore dei giovanetti quello di supporre che la penitenza si debba praticare soltanto dai peccatori. Essa invece è necessaria anche per conservar l’innocenza. Se il Gonzaga [san Luigi Gonzaga] non l’avesse praticata, sarebbe forse caduto in qualche peccato grave. Questa verità si dovrebbe quindi predicare e costantemente insegnare ai giovanetti. Quanti di più conserverebbero l’innocenza, se l’apprezzassero e la difendessero con la penitenza”. (…)

E interrompiamo qui il dialogo dei due personaggi, per ricordare come Giacinta sia stata un modello perfetto della penitenza praticata dall’innocente. Lo fu perché la Madre di Dio glielo insegnò e la veggente così fece per puro desiderio di riparare i peccati contro i Cuori di Gesù e di Maria. Ed il risultato fu una crescita constante della sua santità fino alla morte.

Don Bosco, formidabile pedagogo della gioventù decenni prima dell’edificante vita della pastorella di Fatima, così continuava il racconto del suo sogno, con queste altre battute dei due personaggi, che riflettono molto bene la traiettoria spirituale della nostra piccola eroina:

 “La via dell’innocente è cosparsa di prove e di sacrifici, si attinge però la forza dalla Comunione, poiché chi si comunica spesso ha la vita eterna, sta in Gesù, il quale vive in lui. (…)

“Consolante pure riflettere che la Vergine dolcissima, amata dall’innocente, è Mamma sua come si legge: ‘Io sono la Madre del bell’amore, del timore, della saggezza e della santa speranza. In Me ogni grazia per conoscere la via e la verità; in Me ogni speranza di vita e di virtù. Io amo chi Mi ama. Quanti Mi esaltano avranno la vita eterna. [Io sono] Terribile come esercito schierato a battaglia’.” (cfr. “I sogni di Don Bosco”, Eugenio Pilla, Cantagalli, Siena, 2004, pag. 374, 375, 376 e 379)

Con l’ardente amore alla Madonna che aveva visto alla Cova da Iria, con l’Eucaristia che aveva ricevuto per la prima volta dalle mani dell’Angelo e con l’assidua pratica dei sacrifici, la beata Giacinta di Fatima toccò le alte vette di perfezione che la fanno ammirare da milioni e milioni di devoti in tutto il mondo.    

 

Un esempio anche per gli adulti

Questo piccolo libro che Luci sull’Est offre ai suoi amici non è soltanto per i bambini, ma anche per gli adolescenti e persino per gli adulti.

Ha detto Nostro Signore: “Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli” (Mt. 18, 3-4).

Ecco al riguardo alcuni commenti sul Vangelo di Dottori, Padri della Chiesa e d’altri autorevoli autori, raccolti da san Tommaso d’Aquino nella sua famosa “Catena Aurea”:

“(San) Gerolamo: Il fanciullo non ha rancori o ire lunghe, delle offese non si rammenta, ha pudore e docilità, non dice una cosa e un’altra ne pensa. Se voi non sarete, al possibile, puri così, non avrete le gioie dell’amor mio, del mio regno le glorie.

“(Sant’) Ilario: Il fanciullo ama la madre, al padre tiene dietro, non pensa a male, ricchezze non brama; crede con riverenza, pur desiderando d’intendere, e interrogando”.

A tutti quindi, a seconda dei rispettivi doveri di stato, dell’età, della professione, ecc., la lettura di “Giacinta di Fatima” potrà servire come fonte di feconde riflessioni e validi insegnamenti. In particolare potrà rivelarsi utile a coloro ai quali, per un motivo o per l’altro, è stata affidata la formazione dei piccoli.

         Come al solito, le richieste si possono effettuare per telefono (06-85 35 21 64) e fax (06-85 34 52 31), oppure tramite il nostro sito internet (richieste - libere offerte)

Auguriamo a tutti i nostri lettori speciali grazie per la festa della Natività di Maria Santissima.


Cordiali saluti,
la redazione di “Luci sull’Est”


 

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