Festa di Santa Elisabetta d’Ungheria
venerdì
17 ottobre 2006

Verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

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Caro lettore, gentile lettrice,

vogliamo aprire questa lettera con un pensiero di profonda gratitudine per la persona di Mons. Custodio Alvim Pereira, scomparso la scorsa domenica, che, come i nostri sostenitori da più tempo sanno bene, è stato un grande patrono della nostra Associazione.

Chi non ha conosciuto Mons. Alvim Pereira ha perso un’occasione di sapere come si armonizzano bonomia e sana gioia con una fede seria e impegnata. Nel suo solenne funerale nella Basilica di San Pietro, il 14 novembre scorso, l’arciprete Mons. Angelo Comastri ha segnalato come l’arcivescovo portoghese, proprio da questa posto unico, aveva "fatto brillare la speranza cristiana per più di 30 anni, circondandola di giovialità. Una speranza che ci fa vincere la cattiveria del mondo".

Eppure Mons. Alvim Pereira era un modello di rassegnazione nelle grandi prove della sua lunga vita. Avviato a un futuro brillante, a 22 anni fu ordinato sacerdote; subito dopo insegna teologia ai seminaristi; non ancora quarantenne divenne vice rettore e poi rettore del Collegio Portoghese a Roma; a soli 43 anni è consacrato vescovo; un anno più tardi diventa arcivescovo di Lourenço Marques, oggi Maputo, capitale del Mozambico. Siamo nel 1959. Nel 1974, Paolo VI lo richiamerà a Roma a causa dell’ostilità che i guerriglieri marxisti, divenuti ormai forza di governo, manifestano minacciosi contro il suo magistero categoricamente anticomunista. Dall’Africa, dove aveva lavorato con grande dedizione e sacrificio, si trasferì al Capitolo Vaticano, per passarvi nella preghiera silenziosa i suoi ultimi 30 anni. La rassegnazione nella prova lo accompagnò pure nei lunghi e sofferti mesi della sua malattia finale, amorevolmente curato dalle suore della Casa Madonna di Fatima, dove aveva vissuto con grande austerità quest’ultima e lunga tappa della sua vita. In tutti quelli che l’hanno conosciuto da vicino, l’inclito presule lusitano ha lasciato una forte impressione di santità.

Ci piace ricordare ancora un brano delle parole dell’omaggio funebre di Mons. Comastri, quando l’arciprete ha affermato che "la luce di Fatima si è effusa con la lampada della sua vita". Infatti, Mons. Alvim Pereira è stato un grande devoto e un grande diffusore della devozione alla Madre di Dio apparsa nelle soavi colline della sua terra natale, quasi contemporaneamente alla sua nascita. La coerenza a questa devozione lo portò a dare un sostegno generoso alle campagne di diffusione del Messaggio di Fatima realizzate dall’Associazione Luci sull’Est, in Italia, in Russia e nel vasto mondo un tempo comunista.

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Qui di seguito riportiamo le altre parti della bellissima omelia di Mons. Comastri durante le esequie:

«La prima lettura (Gv 21, 1-7) è una finestra aperta sul futuro della Chiesa e del mondo. Giovanni vede un cielo nuovo ed una terra nuova. Vede una nuova città simile ad una sposa che va incontro al suo sposo.

La sposa è l'umanità, lo sposo è Dio. La storia non è altro che la preparazione della sposa; la storia è la purificazione del cuore della sposa, affinché possa essere abbracciata da Dio nella verità di un amore senza ombre e senza ambiguità.

Quando ci sarà questo abbraccio, verrà asciugata ogni lacrima; e finirà il dolore e finirà la morte.»

[Qui omettiamo la biografia sintetizzata nella prima parte di questa lettera]

Prosegue mons. Comastri «Il Vangelo (Mt 5, 1-12) ci ha tratteggiato il cammino della speranza cristiana: un cammino nel quale è necessaria la povertà del cuore, che ci permette di puntare e di poggiare sull'unica e vera ricchezza che esista: ed è Gesù.

Il cammino della speranza è fatto di mitezza, che ci rende capaci di affrontare la cattiveria con la forza vincente della bontà; il cammino della speranza è intriso di misericordia, che ci rende sensibili ad ogni dolore e ci fa chinare sulle ferite di ogni persona; il cammino della speranza non può fare a meno della purezza del cuore, poiché la purezza ci dà lo sguardo limpido per vedere Dio e la strada di Dio.

L'Arcivescovo Custodio Alvim Pereira ha percorso la strada delle beatitudini, facendosi guidare da Maria, verso la quale egli nutriva una devozione profonda e convinta. Secondo la più bella tradizione del popolo portoghese.

E la luce di Fatima si è fusa con la lampada della sua vita ed è diventata un Magnificat.

Oggi, dopo che egli ha percorso tutta la strada delle beatitudini evangeliche, noi lo affidiamo al Signore delle Beatitudini e alla Signora del Magnificat, affinché lo introducano nella festa de Santi, alla quale si è preparato con tutta la sua lunga vita.

Possa ora in Cielo ripetere con l'Apostolo Pietro ciò che noi non ci stanchiamo di dire qui in terra: "Signore, tu sai tutto! Tu sai che io ti amo!". Amen.»

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Cogliamo l'occasione per invitarvi a rivisitare la home page del nostro sito internet dove scoprirete diversi aggiornamenti.

Il principale è che abbiamo appena riattivato la rubrica di notizie a carattere generale e non periodico. E non solo l'abbiamo riattivata ma anche arricchita sia nei contenuti che nella forma.

Buona navigazione!

Cordiali saluti,
la redazione di “Luci sull’Est”


 

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