Caro
lettore, gentile lettrice,
apriamo questa lettera con alcuni stralci di un paio di
testimonianze, fra le moltissime ricevute, che ci sono sembrate
quelle che meglio colgono lo spirito missionario della nostra
associazione.
La prima ci giunge da un vescovo del Cairo; egli ci scrive: «Egr.
sig. Direttore, […] trovandomi a Roma in questi giorni ho avuto modo
di apprezzare la rivista "Spunti" nonché il "Calendario 2007" e il
libro "Giacinta di Fatima". Siccome oltre ad essere Vescovo del
Cairo […] sarei interessato ad avere regolarmente le vostre
pubblicazioni. Sono quindi a pregarla di voler cortesemente
inviarmi, al mio indirizzo romano, n. 20 copie del Calendario 2007 e
n. 20 copie del libro "Giacinta di Fatima" che avrò cura di
distribuire ai devoti della Madonna di Fatima in Egitto. Sono molti
infatti coloro che parlano italiano in Egitto. Sarò anche grato se
vorrà inviarmi, sempre al mio indirizzo romano, anche la rivista
"Spunti". Le presento tutte le mie più calorose congratulazioni per
il lavoro svolto per diffondere il "Messaggio di Fatima", e spero
avere l'occasione di incontrarla a Roma o anche al Cairo.
RingraziandoLa anticipatamente e incoraggiandoLa a proseguire questo
lavoro mariano con il mio plauso e in unione di preghiera e con
particolare stima mi professo Suo Dev.mo in X.to e Maria.».
Molto volentieri abbiamo spedito il materiale richiesto, felicissimi
di constatare come Nostra Signora di Fatima sia così amata e cercata
anche in Egitto.
La seconda invece dalla sig.ra S.G. di Gorizia: «Sono venuta a
conoscenza di codesta benemerita associazione tramite un depliant
che offriva il libro di Fatima: "Messaggio di tragedia o di
speranza?". Ne ho fatto richiesta, l'ho ricevuto è gradito molto. Da
allora ricevo le pubblicazioni e le informazioni da "Luci sull'Est".
[…] Rendo noto che non potrò più spedire alcuna offerta perché
personalmente non dispongo di denaro. Perciò ringrazio sentitamente
di tutto quanto ho ricevuto e nel futuro continuerò ad offrire
preghiera e sacrificio perché il messaggio di salvezza, per mezzo di
Maria, percorra tutta la terra e apra i cuori a Cristo Gesù. Con
grande stima e profonda gratitudine porgo distinti saluti. S.G.
Gorizia».
Ed anche noi vogliamo salutarla con profonda gratitudine perché
proprio delle vostre preghiere e dei vostri sacrifici offerti nello
spirito di riparazione richiesto dalla Madonna a Fatima abbiamo
maggiormente bisogno.
Cogliamo anche l'occasione per ricordare a tutti i nostri amici e
sostenitori che, essendo le lettere che giungono in redazione molto
più numerose della nostra oggettiva capacità di leggerle, siamo a
raccomandarvi per quanto riguarda le richieste di materiale di
servirvi unicamente di uno dei seguenti canali: telefonando al
nostro numero 06-85352164, inviando un fax allo 0685345231,
compilando
il form contenuto nel nostro sito internet, od infine
utilizzando gli appositi modelli stampati contenuti nelle lettere
che periodicamente inviamo ai nostri abbonati.
Le richieste effettuate al di fuori di questi canali hanno minori
garanzie di venire processate correttamente o in tempi brevi.
* * *
Venerdì è la festa dell'Immacolata ed ormai 152 anni ci separano da
quel fatidico 8 dicembre in cui Pio IX proclamò il dogma. Quale fu
l'influenza decisiva che determinò in Pio IX la decisione di
proclamare per tutta la Chiesa questo dogma? Una ottima risposta ci
viene da un sito
interamente dedicato alla figura di Pio IX di cui riportiamo questo
breve stralcio:
"Influsso della devozione privata
La devozione e la propensione private di Giovanni M. Mastai Ferretti
hanno avuto, certo, la loro parte nella determinazione che Pio IX
sembra aver assunto, nel momento che si sentì sulla fronte la tiara
pontificia, di porre fine alla secolare controversia teologica
e di definire l'Immacolata Concezione.
Già dal 1821, giovane sacerdote, seguendo l'esempio di prelati
romani, faceva il ritiro mensile nella cappella del Convento di S.
Bonaventura al Palatino, dove era esposta la Lettera Profetica di S.
Leonardo da Porto Maurizio, l'ultimo grande araldo dell'Immacolata,
e davanti all'urna del Santo aveva voluto rícevere l'abito del Terzo
Ordine francescano. E per leggere quella Lettera Profetica ed averne
copia, appena eletto papa si reca con tutto il suo seguito al
Convento di S. Bonaventura, come attestano i contemporanei pp.
Giuseppe da Roma e Agostino Pacifico.
Scoppiata a Roma la rivoluzione il 15 novembre 1848 ed il 24
rifugiatosi Pio IX a Gaeta (che, tempo addietro, era stata
evangelizzata da S. Leonardo), il re delle due Sicilie Ferdinando II
gli offre ospitalità, ma dietro suggerimento degli Alcantarini di
Napoli, per mezzo del suo ambasciatore il duca di Serracapriola,
curatore degli affari economici dei francescani, gli chiede come
contraccambio la definizione dogmatica dell'Immacolata. Nella sua
risposta all'inviato reale Pio IX dichiara che le grandi parole di
S. Leonardo e le suppliche del mondo cristiano non gli lasciano più
riposo e che è ben risoluto all'azione. Infatti il 2 febbraio 1849
pubblica da Caeta l'enciclica Ubi Primum, nella quale chiede
all'episcopato di tutto il mondo di fargli conoscere con lettere il
suo pensiero e quello dei fedeli riguardo all'Immacolata Concezione.
Questo ricorso ai Vescovi della cristianità è precisamente quel
"Concilio per iscritto e senza spese" preconizzato da S. Leonardo
presso Clemente XII e Benedetto XIV. Il risultato dell'inchiesta è
noto: 1'8 dicembre 1854 il dogma è proclamato."
Dunque fra le tante motivazioni di carattere teologico e pastorale
se n'è inserita anche una di natura diversa: la lettera di san
Leonardo da Porto Maurizio. Il testo di questa lettera è possibile
leggerlo sulla nostra pagina dedicata alle
notizie, cliccando
qui.
* * *
Il 10 dicembre si commemora la festa della Santa Casa di Loreto.
Amici di “Luci sull’Est” ci hanno inviato un libretto molto ricco in
documenti e foto su una delle cappelle delle nazioni che ci sono
all’interno di quello Santuario: “La cappella di San Luigi dei
francesi a Loreto” (di Charles Lameire, Edizioni Tecnostampa Loreto,
settembre 2003).
Nella sua presentazione, l’allora Arcivescovo-Delegato Pontificio
Mons. Angelo Comastri, oggi Arciprete della Basilica Vaticana,
presidente della Fabbrica di san Pietro nonché Vicario Generale del
Santo Padre per la Città del Vaticano, dà degli spunti di
riflessione particolarmente interessanti. Li trascriviamo di
seguito:
«Il restauro della Cappella Francese è stato portato a termine nella
primavera del 2003 dalla ditta Ger.So di Rimini, con il contributo
finanziario della Banca delle Marche e dell'Istituto di Credito
Cooperativo San Giuseppe di Camerano: mi sia permesso dire a tutti
un commosso grazie a nome dell'arte e della fede, che a Loreto si
intrecciano armoniosamente.
Tale restauro, necessario ed indilazionabile, ha permesso di
riscoprire lo splendore di un'opera che sembrava sepolta sotto la
polvere di un intero secolo. E contemporaneamente, ha stimolato il
proseguimento del restauro di altre due Cappelle (della nazione di
Germania e della nazione di Spagna), facendo emergere la visione
teologica, che ha sostenuto il progetto delle Cappelle delle
Nazioni attorno alla Santa Casa.
Il Santuario di Loreto, infatti, si presenta come una
raffigurazione plastica dell'Europa cristiana: attorno alla Santa
Casa, che custodisce la memoria dell'evento dell'Incarnazione del
Figlio di Dio, si sviluppano le varie Cappelle delle Nazioni, che
appaiono come tante voci di un'unica melodia e come tante tessere di
un unico mosaico. A Loreto, osservando la Basilica, si può fare una
meditazione sull'Europa, sentita come unità nella diversità dei
popoli che la compongono; e uscendo dal Santuario e percorrendo le
strade dell'Europa, si può ugualmente ricostruire la prodigiosa
funzione svolta dal Santuario a salvaguardia dell'identità cattolica
europea, che si è espressa nelle tantissime copie della Santa Casa
che, ancora oggi, formano una singolare rete di unità del
Continente.
Questa visione della storia e dell'identità europea che emerge dalle
Cappelle, ha dato al restauro una singolare importanza. Padre
Floriano Grimaldi, cultore intelligente e diligente della storia e
dell'arte, ha ben inquadrato il periodo in cui è nata la
realizzazione dell'opera; e ha commentato con puntuale precisione
tutto il movimento ideale che tiene insieme le tre grandi storie di
San Luigi IX e la grande famiglia dei santi, che danno volto alla
storia del cristianesimo in Francia.
Dopo aver letto queste pagine, consiglio di sostare lungamente in
meditazione davanti alle luminose immagini della Cappella, per
sentire il battito del cuore della Francia e per intuire la
prodigiosa e provvidenziale trama che unisce tutte le nazioni
europee in un unico Battesimo.»
+ Angelo Comastri
Arcivescovo-Delegato Pontificio
Sotto, alcuni brani delle prime pagine del volume menzionato, perché
il lettore possa “assaggiarlo”:
Sul finire del secolo XIX, in preparazione delle feste sei volte
centenarie del santuario di Loreto (1294-1894), il vescovo Tommaso
Gallucci propose il restauro della Basilica della Santa Casa. Fu
allora che il direttore della Congregazione della Santa Casa, Pietro
da Malaga, si fece promotore per invitare talune nazioni d'Europa a
realizzare una propria cappella intorno al sacello mariano della
Santa Casa. Con tutta probabilità l'idea gli fu suggerita da Jean
Andras De Marcy, cappellano nazionale di Francia a Loreto, che già
fin dal gennaio 1882 aveva espresso al vescovo Gallucci l'intenzione
di voler erigere nella Basilica della Santa Casa una cappella in
onore di san Luigi IX re di Francia.
Nel corso dei secoli, la Francia ha avuto con il santuario
lauretano un particolare legame intessuto di relazioni ed
espressioni che ha riguardato non solo l'aspetto devozionale, ma
anche quello sociale, esteso ai vari ceti della complessa società
nazionale. La massima espressione di deferenza e di rispetto si è
avuta in Luigi XIII, che ha inviato a Loreto, dopo la nascita del
delfino, il futuro Re Sole, un [bambino] votivo d'oro dello stesso
peso del neonato, con due corone araldiche, l'una per la beata
Vergine e l'altra per il Bambino Gesù, e raggiunse invece
espressione di ostilità e di agnosticismo in Napoleone Bonaparte
che fece asportare dal santuario della Santa Casa ogni preziosità e
la stessa statua della Vergine, relegandola come un idolo nel museo
del Louvre. (…)
Nel settembre degli anni 1644 e 1646 transita per Loreto il
comandante degli eserciti del papa, Frédéric-Maurice de La Tour d'Auvergne,
duca di Bouillon, principe di Sedan e di Raucourt. (…)
Nel 1659 Anna d'Asburgo, ammalata e vedova di Luigi XIII, dopo il
Trattato dei Pirenei, che ha riportato la pace tra Francia e Spagna,
invia a Roma e a Loreto, in pia peregrinazione, l'eremita Fiacre de
S.te Margherite, che raggiunge il santuario il 20 giugno 1661. Con
un istromento datato 9 maggio dello stesso anno, la regina aveva
voluto che la Casa Reale di Francia si impegnasse a celebrare ogni
anno con molta solennità la festa di Luigi IX, re di Francia, nella
chiesa di Santa Maria di Loreto. Aveva anche disposto che per
l'occasione, nella chiesa venisse messo in vista il dipinto che lei
stessa aveva mandato a Loreto, rappresentante Luigi XIV nelle
sembianze di san Luigi IX, in preghiera davanti alla Vergine di
Loreto. (…)
Sono stati pellegrini a Loreto anche Benedetto Giuseppe Labre e
Teresa Martin del Bambino Gesù, due protagonisti nella storia della
spiritualità. (…)
Nel corso dei secoli, in più occasioni, sono state presenti a
Loreto milizie francesi: nella prima metà del secolo XVII con il
Duca di Guise, per difendere lo Stato della Chiesa dalle truppe
spagnole; in seguito, durante la rivoluzione francese, sul finire
del secolo XVIII, e poi, successivamente, con la campagna
napoleonica d'Italia. Sono in maggior parte d'origine francese gli
zuavi pontifici guidati dal generale Christophe Lèon-Louis
Lamoricière che hanno combattuto nel 1860 con le forze
preponderanti di Enrico Cialdini e tra i caduti nella battaglia di
Castelfidardo si conta anche il nobile Georges Pimodan.
Le cappelle e le chiese in onore della Vergine lauretana sorgono un
po' ovunque e nella stessa Parigi viene eretta una grande chiesa
dedicata alla Madonna di Loreto. Al principio del secolo XVII,
divenuti numerosi i pellegrini d'origine francese e trovandosi tra
di loro anche molti poveri, il cardinale François de Joyeuse
costituì l'Opera Pia Francesce, dotandola del necessario perché essi
potessero sostare almeno tre giorni a Loreto. La volontà del
cardinale fu resa esecutiva con un breve di Urbano VIII, del 18
gennaio 1625. Tuttora abita a Loreto un cappellano d'origine
francese, impegnato nell'accoglienza dei pellegrini connazionali” (cfr.
op. cit., pp. 5-15 - per richiedere quest’opera a Loreto:
santuarioloreto@tin.it - Tel. 071.970104).
Ed aggiungiamo anche una bella immagine di san Luigi tratta dal
volume sopra menzionato.

* * *
Restando in tema natalizio abbiamo trovato sul mensile
Radici
Cristiane un interessante intervista a mons. Colino, illustre
musicista e composito spagnolo, già direttore della Cappella Giulia
Vaticana e direttore in carica del Coro dell'Accademia Filarmonica
Romana. Egli è una delle personalità ecclesiastiche che più
difendono e promuovono la musica sacra. Per l'occasione la rivista
fa omaggio ai suoi lettori di un pregevole Compact Disk di Canti
Natalizi.

* * *
Per chiudere vogliamo esprimere un profondo ringraziamento per
l'accoglienza che i nostri amici hanno dato alla nuova pagina delle
news. Abbiamo ricevuto moltissime visite anche da parte di molti
enti qualificati sia in Italia che all'estero.
Il nostro vuole essere solo uno strumento in più per coloro che,
attraverso l'apostolato della buona stampa e dell'informazione,
vogliono servire alla maggior gloria di Dio. A questo scopo abbiamo
anche corredato con delle foto significative la maggior parte delle
notizie riportate.
Cordiali saluti,
la redazione di “Luci sull’Est”
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