Caro lettore, gentile lettrice,
passeggiando
in questi giorni nelle vie del centro di qualunque grande città del
mondo occidentale e cristiano - nella misura in cui si può chiamarlo
ancora “cristiano” - non si può fare a meno di notare il gran
brulichio di persone che si stanno dando molto affanno in questi
giorni per organizzare una grande festa, un gran cenone e tanti bei
regali per tutti, nella misura delle possibilità di ognuno. Si
festeggia un grande evento, il più grande. In fondo si tratta di una
festa di compleanno, si preparano dolci, i regali sono sotto
l'albero, ma... ma il Festeggiato chi è? ... ed inoltre dov'è? Fuori
della porta! Ed è proprio Colui che ha diviso la storia prima di Lui
e dopo di Lui, il nostro Divino Salvatore fatto Uomo!
Si, in questa
stessa società in apparenza tanto indaffarata per Lui, sembra in
realtà circolare una strana forma virale, simile a quelle fisiche
che provocano il rigetto del cibo, ma ben più grave perché molto più
indispensabile è Colui che si vuole rigettare.
I canti di Natale
sono vietati ai bambini nelle scuole per uno zelo cieco di non
discriminare nessuno...
La grande
tradizione del Presepio in diverse parti ridicolizzata, dimenticata
ed infine proibita persino da certe catene di negozi a costo di
rinunciare a lauti guadagni, per non discriminare...
C'è chi perde il
proprio posto di lavoro solo per aver portato una piccola croce al
collo. E questa misura è per non discriminare...
Ci vogliono
imporre di accettare ogni forma di convivenza al di fuori del sacro
vincolo matrimoniale, senza alcun limite, nemmeno quelli imposti
dalla natura, per non discriminare...
Anche quando il
Papa ricorda qualche verità che fa parte del Magistero della Chiesa
di sempre e chi va contro certe tendenze neo-pagane, ci sono quelli
che fanno un chiasso spaventoso nel vano intento di zittire il
Vicario di Cristo… un atteggiamento veramente poco democratico -
per dire soltanto questo - da questi zelanti della
non-discriminazione.
Ma per non
discriminare chi? Domandiamo un’altra volta: Chi è, in verità,
l'unico, il grande Discriminato? Gesù Cristo!
Ma attenzione,
che non ci accada come alle Vergini stolte della parabola: lo sposo
torna nell'ora che non si pensa, e saremo noi a restare fuori dalla
porta del suo Regno e ci sentiremo dire: "In verità vi dico: non vi
conosco." (Mt 25, 12).
Questa la
drammatica cornice sociale nella quale ci apprestiamo a ricordare la
nascita del Principe della Pace!
La meditazione
che vi proponiamo di seguito (pubblicata nel dicembre 1963) vuole
invece invitare il lettore a restituire a Gesù quella Gloria che “il
mondo, il demonio e la carne” sembrano volergli negare a qualsiasi
costo.
La gloria di Dio
nell’alto dei Cieli, un aspetto secondario del Natale ?
Plinio Correa de Oliveira (*)
Riposate, Signore, nel vostro poverissimo quanto
augustissimo presepio, sotto lo sguardo della Vergine, vostra Madre,
che riversa su Voi i tesori ineffabili del suo rispetto e della sua
tenerezza. Mai una creatura adorò con così profonda e rispettosa
umiltà il suo Dio. In nessun tempo un cuore materno amò più
affettuosamente suo figlio. Reciprocamente, mai Dio amò tanto una
mera creatura. E in nessun momento un figlio amò tanto pienamente,
tanto interamente, tanto sovrabbondantemente sua madre. Tutta la
realtà di questo sublime dialogo di anime può essere racchiusa in
queste parole, che indicano qui un intero oceano di felicità e che,
in un'occasione ben diversa, avreste detto un dì dall'alto della
Croce: "Madre, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre (Giov. 19,
26). E, considerando la perfezione di questo reciproco amore, tra
Voi e vostra Madre, sentiamo il cantico angelico che si innalza
dalle profondità di ogni anima cristiana: "Gloria a Dio nel più alto
dei Cieli, e pace in Terra agli uomini di buona volontà" (Luca 2,
14).
"Pace in Terra agli uomini di buona volontà": il succedersi
complicato ma celere delle associazioni di immagini mi fa sentire
subito che in numerose occasioni dell'anno che sta finendo ho
sentito parlare di pace, e di uomini di buona volontà. Curioso... mi
rendo conto di aver sentito parlare meno, e persino molto meno,
della gloria di Dio nel più alto dei Cieli. A dir bene, quasi non ne
ho sentito parlare. Neppure implicitamente; poiché implicitamente si
parla della gloria di Dio quando vengono affermati i suoi sovrani
diritti su tutto il creato e, per amor suo, si rivendica
l'adempimento della sua Legge da parte degli individui, delle
famiglie, dei gruppi professionali, delle classi sociali, delle
regioni, delle nazioni e di tutta la società internazionale.
Perché mai questo silenzio, mi domando io? Perché gli
uomini vogliono tanto la pace? Perché tanti uomini si vantano di
avere buona volontà? E perché sono talmente pochi coloro che si
preoccupano della gloria di Dio, o mostrano di agire e combattere
per essa?
In altri termini, il fatto essenziale del vostro Santo
Natale, Signore, sarebbe soltanto la pace in Terra agli uomini di
buona volontà? E la gloria di Dio nel più alto dei Cieli sarebbe,
per gli uomini, un aspetto meramente collaterale, di gran lunga
minore, confuso e insipido del grande evento di Betlemme?
In altri termini ancora, la pace degli uomini vale più
della gloria di Dio? La Terra vale più del Cielo? L'uomo, dunque,
vale più di Dio? E la pace in Terra può essere ottenuta, conservata
e persino incrementata senza che abbia nulla a che vedere con la
gloria di Dio? Infine, che cos'è un uomo di buona volontà? È
soltanto colui che vuole la pace in Terra, indifferente alla gloria
di Dio in Cielo?
Tutti questi argomenti invitano ad una approfondita analisi
del cantico angelico.
Oh ammirabile profondità di ogni parola ispirata! Tanto
semplice, da essere capito persino da un bambino, tuttavia il
cantico degli Angeli di Betlemme contiene verità tra le più
profonde. Come è giovevole, quindi, nutrire lo spirito con queste
parole, per partecipare come si deve alle festività del Santo
Natale!
Aiutateci con le vostre preghiere, Madre Santissima, Sede
della Sapienza, affinché illuminati dagli splendori che emanano da
Gesù, possiamo capire il cantico angelico che è il più perfetto ed
autorevole commentario del Natale.
"Uomo di buona volontà": che cosa significa questo agli
occhi di tanti e tanti nostri contemporanei? Per saperlo, basta
domandarsi: buona volontà verso chi? La risposta balzerà impetuosa e
impaziente, come succede di solito quando la domanda ha qualcosa di
retorico da chiedere o è quasi lampante. Ma è ovvio, diranno molti
dei nostri concittadini, buona volontà verso il prossimo. Verso
colui che, ateo o seguace di una religione, qualunque essa sia,
sostenitore della proprietà privata, del socialismo o del comunismo,
vuole che tutti gli uomini vivano allegri, nell'abbondanza, senza
malattie, senza lotte, senza rischi, profittando al massimo
possibile di questa vita: ecco un uomo di buona volontà. Visto in
questa prospettiva, l'uomo di buona volontà è un artefice della
pace. Come dice il proverbio: "Nella casa dove manca il pane, tutti
litigano e nessuno ha ragione". Quindi, in quella dove c'è il pane
tutti hanno ragione e regna la pace. Dunque, dove c'è pane, tetto,
medicinali, sicurezza, a maggior ragione esiste necessariamente la
pace.
E la gloria di Dio? Per l'"uomo di buona volontà" inteso
così, essa è un elemento superfluo in quel che dice riguardo alla
pace in Terra. Poiché è dall'adeguato ordinamento dell'economia che
deriva il buon ordine nella vita sociale e politica, e quindi la
pace. "Superfluo" è dir poco, riguardo alla gloria di Dio in Cielo,
considerata in funzione della pace in Terra. Siccome alcuni uomini
credono in Dio, e altri no, e siccome tra coloro che credono c'è una
diversità nel modo di intendere Dio, quest'ultimo può agire come un
pericoloso fautore di divisioni, dissensi e polemiche. Dio è un
Signore fin troppo compromesso da migliaia di anni nelle polemiche,
perché si parli di lui ad ogni momento. Per avere pace in Terra è
meglio non mettersi a parlare con frequenza di Dio e della sua
gloria in Cielo.
E poi... il Cielo è così vago, così lontano, così incerto!
Che di esso parlino gli Angeli va bene, anche perché ci abitano. Ma
noi uomini prendiamoci cura della Terra.
Per l' "uomo di buona volontà", unire la gloria celeste
alla pace terrestre è qualcosa di tanto errato, superfluo e carico
di fattori bellici quanto, per esempio, è imprudente unire la Chiesa
allo Stato. La chiesa libera dallo Stato e lo stato libero dalla
Chiesa, ecco un anelito molto tipico dell' "uomo di buona volontà".
La pace terrena libera da implicazioni religiose, e Dio nel suo
Cielo e nella sua gloria, a braccia conserte che sorride alla Terra
in pace, a una tale distanza che non vi arrivi neanche la navicella
"Apollo", ecco l'ideale dell' "uomo di buona volontà".
Queste sono le considerazioni dell' "uomo di buona volontà"
tra virgolette, il cui cuore si trova lontano dal Cielo e il cui
sguardo è rivolto soltanto verso la Terra. Quanto divergono, però,
dal significato proprio e naturale del cantico angelico!
In effetti, se il Natale dà gloria a Dio nel più alto dei
Cieli e simultaneamente è la fonte della pace in terra agli uomini
di buona volontà - e fu appunto ciò che gli angeli proclamarono in
Cielo - non si può dissociare una cosa dall'altra. Senza che gli
uomini diano gloria a Dio, non c'è pace nel mondo. E la guerra,
considerata come aggressione colpevole, è incompatibile con la
gloria di Dio.
Voi, Signore Gesù, Dio fatto uomo, siete tra gli uomini il
Principe della Pace. Senza di Voi la pace è una menzogna e, alla
fine, tutto si converte in guerra. E poiché gli uomini non lo
capiscono, cercano in tutti i modi la pace, ma la pace non abita tra
loro.
Che cos'è allora l'uomo di buona volontà, se non è colui
che ama il prossimo? Sarà forse chi odia il suo prossimo?
Al fariseo, che Vi chiamò buon Maestro, domandaste: perché
Mi chiamate buono, se solo Dio è buono (cf. Luca 18, 19)? Se solo
Dio è buono, la buona volontà autentica è quella che si volge intera
verso Dio e ama il prossimo, non per il mero amore del prossimo, ma
per amor di Dio. L'uomo è fatto in modo tale che non può amare il
prossimo per il prossimo. O lo ama per amore di se stesso, e questo
è egoismo; o lo ama per amor di Dio, e questo sì, è vero amore.
Di conseguenza, la "buona volontà" indifferente alla
questione religiosa e la pace terrena che tende a instaurare non
sono né buona volontà autentica, né vera pace. E il falso "uomo di
buona volontà" è in ultima analisi un seminatore di guerre e un
artefice di rovine.
Ma, dirà qualcuno, Gesù come può essere il fondamento della
pace, se nessuno come Lui ha suscitato tanto odio? La plebaglia, che
da Lui era stata colmata di benefici spirituali e materiali di ogni
genere, gli preferì Barabba, un bandito. Questo non è odio? Gli
imperatori mossero contro Lui atroci persecuzioni. Gli ariani
mobilitarono contro di Lui tutte le potenze della Terra. Poi vennero
i maomettani. E dopo, e dopo, tutte le grandi ondate della Storia,
fino al nazismo e al comunismo. Peraltro, aggiungerebbe forse
qualcuno, Simeone espresse bene questa verità, profetizzando che
lungo la Storia Egli sarebbe stato una pietra di scandalo, un segno
di contraddizione per la morte e risurrezione di molti (cf. Luca 2,
34). Egli stesso disse di sé che portava sulla Terra la spada (cf.
Mat. 10, 34). Per quanto tutto ciò sia buono, argomenterebbe un
"uomo di buona volontà" tra virgolette, la vera pace, cioè una piena
e completa smobilitazione degli spiriti, un'intera cessazione non
solo di tutte le guerre ma di tutte le polemiche, non è possibile
con Gesù Cristo. La pace è autentica soltanto quando rimuove tutte
le controversie, incluse quelle a cui Gesù Cristo - senza colpa
propria, concede l' "uomo di buona volontà" - fornisce l'occasione.
Davvero? Replicherebbe un autentico uomo di buona volontà,
cioè un uomo che ama Dio con tutta la sincerità della sua anima. In
questo caso, è per burla che la Scrittura chiama Gesù Cristo
Principe della Pace (cf. Is. 9, 6) e la Chiesa, facendo eco al
Battista (cf. Giov. 1, 29, 36), Lo presenta come un mansueto Agnello
al quale gli uomini devono chiedere il dono della pace: "Agnus dei,
qui tollis peccata mundi, dona nobis pacem"? Oppure è perché la vera
pace non esclude la lotta del bene contro il male, la polemica tra
la luce e le tenebre, il perpetuo calcagno della Vergine senza
macchia sulla testa del Serpente, l'ostilità tra la stirpe della
Vergine e la razza del Serpente? La pace è l'ordine di Cristo nel
Regno di Cristo. Essa ha, dunque, come condizione la lotta dei
seguaci di Cristo contro i nemici di Cristo. La pace di Cristo non
si identifica in nessun modo con la falsa pace, quella senza lotte
né polemiche, del sedicente "uomo di buona volontà".
Dal vostro Santo Natale, o Dio-Bambino, abbiamo appreso tre
grandi lezioni. Abbiamo imparato che non c'è pace in Terra senza di
Voi. Che l'autentico uomo di buona volontà non è colui che ama
l'uomo per l'uomo, ma colui che lo ama per amor Vostro. E che la
vostra Pace include la cessazione di tutte le lotte tranne la vostra
incessante e gloriosa guerra contro il Demonio e i suoi alleati, il
mondo e la carne.
Vergine Maria, Mediatrice di tutte le grazie, inchinata in
adorazione al Dio-Bambino, otteneteci una piena compenetrazione di
tutte queste verità. E permettete che nella prospettiva da esse
svelata, cantiamo con Voi e con tutte le creature celesti e terrene
di cui siete Regina:
Gloria a Dio nel più alto dei Cieli, e Pace in Terra agli
uomini di buona volontà.
(*) Trascritto
della rivista "Catolicismo" (Brasile), dicembre 1963:
Con gli auguri di
un Santo Natale ed un 2007 sotto la materna protezione di Maria
Santissima e del Suo Divino Figlio,
la redazione di
“Luci sull’Est”
P.S. In questi giorni, i nostri abbonati stanno ricevendo
o già hanno ricevuto una nostra lettera sulla campagna di sostegno
all’unico settimanale dei cattolici in Russia “Svet Evangelia” (Luce
del Vangelo). Chiediamo la sua gentile attenzione a questa
corrispondenza.
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