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San Floriano Martire
venerdì 04 maggio 200
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Caro lettore, gentile lettrice,

In questo mese di maggio, in cui si commemora il 90° anniversario della prima Apparizione della Madonna a Fatima, sarebbero tantissimi gli argomenti importanti che potevamo trattare in questa nostra Newsletter… ma ci vorrebbe un testo molto lungo, forse lunghissimo. Dobbiamo, quindi, menzionarne soltanto alcuni e dire ai nostri nuovi lettori che nella sessione “novità” del nostro sito si possono trovare tantissime notizie e/o documenti che meriterebbero d’essere commentati e diffusi in larga scala (per esempio, sul viaggio del Papa in Brasile; la situazione della cattolica Polonia;  l’approvazione della nuova legislazione abortista nel Messico, senza ascoltare il popolo - molto cattolico tra l’altro - tramite un referendum che è stato proposto dai movimenti messicani pro-vita; le reazioni della gerarchia cattolica contro questa legge e così via).

Comunque, ci sembra doveroso ricordare la richiesta fatta da Benedetto XVI di preghiere appunto per il suo prossimo viaggio ed i suoi frutti.

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Il martirio della Chiesa cattolica in UcrainaContinuano ad arrivarci lettere di elogio da parte di personalità ecclesiastiche in merito al libro “Il martirio della Chiesa cattolica in Ucraina”, di P. Pavlo Vyshkovskyy OMI, con una prefazione del Nunzio Apostolico di questo paese dell’ex-URSS, pubblicato da “Luci sull’Est” di recente.

A titolo di esempio, trascriviamo la lettera inviata dal Cardinale Paul Poupard (Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura):

 

Città del Vaticano, 28 aprile 2007

Prot. N. 530 / 2007

Egregio Dottore,

Vorrei ringraziarLa per la Sua pregiata lettera che mi ha voluto inviare insieme con il libro "Il martirio della Chiesa cattolica in Ucraina" di Padre Paulo Vishkovskyy, OMI.

Con grande interesse ho letto questo volume, da un lato ricco di drammatici, e perfino scioccanti, testimonianze di sofferenza e di persecuzione che subì la Chiesa Ucraina, e dall'altro pieno di coraggiosi esempi di eroismo dei sacerdoti e dei fedeli. Sono felice che sia stata possibile la pubblicazione di questo contributo con cui si rende omaggio a coloro che hanno testimoniato la nostra fede fino al martirio.

Augurando alla Vostra l'Associazione "Luci dell'Est" un fruttuoso cammino nel costruire ponti di solidarietà con l'Est europeo, mi è gradita l'occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti nel Signore.

PAUL Cardinale POUPARD

Presidente


Per vivere al meglio questo mese di maggio, vogliamo segnalare ai nostri amici l’opera “Maggio, mese di Maria”, scritto dal P. Stefano M. Manelli (200 pagine, X edizione, Abilgraph srl - Roma, aprile 2003). Per ogni giorno ci sono meditazioni e bellissimi fatti della vita dei Santi. “Fare il mese di maggio - si può leggere all’inizio (pag. 8) -, quindi è accumulare grazie, è risolvere problemi o situazioni dolorose, è ottenere il patrocinio della Divina Madre. Per questo la Chiesa, i Pontefici, i Santi, hanno tanto raccomandato di celebrare con devozione il mese mariano. Il papa Paolo VI nel 1965 pubblicò una Lettera Enciclica sul ‘Mese di Maggio’ per riaffermare espressamente che la Chiesa lo considera il mese più fecondo di preghiera e di grazie celesti per tutti i bisogni dell’umanità e della Chiesa. ‘Appunto perché il mese di maggio porta questo potente richiamo a più intensa e fiduciosa preghiera, e perché in esso le nostre suppliche trovano più facile accesso al cuore misericordioso della Vergine, fu cara consuetudine dei Nostri Predecessori scegliere questo mese consacrato a Maria, per invitare il popolo cristiano a pubbliche preghiere, ogni qualvolta lo richiedessero i bisogni della Chiesa o qualche minaccioso pericolo incombesse sul mondo’ (doc. cit.)”.

L’eccellente libro non è commerciabile. Le richieste possono essere fatte per telefono (0825-444 415) oppure tramite internet cliccando qui o scrivendo a Associazione Missione dell’Immacolata - via piano della Croce 6 - 83040 Frigento - AV

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In questo stesso senso riproduciamo ampli stralci dall’articolo scritto da Plinio Corrêa de Oliveira, sull’organo ufficioso dell’archidiocesi di San Paolo, “Legionario”, 23 maggio 1943:

Mese di Maria

Durante il mese di maggio sentiamo una protezione speciale della Madonna estendersi su tutti i fedeli, e la gioia che brilla nelle nostre chiese ed illumina i nostri cuori esprime l’universale certezza dei cattolici che l’indispensabile patrocinio della nostra Madre celestiale diventa, lungo il mese di maggio, ancora più sollecito, più amoroso, più pieno di una visibile misericordia e di una condiscendenza esorabile.

Però, dopo ogni mese di maggio, qualcosa rimane, se abbiamo saputo vivere  convenientemente questi trenta giorni consacrati di modo particolari alla Madonna. Quello che ci rimane è una maggiore devozione, una fiducia più speciale, e, per così dire, una intimità così più accentata verso la Madonna che in tutte le vicende della vita sapremo domandare con più rispettosa insistenza, sperare con più invincibile fiducia, e ringraziare con più umile tenerezza tutto il bene che Lei voglia farci.

La Madonna è la Regina del cielo e della terra e, allo stesso tempo, nostra Madre. E’ questa la convinzione con la quale entriamo sempre nel mese di maggio, e tale convinzione si radica ogni volta più in noi, lancia luci e fortezza sempre maggiore quando il mese di maggio finisce. Maggio ci insegna ad amare a Maria Santissima per la sua propria gloria, per tutto quanto Lei rappresenta nei piani della Provvidenza. E ci insegna anche a vivere di modo più costante la nostra vita di unione filiale a Maria.

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I figli mai sono più sicuri della vigilanza amorosa delle loro madri come quando soffrono. Oggi l’umanità intera soffre. E non solo tutti i popoli soffrono, ma quasi si potrebbe  dire che soffrono di tutti i modi per i quali si può soffrire. Le intelligenze sono spazzate via dal temporale dell’empietà e dallo scetticismo. Tifoni pazzi di messianismi di qualsiasi ordine devastano gli spiriti. Idee nebulose, confuse, audaci, entrano di nascosto in tutti gli ambienti e trascino con sé non soltanto i cattivi ed i tiepidi ma perfino qualche volte coloro di cui si spererebbe maggiore costanza nella Fede. Soffrono le volontà ostinatamente attaccate al compimento del dovere, con tutte le contrarietà a causa della loro fedeltà alla legge di Cristo. Soffrono quelli che trasgrediscono questa legge perché lontano da Cristo qualsiasi piacere è soltanto amarezza e tutta la gioia è una bugia. Soffrono i cuori distrutti dagli orrori delle guerre chi si spargono, delle famiglie che se sciolgono, delle lotte che armano dappertutto fratelli contro fratelli. Soffrono i corpi decimati dalla mitra, depauperati dal lavoro, minati dalla malattia, oppressi dalle più diverse necessità. Se può dire che il mondo contemporaneo, somigliante a quello di prima della nascita di Nostro Signore a Betlemme, riempie l’aire di un grande e clamoroso gemito, chi è quello dei cattivi che vivono lontano da Dio, e dai giusti che vivono tormentati dai cattivi.

Nella misura in cui le circostanze diventano più buie, più straziante sono i dolori di qualsiasi genero, più dobbiamo chiedere alla Madonna che metta un termine a tante sofferenze, non soltanto per fare così finire i nostri dolori ma per maggior profitto della nostra anima. Dice la Sacra Teologia che la preghiera della Madonna ha affrettato il momento in cui il mondo doveva essere riscattato dal Messia. In questo momento pieno di angoscia, guardiamo alla Madonna, chiedendogli che abbrevi il momento che tutti speriamo, quando una nuova pioggia di grazie somigliante a quella della Pentecoste che apra gli splendori di luce e di speranza in mezzo alle tenebre.

Dobbiamo essere come Daniele, di chi la Scrittura dice che era “desideriorum vir”, cioè un uomo che desiderava grandi e molti cose. Per la maggiore gloria di Dio, desideriamo grandi e molte cose. Chiediamo alla Madonna molto e sempre. E ciò che soprattutto dobbiamo chiedergli è quello che la Sacra Liturgia supplica a Dio: “Emitte Spiritum tuum et creabuntur, et renovabis faciem terrae”. Dobbiamo domandare, per intercessione della Madonna, che Dio invie in abbondanza lo Spirito Santo affinché tutte le cose siano di nuovo create e purificate per una rinnovazione della faccia della terra.

Dice Dante nella Divina Commedia che pregare senza il patrocinio della Madonna è la stessa cosa che volere volare senza ali. Affidiamo alla Madonna questo desiderio in cui c’è tutto il nostro cuore. Le mani di Maria saranno per la nostra preghiera un paio di ali purissime per mezzo dei quali arriverà certamente al trono di Dio.

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Cordialmente,
la redazione di Luci sull’Est

 

 
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