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Newsletter -
Febbraio 2008
Caro lettore,
gentile lettrice,
in questo
periodo di Quaresima cominciamo col ricordarvi che abbiamo a
vostra
disposizione le pubblicazioni corredati dal CD audio con le
meditazioni della Via Crucis in due versioni: quella redatta da
sant’Alfonso Maria de Liguori e quella del Prof. Plinio Corrêa de
Oliveira (1908-1995). Per farne richiesta è sufficiente
cliccare qui.
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In questo periodo
sono state moltissime le notizie importanti e interessanti relative
ai fatti accaduti ultimamente, e una buona selezione la potete
trovare nelle nostre
pagine web.
In questa
newsletter vorremmo sottolinearne soltanto alcune:
- il caso della
mancata visita del Papa all’università “La Sapienza”. A questo
proposito la bellissima e massiccia
manifestazione popolare in piazza San Pietro la domenica
successiva (il 20 gennaio scorso) è stata un esempio concreto di
quanto la Chiesa sia effettivamente il Corpo Mistico di Cristo e la
sua dottrina su questo argomento.
- il grande
successo della moratoria contro l’aborto. A questo proposito abbiamo
dato il nostro piccolo contributo con il ricordo della
lettera pastorale dell’allora Vescovo di Cuenca (Spagna), mons.
José Guerra Campos, nella quale vengono messi in luce gli aspetti
morali secondo la dottrina della Chiesa.
- la
commemorazione per i 150 anni dall’apparizione di Lourdes, che è
stata una conferma del dogma dell’Immacolata Concezione proclamata
dal beato Pio IX. Recentemente è stata anche la
ricorrenza dei 130 anni dalla morte di questo grande Pontefice.
Benedetto XVI ha affermato in proposito che “la sua testimonianza di
indomito e coraggioso servitore di Cristo e della Chiesa costituisce
anche oggi un luminoso esempio per tutti”: di qui l’auspicio papale
“che questa significativa ricorrenza contribuisca a far conoscere
meglio lo spirito e il ‘volto’ di questo mio beato predecessore e ad
apprezzarne ancor più la sapienza evangelica e la fortezza
interiore”.
Ci è sembrato
quindi opportuno riproporvi un articolo pubblicato sul settimanale
dell’arcidiocesi di San Paolo “O Legionario”, scritto dal prof.
Plinio Corrêa de Oliveira, l’11 dicembre 1938 dal titolo:
La strategia
apostolica di Pio IX
Non è facile per
chi vive ai nostri giorni farsi un’idea della devastazione che il
razionalismo e il modernismo hanno compiuto nella società europea ed
americana nel corso del diciannovesimo secolo.
Lo spirito umano,
profondamente minato dai materialisti, dai rivoluzionari di tutte le
sfumature, sentiva dentro di se una ribellione ardente contro il
soprannaturale che lo portava a rifiutare tutto ciò che non potesse
cadere direttamente sotto l’azione ed il controllo dei sensi.
Perciò tutte le
religioni, e principalmente quella cattolica, in cui il
soprannaturale si mostra in forma visibile ed autentica, sono state
messe, come dire, in quarantena dall’opinione pubblica. Tutti gli
spiriti cercavano, nella misura del possibile, di liberarsi della
credenza di tutti quei fenomeni che non fossero rigorosamente
inquadrabili nelle leggi di natura.
A dire il vero
forse i nove decimi dell’opinione pubblica europea erano contaminati
di razionalismo e di modernismo. Evidentemente questa contaminazione
non era ne ugualmente estesa ne ugualmente profonda in tutti gli
spiriti. Però più visibile negli uni che negli altri, essa si era
insinuata in tal modo che anche fra i laici cattolici, anche i più
eminenti, si poteva osservare l’una o l’altra infiltrazione di
quelle spaventose forme di errore.
Quattro erano gli
atteggiamenti presi dall’opinione pubblica di fronte alla grande
crisi religiosa dell’epoca:
1- Quelli che,
corrosi profondamente dal virus razionalista e modernista, erano
estremamente attirati dall’irreligiosità; cioè un ateismo radicale
seguito da un anticlericalismo militante e non di rado sanguinario.
2- Quelli che
senza avere il coraggio di rompere con qualsiasi convinzione
religiosa, si sono messi esplicitamente fuori della Chiesa,
ammettendo soltanto uno spiritualismo o un cristianesimo vago,
largamente accomodante con i principi modernisti e razionalisti.
3- Quelli che,
senza avere il coraggio di rompere con la Chiesa ne con lo spirito
del secolo, si proclamavano cattolici, però sostenevano il loro
diritto di professare, su questo o su quel punto, dottrine contrarie
a quelle della Chiesa.
4- Quelli che,
senza avere il coraggio di sostenere quelli che erano in divergenze
con la Chiesa e molto meno di separarsi da Essa, cercavano, nel
frattempo, di interpretare capziosamente la dottrina cattolica in
modo da alterare in alcuni punti il contenuto autentico e
tradizionale, per accomodarlo con gli errori dell’epoca.
A dire il vero,
coloro che erano interamente fuori da tale classificazione, che
avevano rotto totalmente con lo spirito del secolo e che si
conservavano senza nessuna macchia di razionalismo o di modernismo
erano così pochi che si potevano contare sulle dita, nel rango del
laicato, specialmente nei circoli intellettuali elevati.
L’aspetto che la
Chiesa presentava, quindi, era quello di un immenso palazzo che si
stava sbriciolando. Dei suoi milioni di figli, pochissimi
conservavano il suo autentico spirito. Nella sua quasi totalità loro
conservavano soltanto qualche barlume di fede, come all’orizzonte di
un tramonto che conserva ancora qualche baluginare della luce,
ultime vestigia di un giorno che sta arrivando alla sua fine. E la
notte totale non doveva ormai tardare.
***
Di fronte a
questo panorama, come dovrebbe agire la Santa Chiesa?
Le opinioni erano
divise e, effettivamente, l’argomento era fra i più delicati.
Da un lato, una
reazione chiara e definita doveva generare una immensa opposizione,
trascinando verso l’eresia esplicita e categorica molti spiriti che
ancora si trovavano uniti, più o meno, alla Chiesa Cattolica.
D’altro canto però se non si fosse opposto una diga formale e
categorica all’onda dell’eresia montante, sarebbe inevitabile che,
prima o poi, i disastri assumessero proporzioni tali che la Chiesa
arrivasse a conoscere i giorni più tristi e angosciosi della sua
esistenza.
Pio IX optò per
un gesto di energia, e scelse di convocare il Concilio Vaticano I,
al fine di studiare e di decidere sull’infallibilità papale e il
dogma dell’Immacolata Concezione. Un grande e mirabile gesto di
audacia della Chiesa affrontava, quindi, lo spirito del secolo, in
una sfida che sembrava folle. Veramente, parlare di dogmi a quell’epoca
era già una cosa temeraria. Definire dogmi nuovi, sarebbe stato una
temerarietà maggiore. E definire come dogma proprio l’Immacolata
Concezione e l’Infallibilità papale, in una epoca profondamente
razionalista e ugualitaria, sembrava una vera pazzia.
Perciò un immenso
scalpore si era levato negli stessi ranghi cattolici quando la
decisione del pontefice fu conosciuta. Se ne discusse ampiamente.
E, per essere obiettivo, ad onor del vero l’opposizione è stata così
forte che la quasi totalità dei vescovi francesi si oppose
chiaramente alla definizione di quelle due verità di fede.
Perché ciò?
Perché erano in disaccordo con esse? No. Ma perché credevano che lo
spirito traviato del secolo diciannovesimo potesse essere riportato
all’ovile solo da un grande sorriso di concessione e di tolleranza;
e non con colpi di audacia ma con una invariabile blandizie si
poteva ottenere la conversione delle masse; che sarebbe stata una
follia delle peggiori cercare di sfidare lo spirito pubblico.
Veramente con questo atteggiamento audace tutti si sarebbero
arrabbiati e radicati nell’errore. Sarebbe stato necessario prendere
tempo e conquistarli con la persuasione e la dolcezza. Solo questa
tattica sarebbe stata quella percorribile.
***
Nel Concilio
Vaticano I, riunitasi la Santa Chiesa con i suoi Vescovi, illuminati
dallo Spirito Santo, al di là della questione dottrinaria, questo
grande problema strategico venne discusso. In verità, forse era la
prima occasione che questo problema si presentava all’esame
dell’episcopato con tanto vigore, dopo il concilio di Trento.
I fatti
sembravano dare interamente ragione ai vescovi che erano di opinione
diversa da quella del Papa. Un immenso scalpore si levava in Europa.
Le apostasie si moltiplicavano. Le discussioni durante il Concilio
erano lunghe ed appassionate. In ultima analisi, a lato della
questione dottrinaria si discuteva del seguente problema:
1- un gesto
vigoroso tendente a preservare le masse dall’errore, avrebbe
consentito realmente di immunizzare gli elementi non ancora
contagiati?
2- Tale gesto non
avrebbe avuto come conseguenza di esacerbare gli animi che
vacillavano e condurli ad eresia?
3- soprattutto,
non avrebbe prodotto l’effetto di affossare nell’errore quegli
individui che forse avrebbero potuto essere condotti alla verità
dalla persuasione?
Alla prima
questione il Concilio rispose “si”. Alle altre due “no”.
Questo è stato il
significato della promulgazione solenne di quei due grandi dogmi.
***
Apparentemente,
il Concilio aveva sbagliato. Continuava l’irritazione
dell’incredulità. L’arcivescovo di Parigi è stato ucciso proprio
nella Cattedrale da un individuo arrabbiato dal dogma
dell’Immacolata Concezione. Fiumi e fiumi di inchiostro si sono
sparsi per provare che il concilio era retrogrado ed oscurantista.
Rui Barbosa scriveva il suo famoso: “O Papa e o Concilio” (Il Papa e
il concilio). La rivolta contro la Chiesa era franca e dichiarata…
Però, i risultati
attesi dal Concilio non si fecero attendere molto.
In primo luogo,
tutti i cattolici militanti diedero la loro adesione incondizionata.
In seno al popolo, le verità definite dalla Chiesa sono state
accettate grazie al vigore con il quale Essa le aveva promulgate.
Perfino nei circoli intellettuali il vigore con cui agiva il Papa,
conquistò il rispetto generale, e tutto il mondo cominciò a
rispettare e a interessarsi di una Chiesa dotata di una tale
vitalità. Il razionalismo e il modernismo andarono gradualmente
decadendo. E oggigiorno la Chiesa ha schiacciato con la sua vigorosa
autorità il drago che ha minacciato di volare nel secolo
diciannovesimo.
***
Evidentemente,
nessuno può negare la portata di questo avvenimento storico.
Sbagliano quelli che condannano le manifestazioni vigorose della
fede e che considerano imprudente e controproducente qualsiasi gesto
di energia e di vigore combattivo dei Figli della Luce contro i
figli delle tenebre.
Ecco il trionfo
formidabile e definitivo di Pio IX a provarlo. A ciò che è stato
scritto finora, aggiungiamo soltanto una sfumatura: cioè che se il
modernismo e il razionalismo sono stati affrontati e schiacciati
nella loro forma acuta, tuttavia ancora si dissimulano sotto la
forma di mille errori diversi che necessitano di essere
vigorosamente combattuti.
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Cogliamo
l’occasione per formulare a tutti i nostri amici e sostenitori i
nostri più fervidi auguri di una Santa Quaresima vissuta secondo le
intenzioni recentemente manifestate dal Santo Padre.
Cordialmente.
Lo staff di Luci
sull’Est.
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