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Newsletter -
Giugno 2008
Caro lettore,
gentile lettrice,
Grazie a Dio in Italia ci sono
numerosi siti di ispirazione cattolica, rivolti in primo piano -
com’è naturale - al pubblico italiano, ma anche a quello proveniente
dalle più svariate parti del mondo. Ed è bello constatare lo sforzo
comune per essere un fronte unico a servizio della Santa Chiesa e
del Papa, ognuno secondo le sue caratteristiche, le sue proprie
specialità, come le note - differenti ma armoniche - di una
monumentale sinfonia.
Questa immensa varietà di questo
strumento di apostolato lascia ad ognuno di questi siti anche una
vasta lista di argomenti da diffondere, specialmente ciò che viene
trovato di nuovo (anche se può essere un documento non recente). Per
esempio, libri eccellenti antichi che non sono più stampati.
In quest’anno che si commemora il
centenario della nascita dell’ispiratore di “Luci sull’Est”, il
leader cattolico ed intellettuale brasiliano Prof. Plinio Corrêa de
Oliveira (1908-1995), ci è apparso opportuno ricordare un suo
articolo sul Sacro Cuore di Gesù pubblicato nel settimanale
“Legionario”, organo dell’Arcidiocesi di San Paolo del Brasile,
quando lui era appunto direttore di questo periodico.
Abbiamo messo sul nostro sito le
dodici promesse del Cuore Divino di Gesù a Santa Margherita Maria
Alacoque. Qui menzioniamo la 11ª promessa: “Le
persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome
scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato”. E vi
invitiamo - ognuno secondo le ispirazione della grazia divina - a
diffondere questa devozione. L’articolo sotto sarà certamente un
grande incentivo per questo.
Il Sacro Cuore di Gesù
di Plinio Corrêa de Oliveira (*)
Insistentemente,
il Santo Padre ha raccomandato che l'umanità intensifichi il culto
del Sacro Cuore di Gesù in modo tale che l'uomo, rigenerato dalla
grazia di Dio e comprendendo che Dio deve essere al centro dei suoi
affetti, possa regnare nuovamente nel mondo quella tranquillità
dell'ordine, da cui siamo tanto più lontani, quanto più il mondo
sprofonda nell’anarchia.
Così, un giornale cattolico non poteva trascurare la festa che in
questo giorno celebriamo: il Sacro Cuore. Non è solo un dovere di
pietà imposto dal giusto ordine delle cose, ma un dovere che la
tragedia contemporanea rende più drammaticamente urgente.
***
Non ci sono quelli che non si allarmano per gli estremi di crudeltà
nei quali potrebbe imbattersi l’uomo contemporaneo. Questa crudeltà
non si attesta solo nei campi di battaglia. Essa traspare ad ogni
passo, in grandi e piccoli incidenti della vita di tutti i giorni,
attraverso la straordinaria durezza e freddezza del cuore con la
quale la maggior parte delle persone tratta i propri simili.
Madri le cui viscere perdono la loro intensità di amore per i
bambini, mariti che attirano la vergogna per l'intero nucleo
familiare, al solo scopo di soddisfare i propri istinti e le proprie
passioni, e figli che, indifferenti alla miseria e all’abbandono
morale dei propri genitori, voltano i loro occhi al godimento dei
piaceri di questa vita, e commercianti che si arricchiscono a
scapito del prossimo, mostrando spesso una crudeltà fredda e
calcolata, che causa molto più orrore di quanto possa l’estremo
furore al quale la guerra trascina i combattenti. Infatti, mentre in
guerra certi atti di crudeltà si possono valutare con più
benevolenza, che il loro compiersi è, se non scusato, almeno
mitigato, dalla spinta della violenza del combattimento. Ma ciò che
si trama e si realizza nella tranquillità della vita quotidiana
spesso non può beneficiare di pari attenuanti. E questo soprattutto
quando non si tratta di azioni isolate, ma di abitudini inveterate
che moltiplicano all'infinito le cattive azioni.
La guerra, così come viene combattuta oggi, è un indice di crudeltà,
ma è ben lungi dall'essere l'unica manifestazione della durezza
morale contemporanea.
***
Chi dice crudeltà dice egoismo. L'uomo per egoismo danneggia
soltanto il suo prossimo, per beneficiare di vantaggi a cui non ha
diritto. Quindi, in ultima analisi, l'unico modo per estirpare la
crudeltà è estirpare l'egoismo.
Ora la teologia ci insegna che l'uomo può essere in grado di vera e
completa abnegazione di se stesso solo quando il suo amore del
prossimo si basa sull'amore di Dio. Al di fuori di Dio non esiste,
per gli affetti umani, alcuna stabilità o pienezza. O l'uomo ama Dio
al punto di dimenticare se stesso, nel qual caso sarà veramente
amore del prossimo, o l'uomo ama se stesso al punto di dimenticarsi
di Dio, e in questo caso l'egoismo tende a dominarlo interamente.
Quindi, è solo aumentando negli uomini l'amore di Dio che si potrà
ottenere una profonda comprensione dei loro doveri verso il
prossimo. Combattere l'egoismo è un compito che implica
necessariamente una “espansione dell'amore di Dio”, secondo le belle
parole di S. Agostino.
Tuttavia, la festa del Sacro Cuore di Gesù è, per eccellenza, la
festa dell'amore di Dio. Nella quale la Chiesa propone come tema di
meditazione e come obiettivo delle nostre preghiere l'amore
tenerissimo e invariabile di Dio, fatto uomo, morto per noi.
Mostrandoci il Cuore di Gesù ardere d'amore nonostante le spine con
cui lo circondiamo con le nostre offese, la Chiesa apre per noi la
prospettiva di un perdono misericordioso e largo, di un amore
perfetto e infinito, di una gioia completa e immacolata, che
dovrebbe essere il perenne incanto della vita spirituale di tutti i
veri cattolici.
Amiamo il Sacro Cuore di Gesù. Sforziamoci affinché questa devozione
trionfi davvero (e non solo attraverso alcuni simbolismi ma
realmente) in ogni nucleo familiare, in tutti gli ambienti e,
soprattutto, in tutti i cuori. Solo allora conseguiremo la riforma
dell'uomo contemporaneo.
***
“Ad Jesum per Mariam”. E’ per Maria che si va a Gesù. Scrivendo a
proposito della festa del Sacro Cuore, come non dire una parola di
commozione filiale di fronte a questo Cuore Immacolato che, meglio
di chiunque altro, ha compreso e amato il divin Redentore? Che
Nostra Signora ci ottenga qualche scintilla della sua immensa
devozione al Sacro Cuore di Gesù. Che Ella accenda in noi un po' di
quel fuoco di amore con il quale ardeva così intensamente, questo è
il nostro augurio in questa settimana dolce e confortatrice.
(*) Tratto da: “O Legionario”, n. 458,
22 giugno 1941 (http://www.pliniocorreadeoliveira.info
- su questo sito c’è una sessione MULTIMEDIA dov’è possibile
ascoltare interviste e/o discorsi in spagnolo e in francese, inoltre
si possono trovare dei filmati, presenti anche su YouTube, con
conferenze tradotte dall’inglese, e le significative parole del
compianto Cardinale Alfons Maria Stickler S.D.B., in un convegno
svolto nel “Hotel Columbus”, a Via della Conciliazione, in omaggio
di Plinio Corrêa de Oliveira, nel novembre 1995)
Per chi desidera approfondire la
conoscenza su l’autore di questo articolo, può visitare il sito (in
italiano)
http://www.pliniocorreadeoliveira.it, dove potrà conoscere
diversi suoi libri per lettura on line oppure farne richiesta ai
loro responsabili.
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E siccome fra qualche giorno sarà la
festa di San Pietro e San Paolo, leggiamo alcune delle proclamazione
di dedizione al Santo Padre, testimoniata da tutta una vita, e che
ci può servire per incrementare il nostro amore al Vicario di
Cristo:
«Non è con il mio entusiasmo da
giovane, che mi pongo oggi dinanzi alla Santa Sede. È con un
entusiasmo più grande ancora, molto maggiore. Poiché man mano che
vivo, penso e acquisisco esperienza, capisco e amo di più il Papa e
il Papato. (...)
Mi ricordo ancora le lezioni di
catechismo in cui mi spiegarono il Papato, la sua istituzione
divina, i suoi poteri, la sua missione. Il mio cuore di bambino
(avevo solo 9 anni) si colmò di ammirazione, di trasporto, di
entusiasmo: avevo trovato l'ideale a cui mi sarei dedicato per tutta
la vita. Da quel giorno, l'amore a quell'ideale non fece altro che
crescere. E supplico la Madonna che lo faccia crescere in me sempre
e sempre più, fino al mio ultimo sospiro. (...)
E questo amore
al Papato (...) non è in me un amore astratto. Esso include un amore
speciale alla persona sacro santa del Papa, sia colui di ieri, di
oggi o di domani. Un amore di venerazione. Un amore di ubbidienza.
Sì, insisto: di ubbidienza. Voglio dare ad ogni insegnamento di
questo Papa, nonché dei suoi antecessori e successori, quell'intera
misura di adesione che la dottrina della Chiesa mi prescrive,
considerando infallibile ciò che Essa ordina che si consideri
infallibile, e tenendo per fallibile ciò che insegna che è
fallibile. Voglio ubbidire agli ordini di questo o di qualunque
altro Papa in tutta la misura in cui la Chiesa comanda che siano
ubbiditi. Cioè, non sovrapponendogli mai la mia volontà personale,
né la forza di qualsiasi potere terreno, e rifiutando l’ubbidienza
soltanto, assolutamente soltanto a un ordine del Papa che supponesse
il peccato. Poiché in un tale caso estremo, come ce lo insegnano
tutti i moralisti cattolici - ripetendo le parole dell'Apostolo San
Paolo - dobbiamo porre al di sopra di tutto la volontà di Dio.
Questo è ciò che mi fu insegnato nelle
lezioni di catechismo. Fu quel che lessi nei trattati che studiai.
Così la penso, così la sento, così sono. E lo faccio di tutto
cuore.» (Plinio Corrêa de
Oliveira - Articolo pubblicato sul giornale "Folha de S. Paulo" del
12/7/1970, intitolato "La perfetta allegria")
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Lo staff del sito
www.lucisullest.it prende una breve pausa estiva. Cogliamo
l’occasione per formulare a tutti i nostri amici e sostenitori i
nostri più sinceri auguri di una estate vissuta nella grazia di Dio,
per intercessione della Madonna del Carmine (la cui festa si celebra
il 16 luglio), invocazione con la quale la Vergine ha voluto
apparire anche a Fatima.
Molto
cordialmente,
lo staff del sito.
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