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lunedì 23 giugno 2008

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Newsletter - Giugno 2008

Caro lettore, gentile lettrice,

Grazie a Dio in Italia ci sono numerosi siti di ispirazione cattolica, rivolti in primo piano - com’è naturale - al pubblico italiano, ma anche a quello proveniente dalle più svariate parti del mondo. Ed è bello constatare lo sforzo comune per essere un fronte unico a servizio della Santa Chiesa e del Papa, ognuno secondo le sue caratteristiche, le sue proprie specialità, come le note - differenti ma armoniche - di una monumentale sinfonia.

Questa immensa varietà di questo strumento di apostolato lascia ad ognuno di questi siti anche una  vasta lista di argomenti da diffondere, specialmente ciò che viene trovato di nuovo (anche se può essere un documento non recente). Per esempio, libri eccellenti antichi che non sono più stampati.

In quest’anno che si commemora il centenario della nascita dell’ispiratore di “Luci sull’Est”, il leader cattolico ed intellettuale brasiliano Prof. Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), ci è apparso opportuno ricordare un suo articolo sul Sacro Cuore di Gesù pubblicato nel settimanale “Legionario”, organo dell’Arcidiocesi di San Paolo del Brasile, quando lui era appunto direttore di questo periodico.

Abbiamo messo sul nostro sito le dodici promesse del Cuore Divino di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque. Qui menzioniamo la 11ª promessa: Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato”. E vi invitiamo - ognuno secondo le ispirazione della grazia divina - a diffondere questa devozione. L’articolo sotto sarà certamente un grande incentivo per questo.

Il Sacro Cuore di Gesù

di Plinio Corrêa de Oliveira (*)

Il Sacro Cuore di GesùInsistentemente, il Santo Padre ha raccomandato che l'umanità intensifichi il culto del Sacro Cuore di Gesù in modo tale che l'uomo, rigenerato dalla grazia di Dio e comprendendo che Dio deve essere al centro dei suoi affetti, possa regnare nuovamente nel mondo quella tranquillità dell'ordine, da cui siamo tanto più lontani, quanto più il mondo sprofonda nell’anarchia.

Così, un giornale cattolico non poteva trascurare la festa che in questo giorno celebriamo: il Sacro Cuore. Non è solo un dovere di pietà imposto dal giusto ordine delle cose, ma un dovere che la tragedia contemporanea rende più drammaticamente urgente.


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Non ci sono quelli che non si allarmano per gli estremi di crudeltà nei quali potrebbe imbattersi l’uomo contemporaneo. Questa crudeltà non si attesta solo nei campi di battaglia. Essa traspare ad ogni passo, in grandi e piccoli incidenti della vita di tutti i giorni, attraverso la straordinaria durezza e freddezza del cuore con la quale la maggior parte delle persone tratta i propri simili.

Madri le cui viscere perdono la loro intensità di amore per i bambini, mariti che attirano la vergogna per l'intero nucleo familiare, al solo scopo di soddisfare i propri istinti e le proprie passioni, e figli che, indifferenti alla miseria e all’abbandono morale dei propri genitori, voltano i loro occhi al godimento dei piaceri di questa vita, e commercianti che si arricchiscono a scapito del prossimo, mostrando spesso una crudeltà fredda e calcolata, che causa molto più orrore di quanto possa l’estremo furore al quale la guerra trascina i combattenti. Infatti, mentre in guerra certi atti di crudeltà si possono valutare con più benevolenza, che il loro compiersi è, se non scusato, almeno mitigato, dalla spinta della violenza del combattimento. Ma ciò che si trama e si realizza nella tranquillità della vita quotidiana spesso non può beneficiare di pari attenuanti. E questo soprattutto quando non si tratta di azioni isolate, ma di abitudini inveterate che moltiplicano all'infinito le cattive azioni.

La guerra, così come viene combattuta oggi, è un indice di crudeltà, ma è ben lungi dall'essere l'unica manifestazione della durezza morale contemporanea.


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Chi dice crudeltà dice egoismo. L'uomo per egoismo danneggia soltanto il suo prossimo, per beneficiare di vantaggi a cui non ha diritto. Quindi, in ultima analisi, l'unico modo per estirpare la crudeltà è estirpare l'egoismo.


Ora la teologia ci insegna che l'uomo può essere in grado di vera e completa abnegazione di se stesso solo quando il suo amore del prossimo si basa sull'amore di Dio. Al di fuori di Dio non esiste, per gli affetti umani, alcuna stabilità o pienezza. O l'uomo ama Dio al punto di dimenticare se stesso, nel qual caso sarà veramente amore del prossimo, o l'uomo ama se stesso al punto di dimenticarsi di Dio, e in questo caso l'egoismo tende a dominarlo interamente.


Quindi, è solo aumentando negli uomini l'amore di Dio che si potrà ottenere una profonda comprensione dei loro doveri verso il prossimo. Combattere l'egoismo è un compito che implica necessariamente una “espansione dell'amore di Dio”, secondo le belle parole di S. Agostino.

Tuttavia, la festa del Sacro Cuore di Gesù è, per eccellenza, la festa dell'amore di Dio. Nella quale la Chiesa propone come tema di meditazione e come obiettivo delle nostre preghiere l'amore tenerissimo e invariabile di Dio, fatto uomo, morto per noi. Mostrandoci il Cuore di Gesù ardere d'amore nonostante le spine con cui lo circondiamo con le nostre offese, la Chiesa apre per noi la prospettiva di un perdono misericordioso e largo, di un amore perfetto e infinito, di una gioia completa e immacolata, che dovrebbe essere il perenne incanto della vita spirituale di tutti i veri cattolici.

Amiamo il Sacro Cuore di Gesù. Sforziamoci affinché questa devozione trionfi davvero (e non solo attraverso alcuni simbolismi ma realmente) in ogni nucleo familiare, in tutti gli ambienti e, soprattutto, in tutti i cuori. Solo allora conseguiremo la riforma dell'uomo contemporaneo.

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“Ad Jesum per Mariam”. E’ per Maria che si va a Gesù. Scrivendo a proposito della festa del Sacro Cuore, come non dire una parola di commozione filiale di fronte a questo Cuore Immacolato che, meglio di chiunque altro, ha compreso e amato il divin Redentore? Che Nostra Signora ci ottenga qualche scintilla della sua immensa devozione al Sacro Cuore di Gesù. Che Ella accenda in noi un po' di quel fuoco di amore con il quale ardeva così intensamente, questo è il nostro augurio  in questa settimana dolce e confortatrice.

(*) Tratto da: “O Legionario”, n. 458, 22 giugno 1941 (http://www.pliniocorreadeoliveira.info - su questo sito c’è una sessione MULTIMEDIA dov’è possibile ascoltare interviste e/o discorsi in spagnolo e in francese, inoltre si possono trovare dei filmati, presenti anche su YouTube, con conferenze tradotte dall’inglese, e le significative parole del compianto Cardinale Alfons Maria Stickler S.D.B., in un convegno svolto nel “Hotel Columbus”, a Via della Conciliazione, in omaggio di Plinio Corrêa de Oliveira, nel novembre 1995)

Per chi desidera approfondire la conoscenza su l’autore di questo articolo, può visitare il sito (in italiano) http://www.pliniocorreadeoliveira.it, dove potrà conoscere diversi suoi libri per lettura on line oppure farne richiesta ai loro responsabili.

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E siccome fra qualche giorno sarà la festa di San Pietro e San Paolo, leggiamo alcune delle proclamazione di dedizione al Santo Padre, testimoniata da tutta una vita, e che ci può servire per incrementare il nostro amore al Vicario di Cristo:

«Non è con il mio entusiasmo da giovane, che mi pongo oggi dinanzi alla Santa Sede. È con un entusiasmo più grande ancora, molto maggiore. Poiché man mano che vivo, penso e acquisisco esperienza, capisco e amo di più il Papa e il Papato. (...)

Mi ricordo ancora le lezioni di catechismo in cui mi spiegarono il Papato, la sua istituzione divina, i suoi poteri, la sua missione. Il mio cuore di bambino (avevo solo 9 anni) si colmò di ammirazione, di trasporto, di entusiasmo: avevo trovato l'ideale a cui mi sarei dedicato per tutta la vita. Da quel giorno, l'amore a quell'ideale non fece altro che crescere. E supplico la Madonna che lo faccia crescere in me sempre e sempre più, fino al mio ultimo sospiro. (...)

E questo amore al Papato (...) non è in me un amore astratto. Esso include un amore speciale alla persona sacro santa del Papa, sia colui di ieri, di oggi o di domani. Un amore di venerazione. Un amore di ubbidienza. Sì, insisto: di ubbidienza. Voglio dare ad ogni insegnamento di questo Papa, nonché dei suoi antecessori e successori, quell'intera misura di adesione che la dottrina della Chiesa mi prescrive, considerando infallibile ciò che Essa ordina che si consideri infallibile, e tenendo per fallibile ciò che insegna che è fallibile. Voglio ubbidire agli ordini di questo o di qualunque altro Papa in tutta la misura in cui la Chiesa comanda che siano ubbiditi. Cioè, non sovrapponendogli mai la mia volontà personale, né la forza di qualsiasi potere terreno, e rifiutando l’ubbidienza soltanto, assolutamente soltanto a un ordine del Papa che supponesse il peccato. Poiché in un tale caso estremo, come ce lo insegnano tutti i moralisti cattolici - ripetendo le parole dell'Apostolo San Paolo - dobbiamo porre al di sopra di tutto la volontà di Dio.

Questo è ciò che mi fu insegnato nelle lezioni di catechismo. Fu quel che lessi nei trattati che studiai. Così la penso, così la sento, così sono. E lo faccio di tutto cuore.» (Plinio Corrêa de Oliveira - Articolo pubblicato sul giornale "Folha de S. Paulo" del 12/7/1970, intitolato "La perfetta allegria")

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Lo staff del sito www.lucisullest.it prende una breve pausa estiva. Cogliamo l’occasione per formulare a tutti i nostri amici e sostenitori i nostri più sinceri auguri di una estate vissuta nella grazia di Dio, per intercessione della Madonna del Carmine (la cui festa si celebra il 16 luglio), invocazione con la quale la Vergine ha voluto apparire anche a Fatima.

Molto cordialmente,
lo staff del sito.

 

 
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