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Newsletter -
Novembre 2008
Caro lettore,
gentile lettrice,
in spirito di filiale devozione alla Madre di Dio, l’associazione
Luci sul’Est ha voluto offrire ai suoi sostenitori il calendario
2009. Questa campagna è fatta nel desiderio che Maria sia per tutte
queste famiglie il loro sostegno, la loro speranza e la luce della
loro anima.
Qualcuno ha definito il nostro Calendario, il missionario
silenzioso, perché non c'è bisogno di fare nulla, di dire nulla.
Sarà lo sguardo materno e amorevole di Maria a dare un sollievo a
coloro che soffrono, forza ai buoni per continuare nella via giusta
e ammorbidire la durezza delle anime cattive, portandole ad un
pentimento e ad una sincera conversione del cuore.
Per richiedere quante copie si desiderano del nostro calendario è
sufficiente
cliccare qui o contattarci direttamente al nostro numero di
telefono: 06/85352164.
Con questo stesso spirito vogliamo proporre questo brano del
compianto Prof. Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995) sulla vera
pazienza che deve caratterizzare ogni cristiano.
CHRISTIANUS ALTER CHRISTUS: LA VERA PAZIENZA
L’odio levatosi contro di te è stato tanto forte che l’autorità
stessa di Roma, che giudicava il mondo intero, si piegò
vigliaccamente, si ritirò e cedette davanti all'odio di quanti ti
volevano uccidere senza nessuna ragione. L'alterigia romana,
vittoriosa sul Reno, sul Danubio, sul Nilo e sul Mediterraneo, si è
annegata nel bacile di Pilato.
"Christianus alter Christus", il cristiano è un altro Cristo. Se
fossimo realmente cristiani, cioè realmente cattolici, saremmo altri
Cristi. E inevitabilmente dovrebbe soffiare anche contro di noi, con
furia, il turbine di odio che si è levato contro di Te. E come
soffia, Signore! Abbi compassione, Dio mio, e dà forza al povero
ragazzo che, in collegio, è odiato dai suoi compagni perché confessa
il tuo nome e rifiuta di profanare l'innocenza delle proprie labbra
con parole impure. L'odio, sì. Forse non l'odio nella forma di
un'invettiva grossolana e feroce, ma nella forma terribile dello
scherno, dell'isolamento, del disprezzo. Dà forza, mio Dio, allo
studente che esita a proclamare il tuo nome in piena classe, di
fronte a un professore empio e ai compagni che lo deridono. Dà
forza, mio Dio, alla ragazza che deve proclamare il tuo nome
rifiutando di vestire gli abiti imposti dalla moda, perché per la
loro stravaganza o la loro immoralità non si accordano con la
dignità di una cattolica autentica. Dà forza, mio Dio,
all'intellettuale che vede chiudersi davanti a se le porte della
notorietà e della gloria perché predica la tua dottrina e confessa
il tuo nome. Dà forza, mio Dio, all'apostolo che subisce
l'aggressione impietosa degli avversari della tua Chiesa, e
l'ostilità mille volte più penosa di molti che sono figli della
luce, solo perché non consente alle diluizioni, alle mutilazioni,
alle unilateralità con cui i cosiddetti "prudenti" comprano la
tolleranza del mondo per il loro apostolato.
Mio Dio, come sono astuti i tuoi nemici! Sentono che nel linguaggio
di questi falsi prudenti si insinua (dice nelle false righe) che Tu
non odi né il male, né l'errore, né le tenebre. E allora i tuoi
nemici applaudono i prudenti secondo la carne, come ti avrebbero
applaudito a Gerusalemme, invece di ucciderti, se ti fossi rivolto a
quelli del Sinedrio con lo stesso linguaggio.
Signore, dacci forza, non vogliamo né patteggiare, né battere in
ritirata, né transigere, né diluire, né permettere che si scolori
sulle nostre labbra la divina integrità della tua dottrina. E se
sopra di noi viene ad abbattersi un diluvio di impopolarità, la
nostra preghiera sia sempre quella della sacra Scrittura: "Ho scelto
di essere abbietto nella casa del mio Dio, piuttosto che abitare
nelle tende dei peccatori" (Sal. 83, 11).
Ma per questo, Signore, ci vuole pazienza. Pazienza è la virtù per
la quale si soffre in vista di un bene maggiore. Quindi pazienza è
la capacità di soffrire per il bene. Dunque, ha bisogno di pazienza
il malato che, oppresso da un male incurabile, accetta con
rassegnazione il dolore ché gliene deriva. Ha bisogno di pazienza
chi si piega sui dolori altrui, per consolarli come consolasti,
Signore, quanti venivano a te. Ha bisogno di pazienza chi si dedica
all'apostolato con carità invincibile, attirando amorevolmente a Te
le anime che vacillano sulle vie dell'errore o nel pantano della
concupiscenza. Ha bisogno di pazienza anche il crociato che prende
la croce e va a combattere contro i nemici della Santa Chiesa. È una
sofferenza prendere l'iniziativa della lotta, formare e sostenere in
sé stessi sentimenti di combattività, di energia, di battaglia;
vincere l'indifferenza, la mediocrità, la pigrizia, e lanciarsi come
un degno discepolo di colui che è il Leone di Giuda sull'empio
insolente che minaccia il gregge del nostro Signore Gesù Cristo.
Sublime pazienza di quanti lottano, combattono, prendono
l'iniziativa, si fanno avanti, parlano, proclamano, consigliano,
ammoniscono e sfidano da soli tutta la superbia, tutta la boria,
tutta l'arroganza del vizio insolente, del difetto elegante,
dell'errore simpatico e popolare!
Tu, Signore, sei stato un modello di pazienza. Tuttavia la tua
pazienza non è consistita nel morire schiacciato sotto la croce
quando te l'hanno data. Una pia rivelazione racconta che quando
ricevesti dalle mani dei carnefici la tua croce, la baciasti
amorosamente e, prendendola sulle spalle, con invincibile energia la
portasti fin sulla cima del Golgota.
Dacci, Signore, questa capacità di soffrire. Di soffrire molto. Di
soffrire tutto. Di soffrire eroicamente, non solo sopportando la
sofferenza, ma andandole incontro, cercandola e caricandocene fino
al giorno in cui avremo la corona della vittoria eterna.
(Plinio
Corrêa de Oliveira)
Ringraziando sempre tutti i nostri abbonati e sostenitori per il
loro generoso sostegno e per le loro preghiere auguriamo di
trascorrere nella Grazia di Dio questo ormai breve tempo che ci
separa dall’Avvento.
Lo staff di LSE
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