Se non visualizzi correttamente questa newsletter clicca qui

giovedì 24 settembre 2009

archivio
newsletter

ItalianoEnglishDeutschEspañolPortuguêsWersja polskaRussianCroatianRomana


Newsletter – settembre 2009

Cari lettori, gentili lettrici,

In questo mese in cui abbiamo commemorato il 50° anniversario della consacrazione d’Italia alla Madonna, siamo lieti di comunicare che abbiamo dato una nuova veste grafica al nostro sito. Saranno comunque graditi eventuali suggerimenti per rendere un migliore servizio ai nostri visitatori.

*****

Il Calendario che annualmente Luci sull’Est offre ai suoi amici e benefattori vuole essere un ricordo continuo che siamo 365 giorni sotto lo sguardo protettore della Madonna. E questo già è molto. Però, ovviamente, si potrebbe andare oltre.

Infatti, la Madonna è il capolavoro di Dio, la Regina del Cielo e della terra, di tutte le meraviglie. Non dobbiamo, quindi, limitarci a rimanere fermi mentre siamo guardati dalla Madonna, ma è doveroso cercare di aprirsi a Lei, contemplare il suo sguardo e prendere un atteggiamento consonante con tutto ciò che la grazia ci ispira. Come?

 Un esempio ce lo dà un grande esponente cattolico che, ammirando la stessa fisionomia della statua pellegrina della Madonna di Fatima che i nostri lettori riceveranno col calendario, ha scritto il bell’articolo che riproduciamo sotto, in cui fa di questo esercizio contemplativo un atto finalizzato ad amare e servire di più Lei, il Suo Divin Figlio, la Santa Chiesa.

“Si può passare la vita intera camminando dentro questo sguardo – scrisse Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995) - senza mai arrivare a toccarne il ver­tice. Cammino inutile? No. Dentro questo sguardo non si va, si vola. Non si passeggia; si fa un pelle­grinaggio. Quella montagna sacra, somma di tutte le perfezioni create, il pellegrino, senza mai raggiungerla, la vede sempre più chiaramente quanto più vola in direzione di essa”.

Per favorire questo “volo”, trascriviamo di seguito il testo integrale dell’articolo che il leader cattolico e intellettuale brasiliano pubblicò sulle colonne del rinomato quotidiano “Folha de S. Paulo”:

Pellegrinaggio in uno sguardo

Plinio Corrêa de Oliveira (*)

Non conosco fisionomia uguale. La tengo bene davanti a me e, mosso dall'inveterata abitudine di osservare e spiegare tutto per me stesso, la fisso con attenzione. E d'improvviso mi accorgo che entro in essa.

Sì, questa fisionomia unica sembra irradiare dal volto e specialmente dagli occhi. Mi avvolge nell'ambiente che essa crea. Nello stesso tempo, mi in­vita ad entrare nel fondo del suo sguardo.

Che sguardo! Nessuno è tanto limpido, tanto franco, tanto puro, tanto accogliente. In nessuno si penetra con tanta facilità. E tuttavia, anche, nes­suno presenta profondità che si perdono in un così lontano orizzonte. Quanto più si cammina dentro questo sguardo, tanto più esso attrae per un inde­scrivibile apice interiore e profondo.

Quale apice? Lo stato d'anima che io sarei ten­tato di definire pieno di paradosso, se la parola paradosso, di cui tanto si abusa nel linguaggio corrente, non mi morisse sulle labbra come irrispettosa.

Ogni perfezione — dice la Scuola — risulta dall'equilibrio dei contrari armonici. Non si tratta in alcun modo di un equilibrio precario tra contrad­dizioni flagranti (e dicendolo, penso a questa po­vera pace, sclerotica e vacillante, che il mondo contemporaneo cerca di preservare a costo di tante concessioni e tante vergogne) ma di un'armonia su­prema tra tutte le forme di bene.

E' precisamente questo vertice, in cui si combi­nano tutte le perfezioni, che vedo innalzarsi dal fondo di questo sguardo. Vertice incomparabilmen­te più alto di quello delle colonne che sorreggono il firmamento. Vertice dall'alto del quale un imperativo cristallino, categorico, irresistibile, esclude ogni forma di male, per quanto lieve ed esiguo pos­sa essere.

Si può passare la vita intera camminando dentro questo sguardo, senza mai arrivare a toccarne il ver­tice. Cammino inutile? No. Dentro questo sguardo non si va, si vola. Non si passeggia; si fa un pelle­grinaggio.

Quella montagna sacra, somma di tutte le perfezioni create, il pellegrino, senza mai raggiungerla, la vede sempre più chiaramente quanto più vola in direzione di essa.

Durante questo pellegrinaggio dell'anima, lo sguardo in cui vola, non solo lo abbraccia, ma pene­tra in lui. Quando il pellegrino chiude gli occhi, crede di vederlo come una luce nel più profondo di se stesso.

Ho l'impressione che se durante tutta la vita, egli fosse fedele in questo volo, al momento di chiudere definitivamente gli occhi, questa luce bril­lerebbe nel fondo della sua anima per tutta l'eter­nità.

L'occhio è l'anima della fisionomia. Che fisiono­mia questa che ho davanti a me! A uno sciocco sembrerebbe inespressiva. A un osservatore attento essa manifesta una pienezza d'anima maggiore della storia, perché tocca l'eternità. Maggiore dell'uni­verso, perché rispecchia l'infinito.

La fronte sembra racchiudere pensieri che, par­tendo da un Presepio e terminando in una Croce, abbracciano tutti gli eventi umani.

Tutto il volto, il naso, la cui linea possiede uno « charme » « più bello della bellezza », come dice il Poeta, le labbra silenziose, ma che dicono tutto in ogni momento, sembrano render gloria a Dio in ogni creatura, secondo le caratteristiche di ognuna; e implorare Dio per ogni miseria, come mosse a compassione dalle peculiarità di ognuna di esso. Queste labbra hanno un'eloquenza accanto a cui quella di Demostene o di Cicerone non sarebbe che un borbottio. E che dire della pelle: nivea? L'ag­gettivo dice tutto e non dice nulla.

Perché per descriverla bisognerebbe immaginare un niveo che lasciasse rifulgere nella sua profondi­tà, con discrezione infinita, tutte le sfumature dell'arcobaleno e con ciò stesso ispirasse nell'anima di chi la contempla tutti gli incanti della purezza.

Sì, ho pellegrinato in questo sguardo così ricco di sorprese. E, inaspettatamente, mi accorgo che lo sguardo pellegrina nello stesso tempo dentro di me.

Povero e misericordioso pellegrinaggio, non di splendore in splendore ma di carenza in carenza, di miseria in miseria. Ma basta aprirsi ad esso per­ché esso, per ogni difetto mi offra un rimedio, per ogni ostacolo un aiuto, per ogni afflizione una spe­ranza.

Ma, che cosa ho infine davanti a me? Un'imma­gine di legno come tante altre, senza nessuno spe­ciale valore artistico. Basta fissarla, tuttavia, perché, senza muoversi, senza la minima trasformazione, l’Immagine cominci a far rilucere tutti que­sti splendori.

Come? Non lo so neanche. Ma, se il lettore lo desidera, la contempli. E' l'Immagine di Nostra Signora di Fatima, che ha pianto a New Orleans sui peccati degli uomini e sui castighi che essi stan­no accumulando sopra di sé.

(*) Trascritto dalla “Folha de S. Paulo”, 12-11-1976.

*****

Dagli anni ’40, Plinio Corrêa de Oliveira ha cominciato a diffondere la devozione alla Madonna di Fatima, in un periodo in cui essa non aveva raggiunto il grande pubblico cattolico come invece oggi. E’ diventato, così, un vero proclamatore del messaggio della Madonna ai tre pastorelli nella Cova da Iria, essendo stati pubblicati i suoi articoli in numerosi paesi occidentali. Per rendersi conto di ciò, basta consultare uno dei seguenti siti:

- http://www.pliniocorreadeoliveira.it/

- http://www.pliniocorreadeoliveira.info/Italiano.asp

Gli abbonati al nostro periodico “Spunti” riceveranno insieme al prossimo numero il Calendario 2010. Quelli, invece, che non lo sono ancora ma che desiderano riceverlo, possono farne richiesta tramite il nostro sito www.lucisullest.it

Cordialmente,

lo staff di Luci sull’Est

 
 

 
© 1998 - 2009 Associazione Luci sull'Est
Roma: Via Savoia, 80/5 - 00198 - Roma,
Tel. +39-06.85352164 - Fax +39-06.85345231
Milano:
Via E. Toti, 10 - 20063 Cernusco s/n (MI)
Palermo: Via dei Cantieri, 58 (int.7) - 90142 (PA),
Tel. +39-091.364855 - Fax +39-091.6377990
e-mail:
info@lucisullest.it
Per tutte le richieste, rivolgersi all'indirizzo di Roma
o tramite il modulo di richieste on-line del nostro sito http://www.lucisullest.it

Per cancellarti dalla newsletter invia una mail a lse_news-unsubscribe@lucisullest.it oppure vai all'indirizzo http://www.lucisullest.it/delete.htm