Avvenire, 25-4-2000

 

ANNIVERSARI – Sessanta anni fa la strage di Katyn: i comunisti uccisero 22mila polacchi

 

Polonia, “processo” alla storia

 

Solo nel ’92 Eltsin

ha riconosciuto le responsabilità del regime

 

Dominik Morawski

 

 

Mentre gli autori dei crimini nazisti contro l’umanità vennero giudicati e condannati dal Tribunale di Norimberga, le efferatezze perpetrate dai comunisti sovietici restano ancora impunite. Anzi, per lunghi anni le autorità di Mosca cercarono di addebitarle ai nazisti. Soltanto Eltsin nel 1992 ha riconosciuto le responsabilità del regime comunista.

Si può quindi capire per quali motivi il sessantesimo anniversario di uno fra i più spaventosi crimini sovietici, quello della foresta di Katyn (chiamata il “Golgota dell’Oriente) sia stato commemorato in questi giorni in Polonia come un grandissimo evento. Nell’aprile 1940 vennero assassinati in massa prigionieri di guerra polacchi, in particolare ufficiali dell’esercito, funzionari di polizia e di amministrazione pubblica. Furono uccisi a Katyn in Russia e a Charkov (oggi in Ucraina) circa 22mila prigionieri quando i sovietici erano ancora alleati dei nazisti (lo resteranno fino al giugno del 1941).

Per quasi cinquanta anni il dolore della famiglie delle vittime dell’orrendo omicidio era tanto più acuto, in quanto era accompagnato da una congiura di silenzio. In occasione di questo sessantesimo anniversario il Parlamento polacco ha reso omaggio alla memoria di queste vittime che sacrificarono la loro vita per la patria.

Nello stesso tempo i parlamentari polacchi hanno ringraziato tutti coloro che si erano adoperati per scoprire la verità su quel crimine, in particolare alcuni emigrati in Gran Bretagna e il Congresso degli Stati Uniti.

La risoluzione parlamentare sottolinea come gli autori di tale crimine non sono stati condannati e persino la stessa questione della responsabilità giuridica rimane finora da definire. Il Parlamento ha pure espresso la convinzione che una dignitosa commemorazione delle vittime del massacro di Katyn potrà servire alla guarigione delle ferite passate e alla instaurazione di relazioni amichevoli fra la Repubblica Polacca e la Federazione Russa, relazioni fondate sull'’certamento ufficiale della verità.

Particolarmente significativo è stato l’intervento del Presidente della Repubblica, Aleksander Kwasniewski che nel suo discorso ha fatto una dichiarazione di mea culpa per i 150 anni di silenzio forzato e di falsificazioni diffuse sulla storia di tale crimine, addebitato per lungo tempo ai nazisti. Kwasniewski ha dichiarato: “Abbiamo il più alto rispetto per coloro come Aleksandr Solzenicyn e Andrej Sacharov che con coraggio proclamavano la verità sui crimini sovietici e lottavano per la dignità dell’uomo e dei suoi diritti”.

Giovanni Paolo II ha avuto modo di dire: “Il secolo XX è stato un periodo di particolari violazioni della coscienza umana. All’insegna dell’ideologia totalitaria milioni di uomini furono costretti ad agire in modo contrario alle loro profonde convinzioni… Sul territorio russo ed ucraino stiamo ora costruendo cimiteri per le vittime di tali omicidi, affinché la memoria delle loro sofferenze sia un avvertimento continuo un ammonimento drammatico per tutti noi, per l’Europa e il mondo, affinché una simile tragedia non possa ripetersi mai e in nessun luogo”.