Avvenire, 2 aprile 2000

 

Cina: arrestato vescovo della Chiesa clandestina

 

Pechino. La polizia cinese ha arrestato mercoledì a Nanchang, nella regione del Jiangxi, nella Cina centrale, il vescovo Wu Guanghua della Chiesa clandestina fedele al Papa. Wu Guanghua, dal 1989 vescovo ausiliario della diocesi di Nanchang, ha oltre 70 anni. Nel 1955, dopo la rottura della Cina comunista con il Vaticano, venne arrestato e condannato a dodici anni di carcere. La polizia lo ha prelevato mercoledì a casa di fedeli a Nanchang. Da allora non si sono più avute sue notizie, riferiscono le fonti. Non è stato finora possibile avere un commento della polizia.

In Cina ci sono circa dieci milioni di cattolici, divisi tra la Chiesa ufficiale, controllata dal governo, e quella clandestina perseguitata per la sua fedeltà al Papa. La Cina non ha rapporti con il Vaticano e, dopo le ordinazioni di cinque vescovi il 6 gennaio a Pechino senza l’approvazione della Santa Sede, un allacciamento, di cui si parlava molto alla fine dello scorso anno, sembra essersi allontanato. È in corso invece una sorta di campagna per convincere i sacerdoti della Chiesa clandestina ad aderire a quella ufficiale, dicono fonti cinesi. Le ordinazioni dell’Epifania, fatte mentre il Papa consacrava i vescovi in S. Pietro, non sono state riconosciute dai clandestini, ma neanche da molti sacerdoti ufficiali, nel primo atto di ribellione aperta contro il governo.