L’esercito
attacca, i ribelli rispondono con bombe ed “esecuzioni”
MANILA – Due gruppi di ostaggi in mano
ai ribelli musulmani. Una serie di attacchi dinamitardi simultanei dei
secessionisti islamici contro bersagli dell’esercito. Uomini e donne usati come
“scudi umani”. Paura, fughe, morti. Un’ondata di violenza si è abbattuta sulle
Filippine del Sud rendono ancora più drammatica l’odissea dei 21 turisti rapiti
in Malaysia dagli estremisti islamici del gruppo Abu Ayyaf, e costretti dai
ribelli a lunghe marce nella giungla dell’isola di Jolo per evitare la morsa
dei regolari. (…)
L’escalation di violenza si è rovesciata anche sui 27 cattolici
filippini – una scolaresca e alcuni insegnanti – rapiti oltre un mese fa dai
guerriglieri di Aby Sayyaf sull’isola di Basilan: quattro degli ostaggi
sono morti durante l’operazione organizzata dalle forze di sicurezza per
liberarli. Tra le vittime, il 34enne
padre claretiano filippino Rhoel Gallardo. Secondo uno degli scampati, i
quattro sarebbero stati trucidati a colpi d’ascia poco prima che i militari
attaccassero la base. Negli scontri a fuoco sono rimasti feriti due insegnanti
e quattro bambini, ora ricoverati nell’ospedale militare di Zamboanga. Altri
dieci feriti sono a Basilan, presso il centro di formazione della diocesi.
Tredici i bambini liberati, mentre una decina sarebbero ancora in mano al
gruppo dei ribelli islamici.
JOLO – È un’esistenza rischiosa quella della minoranza di cristiani di Jolo,
l’isola delle Filippine sudoccidentali dove
dominano gli estremisti islamici. L’aumento della tensione provocato dal
recente sequestro ha indotto molti fedeli a disertare le funzioni alla
cattedrale cattolica di Jolo, pur presidiata da militari armati. Secondo don
Romeo Villanueva, che fa parte di un piccolo gruppo di missionari, nell’isola
abitata per il 97 per cento da musulmani la situazione per i cristiani
“potrebbe ormai precipitare”.
Su richiesta della comunità cattolica ogni sacerdote ha due
soldati come guardie del corpo: “All’inizio mi sembrava strano – dice
don Romeo – ma poi ci si abitua: noi non siamo stati direttamente minacciati ma
non si sa mai quel che può accadere”. All’uscita
della cattedrale fu abbattuto nel 1997 il vescovo Benjamin de Jesus, la cui
tomba è stata eretta accanto alla chiesa. Secondo le voci che circolano a
uccidere il vescovo fu il fratello di Mujim Susukan, capo locale del gruppo
estremista Abu Sayyaf.
Gran parte
della comunità cattolica di Jolo è rappresentata da commercianti di origine
cinese: i più benestanti sono partiti nelle ultime settimane dopo avere
ricevuto minacce di rapimento. Su un totale di 700 mila abitanti di Jolo e
delle altre 400 isole di Solu e Tawi-Tawi i cattolici sono circa 23 mila.