La Stampa, 4 Maggio 2000

 

E’ guerra per gli ostaggi nelle Filippine

L’esercito attacca, i ribelli rispondono con bombe ed “esecuzioni”

 

Assassinati quattro cattolici rapiti

 

Claudia Ferrero

 

MANILA – Due gruppi di ostaggi in mano ai ribelli musulmani. Una serie di attacchi dinamitardi simultanei dei secessionisti islamici contro bersagli dell’esercito. Uomini e donne usati come “scudi umani”. Paura, fughe, morti. Un’ondata di violenza si è abbattuta sulle Filippine del Sud rendono ancora più drammatica l’odissea dei 21 turisti rapiti in Malaysia dagli estremisti islamici del gruppo Abu Ayyaf, e costretti dai ribelli a lunghe marce nella giungla dell’isola di Jolo per evitare la morsa dei regolari. (…)

L’escalation di violenza si è rovesciata anche sui 27 cattolici filippini – una scolaresca e alcuni insegnanti – rapiti oltre un mese fa dai guerriglieri di Aby Sayyaf sull’isola di Basilan: quattro degli ostaggi sono morti durante l’operazione organizzata dalle forze di sicurezza per liberarli. Tra le vittime, il 34enne padre claretiano filippino Rhoel Gallardo. Secondo uno degli scampati, i quattro sarebbero stati trucidati a colpi d’ascia poco prima che i militari attaccassero la base. Negli scontri a fuoco sono rimasti feriti due insegnanti e quattro bambini, ora ricoverati nell’ospedale militare di Zamboanga. Altri dieci feriti sono a Basilan, presso il centro di formazione della diocesi. Tredici i bambini liberati, mentre una decina sarebbero ancora in mano al gruppo dei ribelli islamici.

 

 

 

Il Messaggero, Mercoledì 3 Maggio 2000

 

I cristiani a Jolo

Minoranza sotto tiro

 

JOLO – È un’esistenza rischiosa quella della minoranza di cristiani di Jolo, l’isola delle Filippine sudoccidentali dove dominano gli estremisti islamici. L’aumento della tensione provocato dal recente sequestro ha indotto molti fedeli a disertare le funzioni alla cattedrale cattolica di Jolo, pur presidiata da militari armati. Secondo don Romeo Villanueva, che fa parte di un piccolo gruppo di missionari, nell’isola abitata per il 97 per cento da musulmani la situazione per i cristiani “potrebbe ormai precipitare”.

Su richiesta della comunità cattolica ogni sacerdote ha due soldati come guardie del corpo: “All’inizio mi sembrava strano – dice don Romeo – ma poi ci si abitua: noi non siamo stati direttamente minacciati ma non si sa mai quel che può accadere”. All’uscita della cattedrale fu abbattuto nel 1997 il vescovo Benjamin de Jesus, la cui tomba è stata eretta accanto alla chiesa. Secondo le voci che circolano a uccidere il vescovo fu il fratello di Mujim Susukan, capo locale del gruppo estremista Abu Sayyaf.

Gran parte della comunità cattolica di Jolo è rappresentata da commercianti di origine cinese: i più benestanti sono partiti nelle ultime settimane dopo avere ricevuto minacce di rapimento. Su un totale di 700 mila abitanti di Jolo e delle altre 400 isole di Solu e Tawi-Tawi i cattolici sono circa 23 mila.