Fides, 5-7-2000
MALAWI
Offensiva islamica: fuori le bibbie dalle scuole
Lilongwe – L’insegnamento della Bibbia rischia di essere cancellato dalle scuole del Malawi. Una riforma governativa – sostenuta dai musulmani e bloccata, per ora, dalla protesta delle Chiese - vuole obbligare le scuole gestite da religiosi cristiani ad insegnare il Corano e le religioni tradizionali.
Secondo fonti di Fides già "nel dicembre scorso è stata introdotta la festività nazionale islamica dell’Eid, e di recente il calendario scolastico è stato adeguato alla cultura islamica. Con tutta la buona volontà, non si può non vedere in questi eventi le tappe di un disegno di islamizzazione nel Paese". Le stesse fonti assicurano che "dietro a tutto questo c’è la pressione islamica e in particolare di alcuni Paesi donatori (Libia e Arabia Saudita)".
La riforma nelle scuole secondarie statali e sovvenzionate, attuata dal Ministero dell’Educazione, prevedeva l’abolizione della materia di Conoscenze bibliche, finora obbligatoria. Al suo posto il ministro voleva inserire un corso di Educazione religiosa e morale, che introduce l’insegnamento di altre religioni: "nella fattispecie – dice a Fides una fonte locale – Islam e animismo, ma dando la parte del leone all’Islam".
Il provvedimento – per ora sospeso - colpirebbe anche le scuole private gestite dalla Chiesa o da altre confessioni cristiane, e sovvenzionate dal governo. In queste scuole, quindi, si dovrebbe assicurare l’insegnamento del Corano e delle religioni tradizionali, assumendo professori che le seguono.
I vescovi si sono opposti alla riforma ed hanno inviato una delegazione dal Ministro dell’Educazione per protestare contro l’adozione unilaterale del provvedimento: il ministero, infatti, non ha mai consultato le autorità ecclesiastiche che gestiscono le scuole private.
La protesta della Chiesa ha costretto il presidente Bakili Muluzi a ritirare il progetto di riforma e ad istituire una commissione mista – National Consultative Committee – tra Ministero dell’Educazione e confessioni religiose interessate. Il Comitato comprende la Conferenza Episcopale del Malawi, il Consiglio delle Chiese del Malawi (MCC), l’Associazione Musulmana (MAM), la Chiesa Avventista (SDA) e l’Associazione delle Religioni Tradizionali Africane (ATR).
Le posizioni dei gruppi religiosi sulla riforma sono vari: mentre i cattolici e il Consiglio delle Chiese rivendicano le Conoscenza bibliche come materia "essenziale e irrinunciabile", gli avventisti hanno chiesto l’abolizione sia delle Conoscenze bibliche che dell’Educazione religiosa e morale; per gli animisti la legislazione va rivista perché "alcune credenze non possono essere insegnate in pubblico, trattandosi di insegnamenti iniziatici segreti".
L’Associazione Musulmana – che ha avuto modo di seguire l’iter della riforma, contrariamente alle chiese cristiane – ha chiesto che il corso di Conoscenze bibliche venga abolito e che venga insegnata Educazione religiosa e morale sia nelle scuole statali che in quelle sovvenzionate. Secondo i rappresentanti musulmani anche se non si vara il corso di Educazione religiosa e morale va abolito quello di Conoscenze bibliche.
Per tutti i cristiani, ad eccezione degli avventisti, l’adozione obbligatoria del corso di Educazione religiosa e morale è "un atto illegale e anticostituzionale". In più, le Chiese, rivendicano il diritto di insegnare la loro religione nelle scuole da esse amministrate.
Nell’ultima riunione della commissione mista tutte le parti – ad eccezione dei musulmani – hanno trovato un accordo per rendere i due corsi facoltativi: ogni studente deve poter scegliere quale insegnamento seguire. I rappresentanti dell’Associazione Musulmana si sono opposti all’accordo, dichiarando che "esso costituisce occasione di scontro diretto tra cristiani e musulmani".
Il Malawi ha circa 10 milioni di abitanti. I cristiani sono il 64,5% (il 27,6% cattolici e il 33,7% appartenenti a varie denominazioni ). Il 16% segue l’islam, mentre il resto è animista. Col suo 56% di alfabetizzati, il Malawi è uno dei paesi africani con maggiore istruzione, grazie anche al sistema scolastico attivato dalla Chiesa cattolica.