Avvenire, Sabato 6 maggio 2000

 

In Italia le reliquie di Teresa di Lisieux

 

Parte da Rimini il pellegrinaggio che toccherà 45 diocesi dal Nord al Sud

 

Paolo Guiducci

 

 

Rimini. La santa del carmelo si prepara a un vero giro d'Italia. A cento anni dal pellegrinaggio che Teresa Martin fece insieme al babbo e alla sorella per chiedere a papa Leone XIII il permesso di entrare in clausura a 15 anni, le sue reliquie tornano a solcare il Bel Paese. Morta di tubercolosi nel 1897 a soli 24 anni, una parte del suo corpo è contenuto nel reliquiario. Nei nove anni in cui rimase nel carmelo, santa Teresa di Lisieux offrì tutta se stessa alla Chiesa e nel 1927 Pio XI la proclamò patrona delle missioni. Nel centenario della morte, il 19 ottobre del 1997, è stata insignita del titolo di Dottore della Chiesa. E in occasione dell'Anno Santo sono già pronte ad accoglierla 45 diocesi italiane.

Prima tappa del «Giubileo di santa Teresa» è Rimini, dove le reliquie si fermeranno dall'11 al 15 maggio, accolte con una concelebrazione solenne presieduta dal vescovo di Rimini. Il 12 maggio si terranno le conferenze di padre François Lethel, padre Bruno Thevenin, padre Conrad De Meester, specialisti della santa riformatrice del Carmelo. Seguirà una concelebrazione presieduta dall'arcivescovo di Loreto, Angelo Comastri. Ogni notte è prevista la preghiera continuata. Domenica 14 maggio il nunzio apostolico di Gerusalemme, monsignor Pietro Sambi, aprirà il primo convegno di Missione Teresiana, ossia degli under 18 e delle famiglie che adottano nella preghiera preti e religiosi. Lunedì 15 maggio celebrazione alla presenza dell'arcivescovo di Foggia, Domenico D'Ambrosio.

«Nel giro di pochi giorni ho ricevuto oltre 200 e-mail e telefonate a raffica, vescovi compresi, per avere informazioni, notizie, delucidazioni circa il reliquiario» confessa quasi incredulo don Giuseppe Scarpellini, parroco alla periferia di Rimini e responsabile nazionale del terzo viaggio della santa taumaturga del carmelo. La sua venerazione per Teresa del Bambin Gesù viene da lontano. «Era il 1964, non ero ancora prete, quando capitai a Lisieux - spiega il sacerdote -. Acquistai Storia di un'anima convinto che fosse un libro come un altro e tornai a casa». Quel volume gli ha segnato la vita.

Alimentata dalla frequentazione di monsignor Andrè Combes, uno dei più grandi studiosi della santa, e da un costante rapporto epistolare con Lisieux, la venerazione don Giuseppe l'ha trasmessa anche ai parrocchiani. Prima è nato il gruppo Amici di Santa Teresa, poi la spiritualità della santa di Lisieux ha contaminato tutte le attività pastorali, dalla radio al catechismo fino alle pubblicazioni. Merito di un'altra Teresa, che fa Magrini di cognome; a lei infatti si deve il lavoro instancabile attorno alle Pie Ricreazioni della santa di Lisieux, in seguito diventate un poderoso volume edito dalla OdC. Il libro ha suscitato molto interesse, perché non tutti erano a conoscenza degli scritti teatrali della santa. E in tanti ignoravano che è stata la stessa Teresa ad introdurre le rappresentazioni teatrali tra le mura della clausura. Il risultato di questa fatica ha per titolo Sento una voce, otto drammi ispirati al Vangelo e alla vita di Giovanna d'Arco, che il solito gruppo degli Amici porta sul palcoscenico in giro per l'Italia. (…)

La prima visita italiana delle reliquie, dal 20 al 25 agosto 1996, ha segnato una pietra miliare. «Almeno 100mila persone da tutta Italia hanno visitato il reliquiario - racconta don Giuseppe -, partecipando ai diversi momenti di preghiera». Un'esperienza che ha convinto il parroco a proseguire. Terminato il soggiorno riminese, lunedì 15 maggio l'urna ripartirà diretta alla basilica di Loreto. Il viaggio proseguirà a Teramo e Gallipoli, per approdare in Campania e Piemonte e poi scendere di nuovo in Toscana. Le reliquie di Teresa del Bambin Gesù giungeranno infine in Puglia.