Corriere della Sera, 13-8-2000

 

 

Assedio alla Sindone, visitatori raddoppiati

 

Edoardo Girola

 

TORINO - È stato affidato a migliaia di giovani diretti a Roma per partecipare alla giornata mondiale il compito di tagliare simbolicamente il nastro d’inaugurazione dell’ostensione della Sindone per il Giubileo del 2000, la più lunga della storia (70 giorni). Ieri, lungo lo speciale percorso che si snoda dai Giardini Reali al Duomo di Torino c’erano molti più pellegrini del previsto (giovani e famiglie che li ospitano in tutto il Piemonte), 11 mila contro i 6 mila preannunciati. E oggi sarà giornata ufficiale, con la presenza del presidente della Camera Luciano Violante e di personalità come il duca d’Aosta, in rappresentanza dei Savoia che hanno regalato la Sindone al Papa, Umberto Agnelli, o Evelin Christillin, «Dama di ferro» del Comitato olimpico torinese.

Celebrerà messa l’arcivescovo Severino Poletto. Che ieri, presentando la nuova ostensione, ha fornito importanti informazioni. La prima è che il Papa non verrà, come era avvenuto nel ’98, ma che arriverebbe se il Patriarca ortodosso di tutta la Russia, Alessio II, accoglierà l’invito di monsignor Poletto. Il Patriarca per ora ha inviato il suo braccio destro, metropolita Kyrill. Poi chissà: «Vorrei che accadesse il miracolo del suo arrivo», ha affermato monsignor Poletto che l’aveva personalmente invitato nel maggio scorso, durante un soggiorno a Mosca. «La visita di Kyrill è comunque fatto di grande rilievo», ha sottolineato monsignor Giuseppe Ghiberti, principale collaboratore dell’arcivescovo per la Sindone. In campo ortodosso è da registrare anche l’arrivo del metropolita di Costantinopoli, Gennadios. La seconda notizia è la disponibilità del Papa ad autorizzare nuovi esami sul lino che secondo la tradizione porta impressa l’immagine di Gesù Cristo dopo la deposizione dalla Croce. L’ultima analisi col Carbonio 14 (del 1988) aveva datato il lenzuolo all’epoca medioevale, conclusione contestata da molti studiosi. Monsignor Ghiberti ha lasciato intendere di essere fra questi: «Ho il compito di raccogliere - ha detto - proposte di nuove analisi in vista di un programma organico e non unilaterale come è avvenuto tempo fa».

«La Chiesa - ha aggiunto - non ha paura della scelta. Noi non diciamo che la Sindone è una reliquia, né che è qualcosa di autentico, saremmo incoscienti e disonesti. Resta un dono di Dio per portare l’umanità a confrontarsi con Cristo». Terza notizia: la Sindone non sarà esposta permanentemente, come richiesto da comunità cristiane di tutto il mondo. Troppi i timori che la luce annerisca il lino rendendo sempre meno visibile l’immagine. «Il prossimo Giubileo sarebbe nel 2023... meglio che i pellegrini ne approfittino ora», ha sorriso monsignor Poletto.

C’è tempo fino al 22 ottobre per vedere il sacro lenzuolo esposto vicino all’altare maggiore del Duomo (la cappella retrostante è ancora gravemente danneggiata dopo l’incendio dell’aprile ’97) e rimanere interdetti dal suo misterioso fascino. Quest’anno c’è anche la novità di un calco in alluminio della Sindone. Riporta elaborazioni tridimensionali e consente ai ciechi di «vedere» attraverso le sensazioni tattili. Le prenotazioni (obbligatorie) hanno superato quota 360 mila, il 20% viene dall’estero.