Fides, 5-9-2000

 

SUDAN

 

Chiesa cattolica bruciata a meno di un anno dall’apertura

Preti neri USA: offensiva di preghiera contro la schiavitù

 

Khartoum - Un incendio doloso ha distrutto lo scorso 3 settembre la chiesa parrocchiale di Ed-Daein, cittadina 500 km ad ovest di El Obeid. Testimoni oculari hanno riferito – secondo quanto comunicato dalla Comboni Press - che l’incendio è stato appiccato verso le nove di sera, un’ora dopo la conclusione della la messa vespertina. Al momento dell’incendio sul posto c’erano solo due preti sudanesi incaricati da pochi mesi della cura della parrocchia. I tentativi di bloccare l’incendio non hanno avuto esito positivo.

La sera di domenica 20 agosto si era già verificato un altro tentativo di incendio, ma allora l’intervento di molti cristiani ancora presenti aveva limitato i danni. La polizia era stata informata ed aveva aperto un procedimento contro ignoti.

Ed-Daein è situata in posizione strategica sulla linea ferroviaria che collega El Obeid all’ovest desertico del paese. La parrocchia, aperta ufficialmente nell’ottobre del 1999, è affidata a due sacerdoti sudanesi che si prendono cura dei migranti del Sud Sudan che cercano sicurezza e lavoro nel nord del Paese e dei 35 centri rurali della parrocchia. Ed-Daein è uno dei centri più importanti dei Baggara, la tribù araba che fornisce il maggior numero di soldati alle milizie islamiche dedite alla razzia e alla guerriglia contro i confinanti Denka. I Baggara sono anche noti perché praticano ancora la schiavitù e sono il braccio armato di Khartoum nel costringere soprattutto i bambini catturati e resi schiavi a raggiungere i campi di islamizzazione.

Il fenomeno della schiavitù usata contro i cristiani del Sud Sudan preoccupa la Chiesa in molti paesi. Negli USA il presidente dell’Associazione dei preti neri cattolici, il francescano James Goode, ha lanciato un appello a tutti i membri della sua organizzazione e "a tutti gli uomini di buona volontà" per una campagna di preghiera di 40 giorni per il popolo sudanese.

"I nostri fratelli e sorelle in Sudan – scrive il francescano nel messaggio che lancia l’iniziativa - sono colpiti, oppressi e muoiono. Molti di loro sono stati fatti schiavi: gridano, si lamentano e supplicano per il nostro aiuto. Come preti americani e loro fratelli cristiani non possiamo restare in silenzio".

P. Goode, dopo aver ricordato che la guerra civile in Sudan ha fatto oltre 2 milioni di morti, scrive: "In quel paese fiorisce nuovamente lo schiavismo nero. Il governo in Khartoum da anni cerca di islamizzare gli africani del Sudan, e questo vale sia per i cristiani che per i membri di religioni animiste".