Vaticano-Russia: è possibile affidarsi a Putin o al patriarca Alessio II ? Il futuro lo dirà
Fides, 9-6-2000
RUSSIA-VATICANO
- Lo zar Putin pellegrino in Vaticano, ma per il Papa Mosca è lontana
Città del Vaticano – Un cordiale colloquio su temi diversi, quali sicurezza, ruolo di Russia e Santa Sede negli equilibri mondiali, cultura, rapporti bilaterali; nessun riferimento, però, a una visita del Papa a Mosca. E’ questo il bilancio dell’incontro tra Giovanni Paolo II e il presidente della Federazione russa Vladimir Putin, il 5 giugno in Vaticano.
Alla vigilia dell’incontro erano cresciute le attese di un rinnovato invito al Papa per un viaggio al Cremlino da parte di Putin. Ipotesi, questa, avvalorata da alcune dichiarazioni rilasciate ai media dal Patriarca ortodosso di Mosca, Alessio II, sulla disponibilità al riavvicinamento con la Chiesa cattolica. Ma, secondo gli osservatori, a un mese dalla sua ascesa al potere (7 maggio 2000), il presidente Putin non poteva forzare la mano al Patriarca e rischiare di incrinare i rapporti con la Chiesa ortodossa all’interno del paese. A conclusione dell’incontro, il portavoce vaticano Navarro Valls ha dichiarato: "Una porta rimane aperta, fino a che non viene chiusa", lasciando intatte le possibilità di una visita del Papa nella capitale russa.
Al termine del colloquio privato tra i due leader, l’incontro è stato esteso al card. Angelo Sodano, Segretario di Stato vaticano, mons. Jean Louis Tauran, Segretario vaticano per i rapporti con gli stati, e al Ministro degli Esteri russo Igor Ivanov. Il summit ha toccato temi culturali, come l’allestimento di una mostra per il 2003, che illustrerà 500 anni di rapporti tra Italia e Russia.
Il presidente Putin, in visita in Italia, è stato ricevuto anche dai vertici dello stato italiano, il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuliano Amato e il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, stipulando accordi economici e turistici con l’Italia.
Novosibirsk (Fides/Keston) – Mons. Joseph Werth, amministratore apostolico della Siberia Occidentale e membro del Consiglio Interreligioso, ha scritto al presidente Vladimir Putin chiedendo ufficialmente chiarificazioni sul raid compiuto dalla polizia russa in un centro cattolico.
L’11 maggio funzionari della polizia finanziaria russa hanno fatto irruzione nel "Centro di spiritualità Inigo", dei padri gesuiti, nella città siberiana di Novosibirsk. Gli agenti hanno rinchiuso per 4 ore in una stanza i gesuiti e i loro collaboratori laici. Il Centro ha in dotazione uno studio televisivo con strutture per la realizzazione di programmi. Il raid è avvenuto lo stesso giorno in cui a Mosca vi è stato il blitz della guardia di finanza contro la Media Most, la holding proprietaria della Ntv, unica televisione privata nazionale.
La polizia ha sequestrato pacchi di documenti, 104 videocassette, un computer e un videoregistratore. Secondo l’avvocato interpellato dal Centro, la perquisizione e la confisca sono un abuso, perché la polizia non ha diritto di entrare nelle proprietà di organizzazioni religiose. Durante il raid 4 poliziotti erano armati. Gli agenti hanno prestato particolare attenzione alla televisione Kana e ai programmi preparati da fr. Damian Wojciechowski, corrispondente per gli affari religiosi della tv polacca, accreditato presso il Ministero degli Esteri russo.