Corrispondenza Romana, 8 luglio 2000

 

 

Giovanni Paolo II: il Gay Pride, “affronto al Giubileo” e “offesa ai valori cristiani”

 

Nel corso dell’Angelus di domenica 9 luglio il Papa ha espresso la sua severa condanna per il raduno internazionale omosessualista svoltosi a Roma dal 1 all’8 luglio.

“Un accenno ritengo, poi, doveroso fare alle ben note manifestazioni che a Roma si sono svolte nei giorni scorsi.

“A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l'affronto recato al Grande Giubileo dell'Anno Duemila e per l'offesa ai valori cristiani di una Città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la verità, perché verrebbe meno alla fedeltà verso Dio Creatore e non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male”.
“Vorrei – ha proseguito il Papa -, a tale riguardo, limitarmi a leggere quanto dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale, dopo avere rilevato che gli atti di omosessualità sono contrari alla legge naturale, così si esprime: ‘Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione’ (CCC 2358).
La Madre celeste ci assista con la sua protezione”. (cfr. “Bollettino quotidiano della Sala Stampa del Vaticano”, 9 luglio 2000)