Fides, 14-7-2000
CINA-EUROPA
Bruxelles (Fides) – Il viaggio del Primo Ministro Zhu Rongji in Europa ha portato molte aperture economiche nel rapporto Cina- Vecchio continente, ma ha fatto emergere un forte disaccordo sui diritti umani e sulla libertà religiosa. Durante la visita al "quartier generale" della Comunità Europea a Bruxelles, Zhu Rongji, parlando con la Commissione Europea ha definito l’Europa "uno dei più importanti partner commerciali" del suo paese. Nel suo viaggio che, dal 27 giugno, lo ha portato in Bulgaria, Germania, Lussemburgo, Olanda, Italia, Belgio, il Primo Ministro ha potuto incontrare e sottoscrivere molti accordi commerciali. Ma egli ha pure fatto notare che Europa e Cina sono "in disaccordo" sulla questione dei diritti umani e ha blandito di ignoranza e superficialità un rapporto di Amnesty International sulle violazioni in atto nel suo paese.
Durante la permanenza a Roma, nessuno della delegazione cinese ha avuto contatti col Vaticano. Zhang Quiye, portavoce del Ministero degli Esteri, in una conferenza stampa ha spiegato che la Cina "vuole migliorare i rapporti col Vaticano", ma ha aggiunto che la Santa Sede deve accettare due precondizioni: "rompere le relazioni diplomatiche con Taiwan" e "non interferire negli affari interni della Cina, sfruttando la religione".
A proposito
delle ultime ordinazioni di vescovi della Chiesa ufficiale non approvati dal
Vaticano e fortemente voluti da governo e Associazione Patriottica, la
portavoce ha precisato che la situazione ecclesiastica attuale "non
cambierà mai" e che "l’Associazione Patriottica continuerà ad
esistere". Secondo la portavoce – che si è dichiarata "non
esperta" in materie ecclesiastiche – la situazione riflette "il
desiderio delle masse di cinesi credenti". Nel gennaio scorso e in maggio
le ordinazioni illegali sono state criticate con forza da molti vescovi e
fedeli della Chiesa ufficiale, che vedono in queste decisioni il pericoloso
sorgere di una chiesa nazionale scismatica.
Roma - I giovani della Repubblica Popolare Cinese trovano grande difficoltà a partecipare al Giubileo. E’ quanto emerge dalla testimonianza di quattro giovani cattolici cinesi venuti a Roma come volontari all’Expo Missio 2000. "Sono un volontario del Giubileo, ed è sicuramente una grazia ed un’esperienza straordinaria, ma per molti cinesi questa è ancora una cosa impossibile". I problemi che si registrano sono anzitutto di carattere economico ai quali si aggiungono le difficili procedure burocratiche relative al rilascio del visto e del permesso da parte del governo. In pratica occorrono più di sei mesi per concludere le pratiche e ottenere l’autorizzazione ad uscire dal paese.
Il tutto causa il freno e lo scoraggiamento del flusso dei pellegrini verso Roma. I giovani nella loro testimonianza hanno anche sottolineato la situazione in cui vive la Chiesa del loro paese. "La Cina è stata sotto il dominio del comunismo per moltissimi anni. Solo negli anni ottanta si è avuta un’apertura verso la Chiesa, ma si tratta tuttavia di una libertà limitata, poiché c’è ancora un forte controllo…" Secondo informazioni di Fides, per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù di agosto, centinaia di giovani cinesi vorrebbero partecipare all’avvenimento, ma non hanno ancora ricevuto l’autorizzazione. (G.E.)