Fides, 15-9-2000
ISRAELE
Custodia di Terrasanta: campagna contro il sì del governo sulla moschea di
Nazareth
Gerusalemme - La Custodia della Terrasanta a Gerusalemme lancerà la settimana prossima una campagna di pressione internazionale a nunziature, ambasciate, vescovi e cristiani di tutto il mondo, per informarli sulla situazione di pericolo per i pellegrini che visitano Nazareth, dove l’inizio della costruzione di una moschea da parte del governo israeliano, in favore di gruppi fondamentalisti islamici, sta creando frizioni e violenze. La campagna, attraverso lettere inviate nelle sedi di tutto il mondo, chiede ai governi e alle Conferenze episcopali di preoccuparsi della sicurezza dei loro cittadini e fedeli, visto che lo stato di Israele si mostra refrattario ad ogni azione. Insieme alle altre chiese cristiane, la Custodia sta anche programmando una serrata a tempo indeterminato dei luoghi santi della Galilea, come ultimo rimedio per convincere il governo a recedere dal suo proposito.
In una conversazione con Fides, il Custode della Terrasanta, p. Giovanni Battistelli, ofm, ha criticato l’atteggiamento dell’attuale Ministro degli Esteri, Shlomo Ben Ami, autore principale della decisione per la costruzione della moschea, e il suo rifiuto ad ascoltare i leader cristiani da lui ricevuti, che rivendicano tuttora la revoca della decisione a costruire la moschea: "Ho scritto lettere a Ben Ami e al ministro Haim Ramon, ma non ho ottenuto alcuna risposta. Poi, il 14 agosto, il ministro Ben Ami ha visitato il Vaticano ed ha promesso a mons. Jean Louis Tauran che mi avrebbe invitato per un dialogo. Alcuni giorni fa mi sono visto con lui, insieme a tutti i leaders cristiani di Terrasanta, ma quando tutti abbiamo accennato al problema della moschea di Nazareth, egli ha rifiutato di parlarne, rimandando genericamente al futuro".
Anche i patriarchi e i vescovi di Terrasanta stanno preparando una lettera aperta in risposta al "black out" su Nazareth attuato dal ministro Shlomo Ben Ami durante la riunione coi leaders cristiani lo scorso 11 settembre.
Intanto a Nazareth alcuni camion hanno scaricato materiale da costruzione nello spazio antistante la basilica dell’Annunciazione, dove il governo intende costruire la moschea. "Ogni giorno, dice p. Battistelli, vi sono gruppi che presidiano il luogo e al momento della preghiera, la piazzetta si riempie di centinaia di giovani islamici"
La situazione rimane molto tesa perché la vicinanza alla basilica fa sì che i pellegrini cristiani debbano necessariamente passare affianco alla moschea e a i gruppi fondamentalisti. Nei mesi scorsi giovani del gruppo hanno lanciato pietre e topi morti contro i pellegrini e hanno distribuito manifesti offensivi e pieni di minacce verso i cristiani e il Papa. In molti casi la polizia israeliana ha assistito alle violenze senza fare nulla.
La decisione a costruire la moschea è stata criticata a più riprese dalle autorità islamiche in Israele e nel mondo arabo. Anche Yasser Arafat si è detto contrario. Il 13 settembre scorso una delegazione dell’Autorità Palestinese si è recata di nuovo a Nazareth per convincere il gruppo islamico ad abbandonare il terreno rivendicato, ma inutilmente.
Il 13 settembre il Custode di Terrasanta ha pure incontrato il nuovo Presidente della Repubblica, Moshe Katsav, al quale ha riferito le sue preoccupazioni riguardanti Nazareth, invocandone l’intervento.