L’Osservatore
Romano, 14 ottobre 2000
Dall’udienza
ai partecipanti all’8° Colloquio Internazionale di Mariologia, Venerdì 13
Ottobre 2000:
Carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Sono lieto
di accogliervi quest'oggi, in occasione dell'ottavo Colloquio Internazionale di
Mariologia sul tema «San Luigi Maria Grignion de Montfort: Spiritualità
trinitaria in comunione con Maria». Saluto tutti con affetto: gli
organizzatori, i relatori, i partecipanti. Un particolare ringraziamento
rivolgo a Mons. François Garnier, Vescovo di Luçon, per le calorose espressioni
con cui ha interpretato i comuni sentimenti.
L'odierno
incontro richiama alla memoria quello che nel 1706 avvenne qui a Roma tra il
mio venerato predecessore Clemente XI ed il missionario bretone, Grignion de
Montfort appunto, venuto a domandare al Successore di Pietro luce e conforto
per il cammino apostolico che aveva intrapreso. Ripenso, altresì, con
gratitudine al pellegrinaggio che la Provvidenza mi ha dato di compiere alla
tomba di questo grande Santo a Saint-Laurent-sur-Sèvre il 19 settembre 1996.
Per me san
Luigi Maria Grignion de Montfort costituisce una significativa figura di
riferimento, che mi ha illuminato in momenti importanti della vita. Quando da
seminarista clandestino lavoravo nella fabbrica Solvay di Cracovia, il mio
direttore spirituale mi consigliò di meditare sul Trattato della vera devozione
alla Santa Vergine. Lessi e rilessi più volte e con grande profitto spirituale
questo prezioso libretto ascetico dalla copertina azzurra che si era macchiata
di soda. Ponendo la Madre di Cristo in relazione al mistero trinitario, il
Montfort mi ha aiutato a capire che la Vergine appartiene al piano della
salvezza per volontà del Padre, come Madre del Verbo incarnato, da Lei
concepito per opera dello Spirito Santo. Ogni intervento di Maria nell'opera
della rigenerazione dei fedeli non si pone in competizione con Cristo, ma
deriva da lui ed è al suo servizio. L'azione che Maria svolge nel piano della
salvezza è sempre cristocentrica, fa cioè direttamente riferimento ad una
mediazione che avviene nel Cristo. Capii allora che non potevo escludere la
Madre del Signore dalla mia vita senza disattendere la volontà di Dio-Trinità,
che ha voluto «iniziare e compiere» i grandi misteri della storia della salvezza
con la collaborazione responsabile e fedele dell'umile Serva di Nazaret.
Rendo anche
ora grazie al Signore per aver potuto sperimentare quanto anche voi avete avuto
modo di approfondire in questo colloquio, che cioè l'accoglienza di Maria nella
vita in Cristo e nello Spirito introduce il credente nel cuore stesso del
mistero trinitario.
2. Fratelli e
Sorelle carissimi, durante il vostro Simposio vi siete soffermati sulla
spiritualità trinitaria in comunione con Maria: aspetto, questo,
caratterizzante dell'insegnamento di Montfort.
Egli, infatti,
non propone una teologia senza influsso nella vita concreta e nemmeno un
cristianesimo «per procura», senza assunzione personale degli impegni derivanti
dal Battesimo. Al contrario, egli invita ad una spiritualità intensamente
vissuta; stimola ad un dono, liberamente e consapevolmente deciso, di sé a
Cristo e, mediante Lui, allo Spirito Santo e al Padre. In questa luce si
comprende come il riferimento a Maria renda perfetta la rinnovazione delle
promesse battesimali, poiché è proprio Maria la creatura «più conforme a Gesù
Cristo» (Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, 121).
Sì, tutta la
spiritualità cristocentrica e mariana insegnata da Montfort deriva dalla
Trinità e ad essa conduce. Al riguardo, colpisce la sua insistenza sull'azione
delle tre Persone divine nei confronti di Maria. Dio Padre «ha dato il suo
unico Figlio al mondo soltanto per mezzo di Maria» e «vuole avere figli per
mezzo di Maria fino alla fine del mondo» (ibid., 16 e 29). Dio Figlio «si è
fatto uomo per la nostra salvezza, ma in Maria e per mezzo di Maria» e «vuole
formarsi e per così dire incarnarsi ogni giorno, per mezzo della sua cara madre
nelle sue membra» (ibid., 16 e 31). Dio Spirito Santo «ha comunicato a Maria,
sua fedele Sposa, i suoi doni ineffabili» e «vuole formarsi in Lei e per mezzo
di Lei degli eletti» (ibid., 25 e 34).
3. Maria
appare, pertanto, come spazio di amore e di azione delle Persone della Trinità,
e il Montfort la presenta in prospettiva relazionale: «Maria è tutta relativa a
Dio e la chiamerei benissimo la relazione a Dio, che esiste solo in rapporto a
Dio» (ibid., 225). Per questo la Tutta Santa conduce alla Trinità. Ripetendole
ogni giorno «Totus tuus» e vivendo in sintonia con Lei, si può giungere all'esperienza
del Padre nella fiducia e nell'amore senza limiti (cfr ibid., 169 e 215), alla
docilità allo Spirito Santo (cfr ibid., 258) ed alla trasformazione di sé
secondo l'immagine di Cristo (cfr ibid., 218- 221).
Qualche volta
accade che nella catechesi e anche negli esercizi di pietà si lasci
nell'implicito «la nota trinitaria e cristologica, che in essi è intrinseca ed
essenziale» (Esort. ap. Marialis cultus, 25). Nella visione di Grignion de
Montfort, al contrario, la fede trinitaria permea interamente le preghiere
rivolte a Maria: «Ti saluto, Maria, Figlia amabilissima dell'eterno Padre,
Madre mirabile del Figlio, Sposa fedelissima dello Spirito Santo, tempio
augusto della Santissima Trinità» (Metodi per recitare il Rosario, 15).
Similmente nella Preghiera infocata, diretta alle tre Persone divine e
proiettata sugli ultimi tempi della Chiesa, Maria è contemplata come la
«montagna di Dio» (n. 25), ambiente di santità che eleva a Dio e trasforma in
Cristo.
Possa ogni
cristiano fare propria la dossologia che il Montfort pone sulle labbra di Maria
nel Magnificat: «Si adori e benedica / il nostro unico e vero Dio! / L'universo
risuoni / e si canti in ogni luogo: / Gloria all'eterno Padre, / gloria al
Verbo adorabile! / La stessa gloria allo Spirito Santo / che col suo amore li
unisce in un vincolo ineffabile» (Cantico, 85,6).
Nell'implorare
su ciascuno di voi la continua assistenza della Vergine Santa, perché possiate
vivere la vostra vocazione in comunione con Lei, nostra Madre e modello, vi
imparto di cuore una speciale Benedizione Apostolica.