Corriere,
30 ottobre 2000
L’arcivescovo di Bologna aveva chiesto una via preferenziale per gli «immigrati cattolici». Buttiglione (Cdu): «Ha ragione il cardinale»
«La
Chiesa viene offesa ogni ora con giudizi malevoli, processi alle intenzioni e
persecuzioni»
MILANO -
Questa volta le parole «islam» e «musulmani» non le ha mai pronunciate. Niente
accuse contro gli islamici, già definiti «integralisti». Nessun appello ai
politici, già stigmatizzati per la loro «straordinaria imprevidenza», affinché
salvino «l’identità della nazione» preferendo gli immigrati cattolici. Ma
neanche ieri il cardinal Giacomo Biffi si è tirato indietro. Solo che questa
volta, dopo una messa celebrata nella cattedrale di Bologna, ha preferito usare
l’arma dell’ironia per difendere i cristiani, accusati di «presunzione» e
«intolleranza» a causa del loro «buon umore» e della loro «non omologazione
alla cultura imperante». «Grande è la fortuna dei credenti in Cristo - ha detto
il cardinale -, però non andate a dirlo agli altri, non la capirebbero. E
potrebbero anche avercela a male, scambiando per presunzione il nostro buon
umore per la felice consapevolezza di quello che siamo.
«C’è perfino
il rischio di essere giudicati intolleranti: solo perché non ci riesce di
omologarci, possibilmente con cuore contrito, alla cultura imperante;
intolleranti solo perché non ci riesce di smarrirci, come sarebbe
"politicamente corretto", nella generale confusione delle idee e dei
comportamenti».
Confusione
causata dallo smarrimento della fede, secondo Biffi. «La vera differenza - ha
spiegato - non è tanto tra credenti e non credenti, ma tra credenti e
creduloni». Questi ultimi indottrinati dalle «catechesi ideologiche inflitte
ogni giorno dalla televisione». Chi crede in Cristo, invece, non potrà mai
essere «ricondotto in schiavitù». Non ha scuse da chiedere il cardinale, né a
suo nome né a nome della Chiesa. Anzi: «In ogni ora della storia il
"mondo" offende la sposa di Cristo con giudizi malevoli, processi
alle intenzioni, calunnie, oltre che con frequenti attentati alla libertà della
sua missione e con persecuzioni anche cruente. E non se ne scusa mai».
Dopo
l’appoggio di Fini, ieri Biffi ha incassato anche la solidarietà del segretario
del Cdu, Rocco Buttiglione - che lo definisce «un don Camillo dei tempi
moderni» - e di Vittorio Sgarbi, che vorrebbe premiarlo con una medaglia.
Intanto, ieri, sui muri delle chiese di Bologna sono apparse scritte contro
Biffi e la Chiesa, equiparati a nazismo e fascismo. «Gesti inqualificabili»
secondo il presidente diessino della Regione, Vasco Errani. Scritte «dei
nazi-comunisti al potere», secondo il leghista Mario Borghezio.
Al.
T.