Fides,
3/11/2000
L’Avana
(Fides) – La famosa "Croce dei giovani", che nell’agosto scorso era a
Roma per la Giornata Mondiale della Gioventù 2000, si trova in questo momento a
Cuba nella chiesa della Vergine del Carmelo. Era stato l’arcivescovo de
l’Avana, card. Jaime Ortega, a chiedere che la croce simbolo delle Giornate
Mondiali della Gioventù arrivasse a Cuba per essere esposta nelle differenti
diocesi dell’isola. Ma il governo dell’Avana ha chiesto alla Chiesa cubana di
rinunciare a questo progetto.
La Croce, di
legno scuro e alta tre metri, fu consegnata da Giovanni Paolo II ai giovani del
mondo intero in occasione della prima Giornata Mondiale della Gioventù, nel
1984, e da allora ha attraversato numerosi paesi. Dopo quindici anni e sette
incontri mondiali dei giovani, nell’agosto scorso era stata portata a Roma, per
la GMG 2000.
Commentando
l’indicazione del governo comunicata dal Responsabile dell’ufficio per gli affari
religiosi del partito comunista cubano, Caridad Diego, una fonte ufficiale
della Conferenza episcopale ha detto che "è stato chiesto di non portare
la Croce in pellegrinaggio, senza fornire alcuna spiegazione".
"L’idea – ha precisato la fonte – era che la Croce facesse il giro
dell’isola partendo dal santuario di Nostra Signora de la Caridad del Cobre a
Santiago di Cuba il 24 settembre scorso. Il percorso si sarebbe concluso a
l’Avana alla fine di dicembre, per la celebrazione del Congresso eucaristico
diocesano. Non si sarebbero tenute processioni all’esterno, ma solo
l’esposizione della Croce all’interno delle chiese delle diocesi
dell’isola".
Ricordiamo che
simili proibizioni erano già state stabilite dal governo cubano: il 10 aprile
erano state proibite, e poi autorizzate con riserva, le processioni della
Settimana Santa. (vedi Fides del 14 aprile 2000). Le processioni pubbliche,
elemento fondamentale della cultura ispano-americana, erano state reintrodotte
con la visita di Giovanni Paolo II a Cuba nel gennaio 1998. In questo rifiuto
per la Croce della GMG molti hanno visto una conferma della campagna di
restrizioni della libertà della Chiesa e della dissidenza in corso nell’isola
(vedi Fides del 7 aprile 2000). Riguardo all’autorizzazione concessa all’ultimo
momento di sfilare in processione in alcune città, sembra che essa sia legata
ad una concessione del governo piuttosto che al riconoscimento del diritto di
libertà religiosa.
Malgrado
l’adozione di riforme, la transizione verso un regime più aperto alla pratica
della religione si realizza molto lentamente a Cuba. Il card. Jaime Ortega il
17 ottobre, durante un colloquio a Stoccolma con i membri del governo svedese
ed alcuni leader religiosi, ha affermato che "resta molto da fare perché
le chiese possano beneficiare di una certa apertura da parte dello stato. Non
si può dire che ci siano stati grandi cambiamenti fino ad oggi". A metà
novembre i vescovi cubani si riuniranno per decidere la destinazione della
Croce della GMG.