Misna (Missionary Service News Agency), 8 NOV 2000 (3:00)

 

CHINA

 

Pechino intensifica attività di controllo su Internet

 

Le autorità cinesi hanno lanciato una nuova offensiva contro Internet, nel timore che la rete possa essere usata per diffondere propaganda anti-governativa. I responsabili dei siti che contengono "chat-rooms" ("stanze" dove si può dialogare con altre persone) devono accertarsi che gli utenti non inviino messaggi considerati "illegali", ovvero che "minaccino la costituzione e la sicurezza dello Stato". Inoltre i proprietari di siti web che non siano gestiti da autorità statali devono richiedere l’autorizzazione ad un apposito ufficio. Ai siti che diffondono notizie, è proibito elaborarne di proprie. Possono usufruire dei contenuti forniti dai media statali, ma solo dopo aver stipulato un contratto con queste organizzazioni. Se invece fanno riferimento ad organi di stampa esteri, devono ottenere un permesso governativo. Pechino ha già fatto chiudere il sito del culto "Falung Gong", misto di buddismo e taoismo messo al bando lo scorso anno, ed ha bloccato l’accesso dei cittadini cinesi ad alcuni siti quali Bbc, Cnn e Yahoo. In Cina, dall’inizio dell’anno, i navigatori in rete sono raddoppiati, fino a toccare in agosto i 16,9 milioni. Lo scorso maggio Amnesty International ha lanciato un appello per la liberazione di Lin Hai, imprenditore informatico in carcere dal 1988 con l’accusa di aver fornito 30mila indirizzi di posta elettronica di cittadini cinesi ad una rivista straniera che, secondo Pechino, diffondeva materiale sovversivo. Lo scorso giugno, invece, è finito in prigione Huang Qi, webmaster del primo sito cinese sui diritti umani. Il sito è stato chiuso e l’uomo è stato incriminato per "atti sovversivi contro lo Stato". (LM)