Misna
ALGERIA,
10 NOV 2000 (1:1)
L'organizzazione
di difesa dei diritti umani Amnesty International ha chiesto al governo di
Algeri di revocare il perdono concesso lo scorso anno ai ribelli islamici di
matrice integralista. "Non si deve cancellare il passato con un colpo di
spugna" ha affermato mercoledì scorso Daniele Scaglione, presidente della
sezione italiana di Amnesty, durante la presentazione del rapporto
"Algeria: verità e giustizia oscurate dall'ombra dell'impunità".
"Ogni mese nel Paese nordafricano vengono uccise circa duecento persone ma
- ha proseguito Scaglione - si crede che questo paese possa avere un futuro
senza fare i conti con la giustizia". Amnesty ricorda che a partire dal
1992 le forze di sicurezza e i membri delle milizie armate dallo Stato hanno
commesso innumerevoli crimini e violazioni dei diritti umani, ma non hanno mai
dovuto renderne conto. Un' impunità che rischia oggi di essere estesa anche
alle forze armate di opposizione, i cosiddetti 'gruppi islamici', che nello
stesso periodo si sono rese responsabili di gravissimi crimini. La Legge sulla
concordia civile voluta dal Presidente Bouteflika prevede l'esenzione
dall'imputabilità per i membri di questi gruppi che non si siano resi colpevoli
di violenze e si siano arresi entro il 13 gennaio 2000. "Ma quali indagini
sono state compiute per verificare se queste persone davvero non si siano
macchiate di sangue innocente?" si chiede Scaglione. Nessuna, a quanto
risulta. A questa legge si è poi affiancata la quasi contemporanea approvazione
di una speciale amnistia presidenziale concessa ad alcuni membri e leader di
gruppi armati, provvedimenti che appaiono eseguiti con largo margine di
discrezionalità e senza criteri precisi. "Stupri, violenze, torture,
uccisioni di massa, esplosioni di bombe in luoghi pubblici e sparizioni -
aggiunge Scaglione - sono tutti crimini ancora senza colpevoli". Amnesty
chiede pertanto al governo algerino di porre immediatamente fine all'impunità
di cui continuano a godere gli esecutori di violazioni dei diritti umani,
passate e presenti. "È necessario sostenere un processo di riconciliazione
nazionale e di pace all'insegna del rispetto dei diritti umani e del ritorno
alla fiducia nel sistema giudiziario perché si tratta di due condizioni
imprescindibili per garantire di fatto all'Algeria una pace duratura"
conclude Amnesty. (BL)