Fides, 11/11/2000

 

 

STATI UNITI


Human Rights Watch: Presidente Clinton, in Vietnam parli dei diritti umani!

 

New York (Fides) – Mentre Bill Clinton sta preparando la sua visita in Vietnam, il 17 e 18 novembre, Human Rights Watch chiede al presidente americano di dare priorità alle questioni che riguardano i diritti umani nei colloqui con i governanti vietnamiti. L’organizzazione nota che negli ultimi tempi il Vietnam ha fatto alcuni passi in avanti in tema di diritti umani, tuttavia alcune fondamentali libertà sono ancora seriamente limitate: in particolare la libertà di espressione dei dissidenti e quella di associazione dei gruppi religiosi indipendenti. E’ quindi necessario che gli Stati Uniti abbiano un approccio più energico con il Vietnam sulle questioni dei diritti umani: non basta solo dare impulso agli accordi bilaterali per il commercio, ma anche ottenere miglioramenti concreti sulla situazione dei diritti umani.

Questi i temi che Human Rights Watch raccomanda di affrontare al presidente Clinton durante la sua visita in Vietnam:

1.                   Chiedere il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici e religiosi, far cessare la sorveglianza e la persecuzione contro i dissidenti, compresi quelli rimessi in libertà.

2.                   Sottolineare che il documento del Vietnam su diritti umani e diritti del lavoro sarà attentamente esaminato nel prossimo dibattito che riguarderà l’accordo commerciale con il Vietnam ed il riconoscimento della sua posizione di Most Favored Nation.

3.                   Sollecitare il Vietnam a cooperare più decisamente con gli organismi dei diritti umani dell’Onu e ad applicare le raccomandazioni del gruppo di lavoro Onu sulla detenzione arbitraria (che ha visitato il Vietnam nel ’94) e del Relatore speciale dell’Onu sull’intolleranza religiosa (che ha visitato il paese nel ’98). Il Gruppo di lavoro, tra l’altro, ha richiesto che il trattamento dei prigionieri sia adeguato agli standard internazionali. Il rapporto del Relatore Onu sull’intolleranza religiosa ha raccomandato che gli imprigionati per la loro fede religiosa, dopo essere stati rilasciati dalle prigioni, riacquisiscano il diritto ad esercitare la loro attività religiosa con pieni diritti e libertà.

4.                   Appoggiare il processo di riforma delle leggi in Vietnam. Tale riforma dovrebbe riguardare non solo i problemi commerciali ma anche le leggi sui criminali, la stampa e la sicurezza nazionale. Invitare il governo vietnamita a introdurre una legislazione che garantisca, sia in linea teorica che pratica, i diritti alla libertà di opinione ed espressione, di riunione ed associazione, e specialmente l’abrogazione della Direttiva 31/Cp sulla detenzione amministrativa.

5.                   Incoraggiare il Vietnam ad adottare una maggiore trasparenza e responsabilità nel sistema legale e penale, oltre a fare pressione perché venga stabilita una magistratura indipendente ed imparziale. Sollecitare il permesso agli osservatori internazionali e al personale di controllo indipendente perché accedano ai processi e possano incontrare le persone rinchiuse in prigione o in detenzione amministrativa.

6.                  Sollecitare il governo vietnamita a mettere fine alla censura e al controllo sui sistemi di comunicazione nazionali, compresi Internet e i mezzi di comunicazione elettronici, riconoscendo che una stampa libera è essenziale per la promozione dei diritti civili e politici. Il governo dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di abrogare o emendare la legge sulla stampa del 1999 e la legge sulle pubblicazioni del 1993, che limitano i diritti della stampa nazionale e straniera di riportare notizie indipendentemente e con dettagli, senza incorrere in condanne o censure.