Fides,
15/11/2000
VIETNAM
Hanoi (Fides) – La repressione della libertà religiosa è ancora un triste verità in Vietnam: alla vigilia del viaggio di Bill Clinton, primo presidente americano a visitare il paese (17-18 novembre), l’organizzazione americana Freedom House, che difende diritti umani, democrazia e libertà religiosa, ha pubblicato otto documenti del governo vietnamita e di funzionari del partito comunista. Il dossier giustifica e riafferma repressione e stretto controllo sulle religioni, specialmente sul cristianesimo. Nella sua visita, il presidente americano segnalerà il problema della libertà religiosa: ha chiesto infatti di incontrare l’arcivescovo Pham Minh Man nella cattedrale dell’Immacolata a Ho Chi Minh city.
Il dossier di 50 pagine, segnato dalla dicitura "top secret", offre un’idea complessiva di strategie e azioni del partito e del governo sulla religione. Alcuni documenti partono dal governo centrale per estendersi alle province; altri sono prodotti da funzionari comunisti nella provincia Nordovest di Lao Cai. "I documenti sono la prova inconfutabile che la repressione è ancora pienamente attuata, giorno per giorno" afferma Freedom House. Il governo vietnamita, però, ha smentito l’autenticità dei documenti pubblicati.
Uno dei documenti citati, prodotto dall’Ufficio per le Minoranze e gli Affari Religiosi a Lao Cai nel dicembre 1998, accusa i cristiani vietnamiti di collusione con i nemici dello stato, già da prima della colonizzazione francese, a metà del XIX sec. "I nemici imperialisti intendono sfruttare la religione come importante fattore di opposizione al movimento rivoluzionario" si legge. I funzionari di Lao Cai attaccano duramente il Vaticano e il governo degli Stato Uniti. La Santa Sede è accusata di indottrinare i cattolici sulle modalità con cui i gruppi religiosi hanno aiutato il crollo dei regimi comunisti in Europa: "Il Vaticano ha inviato organizzazioni religiose per dare aiuti finanziari e direttive reazionarie in cui si condivide con la Chiesa cattolica vietnamita l’esperienza di opposizione ai regimi comunisti nell’Europa dell’Est e nell’Unione Sovietica (…) Il Vaticano cerca di separare il popolo dal partito".
Secondo il documento, Washington cerca di fomentare la ribellione delle minoranze etniche dei montagnard, manovrando varie denominazioni protestanti. Il testo esprime preoccupazione per l’aumento dei cristiani protestanti dal 1991 ad oggi: il loro numero ha raggiunto le 50mila unità nella provincia di Lao Cai.
Un altro documento di maggio 1999, redatto in Hanoi da una commissione governativa, attribuisce le crescenti conversioni all’influenza delle trasmissioni radiofoniche di emittenti religiose nelle Filippine, che arrivano in remote aree del paese. Un secondo documento della stessa commissione, datato marzo 1999, ammette che la persecuzione religiosa sui cristiani si è rivelata controproducente. Essa ha provocato "curiosi effetti opposti": "Con una politica più aperta, il numero dei cristiani sale lentamente; con la repressione, la cristianità cresce più velocemente". Il documenti esorta i funzionari di governo a controllare strettamente leader religiosi e missionari.
Con l’avvento al potere dei comunisti, nel 1975, molti leader religiosi furono arrestati, le proprietà della Chiesa espropriate, seminari chiusi e preti espulsi. Secondo un recente rapporto di Human Rights Watch, una ventina di leader cristiani di etnia hmong e hre sono tuttora agli arresti. In carcere vi sono pure almeno tre religiosi cattolici: John Bosco Pham Minh Tri, Bernard Nguyen Viet Huan e Michael Nguyen Van Tinh (cfr. Fides 26 marzo 1999). Hanoi continua a imporre il suo parere per i candidati al sacerdozio, a stabilire il numero delle parrocchie e a dare il consenso sulla nomina dei vescovi. Con il Nuovo Regolamento sulle attività religiose, in vigore dal 4 maggio 1999 (cfr. Fides 21 maggio 1999), il governo si arroga pure il diritto di vagliare la vocazione religiosa dei vietnamiti membri di istituti missionari.
Sui 79 milioni di abitanti, si stima che circa il 10% sono cristiani. I cristiani non sono i soli a subire repressione: anche la Chiesa Buddista Unificata è vittima di persecuzioni.