Corrispondenza Romana, 18-11-2000, n. 690

 

La Camera dei Lord respinge per la terza volta l’abbassamento a 16 anni del limite minimo per i rapporti omosessuali

 

Per la terza volta in due anni, la Camera dei Lord ha respinto la proposta, ripresentata dal Governo laburista inglese, di abbassare da 18 a 16 anni l’età minima consentita per avere rapporti omosessuali. La Camera ha inoltre votato a maggioranza una norma che prevede come reato l’adescamento attuato dal maggiorenne che, approfittandosi del proprio ruolo di educatore, seduca un minore al fine di avere rapporti sessuali.

Questa volta, però, l’opposizione dei Lord ha un valore soltanto simbolico. Infatti il Parliament Act consente ai Pari di bloccare le proposte di legge soltanto per un anno. Ma avendo, la Camera dei Lord, già respinto un progetto di legge simile in precedenti sessioni parlamentari, l’ultima proposta diventerà legge entro la fine dell’anno, perché fortemente voluta dal primo ministro Tony Blair, nonostante la reiterata opposizione dei Lord.

Lady Young, che ha guidato la campagna contro questa legge, ha protestato sostenendo che sarebbe '‘moralmente indifendibile ed un oltraggio costituzionale” usare il Parliament Act per forzare l’opposizione parlamentare, e rimarcando il fatto che all’abbassamento di età si è dichiarata contraria la maggioranza della popolazione. La Young ha inoltre ricordato che “questa legge non era neanche nel manifesto programmatico del Partito Laburista. I “Parliament Act furono ideati per questioni di grande importanza costituzionale a livello nazionale, non per i diritti degli omosessuali” (cfr. “The Daily Telegraph”, 14 novembre 2000).