Fides, 24/11/2000

 

VIETNAM

 

Scheda - 5 milioni di fedeli, a 40 anni dall’istituzione della gerarchia

 

Ho Chi Minh City (Fides) – Venticinque diocesi, 40 vescovi (ma 3 sedi vacanti), oltre 2300 sacerdoti, 11mila fra religiosi e religiose, 5 milioni di fedeli (secondo altre fonti i cattolici in Vietnam invece sarebbero circa 8 milioni). Nel celebrare il 40° anniversario dell’erezione della gerarchia nel paese, i vescovi del Vietnam fanno il quadro della situazione della Chiesa locale.

Le statistiche, affidate al laico Do huu Nghiem, sono aggiornate al 12 ottobre 2000. "I numeri, però – spiega un fonte ecclesiale di Fides in Vietnam – offrono l’immagine ufficiale della Chiesa in Vietnam, che è approssimativa: vi sono infatti sacerdoti e seminaristi ‘clandestini’, non riconosciuti dal governo, che non rientrano nei conteggi. Inoltre non si contano clero religiosi e laici che vivono fuori dal paese".

Questi i dati ufficiali della Chiesa vietnamita:

Diocesi: 25. Hanoi (metropolitana) con 9 diocesi suffraganee; Hue (metropolitana) con 5, Saigon (metropolitana) con 8. Gerarchia: 1 cardinale arcivescovo (Hanoi), 2 arcivescovi, 22 vescovi diocesani, 6 vescovi coadiutori, 5 vescovi ausiliari, 4 vescovi emeriti. Sedi vacanti: Hai Phong, Hung hoa, Bui chu. Sacerdoti (secolari e regolari): 2303. Religiose: 9739. Religiosi (non sacerdoti) 1629. Fedeli: 5.080.487

L’erezione della gerarchia in Vietnam risale al 24 novembre 1960. L’atto fu sancito dalla Costituzione apostolica "Venerabilium nostrorum", firmata da Papa Giovanni XXIII. Il documento considera il paese un’unica nazione, nonostante il permanere della divisione politica del Vietnam, avvenuta nel luglio 1954. Il territorio è diviso in tre province ecclesiastiche, con relative sedi metropolitane: Hanoi, Hue, Saigon. La provincia di Hanoi comprendeva 10 diocesi, coincidendo con il nord Vietnam; quella di Hue ne abbracciava 4, Saigon 6.

 

 

Clinton porta 200 milioni di dollari, ma la libertà è ancora tabù

 

Hanoi (Fides) – Si è conclusa con un generico appello alla libertà la storica visita del presidente americano Bill Clinton in Vietnam (17-19 novembre). "Le ostilità del passato sono finite, vogliamo collaborare" ha dichiarato Clinton, nonostante restino ancora perplessità su rispetto dei diritti umani e libertà politica e religiosa.

Dopo l’arrivo a Hanoi, il presidente si è recato a Ho Chi Minh City dove il 19 novembre ha visitato la cattedrale dell’Immacolata e ha avuto un colloquio con mons. Giovan Battista Pham Minh Man, arcivescovo locale. Clinton, però, non ha partecipato alla S. Messa, come previsto in un primo tempo, e si è intrattenuto con Pham Minh Man per soli 10 minuti. "Il presidente Clinton è arrivato con oltre un’ora di ritardo" ha spiegato a Fides mons. Pham Minh Man, e l’incontro è stato soltanto un saluto informale. Il colloquio doveva fornire a Clinton maggiori informazioni sulla libertà religiosa in Vietnam. Alla vigilia dell’arrivo di Clinton, l’organizzazione americana Freedom House aveva pubblicato un dossier di documenti segreti che dimostrava la repressione del governo sulle religioni (cfr. articolo in questo numero di Fides, ndr). "La situazione della Chiesa cattolica migliora, ma vi sono ancora di difficoltà e limitazioni" ha detto l’arcivescovo.

Clinton è il primo presidente americano a mettere piede in Vietnam dai tempi della guerra del Vietnam (1965-73), in cui sono morti tre milioni di vietnamiti e 58mila americani. Il presidente, pur essendo sul finire del mandato, ha promesso di riportare in patria tutti i resti dei caduti durante la guerra. L’opinione pubblica americana è molto sensibile alla sorte dei 1500 dispersi del Vietnam. Il governo vietnamita, che riceve da Washington oltre 100 milioni di dollari all’anno per le ricerche, ha esortato Clinton a fare di più. E Clinton ha promesso maggiori fondi.

La visita si è svolta fra l’entusiasmo della folla e la cautela del governo vietnamita. All’Università di Hanoi, Clinton ha ricordato il tema dei diritti umani e della libertà religiosa, ma la traduzione vietnamita, in diretta, è stata imprecisa. I cortei presidenziali hanno evitato con cura le campagne impoverite e i contadini che da settimane scioperavano contro le tasse. Alla vigilia dell’arrivo di Clinton, la polizia ha disperso contadini manifestanti contro la corruzione dei funzionari statali.

Il dialogo con il segretario del partito Le Kha Phieu si è incentrato su questioni economiche e strategiche. Clinton ha annunciato nuovi investimenti americani nel paese per 200 milioni di dollari. Una maggiore presenza degli Stati Uniti nel paese è utile ad Hanoi per bilanciare la presenza sempre più forte della Cina nel Sudest asiatico.

Stati Uniti e Vietnam hanno ristabilito rapporti diplomatici nel 1994, data che ha posto fine pure all’embargo economico.