Fides
01/12/2000
CINA
Pechino (Fides) – La popolazione cattolica della capitale ha accolto "nella più completa indifferenza" la celebrazione dei 50 anni dal lancio del Movimento delle tre Autonomie. Lo ha dichiarato a Fides una personalità della Chiesa di Pechino. Il Movimento, voluto da un prete del Sichuan, Wang Liangzuo, appoggiato dal Partito e ostacolato da fedeli e vescovi del tempo, segnava il tentativo di far nascere una Chiesa Cattolica staccata dal Vaticano e dalla Chiesa universale. Una ragazza di Pechino ha dichiarato a Fides "Quella della tre Autonomie è una pagina da cancellare nella storia della Chiesa cinese".
I 50 anni del Movimento, che all’avvento del maoismo voleva attuare l’indipendenza della Chiesa in Cina in materia di giurisdizione, missione ed economia sono stati celebrati il pomeriggio del 29 novembre scorso con una cerimonia nella Grande Sala dell’Assemblea del Popolo, in piazza Tiananmen. Per l’occasione erano stati precettati tutti i vescovi della Chiesa ufficiale, i rettori dei seminari, rappresentanti dei religiosi e delle religiose. Presenti anche esponenti del mondo protestante, buddista, taoista e musulmano. Assente invece Li Ruihuan, presidente della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese.
Il momento è stato riempito da un discorso del vescovo patriottico di Pechino, Michele Fu Tieshan e da alcune considerazioni di Wang Zhaoguo, capo del dipartimento del Fronte Unito, l’organizzazione che controlla tutte le religioni. Fu Tieshan ha sottolineato che "autonomia" non vuol dire "indipendenza riguardo alle dottrine e ai canoni…; non intendiamo maniere non ortodosse riguardo pratiche religiose o aspetti di fede". Egli ha comunque sottolineato che "autonomia significa che forze straniere non devono interferire negli affari religiosi della Cina".
Secondo alcuni presenti il discorso di Fu Tieshan era "ben articolato con una certa furbizia". Dopo aver partecipato alle ordinazioni illegali a Pechino lo scorso 6 gennaio, il vescovo patriottico si trova in una posizione di contrasto con la quasi totalità dei fedeli di Pechino che gli rinfacciano di aver fatto un gesto contro il Vaticano. In varie celebrazioni presiedute da lui, i fedeli hanno preferito uscire di chiesa, distribuendo nelle parrocchie la dichiarazione vaticana del 24 giugno scorso che ricorda ordinare vescovi senza l’accordo con la Santa Sede è "una grave violazione della disciplina canonica" ed implica "dure sanzioni" [cioè la scomunica di fatto (canone 1382). Al tempo, lo stesso canonista card. Vincenzo Fagiolo, ora defunto, aveva parlato di "scisma di fatto"- ndr].
Wang Zhaoguo ha difeso da parte sua la posizione dell’Associazione Patriottica e della Chiesa ufficiale che hanno criticato a suo tempo la canonizzazione dei martiri cinesi voluta dal Vaticano il 1 ottobre scorso.
Era la prima volta in due mesi che un politico criticava il Vaticano a proposito della canonizzazione. Secondo osservatori nella capitale, il governo sta cercando di dimenticare l’episodio, che ha dato una brutta immagine della Cina nel mondo. La stessa assenza di Li Ruihuan è letta da questi come un tentativo di dare la minore importanza possibile alla celebrazione del Movimento delle Tre Autonomie.
Durante tutto
l’anno si sono registrati segnali di insofferenza da parte della Chiesa
ufficiale verso la politica di controllo condotta dal Partito e dalla
Associazione Patriottica, mentre sempre più vescovi e sacerdoti si avvicinano
alle posizioni della Santa Sede.
Fu Tieshan ha domandato a tutti i vescovi presenti alla cerimonia di organizzare nelle loro diocesi delle assemblee per celebrare il Movimento delle Tre Autonomie anche a livello locale.